edicolè

Santa Inflatable
Pubblicato il 25 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

Racconto di Natale 2013

Mas­simo si alza pre­sto la mat­tina, tutti i giorni da vent’anni alle 5 è già in piedi, ormai non ha nean­che più biso­gno della sve­glia, si è abi­tuato. Si gira guarda la moglie che dorme e la bacia, un caffè bol­lente, una siga­retta, la barba e si parte.

Il tra­gitto è breve, circa 5 chi­lo­me­tri per una stra­dina di cam­pa­gna con poche case ai mar­gini a quell’ora deserta. D’estate la per­corre in meno di dieci minuti, ricorda a memo­ria le curve, i det­ta­gli e quella volta che dovette fre­nare di colpo per non inve­stire una lepre che sbucò dal prato all’improvviso. Adesso che è inverno impiega un paio di minuti in più, deve andare piano a quell’ora il fondo stra­dale è ghiac­ciato ci vuole prudenza.

Prima delle sei arriva al paese dove ha l’edicola. La luce del retro­bot­tega del for­naio è l’unico segno di vita, la guarda distrat­ta­mente ancora asson­nato, si fruga nelle tasche alla ricerca delle chiavi del nego­zio, apre, disin­se­ri­sce l’antifurto, accende le luci e richiude la porta die­tro di se, a quest’ora non si sa mai chi può esserci in giro meglio usare tutte le cautele.

Apre il cas­setto per riporvi un po’ di con­tante per i resti spe­rando che non arrivi, come al solito, Anto­nio, quello che, manco a farlo appo­sta, ogni mat­tina arriva e com­pra il gior­nale con 50 euro interi. Alle volte deve andare al bar affianco a chie­dere se, per favore, hanno loro il cam­bio per­chè dopo un quarto d’ora è già rima­sto senza resto. Ci pensa e sbuffa. Sarà un’altra lunga giornata.

Sente in lon­ta­nanza il rumore di un fur­gone, è quello delle con­se­gne, incon­fon­di­bile, un vec­chio ducato del 1982 con il fana­lino poste­riore destro rotto da anni ed una corda per tenere chiuso il por­tel­lone late­rale. Mas­simo si chiede come fac­cia ancora a fun­zio­nare, sem­bra sem­pre a punto di crol­lare a pezzi.

Ria­pre la porta e tira fuori le casse della resa, sem­pre più abbon­dante, si mette i guanti e aspetta di vedere Fran­ce­sco, il con­du­cente del fur­gone delle con­se­gne, un roma­nac­cio mezzo matto che grida come un pazzo tutte le mat­tine. In  fondo gli sta sim­pa­tico e lo capi­sce, lui, Fran­ce­sco, ini­zia alle 3 ogni giorno per cari­care gior­nali e rivi­ste da con­se­gnare alle “sue” 40 edicole.

Arriva, scende sbat­tendo la porta, slega la corda ed apre il por­tel­lone. Oggi sono 3 casse, il lunedì è sem­pre così, ci sono i set­ti­ma­nali tele­vi­sivi e i sup­ple­menti dei gior­nali. Que­sto è l’unica cosa che Mas­simo sa, cosa con­ten­gano quelle casse gli è ignoto, lui non ordina le pub­bli­ca­zioni a lui le man­dano d’ufficio nella varietà e nella quan­tità che qual­cuno, non si capi­sce con quale cri­te­rio, decide.

Ritira le casse saluta Fran­ce­sco ed apre il tavo­lino pie­ghe­vole, vi apre sopra la bolla di con­se­gna, un len­zuolo di carta che non fini­sce più, e ini­zia a spun­tare, a con­trol­lare la cor­ri­spon­denza tra quanto ripor­tato e quello che gli è stato con­se­gnato. Tira fuori gior­nali e perio­dici dalle casse, li conta, li posi­ziona al loro posto e spunta ogni voce. Sbuffa ancora, anche oggi 12 copie di “L’almanacco del sudoku” e solo 5 di “Sor­risi e Can­zoni TV”, come al solito. Ti man­dano sem­pre quello che non si vende e poco di quel che si vende, ammesso che ci siano ancora pro­dotti ven­di­bili. Negli ultimi tre anni le ven­dite si sono più che dimez­zate. Alza il capo chino sulla bolla e sbuffa di nuovo, “ma chi me l’ha fatto fare?” pensa tra se e se.

Oggi è Natale, la gente arri­verà più tardi rispetto al solito, non lavo­rano, loro, può fare le cose con un po’ più di calma rispetto agli altri giorni quando deve inter­rom­persi, fru­gare nelle casse alla ricerca di l’unica copia di “Armi e Tiro” che Fran­ce­sco, il figlio del salu­miere affianco, pare abbia sem­pre urgenza di leg­gere alle 6:30 della mattina.

Sono quasi le sette quando arriva la prima cliente, Anto­nella, una vedova sui cinquant’anni che più di una volta gli si è messa a pian­gere all’improvviso men­tre scam­bia­vano quat­tro chiac­chiere di cor­te­sia. Mas­simo prende il gior­nale e glielo porge, ormai cono­sce a memo­ria quello che la mag­gior parte dei pro­pri clienti, quelli rima­sti, vuole.

Pian piano ini­ziano ad arri­vare alla spic­cio­lata gli altri. Anziani, pen­sio­nati, sve­gli da ore che nella visita all’edicola rie­scono ad occu­pare un quarto d’ora della loro vuota gior­nata, poi papà con figli pic­coli alla ricerca dell’ultimo mostri­ciat­tolo in for­mato tasca­bile [a soli 2.50€, eh!] fug­giti da casa per non ritro­varsi coin­volti nei pre­pa­ra­tivi. “Cara vado a pren­dere il gior­nale, porto con me il bam­bino, non ti pre­oc­cu­pare, così tu puoi fare le tue cose con calma”, e via fino a mez­zo­giorno al bar a gio­care a scopa con un bic­chiere, o due, di vino men­tre il figlio/la figlia, giu­sta­mente, gli sal­tano sui piedi.

Ecco adesso che è finita la messa ci sarà l’assalto. E’ sem­pre così. In due minuti gli accal­cano davanti al ban­cone 30 per­sone india­vo­late che pare non siano in gradi di aspet­tare ordi­na­ta­mente il loro turno. Si spin­gono, pro­ten­dono mani con i soldi e pren­dono il gior­nale infi­lando il brac­cio in mezzo a chi gli sta davanti. Lui sor­ride e rin­gra­zia men­tre pensa che un giorno gli pia­ce­rebbe andare a sen­tire che dice il par­roco per otte­nere quest’effetto sulle per­sone appena escono dalla chiesa di fronte alla sua edicola.

Poi la calma, ancora qual­che, raro, cliente che si è ricor­dato che domani non escono i gior­nali e vuole avere i pro­grammi tele­vi­sivi anche per s.Stefano e Pina, un’anziana che tutti i giorni cam­bia idea almeno cin­que volte su quello che vuole.

Mas­simo con calma ini­zia a riporre i gior­nali ed a scri­vere le rese sula foglio della bolla. Ha ven­duto 150 gior­nali e 40 rivi­ste incas­sando circa 200 euro per un gua­da­gno, lordo, di una qua­ran­tina di euro.

Arri­vano le 13:00 si chiude, final­mente, oggi solo mezza gior­nata di lavoro.

Buon Natale a tutti i gior­na­lai d’Italia, a quelli che ancora con­ti­nuano ad andare in edi­cola e, natu­ral­mente, a chi ha avuto la [s]ventura di leg­gere que­sta breve sto­ria. AUGURI!

Santa Inflatable

Libro Tech & City
Pubblicato il 2 giugno 2013 by Pier Luca Santoro

Ciao Mamma Sono alla Tele

Tech and the City è una tra­smis­sione girata com­ple­ta­mente con smart­phone e tablet che va in onda tutte le dome­ni­che alle 18 su Ita­lia 7 Gold net­work tele­vi­sivo nazionale.

Al suo interno Gian­luigi Bona­nomi, gior­na­li­sta hi-tech, tiene una pro­pria rubrica in cui ogni set­ti­mana viene recen­sito un libro. Dome­nica scorsa è toc­cato al mio libro: “L’edicola del futuro, il futuro delle edi­cole. Ovvero che fine farà la carta stampata”.

Se in que­sta prima dome­nica di giu­nem­bre non avete di meglio da fare potete vederla, ascol­tarla, nel video sottostante.

Newspaper seller
Pubblicato il 25 maggio 2013 by Pier Luca Santoro

Se Spunta il Sole sulle Edicole

Mani­scal­chi, cia­bat­tini, lat­tai e per­fino “spe­gni­lu­mini” le pro­fes­sioni acco­mu­nate a quella dell’edicolante nei 132 com­menti alla mia intervista-recensione pub­bli­cata pochi giorni fa su «Il Fatto». Com­menti che pre­va­len­te­mente deno­tano un’ignoranza sul tema e che si aggro­vi­gliano su luo­ghi comuni sfo­ciando in que­relle sul finan­zia­mento pub­blico ai gior­nali ed altre ame­nità distanti dal tema di fondo ma che con­cor­dano, quasi, tutti su un una cosa: il destino delle edi­cole, e della carta stam­pata, è irri­me­dia­bil­mente segnato.

Newspaper seller

Il caso vuole, diciamo, che in un momento di slac­king, di inter­mezzo durante la pro­du­zione com­pul­siva di sli­des per un corso che terrò la set­ti­mana pros­sima, incappi nell’edicola del sole. Edi­cola la cui sto­ria è ben descritta su “L’Arancia”, pro­getto del Con­si­glio Nazio­nale del Nota­riato, che rac­conta come ci sia il ten­ta­tivo di rea­liz­zare un  fran­chi­sing di edi­cole su Roma, di soft­ware gestio­nali ed infor­ma­tiz­za­zione dell’edicola gestita e di quelle affi­liate, e per­sino  di fide­lity card e di un pro­getto di riqua­li­fi­ca­zione delle edi­cole, con “finan­zia­menti dal basso”, come rias­sume il video sottostante.

Temi pro­po­sti, in maniera più arti­co­lata, se posso dirlo, nel mio libro: “L’edicola del futuro, il futuro delle edi­cole. Ovvero che fine farà la carta stam­pata”, che il caso dell’edi­cola del sole dimo­stra quanto, volendo, siano con­cre­ta­mente realizzabili.

- Copyright Informant -
Pubblicato il 20 maggio 2013 by Pier Luca Santoro

La Carta Stampata di Fatto

Oggi su «Il Fatto» una mia inter­vi­sta che par­tendo dal mio libro: “L’edicola del futuro, il futuro delle edi­cole. Ovvero che fine farà la carta stam­pata”, ne riprende i con­cetti principali.

Se l’indissolubile con­nu­bio tra edi­cole e carta stam­pata e gli svi­luppi futuri vi inte­res­sano potete leg­gerla inte­gral­mente qui. Riporto sola­mente la frase introdutttiva:

Secondo Pier Luca San­toro, autore di “L’edicola del futuro, il futuro delle edi­cole — Ovvero che fine farà la carta stam­pata”, inter­net non è nemico della carta, anzi: “Il loro futuro è sem­pre più inscindibile”

Bonus track la mar­ke­ting map delle edi­cole del futuro ed il futuro delle edi­cole con­te­nuta nell’e-book

Com­ment is free.

- Copyright Informant -

- Copy­right Informant -

libro pls classifica Amazon
Pubblicato il 12 aprile 2013 by Pier Luca Santoro

Grazie [e dintorni]

Nel primo giorno di lan­cio il mio libro “L’edicola del futuro, il futuro delle edi­cole. Ovvero che fine farà la carta stam­pata” è primo nella cate­go­ria gior­na­li­smo su Ama­zon e nella top ten di Boo­kRe­pu­blic. Secondo Twee­tReach i nume­rosi con­tri­bu­tors su Twit­ter hanno gene­rato il rag­giun­gi­mento di oltre 54mila account e 68.550 impres­sion. Nume­ro­sis­sime le con­di­vi­sioni anche su Face­book ed altri social media, social network.

Oltre a rin­gra­ziare tutti coloro che hanno acqui­stato il libro e/o con­tri­buito alla sua dif­fu­sione, resto in attesa di un feed­back sulle pro­po­ste ope­ra­tive in esso con­te­nute. Cosa che è pos­si­bile fare o all’interno dell’apposito spa­zio dei com­menti o, se pre­fe­rite, inviando una mail all’indirizzo di posta elet­tro­nica con­te­nuto nel libro stesso o, ancora, attra­verso i diversi social media e social net­work come sem­pre più avviene da tempo.

Si segnala inol­tre che ora il libro è dispo­ni­bile su tutte que­ste piat­ta­forme, book­sto­res: Ama­zon, Apple Store, Boo­kRe­pu­blic, Kobo Store, Media­world, Ultima Books. Come dicevo ieri, la let­tura da PC, anche se più “povera”, è pos­si­bile uti­liz­zando dei pro­grammi libe­ra­mente scaricabili.

libro pls classifica Amazon

Il giorno prima della pub­bli­ca­zione del libro, a Roma si è tenuta la con­fe­renza stampa su “CARTA & WEB: l’integrazione tra scelte stra­te­gi­che e tec­no­lo­gi­che”. Come ripor­tato sul sito web della FIEG, con­fe­renza stampa della filiera carta, edi­to­ria, stampa e trasformazione.

Osser­vando l’elenco delle asso­cia­zioni pre­senti, pro­mo­trici – Aci­mga, Aie, Anes, Argi, Asig, Asso­carta, Asso­gra­fici e Fieg – non si può non rile­vare la com­pleta assenza della distri­bu­zione e della rete di ven­dita, delle edi­cole. Una filiera che non rac­co­glie intorno a se, che non si con­fronta con lo sbocco com­mer­ciale dei pro­pri pro­dotti for­ni­sce la dimen­sione di chiu­sura e di peri­co­lo­sità dell’approccio ai pro­blemi in essere tenuto sin ora.

Pro­po­ste per la ripresa che non ten­gano conto di dove, come [e a chi] ven­gano ven­duti i pro­dotti edi­to­riali sono zoppe, ad essere magna­nimo, per definizione.

Un motivo in più, se posso dirlo, per essere felice di aver scritto il mio libro sul tema e dell’attenzione sin qui rice­vuta. Gra­zie ancora.

grazie tastiera

Update: Gra­zie anche ad Anna Masera per la segna­la­zione di oggi su «La Stampa»

libro pls indice
Pubblicato il 11 aprile 2013 by Pier Luca Santoro

Che Fine Farà la Carta Stampata

E’ dispo­ni­bile da oggi il mio libro “L’edicola del futuro, il futuro delle edi­cole. Ovvero che fine farà la carta stampata”.

Sep­pure possa forse appa­rire sin­go­lare che un libro dedi­cato ad una delle reti com­mer­ciali al det­ta­glio di mag­gior capil­la­rità nel nostro Paese sia esclu­si­va­mente in for­mato digi­tale, que­sto ha con­sen­tito tempi estre­ma­mente ridotti dalla ste­sura alla pub­bli­ca­zione ren­dendo l’e-book aggior­nato a fatti ed infor­ma­zioni che risal­gono a non più di dieci giorni fa e dun­que di grande attualità.

Il libro intro­duce all’abc della filiera edi­to­riale mostrando l’edicola sotto diversi punti di vista con l’obiettivo di far com­pren­dere i mec­ca­ni­smi di tutta la filiera editoriale-giornalistica: dall’editore pas­sando per i distri­bu­tori — nazio­nali e locali —  fino, appunto, alle edicole.

A cavallo tra il sag­gio divul­ga­tivo ricco di infor­ma­zioni ed opi­nioni e pro­po­ste, credo dav­vero, con­crete, inci­sive, ven­gono ana­liz­zati punti sen­si­bili del sistema edi­to­riale tra­di­zio­nale quali il finan­zia­mento ai gior­nali e l’informatizzazione come stru­mento per una riforma dell’intera filiera.

L’immagine sotto ripor­tata ripro­duce l’indice del libro che sin­te­tizza i con­te­nuti dello stesso.

libro pls indice

L’e-book è arric­chito da inter­vi­ste con­dotte tra feb­braio e marzo di quest’anno a diverse per­so­na­lità nel mondo edi­to­riale, che colgo l’occasione per rin­gra­ziare, da Paolo Peluffo, Sot­to­se­gre­ta­rio di Stato con delega all’editoria ad Amil­care Digiuni, del sin­da­cato nazio­nale gior­na­lai d’Italia SINAGI, fino a Ser­gio Bonelli, Diret­tore com­mer­ciale de «La Stampa» e Mas­simo Cia­rulli, illu­mi­nato edi­co­lante di Terni.

Infine, tra i diversi con­te­nuti all’interno del libro, ho ela­bo­rato la mar­ke­ting map delle edi­cole inse­rendo, evi­den­zian­doli, i pro­dotti ed i ser­vizi dello svi­luppo del canale e dun­que del sistema edi­to­riale tra­di­zio­nale nel suo complesso.

Il prezzo di ven­dita, 2,99€, è dav­vero alla por­tata di tutti ed pos­si­bile acqui­stare l’e-book per Kindle, iPad o altro dispo­si­tivo. In caso non ave­ste nes­suno di que­sti device resta comun­que la pos­si­bi­lità di leg­gerlo da PC uti­liz­zando dei pro­grammi libe­ra­mente scaricabili. 

Vi lascio con quello che è uno degli ultimi para­grafi nel capi­tolo delle con­clu­sioni del libro:

La rivo­lu­zione che ha col­pito l’editoria passa attra­verso Inter­net ma non è cau­sata dalla Rete di per se stessa. Il sistema edi­to­riale, la sua filiera, dall’organizzazione interna e dal tipo di pro­po­sta di let­tura degli edi­tori, alle riven­dite, pas­sando per distri­bu­tori nazio­nali e locali, richiede un pro­fondo ripen­sa­mento. L’attuale crisi non è il frutto della tanto decla­mata rivo­lu­zione digi­tale ma della sta­ti­cità dell’offerta e del sistema nel suo com­plesso che allo scos­sone dato da crisi eco­no­mica e dall’avanzare dei media digi­tali ha mostrato con chia­rezza la pro­pria inadeguatezza.

Ovvia­mente ogni feed­back è asso­lu­ta­mente apprez­zato ed il libro con­tiene anche il mio indi­rizzo di posta elet­tro­nica se pre­fe­rite farlo in maniera pri­vata. Buona lettura.

copertina libro PLS

Pubblicato il 23 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

Il Trade Marketing Questo Sconosciuto

Se per l’industria edi­to­riale del seg­mento quo­ti­diani e perio­dici già il mar­ke­ting è una disci­plina eser­ci­tata pre­va­len­te­mente per dedi­carsi all’acquisto di monili e col­la­nine made in china et simi­lia da ter­mo­re­trarre, incel­lo­pha­nare al pro­dotto edi­to­riale, il trade mar­ke­ting è un’area asso­lu­ta­mente sco­no­sciuta, non esercitata.

Non si spiega altri­menti la len­tezza con la quale la FIEG [e i sin­da­cati di rap­pre­sen­tanza] stanno approc­ciando la vitale que­stione dell’informatizzazione delle edi­cole che di que­sto passo non sarà attiva nep­pure per fine 2013.

Una situa­zione ancora più para­dos­sale se si tiene conto che dall’ana­lisi sulla stampa nel nostro Paese tra il 20o9 ed il 2011, rea­liz­zato sem­pre dalla FIEG stessa, si evi­den­zia come oltre l’80% delle ven­dite di quo­ti­diani pas­sino per il canale edi­cole e che i ricavi del digi­tale pesa­vano a fine 2011 solo l’1,4% dei ricavi dell’intero settore.

Sono pro­prio gli abbo­na­menti, insieme alle ope­ra­zioni di cut price, una delle prin­ci­pali evi­denze della disat­ten­zione, del disin­te­resse degli edi­tori nei con­fronti del trade, delle edi­cole, con il ripro­porsi quo­ti­diano di pro­po­ste che arri­vano sino all’80% di taglio del prezzo di coper­tina e che, para­dos­sal­mente, ven­gono vei­co­late pro­prio attra­verso il canale edi­cole. Ope­ra­zioni di con­cor­renza tra canali che, dav­vero, non mi pare esi­stano in nes­sun altro set­tore o seg­mento di mercato.

Il video sot­to­ri­por­tato, rea­liz­zato da un gruppo di gior­na­lai, che sta impa­rando ad usare la Rete ed i suoi diversi mezzi, uscendo dal recinto di Face­book dove vi sono molti gruppi di edi­co­lanti che spesso diven­gono solo degli ste­rili “sfo­ga­toi”, testi­mo­nia il con­flitto esi­stente su quest’area.

Il trade mar­ke­ting que­sto sconosciuto.

Pubblicato il 30 marzo 2012 by Pier Luca Santoro

Il Futuro dell’Informazione e’ Racchiuso in 8 m²?

Giu­seppe Gra­nieri negli ultimi giorni ha scritto di futuro, uti­liz­zando la meta­fora dav­vero effi­cace della dif­fe­renza tra gui­dare l’automobile e gui­dare la moto della quale mi sono già abu­si­va­mente appro­priato, e dell’indu­stria delle noti­zie vec­chie, quella dei gior­nali di carta non in grado di per­so­na­liz­zare l’informazione. Arti­coli tutti da leg­gere per gli spunti e gli appro­fon­di­menti che consentono.

Anche Arianna Cic­cone, pren­dendo spunto dai dati sui quo­ti­diani online e super­blog pub­bli­cati in que­sti spazi ieri, con sapiente humor fa rifles­sioni molto serie a tutto campo sul futuro dell’informazione. Dati, che sep­pure non ven­gano citati espli­ci­ta­mente, sono fonte di rifles­sione anche per Luca Conti che sostiene che la causa del calo sia una que­stione legata al calo di inte­resse verso il tipo di noti­zie pub­bli­cate e verso le fonti, i quo­ti­diani online, che le pubblicano.

Inte­resse ed atten­zione sono ele­menti chiave sui quali si gioca la par­tita, in ter­mini di pro­po­sta di con­te­nuti, del futuro dell’industria dell’informazione, non vi è dub­bio davvero.

Da un lato gran parte dell’informazione è light, snack e gran parte degli utenti va sui por­tali per seguire l’attualità come dimo­strano i dati rela­tivi a Vigi­lio che da solo vale come tutti i quo­ti­diani online in ter­mini di utenti unici e il calo di pagine viste e di tempo di per­ma­nenza per le edi­zioni online dei gior­nali. Dall’altro lato tutte le evi­denze sin ora rac­colte con­fer­mano che la let­tura sulla carta faci­lita atten­zione e memo­ra­bi­lità delle infor­ma­zioni, que­stione di grande valore sia a livello gior­na­li­stico che altret­tanto per quanto riguarda la capa­cità di atti­rare inve­sti­menti pub­bli­ci­tari.

Per­so­nal­mente ritengo che le attese, i pro­clami apo­ca­lit­tici di scom­parsa della carta si con­fer­mano essere ecces­sivi ed enor­me­mente ampli­fi­cati rispetto alla realtà [da “guru pour cause”?] con stampa e digi­tale, media tra­di­zio­nali e digi­tali, a costi­tuire le due facce della stessa meda­glia, entrambi impor­tanti nell’attualità e per il futuro; se dovessi sbi­lan­ciarmi direi per almeno i pros­simi 50 anni nel nostro Paese.

Un futuro fatto dun­que di spe­ri­men­ta­zione, in una logica di medio  — lungo periodo, per quanto riguarda l’ambiente digi­tale nel suo com­plesso, e di miglio­ra­menti e razio­na­liz­za­zioni pro­gres­sive in rife­ri­mento alla carta.

Inte­res­sante sotto que­sto pro­filo quanto pub­bli­cato dal «The Wall Street Jour­nal» che riporta dell’installazione all’interno della Broo­klyn Public Library di una mac­china in grado di stam­pare on demand, in pochi minuti, un  intero libro sulla base delle pre­fe­renze del let­tore. La stam­pante, della quale allo stato attuale sono state rea­liz­zate 70 instal­la­zioni, misura poco più di 8 m², e per­mette alle per­sone di sce­gliere da un data­base di 8 milioni di volumi quale sia il pro­prio preferito.

La pos­si­bi­lità di effet­tuare in edi­cola il ser­vi­zio di print on demand, con­sen­ti­rebbe la qua­dra tra desi­de­rio di per­so­na­liz­za­zione da parte del let­tore e man­canza di red­di­ti­vità che que­sto ottiene online nella sua decli­na­zione all digi­tal. Gra­zie alla tanto auspi­cata, quanto sin ora disat­tesa, infor­ma­tiz­za­zione delle edi­cole il let­tore potrebbe, ad esem­pio, come suc­cede oggi con i pre­fe­riti, i book­mark del bro­w­ser, o con appli­ca­zioni dedi­cate,  sal­vare le infor­ma­zioni che trova di pro­prio inte­resse e tro­varle stam­pate nel suo quotidiano.

Scri­veva Her­mann Hesse “Se tracci una riga sul pavi­mento, è altret­tanto dif­fi­cile cam­mi­narci sopra che avan­zare sulla più sot­tile delle funi. Eppure chiun­que ci rie­sce tran­quil­la­mente per­chè non è peri­co­loso. Se fai finta che la fune non è altro che un dise­gno fatto col gesso e l’aria intorno è il pavi­mento, rie­sci a pro­ce­dere sicuro su tutte le funi del mondo”.

Almeno una parte del futuro dell’industria dell’informazione potrebbe essere rac­chiusa in 8m².

Pubblicato il 26 febbraio 2012 by Pier Luca Santoro

Libertà Complementare

La piog­gia di emen­da­menti rischia di annac­quare e intor­bi­dire i prov­ve­di­menti del Governo rela­tivi alle liberalizzazioni.

Tra tutti gli emen­da­menti pro­po­sti, per quanto riguarda gli inte­ressi dello scri­vente e degli argo­menti trat­tati all’interno di que­sti spazi, è quello rela­tivo alle edi­cole che pare essere a rischio di sna­tu­rare in maniera signi­fi­ca­tiva lo spi­rito ed il signi­fi­cato della prima ste­sura. Emen­da­mento “bipar­ti­san” pre­sen­tato da Simona Vicari [PDL] e Filippo Bub­bico [PD] del quale, forse non casual­mente, i gior­nali non par­lano nono­stante l’ampia coper­tura gene­rale del tema, che rap­pre­senta una peri­co­losa mar­cia indie­tro rispetto alla con­ce­zione originaria.

L’emen­da­mento pro­po­sto infatti eli­mi­ne­rebbe la pos­si­bi­lità pre­ce­den­te­mente pre­vi­sta da parte dei gior­na­lai di rifiu­tare i pro­dotti col­la­te­rali rice­vuti, quell’accozzaglia di per­line ed amu­leti che inonda quo­ti­dia­na­mente le edi­cole in viurtù di una pre­te­stuosa ed ana­cro­ni­stica inter­pre­ta­zione della parità di trat­ta­mento, così come la pos­si­bi­lità di defal­care il valore del mate­riale resti­tuito ai distri­bu­tori locali in com­pen­sa­zione dei paga­menti delle nuove consegne.

Sono ele­menti che alleg­ge­ri­reb­bero di non poco la pres­sione finan­zia­ria alla quale 30mila le edi­cole sin qui soprav­vi­sute sono sot­to­po­ste e, soprat­tutto, resti­tui­rebbe dignità impren­di­to­riale ad una cate­go­ria troppo spesso vitu­pe­rata dagli altri attori del sistema favo­rendo il neces­sa­rio pro­cesso di moder­niz­za­zione che dovrebbe essere alla base delle pro­po­ste di libe­ra­liz­za­zione e del quale la filiera edi­to­riale ha tanto bisogno.

Se le modi­fi­che venis­sero appro­vate i gior­na­lai ita­liani,  che ini­zial­mente erano stati pro­mossi a lavo­ra­tori auto­nomi, che ave­vano facoltà di  deci­dere del loro destino, che, pur nei i limiti della legge, pote­vano sce­gliere cosa far entrare nelle loro riven­dite e cosa no, ritor­ne­reb­bero al loro sta­tus di peo­nes per garan­tire a loro spese flussi di cassa ad edi­tori diso­ne­sti inqui­nando, forse in maniera defi­ni­tiva, la pos­si­bi­lità di un’evoluzione posi­tiva di tutto il sistema.

Mi segnala un rap­pre­sen­tante della cate­go­ria che Pie­tro Bar­cel­lona, un giu­ri­sta, docente di diritto, scrive che “la cer­tezza di esi­stere non è data dal denaro,ma dall’universo sim­bo­lico”, da quell’insieme di segni, usi, con­sue­tu­dini, sim­boli insomma che sono capaci di man­te­nere un indi­vi­duo nel suo mondo. La parete è ora liscia, buona per pre­ci­pi­tare a terra con un grande tonfo. I ganci sulla parete messi da chi aveva scritto la prima parte del decreto, erano l’ uni­verso sim­bo­lico dei gior­na­lai. Se fosse con­fer­mato che ora non c’è più, sarà impos­si­bile ripristinarlo.

Un con­cetto di libertà com­ple­men­tare agli inte­ressi deviati, ancora una volta, di pochi. Un’opzione senza ritorno che chiun­que abbia a cuore uno svi­luppo sano e soste­ni­bile del nostro Paese non può accettare.

Pubblicato il 20 dicembre 2011 by Pier Luca Santoro

Nuotare Controcorrente è Difficile ma Possibile

Guido Vene­ziani Edi­tore, a cui fanno capo rivi­ste quali «Vero», «Top» e «Vera»,  pub­bli­ca­zioni “popo­lari” lea­der o co-leader nel loro seg­mento, ha scelto la strada del dia­logo con la Rete delle edi­cole invece di quella mag­gior­mente pra­ti­cata della con­trap­po­si­zione o, nel migliore dei casi, dell’indifferenza.

E’ una case history che merita di essere raccontata.

L’editore ha inse­rito, circa due anni fa, nel pro­prio staff la figura del Respon­sa­bile dei Rap­porti con le Edi­cole sce­gliendo una per­sona di field, un pro­fes­sio­nal con una lunga espe­rienza sul campo in grado di inter­pre­tare neces­sità e sen­ti­ment dei giornalai.

Da allora il tempo non è tra­scorso invano.

Uno degli ele­menti di con­tra­sto tra edi­tori e punti ven­dita sta nella con­sue­tu­dine di ribal­tare sul trade il costo delle ope­ra­zioni, sem­pre più fre­quenti se non per­ma­nenti, di cut price, di taglio del prezzo di coper­tina. Guido Vene­ziani ha scelto la strada del rico­no­sci­mento dell’aggio pieno, indi­pen­den­te­mente dal cut-price, sta­bi­liendo un pre­ce­dente memo­ra­bile mai nep­pure con­tem­plato dall’accordo [sca­duto] nazio­nale. La tabella com­pa­ra­tiva sot­to­ri­por­tata ne esem­pli­fica la con­cre­tezza della por­tata para­go­nando la mag­gior mar­gi­na­lità rico­no­sciuta da GVE rispetto ad una testata concorrente.

A que­sta ini­zia­tiva, adot­tata come pra­tica da circa un anno, nel tempo si sono aggiunti un forum di discus­sione, punto d’incontro per man­te­nere una rela­zione costante tra le parti, e, di recente, un mini­sito dove gli edi­co­lanti pos­sono inse­rire le gia­cenze delle testate del gruppo edi­to­riale al fine di otti­miz­zare il pro­cesso di distri­bu­zione — resa nei sin­goli punti ven­dita. Ottima ini­zia­tiva “tam­pone” in attesa della tanto auspi­cata, anche in que­sti spazi, infor­ma­tiz­za­zione delle edi­cole.

Ini­zia­tive tanto inte­res­santi ed oppor­tune quanto poco con­si­de­rate sia dai sin­da­cati di rap­pre­sen­tanza della cate­go­ria, che invece di caval­care l’onda del “nuovo” si sono pure messe per tra­verso, che dalla FIEG  e dagli altri edi­tori associati.

Si tratta di atti­vità che, nella mia per­so­nale visione, dovreb­bero costi­tuire l’ABC, la base, di quello che in altri canali viene imple­men­tato ormai da oltre un decen­nio in maniera dif­fusa, col­lo­cate nel più ampio spet­tro delle atti­vità di trade mar­ke­ting. Un ter­mine, e soprat­tutto una pra­tica, sco­no­sciuta al com­parto editoriale.

A Guido Vene­ziani Edi­tore va indub­bia­mente rico­no­sciuto il merito di aver dimo­strato che nuo­tare con­tro­cor­rente è dif­fi­cile ma non impossibile.

Older Posts