edicolanti

Pubblico Prima Pagina
Pubblicato il 18 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

Pubblico è Pubblico

Come ampia­mente annun­ciato è uscito oggi in edi­cola il primo numero di «Pub­blico», il gior­nale diretto da Luca Telese “scis­sio­ni­sta”, con pole­mi­che, da «Il Fatto Quotidiano».

Avendo la brutta abi­tu­dine di sve­gliarmi pre­sto sono andato a pren­derlo in edi­cola per vederlo dal vivo.

For­mato tabloid, 24 pagine tutte a colori, poca pub­bli­cità, solo una man­chette in prima pagina e una pagina intera, l’ultima. Logo e gra­fica che ricor­dano «Liberation».

Una scelta forse non del tutto casuale visto che il neo nato quo­ti­diano chia­ri­sce subito lo spi­rito di lotta, sot­to­li­neato dal claim in cima alla testata: “Dalla parte degli ultimi e dei primi”, dedi­cando buona parte della prima pagina ed anche seconda e terza alla pre­ca­rietà ed alle pro­ble­ma­ti­che dei lavo­ra­tori dei call cen­ter defi­niti, nell’editoriale del diret­tore, “gli schiavi del terzo mil­len­nio”. Lotta che com­pare anche alle pagine 12 e 13 con un ampio ser­vi­zio sull’impegno poli­tico dagli anni 60, dalla fan­ta­sia al potere, ai no tav di oggi, ed ancora a pagina 18 con un arti­colo sulle Pussy Riot.

Niente meteo e niente pro­grammi tele­vi­sivi, se non alcuni rac­co­man­dati, spa­zio invece all’oroscopo.

Come reci­tava il comu­ni­cato stampa di pre­sen­ta­zione del gior­nale dif­fuso pochi giorni fa, la reda­zione inte­ra­mente dotata di smart­phone, rende ogni redat­tore una sorta di foto­re­por­ter, capace di illu­strare e com­porre il pezzo diret­ta­mente sul “campo, per un gior­na­li­smo all’avanguardia, veloce e attento alla realtà.

Brea­ke­ven a 9mila copie e l’obiet­tivo di ven­dita in una for­bice com­presa tra 10 e 15mile copie ven­dute a fronte di una tira­tura di 30mila.

Se il rap­porto tra fans e fol­lo­wers e copie ven­dute si man­te­nesse anche per «Pub­blico», come per gli altri quo­ti­diani del nostro Paese, nel rap­porto 10 a 1 la strada da per­cor­rere pare ancora lunga, esclu­dendo ovvia­mente i primi giorni con il traino dell’effetto novità, con poco più di 9mila fans su Face­book e circa 6.300 fol­lo­wers su Twitter.

Come pro­messo nella cir­co­lare di pre­sen­ta­zione agli edi­co­lanti del gior­nale,  pre­senza di una rubrica quo­ti­diana dedi­cata ai giornalai.

Pre­senza che si limita in realtà ad una foto di uno di essi e poli­tica di prezzi per gli abbo­na­menti che, con­tra­ria­mente a quanto avviene nella mag­gior parte dei casi, pri­vi­le­gia net­ta­mente la ver­sione digi­tale rispetto a quella car­ta­cea. Ele­mento che viene evi­den­ziato anche dallo spa­zio dedi­cato ai van­taggi del for­mato digitale.

Buona for­tuna.

Pubblicato il 26 febbraio 2012 by Pier Luca Santoro

Libertà Complementare

La piog­gia di emen­da­menti rischia di annac­quare e intor­bi­dire i prov­ve­di­menti del Governo rela­tivi alle liberalizzazioni.

Tra tutti gli emen­da­menti pro­po­sti, per quanto riguarda gli inte­ressi dello scri­vente e degli argo­menti trat­tati all’interno di que­sti spazi, è quello rela­tivo alle edi­cole che pare essere a rischio di sna­tu­rare in maniera signi­fi­ca­tiva lo spi­rito ed il signi­fi­cato della prima ste­sura. Emen­da­mento “bipar­ti­san” pre­sen­tato da Simona Vicari [PDL] e Filippo Bub­bico [PD] del quale, forse non casual­mente, i gior­nali non par­lano nono­stante l’ampia coper­tura gene­rale del tema, che rap­pre­senta una peri­co­losa mar­cia indie­tro rispetto alla con­ce­zione originaria.

L’emen­da­mento pro­po­sto infatti eli­mi­ne­rebbe la pos­si­bi­lità pre­ce­den­te­mente pre­vi­sta da parte dei gior­na­lai di rifiu­tare i pro­dotti col­la­te­rali rice­vuti, quell’accozzaglia di per­line ed amu­leti che inonda quo­ti­dia­na­mente le edi­cole in viurtù di una pre­te­stuosa ed ana­cro­ni­stica inter­pre­ta­zione della parità di trat­ta­mento, così come la pos­si­bi­lità di defal­care il valore del mate­riale resti­tuito ai distri­bu­tori locali in com­pen­sa­zione dei paga­menti delle nuove consegne.

Sono ele­menti che alleg­ge­ri­reb­bero di non poco la pres­sione finan­zia­ria alla quale 30mila le edi­cole sin qui soprav­vi­sute sono sot­to­po­ste e, soprat­tutto, resti­tui­rebbe dignità impren­di­to­riale ad una cate­go­ria troppo spesso vitu­pe­rata dagli altri attori del sistema favo­rendo il neces­sa­rio pro­cesso di moder­niz­za­zione che dovrebbe essere alla base delle pro­po­ste di libe­ra­liz­za­zione e del quale la filiera edi­to­riale ha tanto bisogno.

Se le modi­fi­che venis­sero appro­vate i gior­na­lai ita­liani,  che ini­zial­mente erano stati pro­mossi a lavo­ra­tori auto­nomi, che ave­vano facoltà di  deci­dere del loro destino, che, pur nei i limiti della legge, pote­vano sce­gliere cosa far entrare nelle loro riven­dite e cosa no, ritor­ne­reb­bero al loro sta­tus di peo­nes per garan­tire a loro spese flussi di cassa ad edi­tori diso­ne­sti inqui­nando, forse in maniera defi­ni­tiva, la pos­si­bi­lità di un’evoluzione posi­tiva di tutto il sistema.

Mi segnala un rap­pre­sen­tante della cate­go­ria che Pie­tro Bar­cel­lona, un giu­ri­sta, docente di diritto, scrive che “la cer­tezza di esi­stere non è data dal denaro,ma dall’universo sim­bo­lico”, da quell’insieme di segni, usi, con­sue­tu­dini, sim­boli insomma che sono capaci di man­te­nere un indi­vi­duo nel suo mondo. La parete è ora liscia, buona per pre­ci­pi­tare a terra con un grande tonfo. I ganci sulla parete messi da chi aveva scritto la prima parte del decreto, erano l’ uni­verso sim­bo­lico dei gior­na­lai. Se fosse con­fer­mato che ora non c’è più, sarà impos­si­bile ripristinarlo.

Un con­cetto di libertà com­ple­men­tare agli inte­ressi deviati, ancora una volta, di pochi. Un’opzione senza ritorno che chiun­que abbia a cuore uno svi­luppo sano e soste­ni­bile del nostro Paese non può accettare.

Pubblicato il 19 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Accattate ‘o Giurnale

Stre­pi­toso inno, per base musi­cale e testi, a gior­nali e gior­na­lai rea­liz­zato da Lorenzo Hen­gel­ler sulle note del «Gio­va­notto Matto» di Lelio Luttazzi.

Fac­cio cre­scer la cultura

ma nes­suno se ne cura

ma io canto e resto gaio

per­che’ sono giornalaio.

E poi sull’informazione

vi diro’ con gran ragione

la piu’ grande qualita’

e’ la sua pluralita’

Pubblicato il 27 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

L’Edicola del Futuro & Il Futuro delle Edicole

Nella crisi che sta attra­ver­sando l’editoria i diversi sog­getti coin­volti tro­vano tavoli a cui sedersi ed inter­lo­cu­tori con i quali trat­tare, nego­ziare pos­si­bili solu­zioni. Che si tratti di gior­na­li­sti o di edi­tori gli inte­ressi della cate­go­ria rap­pre­sen­tata sono por­tati avanti.

Nell’affannosa ricerca di un’ancora di sal­vezza si per­se­guono molto spesso inte­ressi che sono spe­ci­fici di que­sta o quella cate­go­ria senza che vi sia una visione d’assieme di impli­ca­zioni e solu­zioni orga­ni­che. Testi­mo­nianza con­creta di ciò è rap­pre­sen­tato dal sostan­ziale silen­zio, dopo ten­ta­tivi inqua­li­fi­ca­bili, sotto il quale sono pas­sate le rac­co­man­da­zioni emerse dal docu­mento redatto dall’antitrust quasi un anno fa e rima­sto, ad oggi, let­tera morta.

I gior­na­lai mal rap­pre­sen­tati, stretti nella morsa del “si salvi chi può”, sono in una con­di­zione di sof­fe­renza sia economico-finanziaria che psi­co­lo­gica. Con­di­zione che passa sotto il silen­zio gene­rale da tempo anche per l’incapacità [o peg­gio] degli orga­ni­smi dele­gati a rap­pre­sen­tarli la cui ina­de­gua­tezza ha dato vita a gruppi di pro­te­sta vir­tuale ed ora ad un nascente “sin­da­cato padano” con la Lega pronta a caval­care lo scon­tento che ser­peg­gia da lungo tempo.

In oltre venti anni di lavoro ho avuto l’opportunità di cono­scere molti set­tori e mer­cati ed ovvia­mente anche i rela­tivi canali di sbocco com­mer­ciale o distri­bu­tivo, quel che avviene nel canale edi­cole non ha uguali e non può con­ti­nuare oltre con le moda­lità pra­ti­cate sin ora, né per quella fran­gia qua­li­fi­cata dell’editoria né tanto meno per chi gesti­sce una riven­dita, un’edicola.

Al momento della reda­zione di que­sto arti­colo una pro­po­sta, della quale avevo par­lato in que­sti spazi tempo fa, ha regi­strato 38 pre­fe­renze [“likes”] e ben 293 com­menti spin­gen­domi a ten­tare di dare orga­niz­za­zione e con­cre­tezza all’insieme di temi.

Nella mag­gior sin­tesi pos­si­bile, per punti, schematizzando.

1) Svi­luppo Aree & Logi­che di Busi­ness per il Canale Edi­cole:

  • Dif­fe­ren­zia­zione tra negozi “misti” [pro­mi­scui] che rap­pre­sen­tano già il 50% del totale ed esclu­sivi, in ter­mini di offerta, livelli com­penso, premi, assortimento.
  • Crea­zione di cir­cuiti di comu­ni­ca­zione nazio­nali, regio­nali e pro­vin­ciali che affit­tino spazi di comu­ni­ca­zione in vetrina e sul banco delle edicole.
  • Rine­go­zia­zione degli attuali mar­gini sui ser­vizi acces­sori offerti a par­tire dalle rica­ri­che tele­fo­ni­che i cui costi dell’abolizione del fee a carico del con­su­ma­tore sono stati ribal­tati esclu­si­va­mente sulle rivendite.
  • Qua­li­fi­ca­zione del canale attra­verso l’offerta esclu­siva di pro­dotti nell’ ambito edi­to­riale sep­pure in maniera allar­gata [libri, musica.…etc.]
  • Intro­du­zione di ser­vizi inte­gra­tivi esclu­sivi coe­renti con la mis­sion di ser­vi­zio pub­blico del canale [bigliet­te­rie treni, con­certi, bus lunga percorrenza…etc.Introduzione di ser­vizi coe­renti con la mis­sion isti­tu­zio­nale del canale quali quelli di “print on demand” con arti­co­la­zione dell’offerta dalla stampa del quo­ti­diano per­so­na­liz­zato a altri col­la­te­rali legati alla carta stam­pata nel suo complesso.

2) Svi­luppo di Canale & Comu­ni­ca­zione della Filiera Edi­to­riale:

  • Con­tri­buti sino ad un mas­si­male di 2000 euro per punto vendita/ragione sociale per l’informatizzazione della rete di edi­cole. Con­tri­buto sta­tale del 70% a fondo per­duto e dal 10 al 15% a carico degli edi­tori in ragione del volume d’affari del sin­golo punto vendita.
  • Cen­si­mento e stra­ti­fi­ca­zione dei circa 35mila punti ven­dita al det­ta­glio che coprono il ter­ri­to­rio nazio­nale, affin­ché per cia­scuna realtà pos­sano essere adot­tate le logi­che di for­ni­tura e distri­bu­zione real­mente ade­guate alle esigenze.
  • Intro­du­zione di incon­tri men­sili a livello pro­vin­ciale tra gior­na­lai, distri­bu­tore locale e un edi­tore a rotazione.
  • Crea­zione di un osser­va­to­rio per­ma­nente su il futuro dell’edicola e l’edicola del futuro com­po­sto da rap­pre­sen­tanti di tutta la filiera [inclusi gior­na­li­sti e con­ces­sio­na­rie pub­bli­cità] che con cadenza seme­strale si con­fron­tino, aggior­nino e lavo­rino con­giun­ta­mente sul tema.
  • Crea­zione di cam­pa­gne di comu­ni­ca­zione promo pub­bli­ci­ta­ria che abbiano l’obiettivo di valo­riz­zare la fun­zione delle edi­cole in virtù della loro con­si­de­ra­zione di ser­vi­zio pub­blico, la loro capil­la­rità in ter­mini di pre­senza sul ter­ri­to­rio ed ancora il ser­vi­zio offerto con orari di aper­tura spesso vicini alle 24h/die.

3) Le Regole del Gioco:

  • Abro­ga­zione della parità di trat­ta­mento ed intro­du­zione di un fee [quo­ti­diani esclusi] per l’introduzione di nuovi pro­dotti edi­to­riali nel canale edicole.
  • Tagli prezzo a carico dell’editore e non del canale di ven­dita con rico­no­sci­mento di una com­pen­sa­zione rispetto al mar­gine in valore asso­luto con­sueto in caso di ope­ra­zione di cut price o abbi­na­mento rivi­ste [banded].
  • Penali in caso di inse­ri­mento cou­pon per abbo­na­menti nei quali lo sconto offerto superi il valore rico­no­sciuto al trade [distributori+edicole]
  • Rico­no­sci­mento di un fee per inse­ri­mento cam­pioni di pro­dotto nelle rivi­ste set­ti­ma­nali e mensili.
  • Revi­sione dei cri­teri di defi­ni­zione di cosa sia pro­dotto edi­to­riale e rela­tive autorizzazioni.
  • Ripri­stino del con­tratto esti­ma­to­rio tra edi­co­lanti ed editori
  • Penali ai distri­bu­tori locali, che gesti­scono le zone di com­pe­tenza come feudi baroc­chi, che non effet­tuino for­ni­ture ade­guate sulla base dello sto­rico delle ven­dite del sin­golo cliente [edicola]
  • Rico­no­sci­mento di un fee per il lavoro di inse­ri­mento di alle­gati svolto dall’edicolante

Diceva l’indimenticabile De Cur­tis in una delle sue cele­bri bat­tute “dove dob­biamo andare per dove dob­biamo andare?” Ho cer­cato di osser­vare la situa­zione da più di una pro­spet­tiva ten­tando di com­pren­dere nei temi pro­po­sti una visione che sia fun­zio­nale ed inte­res­sante non solo per que­sta o quella cate­go­ria, con­vinto che un sistema si [ri]costruisca solo facendo sistema, inclu­dendo e con­si­de­rando inte­ressi di tutti gli attori coinvolti.

Credo che sia impor­tante disin­ter­me­diare l’intermediazione, fare rete per dare voce, corpo e sostanza a que­sti con­cetti e a tutti quelli che è pos­si­bile aggiun­gere. Anche per riu­scire ad otte­nere il giu­sto risalto media­tico credo sia impor­tante san­cire un primo momento del per­corso in cui ritro­varsi, discu­tere, pro­gram­mare e ripar­tire le atti­vità nate dalle pro­po­ste con­di­vise. Con que­sto obiet­tivo, vor­rei orga­niz­zare un bar­camp, in con­co­mi­tanza con eventi legati al mondo dell’informazione quale [per citare il più vicino tem­po­ral­mente] il Festi­val Inter­na­zio­nale di ini­zio ottobre.

Chi vuole col­la­vo­rare e col­la­bo­rare a que­sta ipo­tesi metta, cor­te­se­mente, “un dito qui sotto” nei com­menti. Grazie.

Pubblicato il 26 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

Questa [NON] è una Pubblicazione Editoriale

Come fare per ven­dere in edi­cola ogni sorta di cianfrusaglia?

Che si tratti di piatti, col­telli, gio­cat­toli cinesi o, come in que­sto caso, occhiali, non fa dif­fe­renza alcuna, basta alle­gare al pro­dotto desi­de­rato un volan­tino, un foglietto ed il gioco è fatto come le imma­gini sot­to­stanti dimostrano.

Sono spunti, evi­denze rac­colte sul campo che fanno parte del discorso più gene­rale rela­tivo all’edicola del futuro ed al futuro delle edicole.

Pubblicato il 13 luglio 2010 by Pier Luca Santoro

La Voce del Padrone

Quando la rap­pre­sen­tanza pro­vin­ciale di uno dei due prin­ci­pali sin­da­cati di gior­na­lai insi­ste nel man­dare avvisi minac­ciosi ai pro­pri asso­ciati, per tute­lare quella che, nono­stante le dichia­ra­zioni di cir­co­stanza, nei fatti è la con­tro­parte è evi­dente che c’è qual­cosa che non funziona.

Una visita ai nume­rosi gruppi di edi­co­lanti pre­senti su Face­book chia­ri­sce alcuni aspetti. Altri più spe­ci­fici richie­dono una ricerca rela­ti­va­mente banale.

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Avendo rac­colto infor­ma­zioni e visioni da parte di chi svolge que­sto, sem­pre più ingrato lavoro, domani approfondiamo.

Pubblicato il 14 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

Se 80 ore vi sembran poche

Il famoso canto di pro­te­sta delle mon­dine, a distanza di anni trova, ahimè, motivo di essere ripreso ed aggior­nato con rife­ri­mento ai peo­nes dell’editoria: i giornalai.

A conti fatti il tito­lare di un’edicola, un gior­na­laio, lavora 80 ore alla set­ti­mana e, com­plice la crisi delle edi­to­ria, che edi­tori e tutta la filiera distri­bu­tiva sca­ri­cano sull’anello debole della catena, pro­blemi finan­ziari e chiu­sure sono all’ordine del giorno.

Molto spesso il sin­da­cato latita, quando si muove lo fa con moda­lità e lin­guaggi arcaici, inadatti.

Sono pro­blemi dif­fusi su tutto il ter­ri­to­rio nazio­nale, incan­cre­niti da immo­bi­li­smo unito ad oppor­tu­ni­smo.

L’ultimo, in ordine cro­no­lo­gico, dei casi di mala gestione del canale com­mer­ciale viene da due pae­soni alle porte di Milano in quella che viene comu­ne­mente chia­mata Meta­no­poli [S. Donato & S. Giu­liano] vuoi per la pre­senza sto­rica degli uffici dire­zio­nali di aziende del set­tore ener­ge­tico che, pro­ba­bil­mente, per lo sta­tus civile e sociale dei due comuni.

Le riven­dite di quella zona si sono asso­ciate spon­ta­nea­mente ed in que­sti giorni stanno cer­cando di sen­si­bi­liz­zare cit­ta­di­nanza e auto­rità rispetto alla situa­zione che vivono.

Sono aspetti che nel tempo ho cer­cato di evi­den­ziare a più riprese, pro­po­nendo dalla mia pro­spet­tiva poten­ziali solu­zioni. Ad oggi le indi­ca­zioni for­nite restano inat­tese, ina­scol­tate da edi­tori e distri­bu­tori tanto malin­co­nici quanto miopi, pronti ad acco­gliere ogni bufala tec­no­lo­gica venga loro pro­po­sta ed inca­paci di pro­durre un piano d’azione con­creto a soste­gno di quello che resta lo sbocco com­mer­ciale con­creto dei loro prodotti.

“Ama­zing but not amusing!”

Pubblicato il 25 marzo 2010 by Pier Luca Santoro

Maiuscolo

Sba­lor­di­tivo il tono ed il con­te­nuto della comu­ni­ca­zione che si riceve dalla sede pro­vin­ciale del sin­da­cato al quale sono affiliato.

In buona sostanza, come potete leg­gere voi stessi, gli edi­co­lanti ven­gono “caz­ziati” per non aver dedi­cato la suf­fi­ciente atten­zione ad una deter­mi­nata pub­bli­ca­zione, spe­ci­fi­ca­ta­mente “Il Fè”: rivi­sta di annunci gratuiti.

Spiace dover ram­men­tare che in que­sti spazi era stato spie­gato tempo fa, con pre­ciso rife­ri­mento alla testata in que­stione, come le ini­zia­tive in essere fos­sero con­dotte con un livello di appros­si­ma­zione tale da ren­derle inutili.

Si ricorda, inol­tre, che sulla base del vigente prin­ci­pio di parità di trat­ta­mento, che il sot­to­scritto da tempo pro­pone di abo­lire, i gior­na­lai non pos­sono pri­vi­le­giare le pubblicazioni.

clicca per ingrandire

Ah, l’uso e abuso delle maiu­scole è desueto al pari del con­te­nuto della mis­siva. Per il futuro si prega, se colti nuo­va­mente da uti­lizzo com­pul­sivo e irre­fre­na­bile [che si scon­si­glia], di riser­varle a noi giornalai.

Pubblicato il 22 marzo 2010 by Pier Luca Santoro

La Riunione

Sono iscritto a diverse liste e gruppi di discus­sione di gior­na­lai ed attra­verso di loro ricevo molti spunti sul “sen­ti­ment” dei miei col­le­ghi e infor­ma­zioni, upda­tes, sullo stato dell’arte per chi svolge que­sto, sem­pre più ingrato, lavoro.

E’ appunto da una di que­ste liste che ricevo gio­vedì copia di una comu­ni­ca­zione, a firma di tutti i segre­tari delle diverse sigle sin­da­cali che dovreb­bero [il con­di­zio­nale è d’obbligo] rap­pre­sen­tare i gior­na­lai, inviata alla FIEG.

Ne riporto, qui di seguito, il testo:

Alla luce di quanto sot­to­scritto con il ver­bale n. 3 del 23 luglio 2009, circa l’avvio “di un calen­da­rio di incon­tri dedi­cati almeno una volta al mese”, si rav­vede la neces­sità che gli incon­tri abbiano una cadenza perio­dica di almeno due riu­nioni nell’arco di un mese (una ex art. 18 ed una ex art. 15).

Le scri­venti Orga­niz­za­zioni Sin­da­cali sono per­tanto a richie­derVi, con la pre­sente, di appron­tare un calen­da­rio di incon­tri adeguato.

Si richiede, inol­tre, che la sede sta­bi­lita possa essere quella della Fieg di Roma, in con­si­de­ra­zione dei pro­blemi che incon­trano diverse sigle sin­da­cali nei tra­sfe­ri­menti a Milano.

In attesa di riscon­tro, si por­gono i migliori saluti.

Il lin­guag­gio uti­liz­zato è deso­lante ed ancor più lo è la sostanza: si rea­liz­zano riu­nioni per con­vo­care un mag­gior numero di riu­nioni. Pur­troppo non è un caso isolato.

Pubblicato il 22 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

Liberalizzazione non è Libertà

Nell’indifferenza media­tica gene­rale il Con­si­glio dei Mini­stri ha appro­vato lo schema di decreto che rece­pi­sce la diret­tiva ser­vizi euro­pea [2006/123/CE]; al suo interno è con­te­nuta la parte rela­tiva alle riven­dite di gior­nali [arti­colo 71 del testo] che viene ripor­tato inte­gral­mente al fondo del testo.

Si tratta per ora dell’approvazione in via pre­li­mi­nare del decreto di attua­zione della diret­tiva 2006/123/CE, rela­tiva ai ser­vizi nel mer­cato interno, il cui ter­mine di rece­pi­mento è fis­sato al 28 dicem­bre 2009.

In pra­tica, men­tre si dichiara sostan­zial­mente di con­ti­nuare per il 2010 con le pre­bende all’editoria, si rece­pi­sce sola­mente una parte delle rac­co­man­da­zioni dell’Antitrust sul tema, appli­cando, in caso di appro­va­zione defi­ni­tiva del testo, solo la parte rela­tiva alle edi­cole e tra­la­sciando di inter­ve­nire sul resto della filiera. I richiami dell’Autorità alle disef­fi­cienze della rete di distri­bu­zione nel suo insieme ed alla neces­sità di revi­sione di sedi­centi pub­bli­ca­zioni edi­to­riali, che pur non essen­dolo ingol­fano il sistema e godono di sov­ven­zioni sta­tali, sono mol­te­plici e di straor­di­na­ria chia­rezza ma non ven­gono considerate.

Le edi­cole, gli edi­co­lanti, sog­getto debole della catena ven­gono dura­mente col­piti da que­sto prov­ve­di­mento gover­na­tivo uni­la­te­rale per­chè evi­den­te­mente, al con­tra­rio di altre cate­go­rie, fram­men­tati, disu­niti e mal rap­pre­sen­tati sono inca­paci di rea­gire all’ennesima man­naia che si abbatte sulle loro imprese. Testi­mo­nianza di una debo­lezza con­trat­tuale san­cita dal silen­zio degli organi di infor­ma­zione asso­lu­ta­mente disin­te­res­sati [se non avver­sari] para­dos­sal­mente alle sorti di quello che con­ti­nua ad essere il canale di sbocco delle loro pubblicazioni.

La morte silen­ziosa di circa 38mila nuclei fami­liari è tem­po­ra­nea­mente fun­zio­nale, da un lato, ad un governo quale quello attuale incen­trato solo sui poteri forti e, dall’altro lato, a degli stati gene­rali dell’editoria tanto malin­co­nici quanto “scaricabarile”.

Il ter­reno su cui le rela­zioni di potere ope­rano è prin­ci­pal­mente costruito attorno a glo­bale e locale ed è orga­niz­zato attorno a reti, non a sin­gole unità. Le reti sono mol­te­plici e le rela­zioni di potere sono spe­ci­fi­che di cia­scuna. Una norma fon­da­men­tale di eser­ci­zio del potere, comune a tutte le reti, è l’esclusione dalla rete [Cit.]. L’aver vis­suto troppo a lungo in que­sta con­di­zione, non infor­ma­tiz­zati, ran­nic­chiati cia­scuno nel pro­prio chio­schetto, è la natu­rale causa di que­sto regalo natalizio.

A nes­suno importa che l’ Autho­rity ricordi come: “È cru­ciale che la revi­sione delle moda­lità di fun­zio­na­mento del sistema sia com­piuta in modo orga­nico, con l’intento di rimuo­vere, per quanto pos­si­bile, tutte le restri­zioni o ano­ma­lie che vin­co­lano ingiu­sti­fi­ca­ta­mente l’efficiente svol­gi­mento dell’attività distri­bu­tiva. L’esperienza di par­ziale libe­ra­liz­za­zione dell’attività di riven­dita avviata nel 1999 ha mostrato che il pieno suc­cesso di simili ini­zia­tive richiede l’applicazione di un pac­chetto inte­grato di misure tra loro coe­renti e orien­tate allo stesso obiettivo”.

E’, pur­troppo, anche que­sto il prezzo da pagare quando si vive in una nazione in cui pre­te­stuo­sa­mente si con­fonde troppo spesso con­cetti quali la libe­ra­liz­za­zione e la libertà finendo, ine­vi­ta­bil­mente, per tra­vi­sare e tra­dire entrambi.

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Art. 71

Sistema di dif­fu­sione della stampa quo­ti­diana e periodica

1. All’articolo 1, comma 2, let­tera b) del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 le parole “sono auto­riz­zati alla ven­dita di” sono sosti­tuite da “pos­sono vendere”.

2. Al dell’articolo 2, comma 2, del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 le parole “al rila­scio di auto­riz­za­zione da parte dei comuni” sono sosti­tuite dalle parole “alla dichia­ra­zione di ini­zio di atti­vità da pre­sen­tare allo spor­tello unico del comune com­pe­tente per ter­ri­to­rio ai sensi dell’articolo 19, comma 2, primo periodo, della legge 7 ago­sto 1990, n.241”.

3. All’articolo 2, comma 2, del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 il secondo periodo è sosti­tuito dal seguente: “La dichia­ra­zione di ini­zio atti­vità deve con­te­nere altresì l’impegno a rispet­tare le dispo­si­zioni di cui al comma 6 del pre­sente arti­colo non­ché le moda­lità di ven­dita di cui all’articolo 5.” .

4. All’articolo 2, comma 3, del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 le parole “pos­sono essere auto­riz­zate” sono sosti­tuite da “pos­sono pre­sen­tare la dichia­ra­zione di ini­zio di attività”.

5. All’articolo 2 del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 il comma 5 è abrogato.

6. All’articolo 2 del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 il comma 6 è sosti­tuito dal seguente: “ Resta ferma la neces­sità di assi­cu­rare un cor­retto svi­luppo del set­tore distri­bu­tivo della stampa quo­ti­diana e perio­dica con par­ti­co­lare riguardo alla neces­sità di favo­rire l’accesso all’informazione e garan­tire la frui­zione del ser­vi­zio. In ogni caso, even­tuali limi­ta­zioni alle nuove aper­ture pos­sono essere cor­re­late esclu­si­va­mente alla fina­lità della tutela e sal­va­guar­dia delle zone di pre­gio arti­stico, sto­rico, archi­tet­to­nico e ambien­tale. A tal fine sono vie­tati cri­teri legati alla veri­fica di natura eco­no­mica o fon­dati sulla prova dell’esistenza di un biso­gno eco­no­mico o sulla prova di una domanda di mer­cato, quali entità delle ven­dite di pro­dotti edi­to­riali e pre­senza di altri punti esclu­sivi e non esclu­sivi di ven­dita di quo­ti­diani e perio­dici. Esclu­si­va­mente con rife­ri­mento alle dispo­si­zioni del pre­sente comma i comuni pos­sono adot­tare prov­ve­di­menti di pro­gram­ma­zione delle nuove aperture”.

7. All’articolo 3, comma 1, primo periodo del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 la parola “auto­riz­za­zione” è sosti­tuita da “dichia­ra­zione di ini­zio di attività”.

8. All’articolo 4 del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170, dopo il comma 2, inse­rire il seguente: “2bis. Le dispo­si­zioni di cui al pre­sente arti­colo non si appli­cano alle testate con­te­nenti pro­dotti diversi da sup­porti inte­gra­tivi o da beni ad esse fun­zio­nal­mente con­nessi, che non siano com­mer­cia­liz­zate anche auto­no­ma­mente nei punti vendita”.

9. L’articolo 6 del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 è abrogato.

10. All’articolo 16 della legge 5 ago­sto 1981, n. 416 dopo il comma secondo inse­rire il seguente: “Le dispo­si­zioni di cui al primo comma del pre­sente arti­colo alle testate con­te­nenti pro­dotti diversi da sup­porti inte­gra­tivi o da beni ad esse fun­zio­nal­mente con­nessi, che non siano com­mer­cia­liz­zate anche auto­no­ma­mente nei punti vendita”.

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“Il prezzo della libertà è l’eterna vigi­lanza” – Tho­mas Jefferson

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