ecosistema notizie

Pubblicato il 3 settembre 2010 by Pier Luca Santoro

Fattori di Creazione di Valore

Ross Daw­son rias­sume quelli che sono a suo avviso gli ele­menti per la crea­zione di valore nel nuovo eco­si­stema dei media.

I fat­tori chiave che elenca sono:

- Tem­pi­fi­ca­zione: Velo­cità di accesso

- Inno­va­zione: Essere nuovi, essere notizia

- Rile­vanza: Essere rile­vanti per l’individuo

- Inter­pre­ta­zione: Sele­zione delle fonti infi­nite di informazione

- Appro­fon­di­mento: Pro­spet­tive sulle noti­zie e sull’informazione

- Com­mu­nity: L’esperienza sociale delle noti­zie, lo scam­bio, l’arricchimento.

- Repu­ta­zione: Indi­ca­tori di fidu­cia e valore

- Design: Riu­nire stile e funzionalità.

Cia­scuno di que­sti ele­menti, di que­sti pia­neti come li defi­ni­sce Daw­son, ha dei satel­liti, ele­menti di qua­li­fi­ca­zione ed appro­fon­di­mento che la gra­fica riassume.

Il loro assieme costrui­sce l’ecosistema all’interno del quale l’informazione, l’industria delle noti­zie, deve muo­versi per creare [ed otte­nere] valore aggiunto.

Le inter­facce, i sup­porti fisici sono posti cen­tral­mente per la loro fun­zio­na­lità, non fine ma mezzo nella mia interpretazione.

Pubblicato il 4 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

L’Orologio di Internet in Mobilità e le Notizie

L’infografica rea­liz­zata dal noto isti­tuto di ricer­che di mer­cato mostra il con­sumo di inter­net in mobi­lità da parte degli statunitensi.

I dati sono ripa­ra­me­trati con­ven­zio­nal­mente fatto 100 un’ora.

Emerge con chia­rezza come il con­sumo di noti­zie in mobi­lità sia una parte asso­lu­ta­mente mar­gi­nale delle atti­vità svolte.

Dati con­fer­mati allo stato attuale anche per quanto riguarda l’acclamato tablet di Apple.

Lo sce­na­rio per quanto riguarda spe­ci­fi­ca­ta­mente il nostro paese pare lie­ve­mente migliore.

Si tratta cer­ta­mente di ten­denze in fase ini­ziale, di dina­mi­che tutte da veri­fi­care nel tempo.

Per­so­nal­mente ritengo che resterà un’area asso­lu­ta­mente mar­gi­nale rispetto all’eco­si­stema delle noti­zie.

Pubblicato il 14 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Semi per un Corretto Sviluppo del Crowdsourcing [in ambito giornalistico]

Aol a fine 2009 ha lan­ciato [in ver­sione beta] Aol Seeds, por­tale di aggre­ga­zione dei con­te­nuti rea­liz­zati da gior­na­li­sti, scrit­tori e foto­grafi sia pro­fes­sio­ni­sti che amatoriali.

L’idea sem­bra avere un poten­ziale inte­res­sante a mio parere, e potrebbe rap­pre­sen­tare una base impor­tante di rife­ri­mento per chi in futuro volesse svi­lup­pare ini­zia­tive simili.

Aol mette a dispo­si­zione il pro­prio net­work di siti web, attual­mente circa un cen­ti­naio, dedi­cati all’informazione ed i for­ni­tori di con­te­nuti otten­gono livelli diversi di remu­ne­ra­zione in fun­zione dell’esclusività con­cessa. Sul blog dedi­cato all’iniziativa ven­gono for­niti sug­ge­ri­menti sugli argo­menti da svi­lup­pare ed è stata rea­liz­zata un’area di sup­porto per aiu­tare gli ade­renti al net­work che merita asso­lu­ta­mente una visita appro­fon­dita, a prescindere.

Va segna­lato, inol­tre, che Aol ha invi­tato i pro­pri free­lan­cer nei giorni scorsi a rispon­dere ad un son­dag­gio teso ad iden­ti­fi­care l’impatto di alcune carat­te­ri­sti­che recen­te­mente introdotte.

Busi­ness Insi­der ha pub­bli­cato gli screen­shot del que­stio­na­rio foca­liz­zando la pro­pria atten­zione sul pos­si­bile outsour­cing dell’area rela­tiva alla veri­fica delle fonti [fact chec­king] men­tre in realtà è di gran lunga più inte­res­sante l’aspetto rela­tivo alla psi­co­lo­gia dei for­ni­tori di con­te­nuti sia per quanto riguarda l’argomento spe­ci­fico che, più in gene­rale, rela­ti­va­mente all’eco­si­stema delle noti­zie ed alle leve di con­tri­bu­zione da parte di non professionisti.

Se fino ad oggi il cro­wd­sour­cing, anche in ambito gior­na­li­stico, di fatto, ha rap­pre­sen­tato pre­va­len­te­mente un pro­cesso di espro­pria­zione sociale dei con­te­nuti espressi, il sor­gere di ini­zia­tive spe­ri­men­tali tese all’identificazione dei fat­tori di moti­va­zione dei con­tri­bu­tors ed al loro rico­no­sci­mento anche in chiave mone­ta­ria, non può che essere accolto favorevolmente.

Spe­riamo che anche gra­zie a que­sto seme ger­mo­gli la media­sfera che noi tutti da tempo auspi­chiamo in oppo­si­zione a sce­nari a tinte fosche.

Pubblicato il 29 marzo 2010 by Pier Luca Santoro

La Chatroulette delle Notizie

L’approfondimento della noti­zie e la capa­cità di for­nire infor­ma­zioni che inte­res­sino e coin­vol­gano l’utenza, i let­tori, è, da un lato, uno degli indi­ca­tori della qua­lità di un quo­ti­diano e, dall’altro, uno dei limiti attuali dell’informazione sul web.

Per cer­care di ovviare a que­sto pro­blema The Guar­dian, dopo aver rea­liz­zato Zeit­geist, con­ti­nua sulla strada dell’innovazione rea­liz­zando quello che gio­co­sa­mente è stato defi­nito la “cha­trou­lette delle notizie”.

The Ran­dom Guar­dian, que­sto il vero nome, è stato inau­gu­rato alla fine della scorsa set­ti­mana ed ha, appunto, l’obiettivo di per­met­tere ai let­tori di andare oltre i con­te­nuti segna­lati nella home page del quo­ti­diano, con­sen­tendo quindi, anche per sezioni, di tro­vare temi e noti­zie d’interesse che nor­mal­mente si iden­ti­fi­cano faticosamente.

La fun­zio­na­lità intro­dotta age­vola sicu­ra­mente una mag­gior per­ma­nenza faci­li­tando il rap­porto tra la testata ed il let­tore; un “sot­to­pro­dotto” di impor­tanza non trascurabile.

Come ha dichia­rato recen­te­mente Meg Pic­kard, respon­sa­bile dell’area social media del quo­ti­diano anglo­sas­sone, le orga­niz­za­zioni edi­to­riali devono costruire una rela­zione fidu­cia­ria per dive­nire parte dell’ecosistema sociale, della meta­piat­ta­forma.

Non vi è dub­bio che The Guar­dian sia in prima linea tra coloro che sono sulla strada giu­sta nel farlo, andando ben oltre ipo­tesi tanto irrea­li­sti­che quanto pate­ti­che, o inse­guendo l’ultimo gad­get in una corsa all’oro senza senso.

Pubblicato il 8 febbraio 2010 by Pier Luca Santoro

Zeitgeist

The Guar­dian si apre alla costru­zione par­te­ci­pata della noti­zia all’interno del pro­prio sito web.

Dalla set­ti­mana scorsa è attivo Zeit­geist, visua­liz­za­zione gra­fica di quello che i let­tori tro­vano di loro inte­resse. Come viene spie­gato nel det­ta­glio, gra­zie anche all’ausilio dell’utilizzo di cro­ma­ti­smi diversi, viene dina­mi­ca­mente aggior­nato quello che gli utenti del sito del quo­ti­diano anglo­sas­sone tro­vano di loro inte­resse, com­men­tano, men­zio­nano su twitter.

Zeit­geist è con­ti­nuo cam­bia­mento, una sorta di Sagrada Fami­lia della noti­zia che pone The Guar­dian come IL punto di rife­ri­mento dell’evoluzione della costru­zione dei cri­teri di notiziabilità.

Una lezione per chi si affanna ancora ad apporre loghi e mar­chi per­sino alle noti­zie che non produce.

Pubblicato il 28 luglio 2009 by Pier Luca Santoro

Ignoranti quem portum petat nullus ventus suus est

Esclu­dendo alcuni sog­getti asso­lu­ta­mente mar­gi­nali per con­cla­mata incom­pe­tenza, ini­zia ad esserci coe­sione ed accordo su quale sia il modello futu­ri­bile di costru­zione delle notizie.

Anche il sot­to­stante dia­gramma di ishi­kawa sin­te­tizza come alla costru­zione della noti­zia com­par­te­ci­pino ele­menti fino a poco fa con­si­de­rati alieni [o quan­to­meno mar­gi­nali] alla stessa rela­tivi all’area del gior­na­li­smo non professionale.

mediachartprocess

Jeff Jar­vis ieri, dalle pagine [web] del Guar­dian, inte­gra egre­gia­mente que­sta visione par­lando non solo dell’eco­si­stema delle noti­zie ma di quello che con­ti­nua ad essere l’anello debole del dibat­tito attual­mente in corso sul tema, i key pil­lars sui quali possa rea­li­sti­ca­mente basarsi la red­di­ti­vità dell’editoria.

Sono due, a mio avviso, i pas­saggi chiave dell’arti­colo.

L’ecosistema delle noti­zie è cam­biato ed i gior­nali [ed i main­stream media più in gene­rale] non ne sono più né gli attori esclu­sivi né tan­to­meno cen­trali: “[….] the new­spa­per pro­du­ces, owns and con­trols the asset that is the news. If, instead, we define news as the pro­vince of a lar­ger eco­sy­stem of which a new­spa­per — or its suc­ces­sor news orga­ni­sa­tion — is merely a mem­ber, then help no lon­ger looks like cha­rity. It looks like col­la­bo­ra­tion”.

Il modello di busi­ness delle noti­zie non può basarsi sulle sov­ven­zioni o, peg­gio, sulle pre­bende. Le imprese edi­to­riali non pos­sos­sono affi­darsi al volon­ta­riato ed alle offerte cari­ta­te­voli: “[…] Cha­rity is likely to be a con­tri­bu­tor to the future of news. So will volun­teer labour in the form of blog­gers and cro­wd­sour­cing. But we still need a busi­ness model for news. News still needs to be pro­fi­ta­ble to sur­vive. It’s not a church”.

Le imprese edi­to­riali non hanno, sin ora, effet­tuato le dolo­rose, ma neces­sa­rie, rior­ga­niz­za­zioni già avve­nute da tempo in altri set­tori, garan­tite da un modello di busi­ness fon­dato sulla cre­scita all’infinito degli inve­sti­menti promo-pubblicitari e sui ritorni gene­rati per­lo­più dall’osse­quiare ser­vi­zie­vol­mente il potente di turno accu­mu­lando e man­te­nendo costi non sostenibili.

Già in tempi remoti era chiaro, come diceva Seneca, che: igno­ranti quem por­tum petat nul­lus ven­tus suus est [il vento non sof­fia mai dalla parte giu­sta per chi non sa dove andare]. Ormai è ade­gua­ta­mente defi­nito il futuro del gior­na­li­smo e delle noti­zie, è adesso neces­sa­rio lavo­rare sul modello soste­ni­bile di busi­ness delle stesse.

Se cre­dete, pro­vate a chie­dere al vostro gior­na­laio, secondo me ha delle idee in proposito.

Pubblicato il 15 luglio 2009 by Pier Luca Santoro

Il futuro delle notizie

Quello che sarà il futuro del gior­na­li­smo e delle noti­zie ini­zia a deli­nearsi con suf­fi­ciente pre­ci­sione per quanto riguarda il medio periodo [pros­simi 3 – 5 anni] ed una ottima sin­tesi dello stato dell’arte viene effet­tuata dall’ottimo Raf­faele Mastro­lo­nardo su “Alias” dell’11 luglio.

In Solo un dato ci può sal­vare, Mastro­lo­nardo rias­sume le nuove fron­tiere del gior­na­li­smo [e dei gior­nali] indi­cando alcuni esempi pio­nie­ri­stici ed argo­men­tando che il rilan­cio dei gior­nali passa dalla capa­cità di impie­gare le nuove tec­no­lo­gie per aiu­tare il let­tore a dare un senso al dilu­vio di dati che lo inonda; per con­clu­dere come, appunto, la sal­vezza del gior­na­li­smo passi ine­vi­ta­bil­mente dalla capa­cità di dare un senso ai dati.

Senso ai dati che, per inciso, pare sfug­gire ad altri pro­fes­sio­ni­sti dell’informazione che dall’ana­lisi dei suc­cessi di Eco­no­mist e Bilds sem­brano trarre solo con­clu­sioni rela­tive a sti­pendi d’oro e ad atti­vità di lobby con­tro la tele­vi­sione commerciale.

For­tu­na­ta­mente ad ele­vare nuo­va­mente le sorti ed il livello del dibat­tito in corso sul tema pensa Ste­ven Ber­lin John­son con la pub­bli­ca­zione di una sua recente speech all’ Inte­rac­tive Festi­val di Austin [USA].

Old Gro­wth Media and The Future of News , si arti­cola su quat­tro assi por­tanti tutti da leg­gere o ascol­tare secondo le preferenze.

Nelle con­clu­sioni John­son rende dispo­ni­bile il sot­to­stante gra­fico di sin­tesi dell’ecosistema delle noti­zie e dei gior­nali pro­du­cendo, a mio avviso, un’ottima rap­pre­sen­ta­zione di quello che è il futuro dell’editoria.

Old Growth Media & the future of News

Il modello pro­po­sto non è alter­na­tivo bensì com­ple­men­tare, inte­grando l’attuale e migliorandolo.

Come afferma il John­son stesso, cer­ta­mente non sarà un sistema per­fetto [ma ne esi­stono poi dav­vero?] ma rap­pre­senta indub­bia­mente un impor­tante miglio­ra­mento rispetto al para­digma sul quale si è basata l’editoria sin ora.

The emer­ging news eco­sy­stem is already around us, and already doing won­der­ful things. Most of us in this room, I suspect, are already living in the old-growth forests now. It’s up to us to remind eve­ryone else how pro­mi­sing those eco­sy­stems really are — or, even bet­ter, to help them live up to that pro­mise.

Per­so­nal­mente, tra i tanti, ci provo tutti i giorni dalla [ri]apertura di que­sto spa­zio di discus­sione su inter­net ad oggi.