ecologia

Pubblicato il 2 febbraio 2010 by Pier Luca Santoro

Il Blog che non c’è più

Nia­gara è una impresa della Pro­vin­cia di Fer­rara attiva nel trat­ta­mento dei rifiuti indu­striali, set­tore “caldo” nel quale, come noto, si intrec­ciano spesso inte­ressi eco­no­mici legit­timi a vicende ille­gali che di sovente asso­ciano sot­to­bo­sco poli­tico alla cri­mi­na­lità orga­niz­zata, con­tra­ria­mente a ste­reo­tipi e pre­giu­dizi non solo nel sud Ita­lia.

Ope­rare nella lega­lità in un set­tore del genere non è impresa facile e lo è ancor meno se, come par­rebbe, gli affari sono intral­ciati [a con­ferma del qua­dro gene­rale di rife­ri­mento] da impren­di­tori senza scru­poli che sem­brano affi­darsi alle gra­zie di tutori dell’ordine com­pia­centi per otte­nere inca­ri­chi ed auto­riz­za­zioni. Se poi, come docu­men­tato, si fa delle coin­te­res­senze una seconda pro­fes­sione che si mischia peri­co­lo­sa­mente al lavoro uffi­ciale e ci si fa pren­dere la mano dall’abitudine ecco che alla con­cus­sione si aggiunge il ricatto.

E’ que­sta, pare dav­vero, in sin­tesi, la vicenda nella quale Nia­gara si trova, nella parte della vit­tima, invi­schiata e che Mauro Car­retta, tito­lare dell’impresa, dopo pres­sioni, ricatti e cospi­cue richie­ste eco­no­mi­che ha deciso di denun­ciare alle auto­rità com­pe­tenti nel novem­bre del 2009.

L’impresa decide legit­ti­ma­mente di aprire un blog a sup­porto della denun­cia nel quale con buona fre­quenza ini­zia a docu­men­tare il caso e i suoi svi­luppi, cor­re­dando gli arti­coli pub­bli­cati con tutta la docu­men­ta­zione , fatta di inter­cet­ta­zioni ed atti giu­di­ziari, del pro­cesso in corso.

Pur­troppo però l’ultimo arti­colo pub­bli­cato risale a metà del mese scorso, infatti il tri­bu­nale ha cen­su­rato il blog addu­cendo la moti­va­zione che si trat­tava di pub­bli­ca­zione arbi­tra­ria di atti giudiziari.

Ieri Nia­gara ha acqui­stato una pagina intera sul quo­ti­diano locale per dare evi­denza anche a chi non fosse venuto a cono­scenza della vicenda e dell’ oscu­ra­mento di quanto sta avve­nendo. Nell’annuncio si legge: “Il blog di Nia­gara è stato oscu­rato, meglio sviare che essere tra­spa­renti?”. Con­ti­nuando nella body copy: “Nia­gara […..] ha scelto la strada più lim­pida e tra­spa­rente, pub­bli­cando sul web i docu­menti dell’indagine in modo che tutti pos­sano farsi un’idea di cosa sia vera­mente suc­cesso tra Nia­gara e gli indagati”.

La respon­sa­bile dell’uffi­cio stampa, da me con­tat­tata tele­fo­ni­ca­mente ieri mat­tina, spie­gava che attual­mente sono stati ini­biti a con­ti­nuare le pub­bli­ca­zioni e si atten­de­vano a breve l’oscuramento defi­ni­tivo dello spa­zio web che infatti si è veri­fi­cato ahimè non più tardi di ieri sera.

Sono disprez­za­bili prove tec­ni­che di cen­sura pre­ven­tiva, bava­gli alla libertà di espres­sione e manette ai diritti.

PS: Alcuni link non fun­zio­nanti a causa dell’oscuramento del blog sono stati appo­si­ta­mente lasciati nella spe­ranza che nei pros­simi giorni tor­nino ad essere fruibili.

Pubblicato il 30 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

Coerenza

Che siano tempi duri è dive­nuto un ritor­nello rispetto al quale si avverte la neces­sità di andare oltre, di avere una visione stra­te­gica, sul futuro del mondo degli affari e della comunicazione.

Per que­sto, a titolo esem­pli­fi­ca­tivo, ho “pescato nel mazzo” due casi recenti che, mi auguro, pos­sano sti­mo­lare dibat­tito e rifles­sione. Si tratta di due set­ti­ma­nali: “The Eco­no­mist” e “Sette”.

The Eco­no­mist è sem­pre stata una testata con buona sen­si­bi­lità al mondo degli affari “eco friendly”, man­te­nendo nel tempo un occhio di riguardo verso i temi dell’ecologia, come testi­mo­nia banal­mente anche una ricerca negli archivi on line che for­ni­sce 2012 risul­tati alla “query” cli­mate change. Adesso, con la cam­pa­gna abbo­na­menti 2010, la rivi­sta man­tiene coe­renza rispetto all’orientamento e, all’interno del pac­chetto pro­mo­zio­nale teso ad atti­rare i poten­ziali sot­to­scrit­tori, è con­te­nuta la pro­messa di pian­tare un albero per ogni abbo­nato [mi pare venga chia­mata sup­por­ting evi­dence].

Sette, il set­ti­ma­nale del Cor­riere della Sera, è stato recen­te­mente rilan­ciato. Nuovo for­mato, ed una atten­zione par­ti­co­lare alla carta non solo in ter­mini este­tici ma anche di soste­ni­bi­lità eco­lo­gica della rivi­sta; secondo quanto ripor­tato si trat­te­rebbe di un tipo di carta che vanta la cer­ti­fi­ca­zione dell’ Fsc — Forest Steward­ship Coun­cil – un ente inter­na­zio­nale indi­pen­dente per la sal­va­guar­dia delle fore­ste noto per il rigore con il quale con­cede il pro­prio nulla osta. A con­ferma, non è un caso che tra le tante coper­tine pos­si­bili per la prima uscita sia stata pro­po­sta l’immagine di un orso polare sui ghiac­ciai dedi­cata al clima e ver­tice mon­diale di Cope­n­ha­gen, con un testo di Al Gore.

Pec­cato che tanta atten­zione dei det­ta­gli si scon­tri con la pla­sti­fi­ca­zione della rivi­sta in 3 casi su cin­que sin ora [se non ho con­tato male] per con­sen­tire l’inserimento di lea­flet ed altri ele­menti promo-pubblicitari; la pla­sti­fi­ca­zione rende inu­tile l’attenzione dimo­strata nella scelta della carta ed è cer­ta­mente non eco­com­pa­ti­bile, una sba­va­tura, una caduta di tono, com­piuta per oltre il 50% delle uscite. Una mag­giore coe­renza forse paghe­rebbe di più a lungo andare.

“La Stra­te­gia senza tat­tica è la via più lunga alla vit­to­ria, la tat­tica senza stra­te­gia è il rumore che pre­cede la scon­fitta”. — Sun Tzu -