Posted on 22 aprile 2012 by

Tutti giù per Terra

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«Terra», il quo­ti­diano dei verdi, apparso e scom­parso con una rapi­dità che credo non abbia sor­preso nes­suno tra gli addetti ai lavori, è al cen­tro di pole­mi­che in cui si intrec­ciano finan­zia­menti all’editoria, ver­tenze sin­da­cali e din­torni che, per dirla con le parole di Luca Bonac­corsi, ex diret­tore e azio­ni­sta del quo­ti­diano, creano un ambiente, di cric­che e amici degli amici. Sto­rie, ahimè, alle quali ci siamo tri­ste­mente abi­tuati, tanto da rite­nerle di ordi­na­ria ammi­ni­stra­zione in que­sto Paese di popolo e popu­li­smi.

Oggi, come cer­ta­mente molti di voi sapranno, come ogni anno si cele­bra in tutto il mondo il giorno della terra, nome usato per indi­care il giorno in cui si cele­bra l’ambiente e la sal­va­guar­dia del pia­neta Terra al quale inman­ca­bil­mente  il Doodle di Goo­gle, come ormai di tra­di­zione, rende omag­gio.

E’ que­sta l’occasione per il quo­ti­diano tori­nese «La Stampa» di annun­ciare a tutta pagina di essere il primo quo­ti­diano a impatto zero.

Se il senso dell’iniziativa, che si basa fon­da­men­tal­mente sulla cer­ti­fi­ca­zione PEFC, è cer­ta­mente apprez­za­bile, per­so­nal­mente resto abba­stanza scet­tico sul van­tag­gio com­pe­ti­tivo che il posi­zio­na­mento come quo­ti­diano eco­lo­gico potrà por­tare al gior­nale diretto da Mario Calabresi.

La mia impres­sione è che spo­sti dav­vero poco del mer­cato con­ten­di­bile car­ta­ceo, fatto più del rubare quota agli altri quo­ti­diani che di nuovi let­tori, rischiando di essere anche sotto que­sto pro­filo un’operazione a impatto zero.

Insomma, come nella miglior tra­di­zione, un bel giro­tondo nel quale ci si ritrova tutti giù per terra.

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