Posted on 10 novembre 2010 by

Mercato Editoriale & Mobilità

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L’Audit Bureau of Cir­cu­la­tion, la più impor­tante orga­niz­za­zione al mondo per il moni­to­rag­gio delle dif­fu­sioni di quo­ti­diani e pub­bli­ca­zioni che riu­ni­sce le imprese edi­to­riali, le agen­zie pub­bli­ci­ta­rie e gli inve­sti­tori e vanta 3400 asso­ciati, ha rila­sciato i risul­tati della seconda edi­zione rela­ti­va­mente al mer­cato edi­to­riale in mobi­lità, ana­liz­zando le ini­zia­tive in essere e i piani di svi­luppo in quest’area da parte dei pro­pri associati.

La ricerca “Going Mobile: How Publi­shers Are Soli­di­fy­ing Stra­te­gies and Adap­ting to the Mobile Mar­ket”, i cui risul­tati sono stati appena rila­sciati, è stata con­dotta su base volon­ta­ria nella seconda metà di luglio di quest’anno dopo l’ingresso sul mer­cato dell’iPad ma non degli altri tablet la cui dispo­ni­bi­lità è ini­ziata a par­tire da settembre.

Il 78% del cam­pione non ritiene plau­si­bile la scom­parsa della ver­sione tra­di­zio­nale, stam­pata, delle pub­bli­ca­zioni. La carta non è morta.

Emerge la con­vin­zione che nel medio-lungo periodo [entro almeno due anni] la frui­zione di con­te­nuti in mobi­lità sarà un ele­mento estre­ma­mente impor­tante per le imprese edi­to­riali. Si ritiene che saranno tablets ed e-readers i sup­porti pre­va­lenti per la frui­zione in mobi­lità, men­tre reste­ranno mar­gi­nali sotto que­sto pro­filo gli smartphones.

Quo­ti­diani a larga dif­fu­sione e rivi­ste sono i sog­getti forti, pro­ta­go­ni­sti del mer­cato, che bene­fi­ce­ranno della ven­dita di appli­ca­zioni e con­te­nuti men­tre le realtà minori sareb­bero pena­liz­zate in quest’area.

Una mino­ranza degli edi­tori è sod­di­sfatta del modello pro­po­sto, rea­liz­zato, da Apple e, anche per que­sto, stanno lavo­rando alla rea­liz­za­zione di nuove pro­po­ste per altri device e sistemi ope­ra­tivi. Forte con­cen­tra­zione degli edi­tori di quo­ti­diani su quest’aspetto con il 57% dei rispon­denti che dichiara di avere [o star pre­di­spo­nendo] la dispo­ni­bi­lità dei pro­pri con­te­nuti non per iPad.

Ci sono forti aspet­ta­tive per quanto riguarda il mer­cato pub­bli­ci­ta­rio su mobile per il quale ven­gono viste diverse forme di otte­nere ricavi dai video ai ban­ner pas­sando per le ricer­che e le spon­so­riz­za­zioni, ma la grande mag­gio­ranza degli edi­tori scom­mette su un modello di busi­ness misto con ricavi deri­vanti sia dalla pub­bli­cità che dal paga­mento dei let­tori così come avviene oggi per la stampa.

Emerge la con­sa­pe­vo­lezza di dover for­nire stru­menti e dati sem­pre più accu­rati agli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari ma non vi è cenno della sod­di­sfa­zione e del coin­vol­gi­mento dell’utenza, dei let­tori, area senza la quale qua­lun­que pro­spet­tiva di recu­pero di ricavi da parte delle imprese edi­to­riali potrebbe venir meno.

Senza una pro­po­sta di valore non è scon­tato che il mezzo arric­chi­sca il messaggio.

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