e paper

Pubblicato il 1 novembre 2011 by Pier Luca Santoro

Il Giornale del Futuro?

AUO, impresa nata dalla fusione tra Acer Display Tech­no­logy Inc. e Uni­pac Opto­e­lec­tro­nics Cor­po­ra­tion, durante una mani­fe­sta­zione fie­ri­stica ha pre­sen­tato un display che si distin­gue per fles­si­bi­lità, leg­ge­rezza e sot­ti­gliezza, tanto da ren­dere un 32″ spesso solo 3 mm.

Tra i diversi for­mati e le diverse solu­zioni pro­po­ste anche un pro­dotto che pare avere le poten­zia­lità per sba­ra­gliare e-readers e tablets attual­mente sul mercato.

Se sicu­ra­mente le carat­te­ri­sti­che ne fanno un sup­porto che pare adatto alla rea­liz­za­zione di un “e-newspaper”, ovvia­mente non sono asso­lu­ta­mente in grado di dire se effet­ti­va­mente sarà così. Certa invece è la distanza che inter­corre tra il limite della nostra imma­gi­na­zione, anche, quando par­liamo dei gior­nali del futuro e del futuro dei gior­nali, rispetto a ciò che invece siamo in grado poten­zial­mente di realizzare.

L’unico modo per sco­prire i limiti del pos­si­bile è avven­tu­rarsi un po’ più oltre, entro l’impossibile, scri­veva Blaise Pascal.

Affer­ma­zione che vale la pena di tenere in mente nel momento in cui fre­niamo la spe­ri­men­ta­zione per timore di insuc­cesso. Forse è dav­vero giunto il momento di ribal­tare l’approccio anche da que­sto punto di vista, ini­zando a chie­dersi quali siano i costi occulti della non spe­ri­men­ta­zione e della man­cata innovazione.

Pubblicato il 22 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

E paper, kindle e il futuro dell’editoria

La let­tura appro­fon­dita del new­spa­pers outlook 2009 fugava ampia­mente le devia­zioni tec­no­lo­gi­che di geek e gior­na­li­sti diso­rien­tati alla ricerca di cer­tezze nel mezzo e non nel mes­sag­gio evi­den­ziando, tra l’altro, come fosse risi­bile la pro­pen­sione e l’interesse verso gli e-readers.

A ulte­riore con­ferma della mar­gi­na­lità di kindle rela­ti­va­mente agli svi­luppi futuri dell’editoria arriva la ricerca fina­liz­zata dalla Piper Jaf­fray & Co. i cui risul­tati sono stati resi dispo­ni­bili e sin­te­tiz­zati da eMar­ke­ter non più tardi di ieri.

Come emerge chia­ra­mente dalla tavola di sin­tesi sot­to­stante, circa il 65% degli inter­vi­stati non mani­fe­sta inte­resse alcuno nei con­fronti degli e readers.

e readers

Con­si­de­rando le dif­fe­renze e il com­ples­sivo mag­gior livello di ado­zione delle tec­no­lo­gie [tele­fo­nini esclusi] da parte degli sta­tu­ni­tensi rispetto agli ita­liani direi, e mi auguro, che il capi­tolo « e paper-kindle-futuro dell’editoria/giornali » possa con­si­de­rarsi defi­ni­ti­va­mente concluso.

Come viene giu­sta­mente rile­vato: “What a con­su­mer is buy­ing is the con­tent, not neces­sa­rily the for­mat.” .

Il pro­cesso di adat­ta­mento e moder­niz­za­zione dell’editoria ed il rela­tivo dibat­tito al quale par­te­ci­piamo con inte­resse – e spero con posi­ti­vità – è al momento in una fase in cui nes­suno pare avere delle solu­zioni con­vin­centi sul tema.

Ini­ziando a fare ordine e puli­zia dagli orpelli [tec­no­lo­gici e non] futili pro­ce­de­remo più spe­diti verso l’obiettivo.