distributori editoria

Pubblicato il 1 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Maltempo in Edicola

Dopo l’inesauribile serie di occhiali delle più dispa­rate fogge, arri­vano ora gli ombrelli, con­fer­mando come  ogni genere di cian­fru­sa­glia rie­sca ad inqui­nare e dequa­li­fi­care il canale edicole.

Sono ini­zia­tive svolte da pirati dell’editoria che, alle­gando un foglietto illu­stra­tivo così da assi­mi­larlo ad un pro­dotto edi­to­riale, hanno gioco facile nella ricerca di volumi in un canale che non ha bar­riere all’ingresso e nel quale l’edicolante, il gior­na­laio non ha pos­si­bi­lità di sce­gliere quan­tità e qua­lità dei pro­dotti all’interno del suo punto vendita.

Una chicca l’invito a svi­tare l’ombrello per dimo­stra­zione che defi­ni­sce ulte­rior­mente, se neces­sa­rio, la pro­fes­sio­na­lità di coloro che le attivano.

Spe­riamo almeno che piova ancora.

Pubblicato il 2 settembre 2010 by Pier Luca Santoro

Du Yu Spik Inglisc?

Paid Con­tent [gruppo The Guar­dian] pub­blica la sin­tesi dei risul­tati sull’andamento delle edi­cole nel Regno Unito.

Secondo quanto ripor­tato, il fat­tu­rato sarebbe cre­sciuto com­ples­si­va­mente del 10% nell’ultimo decen­nio per effetto dell’aumento dei prezzi.

Le pre­vi­sioni per il com­mer­cio sono a tinte fosche con una stima di una fles­sione del 21% da qui al 2015. Con il cam­bia­mento nelle abi­tu­dini e moda­lità di con­sumo delle infor­ma­zioni dovrebbe essere in par­ti­co­lare il seg­mento popo­lare, di bassa qua­lità, quello a mag­gior rischio poten­ziale di per­dita di vendite.

Come segnala il docu­mento redatto dall’antitrust, nella parte dedi­cata spe­ci­fi­ca­ta­mente alla Gran Bre­ta­gna in ter­mini di para­gone rispetto al nostro sistema, esi­stono delle spe­ci­fi­cità che in un momento di rifles­sione e pro­po­si­ti­vità rispetto al futuro delle edi­cole può essere inte­res­sante ripren­dere in sintesi.

In par­ti­co­lare per quanto riguarda la distri­bu­zione inter­me­dia, vera spina nel fianco di edi­tori e gior­na­lai, il rap­porto segnala che nel sistema bri­tan­nico i distri­bu­tori ope­rano in un regime di esclu­siva ter­ri­to­riale, ma in que­sto caso la sele­zione dell’operatore avviene sulla base di gare perio­di­che svolte, per quanto riguarda i quo­ti­diani, dalle società edi­trici e, per quanto riguarda i perio­dici, dalle società distri­bu­trici che gene­ral­mente sele­zio­nano l’operatore locale per conto degli edi­tori dei mede­simi perio­dici. I con­tratti che sono sti­pu­lati ad esito di tali gare con i distri­bu­tori all’ingrosso hanno di norma una durata di cin­que anni.

Sono cri­teri gestio­nali che, a parità di con­di­zione, garan­ti­scono miglior qua­lità di ser­vi­zio ed impe­di­scono la crea­zione di riserve esclu­sive, di feudi intoc­ca­bili come avviene nel nostro paese.

Pubblicato il 26 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

Questa [NON] è una Pubblicazione Editoriale

Come fare per ven­dere in edi­cola ogni sorta di cianfrusaglia?

Che si tratti di piatti, col­telli, gio­cat­toli cinesi o, come in que­sto caso, occhiali, non fa dif­fe­renza alcuna, basta alle­gare al pro­dotto desi­de­rato un volan­tino, un foglietto ed il gioco è fatto come le imma­gini sot­to­stanti dimostrano.

Sono spunti, evi­denze rac­colte sul campo che fanno parte del discorso più gene­rale rela­tivo all’edicola del futuro ed al futuro delle edicole.

Pubblicato il 20 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

La Democrazia dell’Abbonamento

Poco prima della cano­nica pausa estiva di fer­ra­go­sto si è tenuto un incon­tro tra il sot­to­se­gre­ta­rio Paolo Bona­iuti ed i rap­pre­sen­tanti della FIEG e dell’ FNSI sullo stato di salute del set­tore editoriale.

L’incontro pare essere stato pre­va­len­te­mente inter­lo­cu­to­rio, rin­viando alla ripresa l’esame della situa­zione in cui, come noto, versa l’industria editoriale.

Il pre­si­dente della FIEG, Malin­co­nico, ha, comun­que, colto l’occasione, secondo quanto ripor­tato, per effet­tuare del “pres­sing” sull’avvio di una neces­sa­ria riforma dell’editoria. In par­ti­co­lare ha sot­to­li­neato l’iniquità del decreto del 30 marzo scorso che ha sospeso le tariffe postali age­vo­late per gli abbo­na­menti ai gior­nali, con­clu­dendo come: “Una riforma orga­nica dell’editoria è invece quanto mai neces­sa­ria per assi­cu­rare la pre­senza equi­li­brata dei diversi mezzi di comu­ni­ca­zione in un mix che è ele­mento essen­ziale di una moderna democrazia”.

Per­so­nal­mente fatico dav­vero a com­pren­dere il bino­mio, l’assioma, che uni­sce le pro­po­ste di abbo­na­menti con la demo­cra­zia del nostro paese.

Mi sfugge, altret­tanto, come si con­ti­nui a per­se­guire pra­ti­che com­mer­ciali scor­rette, che nono­stante le malin­co­ni­che riven­di­ca­zioni, non sono asso­lu­ta­mente ces­sate dopo l’introduzione del pre­ci­tato decreto legge.

Testi­mo­nianza più con­creta di que­ste dina­mi­che è il por­tale web, rea­liz­zato da quello che è il secondo prin­ci­pale distri­bu­tore nazio­nale [24% di mar­ket share], spe­ci­fi­ca­ta­mente dedi­cato agli abbo­na­menti.

Un sistema si [ri]costruisce coin­vol­gendo tutti gli sta­ke­hol­ders, non con­ti­nuando a per­se­guire van­taggi indi­vi­duali e pra­ti­che vessatorie.

Pubblicato il 12 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

Colli di Bottiglia & Promozionalità Fallimentare

Sicu­ra­mente sarà capi­tato almeno una volta a cia­scuno di noi di andare in un edi­cola e rice­vere il pro­prio quo­ti­diano senza l’inserto pre­vi­sto per la data d’uscita.

Que­sto avviene poi­ché gli inserti ven­gono stam­pati prima dei quo­ti­diani e la tira­tura del gior­nale può avere varia­zioni, anche signi­fi­ca­tive, in fun­zione di avve­ni­menti che l’editore giu­dica impor­tanti e che imma­gina faranno aumen­tare le ven­dite di quel deter­mi­nato giorno. In que­sto modo si deter­mina dun­que una sfa­sa­tura tra il numero degli alle­gati, degli inserti, e le copie vei­co­late nelle edicole.

Que­sto aspetto di vin­colo del sistema ad un sin­golo com­po­nente si defi­ni­sce gene­ri­ca­mente “collo di bot­ti­glia”.

Nella pra­tica, al di là dei tec­ni­ci­smi, il let­tore si trova dun­que a dover pagare un prezzo mag­gio­rato senza avere il cor­ri­spet­tivo o, in alter­na­tiva, a sce­gliere una diversa pub­bli­ca­zione da quella che avrebbe desiderato.

Quando que­sto avviene, come è il caso di que­sta set­ti­mana, a causa di inter­venti che dovreb­bero essere pro­mo­zio­nali nelle inten­zioni, si sfiora l’assurdo.

Per quanto di mia cono­scenza infatti, la mag­gio­ranza delle edi­cole di Fer­rara e pro­vin­cia al ter­mine della mat­ti­nata di mar­tedì erano già in rot­tura di stock di “Sor­risi & Can­zoni TV” poi­ché era stato distri­buito un numero di copie deci­sa­mente infe­riore a quanto avviene di solito.

Il motivo? La pub­bli­ca­zione di pro­grammi tele­vi­sivi era accop­piata [“ban­ded” come si suol dire in gergo] con Pano­rama. Evi­den­te­mente i costi o il numero di copie dispo­ni­bili, o entrambi gli ele­menti, del set­ti­ma­nale di attua­lità ha con­di­zio­nato tira­tura e dif­fu­sione di Sor­risi e Canzoni.

Risul­tato? Clienti, let­tori, scon­tenti, edi­co­lanti infuriati.

Non vi è dub­bio, pro­mo­zione fa rima con astu­zia. O no?

Pubblicato il 3 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

Volere è Potere

L’attività che gesti­sco è, come avviene sem­pre più dif­fu­sa­mente, un “nego­zio pro­mi­scuo”. E’, anche, que­sto un modo per fare dei con­fronti tra i diversi settori/mercati e trarne delle conclusioni.

L’azienda che mi for­ni­sce qual­che arti­colo di can­cel­le­ria, che tengo per dare un minimo di ser­vi­zio al cliente, mi vista rego­lar­mente con pas­saggi una volta ogni due set­ti­mane, la ven­di­trice è dotata di un ter­mi­nale por­ta­tile [vd. imma­gine] con il quale digita e tra­smette diret­ta­mente l’ordine, veri­fica la dispo­ni­bi­lità delle gia­cenze, prezzi, ed altro.

Nulla di ecce­zio­nale, uno stru­mento di lavoro abi­tuale per molti da tempo.

Non è così per la filiera edi­to­riale che da anni vaneg­gia sulla infor­ma­tiz­za­zione delle edi­cole senza che, di fatto, nulla avvenga con­cre­ta­mente in tal senso.

Fede­ra­zione degli edi­tori impe­gnata più a com­bat­tere bat­ta­glie di retro­guar­dia a difesa anche di pac­cot­ti­glie da ban­ca­rella, come fos­sero pro­dotti edi­to­riali di alta nobiltà, accre­scendo così il grado di liti­gio­sità nella filiera, tra edi­tori più o meno con­sa­pe­voli, distri­bu­tori più o meno orien­tati alla tra­spa­renza e riven­di­tori finali: sui quali, alla fine, si abbatte la pac­cot­ti­glia senza qua­lità e senza valore.

Sin­da­cati immo­bi­liz­zati da evi­denti con­flitti d’interessi e, sem­pre meno taciute, col­lu­sioni e connivenze.

Spesso ormai per­sino in “risto­piz­ze­rie” di medio livello il came­riere prende l’ordine che viene tra­smesso attra­verso il ter­mi­nale in cucina ed alla cassa.

Chi ha fatto [fa] il gior­na­laio può com­pren­dere come uno stru­mento di que­sto tipo, abbi­nando fun­zio­na­lità e por­ta­bi­lità potrebbe essere, gra­zie, anche, a costi e dimen­sioni infe­riori a quelle di un pc, lo stru­mento ideale di lavoro per le riven­dite di gior­nali e “il cavallo di troia” per riu­scire final­mente a moder­niz­zare la rete distributiva.

Volere è potere fu scritto da Michele Les­sona quasi 150 anni fa sul modello dell’opera bri­tan­nica “Self Help” tra­dotta in ita­liano con il titolo “Chi si Aiuta Dio l’aiuta”. Non si può dire che man­chino le coin­ci­denze anche ai giorni nostri.

Pubblicato il 14 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

Se 80 ore vi sembran poche

Il famoso canto di pro­te­sta delle mon­dine, a distanza di anni trova, ahimè, motivo di essere ripreso ed aggior­nato con rife­ri­mento ai peo­nes dell’editoria: i giornalai.

A conti fatti il tito­lare di un’edicola, un gior­na­laio, lavora 80 ore alla set­ti­mana e, com­plice la crisi delle edi­to­ria, che edi­tori e tutta la filiera distri­bu­tiva sca­ri­cano sull’anello debole della catena, pro­blemi finan­ziari e chiu­sure sono all’ordine del giorno.

Molto spesso il sin­da­cato latita, quando si muove lo fa con moda­lità e lin­guaggi arcaici, inadatti.

Sono pro­blemi dif­fusi su tutto il ter­ri­to­rio nazio­nale, incan­cre­niti da immo­bi­li­smo unito ad oppor­tu­ni­smo.

L’ultimo, in ordine cro­no­lo­gico, dei casi di mala gestione del canale com­mer­ciale viene da due pae­soni alle porte di Milano in quella che viene comu­ne­mente chia­mata Meta­no­poli [S. Donato & S. Giu­liano] vuoi per la pre­senza sto­rica degli uffici dire­zio­nali di aziende del set­tore ener­ge­tico che, pro­ba­bil­mente, per lo sta­tus civile e sociale dei due comuni.

Le riven­dite di quella zona si sono asso­ciate spon­ta­nea­mente ed in que­sti giorni stanno cer­cando di sen­si­bi­liz­zare cit­ta­di­nanza e auto­rità rispetto alla situa­zione che vivono.

Sono aspetti che nel tempo ho cer­cato di evi­den­ziare a più riprese, pro­po­nendo dalla mia pro­spet­tiva poten­ziali solu­zioni. Ad oggi le indi­ca­zioni for­nite restano inat­tese, ina­scol­tate da edi­tori e distri­bu­tori tanto malin­co­nici quanto miopi, pronti ad acco­gliere ogni bufala tec­no­lo­gica venga loro pro­po­sta ed inca­paci di pro­durre un piano d’azione con­creto a soste­gno di quello che resta lo sbocco com­mer­ciale con­creto dei loro prodotti.

“Ama­zing but not amusing!”

Pubblicato il 22 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

Liberalizzazione non è Libertà

Nell’indifferenza media­tica gene­rale il Con­si­glio dei Mini­stri ha appro­vato lo schema di decreto che rece­pi­sce la diret­tiva ser­vizi euro­pea [2006/123/CE]; al suo interno è con­te­nuta la parte rela­tiva alle riven­dite di gior­nali [arti­colo 71 del testo] che viene ripor­tato inte­gral­mente al fondo del testo.

Si tratta per ora dell’approvazione in via pre­li­mi­nare del decreto di attua­zione della diret­tiva 2006/123/CE, rela­tiva ai ser­vizi nel mer­cato interno, il cui ter­mine di rece­pi­mento è fis­sato al 28 dicem­bre 2009.

In pra­tica, men­tre si dichiara sostan­zial­mente di con­ti­nuare per il 2010 con le pre­bende all’editoria, si rece­pi­sce sola­mente una parte delle rac­co­man­da­zioni dell’Antitrust sul tema, appli­cando, in caso di appro­va­zione defi­ni­tiva del testo, solo la parte rela­tiva alle edi­cole e tra­la­sciando di inter­ve­nire sul resto della filiera. I richiami dell’Autorità alle disef­fi­cienze della rete di distri­bu­zione nel suo insieme ed alla neces­sità di revi­sione di sedi­centi pub­bli­ca­zioni edi­to­riali, che pur non essen­dolo ingol­fano il sistema e godono di sov­ven­zioni sta­tali, sono mol­te­plici e di straor­di­na­ria chia­rezza ma non ven­gono considerate.

Le edi­cole, gli edi­co­lanti, sog­getto debole della catena ven­gono dura­mente col­piti da que­sto prov­ve­di­mento gover­na­tivo uni­la­te­rale per­chè evi­den­te­mente, al con­tra­rio di altre cate­go­rie, fram­men­tati, disu­niti e mal rap­pre­sen­tati sono inca­paci di rea­gire all’ennesima man­naia che si abbatte sulle loro imprese. Testi­mo­nianza di una debo­lezza con­trat­tuale san­cita dal silen­zio degli organi di infor­ma­zione asso­lu­ta­mente disin­te­res­sati [se non avver­sari] para­dos­sal­mente alle sorti di quello che con­ti­nua ad essere il canale di sbocco delle loro pubblicazioni.

La morte silen­ziosa di circa 38mila nuclei fami­liari è tem­po­ra­nea­mente fun­zio­nale, da un lato, ad un governo quale quello attuale incen­trato solo sui poteri forti e, dall’altro lato, a degli stati gene­rali dell’editoria tanto malin­co­nici quanto “scaricabarile”.

Il ter­reno su cui le rela­zioni di potere ope­rano è prin­ci­pal­mente costruito attorno a glo­bale e locale ed è orga­niz­zato attorno a reti, non a sin­gole unità. Le reti sono mol­te­plici e le rela­zioni di potere sono spe­ci­fi­che di cia­scuna. Una norma fon­da­men­tale di eser­ci­zio del potere, comune a tutte le reti, è l’esclusione dalla rete [Cit.]. L’aver vis­suto troppo a lungo in que­sta con­di­zione, non infor­ma­tiz­zati, ran­nic­chiati cia­scuno nel pro­prio chio­schetto, è la natu­rale causa di que­sto regalo natalizio.

A nes­suno importa che l’ Autho­rity ricordi come: “È cru­ciale che la revi­sione delle moda­lità di fun­zio­na­mento del sistema sia com­piuta in modo orga­nico, con l’intento di rimuo­vere, per quanto pos­si­bile, tutte le restri­zioni o ano­ma­lie che vin­co­lano ingiu­sti­fi­ca­ta­mente l’efficiente svol­gi­mento dell’attività distri­bu­tiva. L’esperienza di par­ziale libe­ra­liz­za­zione dell’attività di riven­dita avviata nel 1999 ha mostrato che il pieno suc­cesso di simili ini­zia­tive richiede l’applicazione di un pac­chetto inte­grato di misure tra loro coe­renti e orien­tate allo stesso obiettivo”.

E’, pur­troppo, anche que­sto il prezzo da pagare quando si vive in una nazione in cui pre­te­stuo­sa­mente si con­fonde troppo spesso con­cetti quali la libe­ra­liz­za­zione e la libertà finendo, ine­vi­ta­bil­mente, per tra­vi­sare e tra­dire entrambi.

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Art. 71

Sistema di dif­fu­sione della stampa quo­ti­diana e periodica

1. All’articolo 1, comma 2, let­tera b) del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 le parole “sono auto­riz­zati alla ven­dita di” sono sosti­tuite da “pos­sono vendere”.

2. Al dell’articolo 2, comma 2, del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 le parole “al rila­scio di auto­riz­za­zione da parte dei comuni” sono sosti­tuite dalle parole “alla dichia­ra­zione di ini­zio di atti­vità da pre­sen­tare allo spor­tello unico del comune com­pe­tente per ter­ri­to­rio ai sensi dell’articolo 19, comma 2, primo periodo, della legge 7 ago­sto 1990, n.241”.

3. All’articolo 2, comma 2, del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 il secondo periodo è sosti­tuito dal seguente: “La dichia­ra­zione di ini­zio atti­vità deve con­te­nere altresì l’impegno a rispet­tare le dispo­si­zioni di cui al comma 6 del pre­sente arti­colo non­ché le moda­lità di ven­dita di cui all’articolo 5.” .

4. All’articolo 2, comma 3, del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 le parole “pos­sono essere auto­riz­zate” sono sosti­tuite da “pos­sono pre­sen­tare la dichia­ra­zione di ini­zio di attività”.

5. All’articolo 2 del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 il comma 5 è abrogato.

6. All’articolo 2 del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 il comma 6 è sosti­tuito dal seguente: “ Resta ferma la neces­sità di assi­cu­rare un cor­retto svi­luppo del set­tore distri­bu­tivo della stampa quo­ti­diana e perio­dica con par­ti­co­lare riguardo alla neces­sità di favo­rire l’accesso all’informazione e garan­tire la frui­zione del ser­vi­zio. In ogni caso, even­tuali limi­ta­zioni alle nuove aper­ture pos­sono essere cor­re­late esclu­si­va­mente alla fina­lità della tutela e sal­va­guar­dia delle zone di pre­gio arti­stico, sto­rico, archi­tet­to­nico e ambien­tale. A tal fine sono vie­tati cri­teri legati alla veri­fica di natura eco­no­mica o fon­dati sulla prova dell’esistenza di un biso­gno eco­no­mico o sulla prova di una domanda di mer­cato, quali entità delle ven­dite di pro­dotti edi­to­riali e pre­senza di altri punti esclu­sivi e non esclu­sivi di ven­dita di quo­ti­diani e perio­dici. Esclu­si­va­mente con rife­ri­mento alle dispo­si­zioni del pre­sente comma i comuni pos­sono adot­tare prov­ve­di­menti di pro­gram­ma­zione delle nuove aperture”.

7. All’articolo 3, comma 1, primo periodo del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 la parola “auto­riz­za­zione” è sosti­tuita da “dichia­ra­zione di ini­zio di attività”.

8. All’articolo 4 del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170, dopo il comma 2, inse­rire il seguente: “2bis. Le dispo­si­zioni di cui al pre­sente arti­colo non si appli­cano alle testate con­te­nenti pro­dotti diversi da sup­porti inte­gra­tivi o da beni ad esse fun­zio­nal­mente con­nessi, che non siano com­mer­cia­liz­zate anche auto­no­ma­mente nei punti vendita”.

9. L’articolo 6 del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 è abrogato.

10. All’articolo 16 della legge 5 ago­sto 1981, n. 416 dopo il comma secondo inse­rire il seguente: “Le dispo­si­zioni di cui al primo comma del pre­sente arti­colo alle testate con­te­nenti pro­dotti diversi da sup­porti inte­gra­tivi o da beni ad esse fun­zio­nal­mente con­nessi, che non siano com­mer­cia­liz­zate anche auto­no­ma­mente nei punti vendita”.

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“Il prezzo della libertà è l’eterna vigi­lanza” – Tho­mas Jefferson

Pubblicato il 25 novembre 2009 by Pier Luca Santoro

Strenna natalizia

Nelle rivi­ste del gruppo edi­to­riale Hacette – Rusconi arri­vate in edi­cola nei giorni scorsi è inse­rito un dépliant di ben 34 pagine che in coper­tina pro­mette abbo­na­menti a prezzi di saldo con sconti sino al 78% del prezzo di copertina.

Sono nume­rose le impli­ca­zioni di que­sta iniziativa.

In pri­mis, come ricor­dava un attento visi­ta­tore pochi giorni fa, è cla­mo­roso il furto che quo­ti­dia­na­mente pro­pi­nano gli edi­tori con l’inserimento di sconti allu­ci­nanti su abbo­na­menti che vei­co­lano attra­verso i nostri punti ven­dita. Credo che potendo andare a fondo, sotto il piano legale que­sto si possa rubri­care come con­cor­renza sleale.

Nella mia espe­rienza, pro­dotti ali­men­tari e cosme­tici ven­dono in diversi canali ma, quanto meno, vi è atten­zione alle poli­ti­che di prezzo e, lad­dove pos­si­bile, dif­fe­ren­zia­zione di for­mati e pac­ka­ging. L’assenza totale di que­sti ele­menti nel canale edi­cole è evi­dente segnale di arro­ganza ed inca­pa­cità pro­fes­sio­nale da parte della stra­grande mag­gio­ranza degli editori.

Altret­tanto ecla­tante è come da un lato si com­batta la guerra dei diritti e dei con­te­nuti per poi, nei fatti, sven­dere le pub­bli­ca­zioni senza il minimo rite­gno senza coe­renza alcuna.

Evi­dente carenza di coe­renza e di scarsa cono­scenza dei fun­da­men­tals del mar­ke­ting è rap­pre­sen­tata dalla disto­nia che si crea attra­verso que­ste ope­ra­zioni nella mente del let­tore acqui­rente che avrà neces­sa­ria­mente la per­ce­zione sia di essere fre­gato quanto com­pra le pub­bli­ca­zioni a prezzo pieno che dello scarso valore delle rivi­ste stesse. Il let­tore, inol­tre, non essendo tenuto per defi­ni­zione a cono­scere i det­ta­gli, imma­gi­nerà, erro­nea­mente pur­troppo, anche che la filiera edi­to­riale lavori con mar­gi­na­lità stra­to­sfe­ri­che, facen­dosi così ine­vi­ta­bil­mente l’idea che edi­tori ed edi­co­lanti siano “dei ladri”.

O le regole del gioco ven­gono [ri]fatte insieme o tra breve non sarà più pos­si­bile giocare.

Pubblicato il 18 novembre 2009 by Pier Luca Santoro

Indicazioni

Il Sinagi, in vista della fase di rin­novo dell’accordo nazio­nale, circa un mese fa ha inviato ai pro­pri asso­ciati un que­stio­na­rio teso ad iden­ti­fi­care quali siano gli aspetti prio­ri­tari della nego­zia­zione dal punto di vista della base, degli edicolanti.

Si chie­deva di for­nire due rispo­ste rispetto alle cin­que alter­na­tive pro­po­ste così, appunto, da indi­care le priorità.

I risul­tati sono stati pub­bli­cati sul men­sile “Nuove dall’Edicola” di que­sto mese.

Rispo­sta % Posi­tiva
Con­tratto esti­ma­to­rio, ovvero paga­mento delle for­ni­ture solo al ritiro della resa 75,00%
Unica per­cen­tuale su tutto il pro­dotto editoriale 20,00%
Libertà di scelta delle pub­bli­ca­zioni da tenere in edicola 65,00%
Azze­ra­mento della defiscalizzazione 10,00%
Rico­no­sci­mento eco­no­mico per tutti gli alle­gati, con per­cen­tuale di sconto pari al prezzo effet­tivo di ogni testata diffusa 50,00%

[Fonte: Nuove dall’Edicola. Le per­cen­tuali ripor­tate, ovvia­mente, non cor­ri­spon­dono a 100 in quanto le rispo­ste pos­si­bili erano due].

Dalle rispo­ste otte­nute risulta evi­dente, nella sem­pli­cità – forse ecces­siva – del que­stio­na­rio, come l’interesse dei gior­na­lai sia foca­liz­zato, da un lato, sul breve, all’ottenimento di con­di­zioni di paga­mento più favo­re­voli che con­sen­ti­reb­bero sia di ridare fiato alle finanze dei sin­goli edi­co­lanti che di eli­mi­nare pro­gres­si­va­mente dal mer­cato i nume­rosi edi­tori scor­retti che appro­fit­tan­dosi delle attuali logi­che entrano sul mer­cato senza nes­suna bar­riera sfrut­tan­dolo biecamente.

Dall’altro lato si evi­den­zia il legit­timo desi­de­rio di deter­mi­nare auto­no­ma­mente, senza impo­si­zioni ed arro­ganza, l’assortimento della pro­pria atti­vità com­mer­ciale. Pos­si­bi­lità che allo stato attuale è negata a fronte di teo­ri­che parità di trat­ta­mento che sono ele­mento da man­te­nere solo per quanto riguarda i quo­ti­diani come è stato detto.

Sono indi­ca­zioni che non devono restare disattese.

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