disinformazione

Pubblicato il 26 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

Congetture

La strage in Nor­ve­gia è un caso da manuale di cat­tiva coper­tura gior­na­li­stica di un evento.

Se la rin­corsa a dare l’informazione per primi ha gene­rato distor­sioni più o meno volon­ta­rie, anche i com­menti, le chiavi di let­tura dei tra­gici fatti non hanno man­cato di sor­pren­dere aggiun­gendo ulte­riore disgu­sto ad un evento che era già di per se stesso ripugnante.

Da leg­gere al riguardo l’articolo pub­bli­cato sul Guar­dian che parla pro­prio di «fact-free con­jec­ture» [con­get­ture non fon­date su fatti] rife­ren­dosi al trat­ta­mento infor­ma­tivo com­ples­si­va­mente dato alla noti­zia in questione.

A com­ple­tare il deso­lante pano­rama di con­get­ture e disin­for­ma­zione ci ha pen­sato un ser­vi­zio del TG1 che trac­cia paral­le­li­smi tanto azzar­dati quanto infon­dati tra la strage ed i video­gio­chi chiu­dendo così, ci si augura, la lista delle cose da non fare in que­sti casi.

Nel cen­te­na­rio della sua nascita torna di attua­lità quanto affer­mava Mar­shall McLu­han in The Mecha­ni­cal Bride nel 1951 che spie­gava come “quello di cui c’è biso­gno non è attac­care la lam­pante imbe­cil­lità, ma spie­gare ciò che la sostiene”.

Risulta evi­dente come il gior­na­li­smo delle con­get­ture pour cause abbia fal­lito anche alla luce di quanto scritto dal socio­logo canadese.

Pubblicato il 16 giugno 2011 by Pier Luca Santoro

Indignati & Indegni

Ad un mese esatto dall’inizio delle mobi­li­ta­zioni popo­lari che stanno attra­ver­sando la Spa­gna anche ieri è stata una gior­nata di pro­te­ste nelle prin­ci­pali città della peni­sola iberica.

A Bar­cel­lona, nella mat­ti­nata di ieri, durante la pro­te­sta di fronte al Par­la­ment de Cata­luña vi sono stati epi­sodi di vio­lenza e fron­teg­gia­menti con le forze dell’ordine che hanno sor­preso e susci­tato stu­pore per il carat­tere paci­fico del movi­mento degli indi­gna­dos sino a que­sto momento, che infatti dalla sua pagina web uffi­ciale si è imme­dia­ta­mente dis­so­ciato dai fatti.

Nel pome­rig­gio hanno inco­min­ciato a cir­co­lare sul web foto che attri­bui­vano la respon­sa­bi­lità degli scon­tri ad agenti delle forze dell’ordine in bor­ghese infil­trati con l’apposito com­pito di pro­vo­care ten­sioni. La mia rea­zione al riguardo è stata di cau­tela così come quella degli organi di infor­ma­zione spagnoli.

Il video sot­to­stante mostra chia­ra­mente che si è trat­tato di una azione tesa a dele­git­ti­mare il movi­mento di pro­te­sta e che, dopo che gli agenti pro­vo­ca­tori sono stati accer­chiati dai mani­fe­stanti che li ave­vano indi­vi­duati come respon­sa­bili degli atti vio­lenti, los mos­sos [la poli­zia regio­nale auto­noma cata­lana] in divisa sono costretti ad inter­ve­nire ed a scor­tarli al sicuro.

Oltre a rimar­care la sostan­ziale dif­fe­renza tra indi­gnati ed inde­gni, il video evi­den­zia il distin­guo tra infor­ma­zione e disin­for­ma­zione ai tempi della Rete.

Update del 17.06: Mi vedo costretto ad inse­rire un video diverso da quello ori­gi­na­ria­mente pro­po­sto ieri che non risulta più visi­bile pro­ba­bil­mente per cen­sura.   Nei fatti il nuovo video è iden­tico all’originale, dal quale si distin­gue solo per i sot­to­ti­toli anche in castel­lano oltre che in cata­lano, ed è stato cari­cato da un utente diverso da quello che aveva cari­cato per primo le imma­gini. Con 300mila visioni, for­tu­na­ta­mente, saranno cer­ta­mente molti coloro che l’hanno sca­ri­cato ed ora pos­sono ren­derlo nuo­va­mente dispo­ni­bile. Si Illu­dono coloro che cer­cano di oscu­rare l’informazione in Rete.

Gra­zie a 140nn [& a Luca Ala­gna] per averlo scovato.

Pubblicato il 8 maggio 2011 by Pier Luca Santoro

La Talpa, gli Struzzi e il Rigor Mortis

L’ impren­di­tore ha otte­nuto, suo mal­grado, il suo quarto d’ora di celebrità.

Il motivo? Quello che ormai è una pra­tica tal­mente comune che per­sino i tri­bu­nali anglo­sas­soni ne hanno auto­riz­zato la pos­si­bi­lità durante le udienze: “twit­tare” live dall’ assise della Con­fin­du­strai tenu­tosi ieri.

La cosa ha destato un tale scal­pore da gua­da­gnarsi arti­coli di gior­nale e ser­vizi al tele­gior­nale che gli hanno affib­biato la defi­ni­zione di talpa o di pas­se­rotto, uccel­lino che rischia di essere impallinato.

Come spiega lui stesso tutto nasce dall’interpretazione di un sin­golo tweet  ripreso come  unico ele­mento di un repor­tage che è stato ben più articolato.

Iso­lare una sin­gola affer­ma­zione ed espan­derne [pour cause?] la por­tata è uno dei vizi capi­tali di molti gior­na­li­sti, quando que­sto avviene in un con­te­sto, quale quello di Twit­ter, sul quale neces­si­tano evi­den­te­mente di un per­corso di alfa­be­tiz­za­zione di base rom­pendo lo schema men­tale pre­va­lente, il risul­tato non può che essere di scarso livello in ter­mini di infor­ma­zione e ser­vi­zio al lettore.

La talpa non esi­ste, gli struzzi nascon­dono la testa su dina­mi­che tal­mente dif­fuse da essere pre­sto disci­pli­nate pro­prio in ambito gior­na­li­stico, il rigor mor­tis dell’informazione nel nostro paese è sotto gli occhi di tutti gra­zie, anche, a que­sto “caso”.

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Altre voci e fonti, che cer­ta­mente sarà neces­sa­rio aggior­nare nel tempo, sull’argomento in questione:

Pubblicato il 7 maggio 2011 by Pier Luca Santoro

Conferenza Stampa

Nel tempo le inter­vi­ste si sono dap­prima dequa­li­fi­cate, e suc­ces­si­va­mente appiat­tite, dive­nendo la rap­pre­sen­ta­zione fat­tuale più evi­dente del ser­vi­li­smo al potente inter­vi­stato da parte del gior­na­li­sta di turno.

Quando que­sto non avviene, quando ven­gono poste domande sco­mode o “inop­por­tune”, l’intervistato accusa l’intervistatore, abban­dona l’intervista o la con­fe­renza stampa e, spesso, minac­cia [non man­te­nendo di solito suc­ces­si­va­mente] la querela.

L’intervista è dun­que diven­tata un mezzo, facile, per pro­muo­vere l’immagine di se stessi e della pro­pria orga­niz­za­zione sia poli­tica che pri­vata, la cui distin­zione peral­tro appare oggi ahimè sem­pre più labile.

E’ il tea­trino dell’informazione sotto gli occhi di tutti in que­sti giorni. [Via]

Ricor­dava tempo fa in una nota il Pre­si­dente della Fede­ra­zione Nazio­nale della Stampa Ita­liana, Roberto Natale, che “Il gior­na­li­smo senza domande non e’ pos­si­bile. E’ come gio­care a cal­cio senza pal­lone. Non c’e’ gusto”.

Sono aspetti sui quali è attual­mente in corso in Spa­gna, da parte delle diverse asso­cia­zioni dei gior­na­li­sti di quel paese, una cam­pa­gna con­tro le con­fe­renze stampa senza domande ed altre ano­ma­lie infor­ma­tive. “Sin pre­gun­tas no cober­tura” [senza domande nes­suna coper­tura gior­na­li­stica], que­sto il nome dell’iniziativa, esige che non ven­gano con­vo­cate con­fe­renze stampa dove non sono ammesse domande, impe­gnan­dosi a denun­ciare, a segna­lare pub­bli­ca­mente i poli­tici che si ren­dano pro­ta­go­ni­sti di que­sti com­por­ta­menti.  Un’idea che sarebbe asso­lu­ta­mente oppor­tuno repli­care anche in Italia.

Pubblicato il 13 marzo 2011 by Pier Luca Santoro

Il Tempo del Peggior Giornalismo

“Il Tempo” già ieri si era distinto gua­da­gnan­dosi il pre­mio di peg­gior prima pagina del giorno.

Oggi replica peg­gio­rando, se pos­si­bile, gua­da­gnan­dosi così la palma d’oro del peg­gior gior­na­li­smo, delle balle ato­mi­che, per ripren­dere il titolo, della disin­for­ma­zione più becera.

Mario Sechi, Diret­tore del quo­ti­diano in que­stione, nel suo edi­to­riale di oggi scrive: «Il chiodo che sporge va preso a martellate».

Esat­ta­mente!

Pubblicato il 12 marzo 2011 by Pier Luca Santoro

L’Ultima Ora della Repubblica

Il quo­ti­diano “La Repub­blica”, nella sezione delle brea­king news, quelle dell’ultima ora, segnala, senza lin­kare al con­te­nuto ori­gi­nale, che la Tepco «ha con­fer­mato che l’esplosione non ha pro­vo­cato alcun danno al con­te­ni­tore del reat­tore n.1 della cen­trale nucleare»

Il comu­ni­cato stampa dell’azienda elet­trica giap­po­nese che gesti­sce l’impianto nucleare di Fuku­shima recita:

At2:46PM on March 11th, tur­bi­nes and reac­tors of Tokyo Elec­tric Power Company’s Fuku­shima Daii­chi Nuclear Power Sta­tion Unit 1 (Boi­ling Water Reac­tor, rated out­put 460 Mega­watts) and Units 2 and 3 (Boi­ling Water Reac­tor, Rated Out­put 784 Mega­watts) that had been ope­ra­ting at rated power auto­ma­ti­cally shut­down due to the Miyagiken-oki Earthquake.

After the shut down, the values of radioac­tive mate­rials (iodine, etc) mea­su­red by the moni­to­ring car have been increa­sing. Increase in the mea­su­red value has also been reco­gni­zed in one of the moni­to­ring posts.

Fur­ther­more, today at 3:29PM, radia­tion dose mea­su­red at site boun­dary has excee­ded the limi­ting value. The­re­fore, at 4:17PM, it was deter­mi­ned that a spe­ci­fic inci­dent sti­pu­la­ted in arti­cle 15, clause 1 has occurred.

We will endea­vor to secure the safety and along­side, con­ti­nue moni­to­ring the envi­ron­ment of the site periphery.

Spe­ci­fi­cando in un suc­ces­sivo comu­ni­cato che 4 lavo­ra­tori pre­senti all’interno dell’impianto sono rima­sti feriti e tra­spor­tati d’urgenza in ospedale.

Con­fon­dere tra noti­zie dell’ultima ora e noti­zie all’ultima ora non è solo una que­stione di pre­po­si­zione articolata.

Pubblicato il 26 febbraio 2011 by Pier Luca Santoro

Houston Abbiamo un Problema

The Indi­pen­dent nell’edizione di oggi pub­blica un arti­colo di Harold Evans, gior­na­li­sta e scrit­tore anglo­sas­sone di fama, sull’importanza del ruolo di un’ infor­ma­zione cor­retta, ele­mento cru­ciale di difesa della libertà dei popoli.

L’ex diret­tore del “Times” effet­tua un ana­lisi sto­rica, di grande attua­lità, del con­tri­buto for­nito dai media, ed in par­ti­co­lare dalla stampa, nella sal­va­guar­dia della demo­cra­zia, e sulla respon­sa­bi­lità affi­data al gior­na­li­smo al quale sono richie­ste respon­sa­bi­lità, affi­da­bi­lità ed imparzialità.

Sono ele­menti asso­lu­ta­mente con­di­vi­si­bili che la stra­grande mag­gio­ranza degli utenti si attende ma non ritrova nella pro­pria espe­rienza quotidiana.

Secondo i risul­tati di un son­dag­gio con­dotto da Finan­cial Times/Harris Poll negli USA ed in 5 stati Euro­pei, Ita­lia inclusa,  i media non sono nè neu­trali nè impar­ziali e la loro affi­da­bi­lità, la loro cre­di­bi­lità, è sem­pre meno riscontrata.

Tra tutte le nazioni prese in con­si­de­ra­zione dalla ricerca è pro­prio l’Italia il paese in cui il livello di fidu­cia nei media è ai minimi ter­mini, con il 74% degli inter­vi­stati che dichiara di non rite­nere affi­da­bili, veri­tiere, le infor­ma­zioni tra­smesse rela­ti­va­mente a poli­tica ed eco­no­mia dai mezzi di comunicazione.

L’indagine ha misu­rato anche la ten­denza rispetto a 5 anni fa rela­ti­va­mente all’affidabilità che viene accor­data ai media evi­den­ziando come sia, ancora una volta, il nostro paese quello nel quale vi è la mag­gior per­cen­tuale di per­sone che ritiene l’informazione meno accu­rata rispetto al passato.

Albert Camus, nella sua nar­ra­tiva filo­so­fica carat­te­riz­zata dai tur­ba­menti esi­sten­ziali, scri­veva che “una sola frase basterà a descri­vere l’uomo moderno: egli for­ni­cava e leg­geva i gior­nali”. La coin­ci­denza dei due temi nelle cro­na­che ita­liane degli ultimi anni dovrebbe ulte­rior­mente indurre a riflet­tere circa i risul­tati della ricerca.

Pubblicato il 13 febbraio 2011 by Pier Luca Santoro

Kant & Wikipedia

Giu­liano Fer­rara, nel corso della mani­fe­sta­zione al Tea­tro Dal Verme, dopo aver impro­pria­mente citato Kant,  spiega che i PM sono inquisitori.

Che il filo­sofo tede­sco sia una let­tura dif­fi­cile che si pre­sta ad inter­pre­ta­zioni diverse tra loro è possibile.

Cer­ta­mente bastava una rapida con­sul­ta­zione di Wiki­pe­dia per appu­rare in maniera incon­tro­ver­ti­bile come la legi­sla­zione ita­liana, al pari di altre, pre­veda il prin­ci­pio di obbli­ga­to­rità dell’azione penale e che il ruolo isti­tu­zio­nale del Pub­blico Mini­stero sia pre­ci­sa­mente quello di  inqui­sire e per­se­guire i reati.

Alla pros­sima occa­sione potrebbe essere oppor­tuno rie­la­bo­rare lie­ve­mente  il con­cept propagandistico.

Si sug­ge­ri­sce, se posso, “in mutande, vivi e con uno smart­phone per la con­sul­ta­zione rapida dell’abc sul web”. Prego.

Pubblicato il 27 gennaio 2011 by Pier Luca Santoro

La Verifica delle Informazioni Online

Ai tempi di inter­net il con­fine tra vero e vero­si­mile può facil­mente essere sor­pas­sato dando ori­gine alla dif­fu­sione di infor­ma­zioni errate, non veritiere.

Dal caso di Tiger Woods alla pre­sunta morte di Owen Wil­son, com­plice troppo spesso la prio­rità data alla tem­pe­sti­vità rispetto alla qua­lità dell’informazione, i casi di “bufale” anche da parte di media auto­re­voli non sono dav­vero mancati.

Anche la costru­zione di noti­zie costruite ad hoc per creare buzz intorno ad un mar­chio, un pro­dotto, sono una realtà che il caso di Klaus Davi ha evidenziato.

D’attualità ed inte­resse dun­que la mappa rea­liz­zata da Online Jour­na­lism come stru­mento, guida, dei cri­teri da seguire per la veri­fica delle infor­ma­zioni online.

Sud­di­visa in tre aree prin­ci­pali: con­te­nuto, con­te­sto e codice, sug­ge­ri­sce quelli che pos­sono essere gli ele­menti basici da seguire per la veri­fica delle noti­zie prima della loro diffusione.

Come ricor­dava pochi giorni fa Arthur Sulz­ber­ger, Diret­tore del NYT, “Le men­zo­gne sul web si dif­fon­dono molto più rapi­da­mente della verita”, è indub­bia­mente anche que­sto un ulte­riore cri­te­rio gene­rale da ricor­dare per i gior­na­li­sti e per tutti coloro che desi­de­rano fare infor­ma­zione con serietà.

Pubblicato il 18 gennaio 2011 by Pier Luca Santoro

La Polvere Sotto il Tappeto

Ini­zia con oggi la col­la­bo­ra­zione con L’Indro, testata edi­to­riale online che si defi­ni­sce “app­zine digi­tale” diretta da Carlo Fusca­gni e Maria Mar­ghe­rita Perac­chino, la cui idea fon­dante di essere utero da ingra­vi­dare da parte degli utenti, siano essi lettori-consumatori di noti­zie, lettori-produttori di infor­ma­zione o let­tori ed inve­sti­tori, mi è pia­ciuta a tal punto da por­tarmi ad assu­mere que­sto impegno.

Rubrica fissa con due appun­ta­menti ogni mar­tedì e venerdì della set­ti­mana par­lando degli argo­menti dei quali, avendo sta­bi­lito che mil­lan­tato cre­dito di que­sti tempi è di gra­vità infe­riore a con­cus­sione, mi dichiaro [sedi­cente] esperto.

Il pezzo di oggi è rela­tivo ad un caso di repu­ta­zione online mal gestita da parte di una mul­ti­na­zio­nale ali­men­tare ita­liana. Nascon­dere la pol­vere sotto il tap­peto non è mai ser­vito a nulla, oggi oltre che impos­si­bile è dan­noso per qual­siasi impresa.

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