digital marketing

Ad Validator
Posted on 10 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

AdValidator

La World Asso­cia­tion of New­spa­pers, durante il wee­kend appena tra­scorso, ha pro­mosso AdHac­ka­ton, due giorni di brain­stor­ming alla ricerca di nuovi modelli per la pub­bli­cità digi­tale, basati sulla per­so­na­liz­za­zione e la loca­liz­za­zione degli annunci, alla quale ho partecipato.

Nell’articolo scritto ieri per «La Stampa» è pos­si­bile leg­gere il reso­conto det­ta­gliato dell’iniziativa.

Dei 4 pro­getti svi­lup­pati dai diversi gruppi di lavoro, quello pro­po­sto dal team di cui sono stato mem­bro è stato giu­di­cato il migliore ed ha vinto.

“AdVa­li­da­tor”, que­sto il nome del pro­getto svi­lup­pato dal sot­to­scritto insieme a Olga Iva­nova, Deputy Publi­sher di Rus­sia Beyond the Head­li­nes, Betto Libe­rati, Pre­si­dente ANSO e CEO Astre­lia e Kim Svend­sen, Mar­ke­ting Mana­ger di CCI New­sgate, è un sistema che, sfrut­tando iBea­con, trac­cia il com­por­ta­mento delle per­sone dall’esposizione ai mes­saggi pub­bli­ci­tari sino all’ingresso in nego­zio così da accre­scere il valore per gli inve­sti­tori e dun­que fron­teg­giare quella che potrebbe essere la seconda apo­ca­lisse dell’industria dei media: La rapida ascesa del mobile.

Sotto ripor­tata la pre­sen­ta­zione che abbiamo rea­liz­zato per illu­strare il progetto.

Inspiring Pr
Posted on 16 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

InsPiRing PR

Sabato a Mestre si tiene un evento pro­mosso da FERPI Tri­ve­neto ma con valenza nazio­nale: “InsPi­Ring PR”

La gior­nata di lavoro è aperta a tutti i comu­ni­ca­tori e a coloro che ope­rano nelle orga­niz­za­zioni, pub­bli­che o pri­vate, pro­fit o non pro­fit. Per risco­prire il ruolo delle Rela­zioni Pub­bli­che alla luce dei cam­bia­menti nella gestione delle rela­zioni interne, esterne e della rivoluzione/e-voluzione digitale.

Incau­ta­mente, as usual, com­paio tra gli spea­ker. Qui le poche slide di appog­gio per il mio inter­vento insPi­Ra­tio­nal: “Il futuro della comu­ni­ca­zione è oggi”

Surf
Posted on 7 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

Autodefinito

Con l’inizio del Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo si è con­clusa la mia espe­rienza come [tem­po­rary] social media edi­tor a «La Stampa». Per chi, come il sot­to­scritto, fa il con­su­lente più di 75 gior­nate lavo­ra­tive sono un lasso tem­po­rale estre­ma­mente impor­tante in un anno lavo­ra­tivo e quella al quo­ti­diano diretto da Mario Cala­bresi è stata cer­ta­mente un’esperienza importante.

Sugli aspetti di det­ta­glio del lavoro svolto mi ripro­metto di tor­nare nei pros­simi giorni, oggi voglio rin­gra­ziare, come ho già avuto modo di fare di per­sona, il diret­tore e tutti capo­re­dat­tori per l’accoglienza riser­va­tami e la fat­tiva col­la­bo­ra­zione offerta. Un rin­gra­zia­mento par­ti­co­lare a Marco Bar­dazzi e Gabriele Mar­tini con i quali ho lavo­rato, let­te­ral­mente, gomito a gomito in que­sti mesi avendo modo di apprez­zarne pro­fes­sio­na­lità e dedi­zione verso il pro­prio mestiere. Ovvia­mente un grosso in bocca al lupo a Carola Fre­diani che suben­tra al mio posto, amica di lunga data e pro­fes­sio­ni­sta di indub­bia qualità.

PLS IJF

Chiusa, almeno in que­sti ter­mini, la col­la­bo­ra­zione con «La Stampa» sono due i pro­getti che assor­bi­ranno la gran parte del mio tempo nei mesi a venire.

La fine della fase “beta” di Data­Me­dia­Hub con l’implementazione di quanto ci ripro­po­niamo di pub­bli­care quo­ti­dia­na­mente una volta a regime, e i ser­vizi che come gruppo di pro­fes­sio­ni­sti asso­ciati offriamo.

La col­la­bo­ra­zione, ini­ziata a par­tire da que­sta set­ti­mana, con Eta­lia, piat­ta­forma web-based ad accesso gra­tuito che per­mette di leg­gere, pub­bli­care e con­di­vi­dere con­te­nuti testuali o mul­ti­me­diali attra­ver­sao la quale cia­scun utente ha la pos­si­bi­lità di costruire un gior­nale per­so­na­liz­zato, aggior­nato auto­ma­ti­ca­mente in tempo reale, aggre­gando le noti­zie pro­ve­nienti da fonti edi­to­riali e online, o quelle pro­dotte dagli altri utenti della piattaforma.

Per Eta­lia, che ho apprez­zato sin dalla nascita per l’innovativo modello di busi­ness con il quale i ricavi gene­rati dal traf­fico ven­gono ridi­stri­buiti tra tutti gli utenti che hanno appor­tato valore ai con­te­nuti, incen­ti­vando così la con­di­vi­sione delle noti­zie e la cir­co­la­zione dell’informazione, rico­prirò il ruolo di Digi­tal Mar­ke­ting Mana­ger, soste­nen­done a tutto campo, per quanto nelle mie capa­cità, lo svi­luppo dopo il suo lan­cio avve­nuto nell’ottobre 2013. 

Scri­veva Jon Kabat-Zinn: “Non puoi fer­mare le onde, ma puoi impa­rare a padro­neg­giare il surf”. È esat­ta­mente quello che mi piace fare.

Surf

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Posted on 24 giugno 2013 by Pier Luca Santoro

Italia 2.0

Lo sap­piamo, una larga fetta della popo­la­zione ita­liana non usa Inter­net ed anche tra chi invece uti­lizza la Rete vi è un ampio diva­rio in ter­mini di fre­quenza con poco più di 14 milioni di ita­liani che navi­gano quo­ti­dia­na­mente. Si tratta di un numero di per­sone che comun­que, anche se infe­riore a quello in altre nazioni “evo­lute”, è di asso­luto inte­resse e che può essere con­tatta, ingag­giata con quello che viene rias­sunto nella defi­ni­zione di digi­tal marketing.

Ita­lia 2.0 è una ricerca con­dotta da Due­pun­to­zero Research dal 2009 su un cam­pione di 3.000 inter­vi­ste annue su 2 wave seme­strali, di cui l’ultima è stata effet­tuata a marzo 2013.  For­ni­sce un enorme numero di sti­moli e insight su com­por­ta­menti, atteg­gia­menti e desi­de­rata degli utenti Inter­net in Ita­lia, rispetto alla pre­senza e alle ini­zia­tive dei brand in ambito Social Media. Nello spe­ci­fico, appro­fon­di­sce il rap­porto tra utente-web-marche inter­vi­stando un cam­pione di 1.500 casi a wave, rap­pre­sen­ta­tivo degli utenti inter­net ita­liani, seg­men­ta­bile per varia­bili socio-demografiche, di respon­sa­bi­lità negli acqui­sti e inte­resse per diverse cate­go­rie mer­ceo­lo­gi­che.  I risul­tati dell’indagine di marzo ed il con­fronto con quelle dei due seme­stri pre­ce­denti sono stati resi dispo­ni­bili di recente.

italia20-infografica-marzo13

Si con­ferma come la navi­ga­zione avvenga sem­pre di più da dispo­si­tivi mobili. Infor­ma­zione, mul­ti­me­dia­lità e sto­ry­tel­ling sono i fat­tori del suc­cesso online. Per gli utenti non è impor­tante il sin­golo post tro­vato, ma l’opinione viene for­mata da un insieme di fat­tori in grado di far emer­gere gli orien­ta­menti dell’intera community.

Al di là degli aspetti quan­ti­ta­tivi, per i quali si rimanda alla visione della pre­sen­ta­zione sotto ripor­tata, quello che mi appare di mag­gior inte­resse e la clas­si­fi­ca­zione dei “Social Con­su­mers”. I ricer­ca­tori infatti iden­ti­fi­cano 5 pro­fili con dif­fe­renti attese e volontà di rela­zione con le atti­vità di comu­ni­ca­zione social media delle aziende:

• Social Fun (33%): il brand come mee­ting point

• Brand Peer (21%): il brand come interlocutore

• Prac­ti­cal (17%): il brand come supporto

• Ego­ma­niac (15%): il brand come trampolino

• Emo­tio­nal (14%): il brand come stimolo

Come sin­te­tizza Fede­rico Capeci, fon­da­tore di Due­pun­to­zero DOXA, l’American Mar­ke­ting Asso­cia­tion sta tra­sfor­mando e rive­dendo la defi­ni­zione di mar­ke­ting: TO MARKET > MARKETING TO > MARKETING WITH. Il mar­ke­ting digi­tale pone il con­su­ma­tore al cen­tro come risorsa endo­gena al pro­cesso di crea­zione del valore. Si abban­dona il “tell and sell” del mar­ke­ting tra­di­zio­nale e si uti­lizza un approc­cio “expe­rience & engagement”.

I pro­cessi chiave e gli stru­menti del mar­ke­ting digi­tale sono ben foto­gra­fati dalla mappa rea­liz­zata da Gart­ner che è pro­get­tata per iden­ti­fi­care le fonti migliori per le spe­ci­fi­che esi­genze azien­dali al fine di dotarsi di sistemi inte­grati, che fun­zio­nano bene insieme. Buon  lavoro.

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Influencers-versus-Advocates
Posted on 17 luglio 2012 by Pier Luca Santoro

Influencers Versus Brand Advocates

L’interesse su valore ed effi­ca­cia nelle digi­tal PR degli influen­cer è da sem­pre un punto car­dine del con­fronto pro­fes­sio­nale sulle buone pra­ti­che di influenza online.

Il tema non è tra­scu­ra­bile sia per il suo valore di fondo che per le dif­fi­coltà che tut­tora hanno nella stra­grande mag­gio­ranza dei casi le orga­niz­za­zioni ad effet­tuare una comu­ni­ca­zione mirata “one-to-one”. Cosa di meglio allora se non quello di affi­darsi agli influen­cers per poi lasciare a loro il com­pito di dif­fon­dere il mes­sag­gio a pioggia?

Sull’argomento e sull’ effi­ca­cia di tale ipo­tesi di lavoro si sono espressi recen­te­mente, pro­du­cendo rifles­sioni di qua­lità tutte da leg­gere, Daniele Chieffi e Piero Taglia­pie­tra.

Pro­ba­bil­mente una parte della que­stione sta nella con­fu­sione, non esclu­siva a quest’area di dibat­tito, che si fa tra audience ed influenza pri­vi­le­giando molto spesso la quan­tità alla qua­lità delle rela­zioni  finendo ine­vi­ta­bil­mente per pri­vi­le­giare la prima a sca­pito della seconda. La corsa ai fol­lo­wers e/o ai fans, e le rela­tive distor­sioni che ne deri­vano, ne sono la più ele­men­tare evidenza.

L’infografica sot­to­stante mette a con­fronto ruolo e signi­fi­cato degli influen­cers rispetto ai brand advo­ca­tes evi­den­ziando come sep­pure i secondi abbiano media­mente gruppi di rela­zione di minor entità nella mag­gior parte dei casi la loro genui­nità risulti essere di mag­gior effi­ca­cia rispetto a quella degli influencers.

Per lavo­rare effi­ca­ce­mente nell’ecosistema digi­tale siamo “con­dan­nati” a sta­bi­lire rela­zioni fidu­cia­rie sem­pre più mirate e ristrette, cer­care di sosti­tuire que­sto tipo di lavoro uti­liz­zando scor­cia­toie o, peg­gio, uti­liz­zando i diverso social media ancora secondo le logi­che main­stream non fun­ziona. E’ ora di arren­dersi, almeno, a que­sta evidenza [#].

[#] Ragio­na­mento gene­rale da adat­tare e per­so­na­liz­zare rispetto alla realtà di ogni sin­golo con­te­sto che però resta valido per ogni seg­mento, per ogni com­parto, edi­to­ria inclusa, ovviamente.

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