Posted on 7 novembre 2013 by

Wired Diventa Digital First

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Sono entrato in pos­sesso della let­tera alla reda­zione da parte di Mas­simo Russo,  Diret­tore di «Wired», che illu­stra i cam­bia­menti della rivi­sta da dicem­bre sia in ter­mini di con­te­nuti, di pub­blico di rife­ri­mento e, soprat­tutto, di cultura.

- word cloud lettera redazione Wired -

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La pub­blico inte­gral­mente poi­chè i con­te­nuti sono dav­vero inte­res­santi da diversi punti di vista. Come si può leg­gere infatti, oltre alle novità che carat­te­riz­ze­ranno la testata, sia nella sua edi­zione car­ta­cea che digi­tale, è  la filo­so­fia, l’approccio che è di valore.

Si va oltre la spe­cia­liz­za­zione per piat­ta­forma, final­mente, per arri­vare ad una con­no­ta­zione della rivi­sta per tema. Si chia­ri­sce, oppor­tu­na­mente poi­chè forse a molti non è ancora del tutto chiaro, che una stra­te­gia digi­tal first non signi­fica pub­bli­care prima online e poi sulla carta ma avere una pre­senza in Rete a tutto tondo pre­si­diando e man­te­nendo la rela­zione con le comu­nità di riferimento.

Dalla let­tera si com­pren­dono anche nuovi modelli di busi­ness, nuove fonti di ricavo gene­rate attra­verso esten­sioni fisi­che e “vir­tuali” del brand, della testata, e una mag­giore aper­tura nella rela­zione con i let­tori con la pos­si­bi­lità di costruire pezzi/storie insieme a loro.

Più che di tec­nica credo si tratti di un approc­cio, di atti­tu­dine men­tale, insomma di cul­tura. Giu­di­cate voi stessi.

ALLA REDAZIONE

Dal numero di dicem­bre cam­bie­remo Wired Ita­lia. Dopo tutte le riu­nioni, le discus­sioni, la fatica per raf­fi­nare e con­fu­tare le idee, ci siamo. Sap­piamo tutti quel che c’è da fare, ma un minuto prima del “pronti, via” sento comun­que il biso­gno di con­di­vi­dere la pic­cola solen­nità del momento.

“Que­sto non è un gior­nale” è la frase che meglio rap­pre­senta il nuovo metodo.

Al men­sile, rin­no­vato secondo il pro­getto che abbiamo rea­liz­zato insieme in que­sti mesi, si affian­che­ranno in modo sem­pre più signi­fi­ca­tivo l’organizzazione di eventi (Live) e il digi­tale, con il nuovo sito. Il nostro fuoco non sarà più la tec­no­lo­gia ma l’innovazione, e l’intersezione tra que­sta e l’economia, con l’obiettivo di non rac­con­tare solo sto­rie ma di for­nire soprat­tutto stru­menti utili. Non più futuro remoto, ma solu­zioni per il pre­sente. Su que­sti temi dovremo avere la capa­cità di bat­tere moneta, creando infor­ma­zione, det­tando opi­nione. La nostra comu­nità di rife­ri­mento saranno i mil­len­nials, i nati dopo il 1980, una gene­ra­zione che non trova nulla che le parli nei media tra­di­zio­nali, e i “ribelli silen­ziosi” tra i 35 e i 50 anni, donne e uomini che non si ras­se­gnano alla decre­scita felice e — nono­stante le pro­fe­zie di sven­tura — ogni giorno intra­pren­dono, inven­tano, sba­gliano, realizzano.

Siamo la testata di chi si rico­no­sce in un Paese:

  • crea­tivo, fan­ta­sioso, vitale, passionale;
  • che vede post–moderno e glo­bale non come una minac­cia ma come un’opportunità;
  • aperto e in grado di inte­grare cul­ture diverse per­ché con­sa­pe­vole e forte della propria;
  • i cui cit­ta­dini sono indi­vi­dui liberi, respon­sa­bili, adulti;
  • che crede al merito e alla neces­sità di assi­cu­rare a tutti uguali possibilità;
  • lieve;
  • curioso di sco­prire, fidu­cioso di intra­pren­dere, pro­iet­tato verso l’innovazione;
  • pre­oc­cu­pato delle città, del pae­sag­gio e della qua­lità della vita che lascerà die­tro di sé. 

Il nuovo Wired non solo trat­terà di inno­va­zione ma la met­terà in pra­tica. Saremo il primo maga­zine in Ita­lia a inte­grare la reda­zione tra mobile, web, carta e tablet, e a rea­liz­zare il digi­tal first. Le spe­cia­liz­za­zioni non saranno più per piat­ta­forma ma per tema. Digi­tal first non signi­fica che pub­bli­che­remo prima online e poi sulla carta, ma che il nostro lavoro par­tirà dalla rela­zione digi­tale con la nostra comu­nità di rife­ri­mento: 250mila per­sone che ogni giorno ci scel­gono sul sito e sui social. Non si tratta di un’innovazione tec­nica, ma di cultura.

Wired Ita­lia incarna l’innovazione e le pro­messe che essa porta con sé. Il nostro valore più impor­tante è rela­zione di fidu­cia con la comu­nità che rap­pre­sen­tiamo, con la quale inte­ra­giamo attra­verso diversi lin­guaggi e strumenti:

a. il sito web

b. il web oltre il sito (Face­book, Twit­ter, gli altri social…)

c. la dimen­sione video

d. l’interactive edi­tion su tablet

e. il mensile

f. le esten­sioni fisi­che e vir­tuali del mar­chio (Wired Next Fest, eventi ver­ti­cali, for­mat video, long form, data jour­na­lism, e così via).

La chiave di volta del metodo è il digi­tal first. La testata mul­ti­piat­ta­forma non è più una novità, ma un requi­sito del nostro tempo per ogni marchio.

Il nuovo Wired va oltre: il sito e la rete non sono più una delle piat­ta­forme dispo­ni­bili, saranno il punto di par­tenza nella costru­zione del numero, che una volta al mese si mate­ria­liz­zerà nel distil­lato della carta e nell’interactive edi­tion per i tablet. Il primo con­fronto di Wired con il tempo e la rile­vanza sarà il lavoro quo­ti­diano in rete. Non si tratta di anti­ci­pare su web i con­te­nuti del gior­nale, ma di lavo­rare in reda­zione a par­tire da inter­net e dal dia­logo con la comu­nità di Wired: come coprire le noti­zie, in quale forma, con quali stru­menti. Signi­fica essere dispo­sti a con­di­vi­dere idee e spunti con i let­tori attra­verso i social e rac­co­gliere da loro sug­ge­ri­menti e commenti.

In que­sto senso la testata non è più solo un sog­getto che pro­duce comu­ni­ca­zione, ma diventa una piat­ta­forma aperta, in grado di aggiun­gere ai valori tra­di­zio­nali del repor­ting e della gerar­chia, il dia­logo sui temi che ogni giorno si intrec­ciano sul digi­tale. Tale valore non si pale­serà solo attra­verso gli arti­coli, ma anche attra­verso nuove forme di atti­vità gior­na­li­stica, come la cura e l’aggregazione dell’informazione pro­dotta da altre fonti, l’attenzione da parte di tutti noi alle sta­ti­sti­che di traf­fico del sito e alle ten­denze della rete, la rac­colta e la con­di­vi­sione di dati, il cro­wd­sour­cing, l’individuazione sul nascere di temi che diven­te­ranno rilevanti.

Un pro­cesso di que­sto genere ci por­terà a innal­zare l’asticella del livello di qua­lità minimo del gior­nale men­sile. I nostri arti­coli dovranno acqui­sire stan­dard più ele­vati, e unire al repor­ting plu­ra­lità di fonti, voglia di sor­pren­dere, capa­cità di ana­lisi, taglio ori­gi­nale, com­mento e punti di vista ine­diti. Anche per que­sto – come già sapete — ridur­remo la perio­di­cità del car­ta­ceo a 10 numeri, con l’aggiunta di un paio di numeri spe­ciali l’anno. Il numero di dicem­bre por­terà in testata la dici­tura Dicembre/Gennaio, e rimarrà in edi­cola fino al 24 gen­naio. Ciò con­sen­tirà di rive­dere l’organizzazione e i pro­cessi reda­zio­nali in ottica digi­tal first, dedi­cando risorse e inve­sti­menti anche alle aree Digi­tale e Live.

Tutti cam­bie­remo un po’ mestiere, secondo le linee che abbiamo già comin­ciato a discu­tere e le man­sioni annun­ciate. Mi aspetto che una defi­ni­zione di quanto muterà il nostro lavoro arrivi solo con la pra­tica di ogni giorno. Saremo tutti pro­ta­go­ni­sti di que­sta riscrit­tura. Anche con lo scon­tro, la dia­let­tica, la cri­tica e l’esercizio costante del dub­bio. Diamo valore alla gerar­chia delle idee, come se fos­simo una start up. Solo i prin­cipi di delega e respon­sa­bi­lità dei sin­goli pos­sono farci cre­scere. Non è uno stuc­che­vole luogo comune: il con­fronto aperto pro­duce una sin­tesi supe­riore alla somma delle parti. Sem­pre. È la stessa aper­tura che – come reda­zione — dovremo dimo­strare nei con­fronti di quelli che un tempo avremmo chia­mato lettori.

Wired è la testata che non solo parla di inno­va­zione, ma è il primo maga­zine ita­liano a farlo adot­tando la for­mula del gior­nale piat­ta­forma aperta, open source. L’innovazione non è solo il nostro core busi­ness, ma è anche la forma che uti­liz­ziamo per rac­con­tarla. Molto è da inven­tare, ma pro­prio per que­sto ho già una cer­tezza: ci sarà da diver­tirsi. E spero che que­sto pia­cere tra­spa­rirà da quel che pub­bli­che­remo ogni giorno.

In bocca al lupo a tutti noi.

Mas­simo Russo

Digital 1st

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