dead media

Giornale Yara
Pubblicato il 17 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

La Strategia dei Click de Noantri

Anche que­sto mese appun­ta­mento con la rubrica “de noan­tri” [per leg­gere le pun­tate pre­ce­denti inse­rire il ter­mine “de noan­tri” nel motore di ricerca interno], defi­ni­zione roma­ne­sca nella quale ho pen­sato abbia un senso far rica­dere “il peg­gio di” per una volta al mese.

Che la stra­grande mag­gio­ranza dei fan delle pagine Face­book dei quo­ti­diani si limiti a leg­gere titolo e sot­to­ti­tolo della noti­zia senza clic­care, senza andare sul sito a leg­gere l’articolo inte­grale, è un dato di fatto. Lo è altret­tanto l’ultilizzo pre­va­lente da parte delle testate che non mirano a fare enga­ge­ment e senso di com­mu­nity ma il cui unico fine è quello di “dra­gare” traf­fico, di por­tare traf­fico ai loro siti web.

È così che chi gesti­sce la pagina Face­book de «Il Gior­nale» quando viene dif­fusa la noti­zia dell’arresto del pre­sunto assas­sino di Yara Gam­bi­ra­sio tra­sforma la que­stione in un quiz, in una domanda il cui obiet­tivo è chia­ra­mente quello di far si che le per­sone clic­chino al link per cono­scerne la risposta.

Giornale Yara

Ci sono due aspetti che vale la pena di sot­to­li­neare in que­sta squal­lida vicenda.

In pri­mis, se su noti­zie “leg­gere”, a pre­scin­dere da altre con­si­de­ra­zioni, un com­por­ta­mento di que­sto tipo è legit­timo, cer­ta­mente nel caso dell’assassinio di una ragaz­zina non lo è. Non è que­sto il tipo di noti­zia con cui si può “gio­care”. Il con­si­glio di disci­plina dei gior­na­li­sti dovrebbe san­zio­nare la testata.

Il con­su­ma­tore non è uno stu­pido. Il con­su­ma­tore è tua moglie. Lo diceva con il con­sueto buon senso David Ogilvy, uno dei più grandi pub­bli­ci­tari di ogni tempo. Infatti le rea­zioni non si sono fatte atten­dere ed i com­menti — non mode­rati, pieni di vol­ga­rità, senza alcuna inte­ra­zione da parte di chi gesti­sce la pagina, come d’abitudine - sono tutti di stampo nega­tivo al trat­ta­mento della notizia.

Al netto di tutto dun­que, l’idea di atti­rare la gente al sito in que­sto modo non ha fun­zio­nato e la brand repu­ta­tion della testata ne è risul­tata danneggiata.

La stra­te­gia dei click de noantri…

Giornale commenti

Fuga dai Quotidiani
Pubblicato il 16 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

Fuga dai Quotidiani e Fiducia nell’Informazione

Le ela­bo­ra­zioni istat dall’indagine mul­ti­sco­pio sulle fami­glie indi­cano un calo di circa 12 punti per­cen­tuali, pari a quasi un quinto, tra coloro che dichia­rano di leg­gere almeno una volta alla set­ti­mana un quotidiano.

In nove anni la media degli ita­liani che leg­gono [*] un gior­nale con fre­quenza minima set­ti­ma­nale è scesa dal 61.1% al 49–4%. Si tratta di un calo gene­ra­liz­zato che inte­ressa in par­ti­co­lare le regioni del Centro-Sud e, soprat­tutto, le fasce d’età com­prese tra gli 11 ed i 44 anni [§].

Fuga dai Quotidiani

Durante il wee­kend appena tra­scorso a State of the Net l’istituto ixè ha pre­sen­tato i risul­tati di un son­dag­gio su Inter­net in Ita­lia che con­tiene, anche, alcuni dati rela­tivi ai gior­nali ed alla fidu­cia nei diversi mezzi d’informazione.

Anche in que­sto caso sono le fasce d’età sino a 44 anni ad attri­buire una minore atten­di­bi­lità ai gior­nali car­ta­cei, che resta però supe­riore a quella della TV, rispetto all’informazione online.

Let­tura di infor­ma­zione online che non trova evi­den­te­mente riscon­tro nei siti web delle cor­ri­spon­denti testate come emerge dal fatto che alla domanda “se Inter­net fosse chiuso per tre giorni, cosa le man­che­rebbe di più?”, la let­tura di noti­zie è deci­sa­mente infe­riore a Face­book tra i più giovani.

La man­canza di fidu­cia ed inte­resse non è legata al sup­porto infor­ma­tivo ma alla fonte ed alla sua cre­di­bi­lità. Il pro­blema NON è carta Vs online ma inte­resse Vs disinteresse.

Fiducia Informazione

Nel video sot­to­stante la pre­sen­ta­zione inte­grale dei risul­tati della ricerca durante State of the Net

[*] Vale la pena di evi­den­ziare, di ricor­dare come il con­cettto di let­tura sia diverso da quello di acqui­sto, così come la rea­der­ship non è uguale alle ven­dite di un quotidiano.

[§] Aspetto che, tra l’altro, [di]mostra l’inutilità dell’iniziativa plu­rien­nale “quo­ti­diano in classe”. Soldi but­tati via.

comparti-e-commerce
Pubblicato il 21 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

Modelli Fallimentari

Già qual­che giorno fa avevo avuto modo di rimar­care come copie ed edi­cole digi­tali NON sal­ve­ranno i conti degli edi­tori italiani.

Arri­vano ora nello stesso giorno i dati dell’Osservatorio eCom­merce B2c Netcomm–Politecnico di Milano e il Rap­porto e-commerce in Ita­lia 2014 di Casa­leg­gio Associati.

Secondo i dati dell’Osservatorio il com­parto dell’editoria nell’ e-commerce B2C pesa sola­mente il 3% del totale. Quota che resta sta­bile dal 2010 ad oggi e per la quale non sono pre­vi­ste varia­zioni per l’anno in corso a testi­mo­nianza dello scarso appeal del segmento.

comparti-e-commerce

Inci­denza che secondo il rap­porto di Casa­leg­gio Asso­ciati scende addi­rit­tura all’1.9%.

Quale che sia il caso, risulta evi­dente come il modello di ven­dere nel digi­tale uti­liz­zando lo stesso approc­cio del car­ta­ceo risulta fal­li­men­tare tanto per i quo­ti­diani quanto per men­sili e set­ti­ma­nali.

Scri­veva Saul Alin­sky, esperto di orga­niz­za­zione, che “Cam­bia­mento signi­fica movi­mento. Movi­mento signi­fica fri­zione. Il movi­mento o il cam­bia­mento senza fri­zioni o con­flitti appar­tiene sola­mente al vuoto rap­pre­sen­tato da un mondo astratto che non esi­ste”. Ecco!

e commerce casaleggio

Tablet Penetration
Pubblicato il 9 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

Copie ed Edicole Digitali

Siamo ormai a mag­gio e di “edi­cola ita­liana”, il pro­getto multi-editore di cui si parla da quasi due anni per la ven­dita di copie digi­tali il cui lan­cio era stato annun­ciato per la pri­ma­vera di quest’anno, non si hanno notizie.

Nel frat­tempo Goo­gle ha lan­ciato la sua edi­cola. Ini­zia­tiva alla quale una buona parte degli edi­tori che danno vita ad “edi­cola ita­liana” hanno ade­rito pron­ta­mente, forse anche per­chè, da indi­scre­zioni rac­colte dal sot­to­scritto, si voci­fera che invece Apple abbia inten­zione di chiu­dere, o comun­que rive­dere pesan­te­mente, que­sta sezione all’interno del suo store poi­chè non redditizia.

Se si esclude «Il Sole24Ore» la curva dell’andamento delle ven­dite di copie digi­tali è piatta. Le ven­dite non cre­scono se non in maniera asso­lu­ta­mente mar­gi­nale ed a prezzi da saldo che ben poco aggiun­gono ai ricavi.

Arri­vano ora due dati da eMar­ke­ter a com­ple­tare il qua­dro della situazione.

Il primo mostra come il nostro Paese sia, ancora una volta, fana­lino di coda nel mobile com­merce in Europa.

Smartphone mobile commerce

Il secondo è rela­tivo alla pene­tra­zione attuale dei tablet ed alle pro­ie­zioni di svi­luppo. Anche in que­sto caso l’Italia è al fondo ed il tasso di cre­scita non appare gran cosa.

Copie ed edi­cole digi­tali NON sal­ve­ranno i conti degli edi­tori italiani.

Tablet Penetration

CorriereIT
Pubblicato il 8 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

I Risultati del Restyling di Corriere.it

La scorsa set­ti­mana sono stati dif­fusi i dati Audi­web del mese di marzo. Mese al cui ini­zio è stato effet­tuato il resty­ling del sito web del gior­nale di via Solferino.

L’elaborazione sot­to­stante evi­den­zia come Corriere.it regi­stri la peg­gior per­for­mance tra le testate prese in con­si­de­ra­zione con un calo delle pagine viste di ben il 30,6% ed una fles­sione degli utenti unici dell’8,4%.

Non a caso pro­gres­si­va­mente si sta rive­dendo il lay­out di sole imma­gini pro­po­sto il 6 marzo scorso inse­rendo nuo­va­mente sem­pre più  anche del testo.

Credo non ci sia biso­gno di aggiun­gere altro [com­ment is free].

CorriereIT

Learn
Pubblicato il 14 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

L’Insostenibile Leggerezza dei Dati su Adv Online

L’Osservatorio FCP-Assointernet ha ces­sato di ren­dere pub­blici gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari online, che comun­que non com­pren­de­vano search e social, nel nostro Paese dal dicem­bre 2012. Da allora ci si limita al dato aggre­gato for­nito da Niel­sen, la cui fonte è l’Osservatorio FCP-Assointernet stesso, senza il det­ta­glio dispo­ni­bile pre­ce­den­te­mente dei diversi format.

È per que­sta ragione che quando venerdì «Prima Comu­ni­ca­zione» ha pub­bli­cato i dati sull’andamento della pub­bli­cità online nei primi due mesi dell’anno sono andato a leg­gerli con inte­resse ed attenzione.

Dati che “a naso” mi sono sem­brati troppo bassi e che mi hanno spinto ad approfondire.

Ho così veri­fi­cato che per il 2012 Niel­sen, basan­dosi come detto sui dati dell’Osservatorio FCP-Assointernet, indica il totale degli inve­sti­menti online, così come defi­niti, in 510 milioni di euro men­tre sul sito dell’Osservatorio FCP-Assointernet per lo stesso periodo ven­gono indi­cati 664 milioni di euro di investimenti.

Lo stesso accade per il totale 2013 dove da un lato ven­gono indi­cati 501 milioni e dall’altro lato ve ne sono invece 464. Una dif­fe­renza cer­ta­mente meno macro­sco­pica rispetto a quella del 2012 ma che comun­que inquieta sull’inaffidabilità dei dati forniti.

Un bal­letto di numeri che non con­sente di iden­ti­fi­care i peri­me­tri dello sce­na­rio di rife­ri­mento e si pre­sta ad inter­pre­ta­zioni [pour cause?] altret­tanto incon­si­stenti quali quelle rila­sciate a com­mento dei dati dal Pre­si­dente di FCP-Assointernet.

L’insostenibile leg­ge­rezza dei dati sull’ adver­ti­sing online.

Learn

time_spent_mobile
Pubblicato il 11 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

Pillole sul Mondo dell’[ex] Industria dell’Informazione

Alcune “pil­lole” sulle quali vale la pena, quanto meno, di fare una riflessione.

- Se fino a poco fa la crisi dei quo­ti­diani riguar­dava pre­va­len­te­mente il mondo occi­den­tale ora anche i cosid­detti paesi emer­genti, noti anche come Brics e/o Mint, tra­bal­lano ed ini­ziano a fare un bilan­cio sulle pro­spet­tive dell’[ex] indu­stria dell’informazione. È il caso dell’articolo “The Death of the New­spa­per Indu­stry” pub­bli­cato su «The Hindu».

L’analisi entra in pro­fon­dità su cause e con­cause della crisi anche da quelle parti e vale asso­lu­ta­mente il tempo di let­tura. Mi ha col­pito in par­ti­co­lare, mi è sem­brato un aspetto degno di nota, quando l’autore scrive:

In the digi­tal world howe­ver, new­spa­pers have very lit­tle infor­ma­tion on their rea­ders. Who does have bet­ter infor­ma­tion on readers/consumers/viewers? Face­book, Twit­ter and Goo­gle. Which is why, put toge­ther, they con­trol a lion’s share of the digi­tal adver­ti­sing mar­ket. […] It’s not sur­pri­sing that a new­spa­per — in which an edi­to­rial board deci­des what the rea­der should read— can­not com­pete with Goo­gle or Facebook.

- «Digi­day» riprende alcuni estratti di un recente speech di Michael Wolff. Nel com­plesso emerge una visione for­te­mente nega­tiva delle pro­spet­tive e non a caso l’articolo è inti­to­lato: “Michael Wolff: Online jour­na­lism can’t pay for itself”. Tra le diverse affer­ma­zioni quella che merita mag­gior atten­zione riguarda le capa­cità impren­di­to­riali dei gior­na­li­sti in rife­ri­mento al recente lan­cio di Vox e Re/code [valido anche per i casi di Pub­blico, Pagina99, e altro?] rela­ti­va­mente alle quali Wolff dichiara che:

There is not a chance in the world. It’s just pre­po­ste­rous. I don’t know what they’re thin­king, what they’re smo­king. Nobody knows any­thing about sel­ling an ad, nobody knows any­thing about aggre­ga­ting an audience. So I think this is, to put it kindly, a bubble

- Flurry pub­blica il tempo speso su inter­net in mobi­lità, ed altro, tra gen­naio e marzo di quest’anno. Emerge nel com­plesso una for­tis­sima pre­va­lenza dell’utilizzo di appli­ca­zioni. Aspetto che sicu­ra­mente è ancora mag­giore per quanto riguarda gli smartphone.

Ancor prima di Face­book è il gaming l’attività pre­va­lente. Il tempo dedi­cato alle noti­zie, all’informazione, è il 3% del totale, ultimo, come mostra il gra­fico di sin­tesi sotto riportato.

Com­ment is free.

time_spent_mobile

ADS Copie Digitali Febb 2014
Pubblicato il 9 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

Le Copie Digitali NON Fermano l’Emorragia dei Quotidiani

Sono stati pub­bli­cati i dati ADS del feb­braio 2014 rela­ti­va­mente ai quo­ti­diani del nostro Paese.

In base all’ela­bo­ra­zione rea­liz­zata da «Prima Comu­ni­ca­zione», ad un anno e più dall’inizio delle rile­va­zioni di ADS delle copie digi­tali, emerge come, nono­stante per alcuni quo­ti­diani l’incidenza delle stesse sul totale sia tutt’altro che tra­scu­ra­bile,  il declino dell’acquisto di quo­ti­diani sia ancora ben lon­tano dall’arrestarsi.

Tra i prin­ci­pali quo­ti­diani nazio­nali sono sol­tanto due quelli che hanno una ten­denza posi­tiva: «Avve­nire» e «Il Sole24Ore». Testate entrambe acco­mu­nate da due fat­tori: spe­cia­liz­za­zione ed ele­vata inci­denza degli abbo­na­menti anche prima del digi­tale. Tutti gli altri quo­ti­diani hanno cali signi­fi­ca­tivi; in molti casi anche a dop­pia cifra come mostra la tavola di sin­tesi del con­fronto con il feb­braio 2013 sotto riportata.

ADS Febb 2014

Dal feb­braio 2013 ad oggi, nel pro­gres­sivo dei 12 mesi, «Il Sole24Ore» ha aumen­tato le pro­prie ven­dite per 75mila copie ed  «Avve­nire» di 3mila. Il dato peg­giore è per «la Repub­blica» con circa 50mila copie in meno, men­tre per­cen­tual­mente è «Libero» ad avere la peg­gior per­for­mance con il –24%.

Nono­stante la forte pro­mo­zio­na­lità sia da parte di «la Repub­blica» che de «Il Cor­riere della Sera», come dimo­strano, anche, le ven­dite di copie mul­ti­ple, dopo lo sprint ini­ziale è “calma piatta” per quanto riguarda le ven­dite di copie digitali.

L’elaborazione rea­liz­zata da Human High­way, società di ricer­che di mer­cato online che col­la­bora, anche, con Data­Me­dia­Hub, mostra il det­ta­glio delle sole copie digi­tali. Sul sito è pos­si­bile agire sui dati sele­zio­nando i fil­tri, muo­vendo i cur­sori, clic­cando col mouse sui gra­fici o sele­zio­nando col mouse intere aree nei grafici.

ADS Copie Digitali Febb 2014

Gazzettino
Pubblicato il 3 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

Il Suicidio del Gazzettino

«Il Gaz­zet­tino», Gruppo Cal­ta­gi­rone, con poco meno di 70mila copie ven­dute, è il prin­ci­pale quo­ti­diano del Nord-Est.

Il gior­nale, nella sua ver­sione digi­tale ed “appen­dici social”, da qual­che tempo si sta distin­guendo in nega­tivo. Dopo il social media mar­ke­ting de noar­tri, di cui avevo scritto verso la fine dell’anno scorso, ieri riporta la noti­zia del sui­ci­dio di una bari­sta di un paese in pro­vin­cia di Por­de­none bal­zata agli onori delle cro­na­che — sigh! — per il suo abbi­glia­mento “provocante”.

Il gior­nale titola: “Si è uccisa Micole, la sexy bari­sta di Fon­ta­na­fredda: aveva 39 anni”, segue un pezzo di 438 carat­teri cor­re­dato di foto­gal­lery con pose ammic­canti della morta. Disgustoso!

Par­lare di “sexy bari­sta” din­nanzi ad un sui­ci­dio è la forma più sgra­de­vole e becera che il gior­na­li­smo possa pre­sen­tare. Click whore di infimo livello, che a giu­di­care dal numero di con­di­vi­sioni oltre­tutto non funziona.

La noti­zia viene ripresa e pub­bli­cata anche sulla pagina Face­book del gior­nale dove viene messa in evi­denza una delle foto della gal­lery con la sui­cida  in bella mostra, si fa per dire, men­tre amplia lo spacco della gonna che indossa.

Post che ottiene sol­tanto com­menti nega­tivi sulla scelta e sola­mente 48 “like” men­tre il com­mento di una lettrice/fan: “Faceva la sexy barista.….se era un medico avreb­bero detto “medico si sui­cida…”. Non vi attac­cate alle for­ma­lità e al finto per­be­ni­smo.… É una povera ragazza che é morta.…dispiace anche se avesse scelto di fare la por­no­diva!” ottiene 55 “like” a con­ferma del non apprez­za­mento della scelta editoriale.

Il sui­ci­dio del Gazzettino.

Gazzettino

Corriereit
Pubblicato il 12 marzo 2014 by Pier Luca Santoro

Corriere.it [e dintorni]

Come cer­ta­mente tutti sap­piamo, con qual­che [ine­vi­ta­bile?] intoppo ini­ziale alle 08:01 del 6 marzo scorso ha visto la luce il nuovo sito de «Il Cor­riere della Sera».

Il deciso resty­ling, mi spiace, parte con diversi pro­blemi che, ahimè, non riguar­dano sol­tanto il sito.

Sotto il pro­filo gior­na­li­stico ci sono due aspetti che non sono asso­lu­ta­mente trascurabili.

Dal nuovo lay­out è pra­ti­ca­mente assente qua­lun­que gerar­chia delle noti­zie. Il let­tore non è gui­dato in alcun modo e rischia di essere con­fuso. Il design è incen­trato al 99% sulle imma­gini, il testo è pres­so­ché assente. E’ la nega­zione del gior­na­li­smo scritto, più che il sito web di un grande quo­ti­diano pare la bacheca Pin­te­rest dello stesso.

La nuova ver­sione del Cor­riere è online da pochi giorni e quindi i dati sono ancora poco indi­ca­tivi e gli utenti devono ancora abi­tuarsi alla nuova grafica/navigazione ma i risul­tati paiono dav­vero poco inco­rag­gianti. Secondo i dati Audi­web, come mostra il gra­fico sotto ripor­tato, crol­lano le pagine viste, che si dimez­zano , e di con­se­guenza, sono por­tato ad imma­gi­nare, il tempo spesso sul sito non­ché le reve­nues pubblicitarie.

Si passa dal wee­kend ante­riore con il 01.03 a 21.268.473 di pagine viste e 12,5 pagine viste per utente e il 02.03 a 20.723.512  pagine viste e 12,6 pagine viste per utente, al fine set­ti­mana suc­ces­sivo, lo scorso, con il 08.03 a 11.416.859 di pagine viste e 6,5 pagine viste per utente ed il 09.03 a 10.920.575 pagine viste e 6,2 pagine viste per utente; esat­ta­mente la metà.

Se dun­que il sito, per usare un eufe­mi­smo, non brilla certo, la gestione della comu­ni­ca­zione lascia ancor più a desi­de­rare, se possibile.

Qual­che avvi­sa­glia si era avuta la mat­tina del lan­cio con il silen­zio asso­luto dell’account uffi­ciale del quo­ti­diano e dei suoi gior­na­li­sti quando invece anche un sem­plice tweet più o meno iro­nico, più o meno ram­ma­ri­cato, di scuse, avrebbe avuto un senso visto che una parte non tra­scu­ra­bile dell’elite del Paese con­ti­nuava a segna­lare il fatto che il sito del gior­nale fosse ancora irraggiungibile.

Il peg­gio però, spiace doverlo con­sta­tare, avviene su Face­book. Nella pagina uffi­ciale del quo­ti­diano viene man­te­nuto in evi­denza dal giorno del lan­cio un post dedi­cato. Il post, a que­sto momento, ha circa un migliaio di com­menti che al 99% sono di natura nega­tiva sia da parte di molti lettori/fan che cri­ti­cano aspra­mente la nuova ver­sione di Corriere.it [“Inguar­da­bile . Ho smesso di seguirlo”; “Il vostro nuovo sito è di una con­fu­sione incre­di­bile. un mega frul­lato di gos­sip e noti­zie. non si capi­sce niente. ”; “Sin­ce­ra­mente pre­fe­ri­sco la ver­sione pre­ce­dente e tra l’altro la nuova è len­tis­sima …anzi spesso non si apre! Mi avete costretto a leg­gere le noti­zie su altri siti…molte gra­zie!!”… e via di que­sto passo], che da parte di nume­ro­sis­simi gior­na­lai “imbu­fa­liti”, giu­sta­mente dalla loro pro­spet­tiva, per la sovra-copertina al car­ta­ceo che recla­miz­zava il sito in edicola.

I com­menti non sono gestiti, non vi è alcuna rispo­sta, ten­ta­tivo di gestione delle obie­zioni e/o mode­ra­zione dei com­menti, ed il post con­ti­nua ad essere man­te­nuto in evi­denza, in testa alla pagina. Insomma come farsi del male ad oltranza.

Fossi il CDR del quo­ti­diano in que­stione invece di occu­parmi osti­na­ta­mente della que­stione YouReporter-Rcd pre­ste­rei mag­giore atten­zione a que­sti aspetti avendo dav­vero a cuore la gestione, ed il futuro, del gior­nale. Sono que­sti gli aspetti che mi appa­iono dav­vero inquietanti.

Come sem­pre è il mode­sto con­si­glio di un gior­na­laio di pro­vin­cia. Buon lavoro e, soprat­tutto, buona fortuna.

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Gra­fica a cura di Ales­sio Cima­relli e Andrea Nel­son Mauro, Testo di Pier Luca Santoro.

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