dead media

Total Digital Audience Maggio 2014
Pubblicato il 15 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

La Total Digital Audience dei Quotidiani Italiani

Sono stati pub­bli­cati i dati Audi­web rela­tivi a Mag­gio 2014 della “total digi­tal audience”, degli utenti sia da PC che, final­mente, da mobile.

Ho sele­zio­nato i prin­ci­pali quo­ti­diani main­stream, le prin­ci­pali testate che hanno una cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea per veri­fi­care il peso del mobile sul totale degli utenti unici nel giorno medio e il valore delle visite da mobile in ter­mini di pagine viste, quelle che gene­rano reddito.

La Stampa, tra le testate prese in con­si­de­ra­zione, è il sin­golo gior­nale con la mag­gior inci­denza di utenti da mobile [31%]. All’estremo oppo­sto Il Gior­nale con il 17%.

I gra­fici inte­rat­tivi sot­to­stanti for­ni­scono il det­ta­glio di utenti unici totali, utenti da PC, da mobile, ed inci­denza del mobile sul totale per cia­scun quotidiano.

Per la stra­grande mag­gio­ranza delle testate il numero di pagine viste da mobile ha un inci­denza deci­sa­mente ridotta rispetto a quella rile­vata in ter­mini di utenti unici. Chi visita da mobile fa meno pagine viste.

Con il cre­scente uti­lizzo di inter­net in mobi­lità, si tratta dell’ennesima evi­denza di come, a pre­scin­dere da tutte le altre pos­si­bili con­si­de­ra­zioni sul tema, le pagine viste NON deb­bano essere il para­me­tro prin­ci­pale di valu­ta­zione [e di resa eco­no­mica] per l’informazione online.

Ad per­pe­tuam rei memoria [*]

Su tempo di per­ma­nenza, pagine viste [e din­torni] da leg­gere: “From Rela­ted Sto­ries to Rela­ted Knowledge”

[*] A per­pe­tua memo­ria della cosa.

liberté
Pubblicato il 5 settembre 2014 by Pier Luca Santoro, Massimo Gentile

Google Vs Editori

Secondo quanto ripor­tato da Prima Comu­ni­ca­zione, gli edi­tori euro­pei chie­dono al com­mis­sa­rio alla con­cor­renza Joa­quin Almu­nia di riget­tare le pro­po­ste di Goo­gle che dovreb­bero met­tere fine all’indagine dell’antitrust Ue. Per gli edi­tori, riu­niti sotto varie sigle, gli impe­gni di Goo­gle non impe­di­ranno alla società di pro­se­guire la “pro­mo­zione abu­siva dei suoi ser­vizi”, anzi, se la Com­mis­sione le accet­tasse, “appro­ve­rebbe for­mal­mente il quasi-monopolio della ricerca”. Gli edi­tori si dicono poi “pre­oc­cu­pati” dal fatto che la Com­mis­sione sem­bra voler met­tere fine all’indagine su Goo­gle, “nono­stante le prove e gli avver­ti­menti di imprese e con­su­ma­tori Ue”.

liberté

Disordine dei giornalisti
Pubblicato il 4 settembre 2014 by Pier Luca Santoro, Massimo Gentile

Dis_Ordine dei Giornalisti

Renato Farina, sospeso in seguito alla sco­perta del suo arruo­la­mento nel Sismi con nome “Betulla”, è stato riam­messo nell’Ordine dei Giornalisti.

Disordine dei giornalisti

Millenials & News
Pubblicato il 29 agosto 2014 by Pier Luca Santoro

La Sfida dei Millennials

Tra i diversi pro­blemi da risol­vere nella tran­si­zione, nell’evoluzione digi­tale, per le diverse testate, sicu­ra­mente la scarsa capa­cità di attra­zione, anche online, verso i mil­len­nials, o net gene­ra­tion che dir si voglia, è sicu­ra­mente uno dei più rile­vanti in ter­mini di prospettive.

Com­Score ha for­nito Digi­Day con i dati dell’audience dei siti noti per la loro popo­la­rità con la gene­ra­zione nata all’incirca tra il 1980 e il 2000, come Buz­z­feed e Upwor­thy, che li ha messi a con­fronto con quelli di testate più tra­di­zio­nali quali il The New York Times o The Wall Street Journal.

I dati pub­bli­cati da Digi­Day con­sen­tono di farsi un idea sulla con­si­stenza del pro­blema di rela­zione con i mil­len­nials e sulle motivazioni.

Tra le testate prese in con­si­de­ra­zione, se si esclude Cosmo­po­li­tan, quelle che hanno una mag­gior com­po­si­zione di per­sone della net gene­ra­tion tra il pro­prio pub­blico non sono testate tradizionali. 

Al primo posto, con il 71.3%, figura Elite Daily che [guarda caso?] sotto il logo della testata si dichiara “The Voice of Generation-Y”, un altro modo per defi­nire i millenials.

Se si esa­mina la linea edi­to­riale delle testate con il mag­gior numero di pub­blico gio­vane, come ad esem­pio Vice, si vede come le hard news e la poli­tica abbiano uno spa­zio mar­gi­nale rispetto a quello delle testate tra­di­zio­nali e come il lin­guag­gio, il “tono di voce” sia ben diverso da quello nor­mal­mente adot­tato dai giornali.

Insomma, se volete avere un pub­blico gio­vane, e delle pro­spet­tive per i pros­simi 20 anni, dedi­ca­tevi a loro, par­late il loro lin­guag­gio e dei loro inte­ressi. Non era tanto dif­fi­cile da imma­gi­nare, no?

Millenials & News

 

Marketers-Changing-Media-Mix-Aug20141
Pubblicato il 20 agosto 2014 by Pier Luca Santoro

Come Cambia il Marketing Media Mix

Il Chief Mar­ke­ting Offi­cer Coun­cil ha inter­vi­stato 525 senior mana­ger nel mondo [19% in Europa] dell’area mar­ke­ting per iden­ti­fi­care le ten­denze, le evo­lu­zioni del mar­ke­ting media mix. I risul­tati del report “State of Mar­ke­ting 2014″ sono d’interesse sia per chi si occupa di mar­ke­ting che per coloro che ope­rano all’interno dei diversi media poi­ché for­ni­scono indi­ca­zioni sulla pro­pen­sione d’investimento per mezzo.

Secondo il rap­porto, circa i due terzi o più dei top mana­gers nel mar­ke­ting stanno pro­get­tando di aumen­tare i loro inve­sti­menti per: Social adver­ti­sing  [71%]; Video online [71%]; Social media [cam­pa­gne non-pubblicitarie; 69%]; Retar­ge­ting [67%]  e Search engine mar­ke­ting [66%]. 

Dall’altro lato i tagli più grandi sono pre­vi­sti per: Quo­ti­diani [con il 39% di dimi­nu­zione della spesa almeno in una certa misura]; Perio­dici [36%]; TV [24%]; Radio [23%] e Outdoor/affissioni [21%].

Non è sol­tanto l’area digi­tale a cre­scere a disca­pito dei media tra­di­zio­nali ma, soprat­tutto, ad ecce­zione dei video, la mag­gior pro­pen­sione ad inve­stire si alloca su mezzi che bypas­sano gli edi­tori. L’ennesima con­ferma, se neces­sa­rio, che il bino­mio vendite-pubblicità NON è più un modello di busi­ness soste­ni­bile. Amen!

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quadrato_semiotico_dei_click_bait
Pubblicato il 4 agosto 2014 by Pier Luca Santoro

Quadrato Semiotico del Click Baiting

Della corsa alla pagine viste da parte della grande mag­gio­ranza delle testate del nostro Paese, con i noti “boxini mor­bosi” o del click bai­ting attra­verso i social media, si è ampia­mente par­lato in que­sti spazi.

Sul tema, rilan­cio il qua­drato semio­tico del click bai­ting pro­po­sto da Andrea Coc­cia su Lin­kie­sta recen­te­mente che, in maniera tanto scan­zo­na­to­ria quanto effi­cace, rap­pre­senta una buona sin­tesi del fenomeno.

Com­menti is free!

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Unità
Pubblicato il 30 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Tre Righe e Mezzo

In tre righe e mezzo si liquida un gior­nale con 90 anni di sto­ria. Comun­que la si pensi è un giorno tri­ste. Com­ment is free!

I liqui­da­tori di Nuova ini­zia­tiva edi­to­riale spa in liqui­da­zione, società edi­trice de l’Unità, a seguito dell’assemblea dei soci tenu­tasi in data odierna comu­ni­cano che il gior­nale sospen­derà le pub­bli­ca­zioni a far data dal 1 ago­sto 2014.

UnitàDa leg­gere l’editoriale di Carlo But­ta­roni sulla vicenda.

Internet Ranking Mobile Siti d'Informazione
Pubblicato il 14 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

L’Informazione da Mobile in Italia

Dopo aver visto i dati sull’utilizzo delle app di news, e social,  nel nostro Paese, ampliamo lo sguardo con i dati degli utenti unici men­sili che acce­dono ai diversi siti d’informazione, delle testate, da mobile. Ven­gono prese in con­si­de­ra­zione tutte le fonti d’informazione online del nostro Paese incluse nel Audi­web mobile top 500 brands aggior­nato a marzo 2014.

La rile­va­zione è basata su panel “mete­riz­zato” di smart­phone & tablet con sistemi ope­ra­tivi iOS e Android. La clas­si­fi­ca­zione di siti e app basata sulla strut­tura Mar­ket­View già in uso per il PC. 

I dati non sono para­go­na­bili con quelli dif­fusi pub­bli­ca­mente che invece di essere men­sili  - utenti unici, col­le­gati almeno una volta nel mese tra­mite device mobili - sono rela­tivi al giorno medio. Resta il fatto che da mobile gli equi­li­bri rispetto all’audience da PC si spo­stano in maniera considerevole.

Se Repubblica.it man­tiene sal­da­mente la prima posi­zione si affac­ciano pre­po­ten­te­mente nuovi player che scal­zano dal secondo posto Corriere.it.

Oltre a TGCOM24 sono alcune delle testate all digi­tal, Fan­page, Il Post e Lettera43 [anche se per que­ste due biso­gna sem­pre con­si­de­rare le aggre­ga­zioni sotto il loro brand], a emer­gere rispetto agli utenti unici da desktop.

Sep­pure alcune delle prin­ci­pali testate da mobile abbiano il pay­wall, è impos­si­bile non rile­vare come i valori in gioco siano estre­ma­mente risi­cati nella stra­grande mag­gio­ranza dei casi, con un numero di utenti unici dav­vero ridotto rispetto a quelli che acce­dono da PC.

Credo che ci siano due aspetti da sot­to­li­neare al riguardo. In pri­mis un’esperienza di let­tura che da smart­phone defi­nire delu­dente è un eufe­mi­smo. Dall’altro lato la con­ferma che l’informazione, così come è con­ce­pita e dise­gnata attual­mente, non coin­volge, inte­ressa poco; le per­sone acce­dono sem­pre più da mobile ad Inter­net ma fanno altro. Meglio pren­derne nota [e agire di conseguenza?].

Il gra­fico sot­to­stante riporta gli utenti unici men­sili [In blu testate con cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea, in rosso testate all digi­tal e in giallo “ibridi”].

Di seguito il det­ta­glio di tutti i brand d’informazione com­presi nei top 500 con tutti i para­me­tri for­niti da Audiweb.

Una legenda per le metri­che:

Uni­que audience (.000): utenti unici, col­le­gati almeno una volta nel MESE tra­mite device mobili [smart­phone + tablet, al netto dalle sovrap­po­si­zioni] da qual­siasi luogo [casa, uffi­cio, scuole, uni­ver­sità, luo­ghi pub­blici di accesso…]
Active Reach (%): la per­cen­tuale di utenti attivi che hanno visi­tato un sito o uti­liz­zato un’applicazione nel periodo con­si­de­rato
Uni­verse Reach (%): la per­cen­tuale di utenti unici [18–74 anni] che hanno visi­tato il sito o uti­liz­zato l’applicazione rispetto al totale popo­la­zione ita­liana di rife­ri­mento [18–74 anni].
Time per per­son: tempo speso in media per per­sona nel mese
Web Page Per Per­son: pagina viste in media per per­sona nel mese
Total Minu­tes: il totale del tempo speso online tra­mite device mobili [smart­phone + tablet, al netto dalle sovrap­po­si­zioni] dagli utenti attivi, nel periodo con­si­de­rato
Total Page Views (.000): totale delle pagine viste (via device mobili) dagli utenti attivi, nel periodo considerato.

PSJovane
Pubblicato il 4 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Open & Social

L’account Twit­ter del CEO di RCS Media­group, Pie­tro Scott Jovane, è “pro­tetto” e biso­gna essere fol­lo­wer “appro­vati” per leg­gere cosa scrive sulla piat­ta­forma di micro­blog­ging da 140 carat­teri e si leg­gono solo i tweet di 641 giorni fa, di prima che assu­messe l’attuale ruolo.

Non è certo un buon segnale sull’apertura del gruppo editoriale.

PSJovane

Altro
Pubblicato il 3 luglio 2014 by Alessio Cimarelli, Pier Luca Santoro

Nient’Altro da Aggiungere?

Con­clu­diamo il lavoro di ana­lisi, basato sui dati Audi­web da PC, con i dati degli ultimi 18 mesi della sezione, del chan­nel “altro”, di quello che per motivi diversi che abbiamo pro­vato ad iden­ti­fi­care non ricade in un a sezione spe­ci­fica dei quo­ti­diani online.

Anche oggi, di tutti i brand gestiti da Audi­web — 820 —  ne abbiamo sele­zio­nati 50, di cui 15 all digi­tal [Affaritaliani.it, Agora Vox, ANSA, Blitzquotidiano.it, Blogo.it, Dago­Spia, Dailybest.it, Dai­ly­mo­tion, Fan­page, Huf­fing­ton Post Ita­lia, Il Post, LaSiciliaweb.it, Lettera43, Linkiesta.it, TGCOM24] e 35 car­ta­cei, che hanno la cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea, [Cor­riere Adria­tico, Cor­riere della Sera, Cor­riere dello Sport, Corriereromagna.it, Gaz­zetta del Sud, Gior­nale di Sici­lia, Il Fatto Quo­ti­diano, Il Foglio.it, Il Gaz­zet­tino, Il Gior­nale, Il Gior­nale di Vicenza, Il Mat­tino, Il Mes­sag­gero, Il Quo­ti­diano della Basi­li­cata, Il Quo­ti­diano della Cala­bria, Il Secolo XIX, Il Sole 24 ORE, Il Tempo, L’Arena, l’Unità Online, La Gaz­zetta del Mez­zo­giorno, La Gaz­zetta dello Sport, La Repub­blica, La Stampa.it, LaSicilia.it, Leggo, Libero Quo­ti­diano, METRO, Milano Finanza, Nano­press, Nuovo Quo­ti­diano di Puglia, Pagina99, Quo­ti­diani Espresso, Quotidiano.net, TuttoSport].

Con­si­de­riamo una misura: la quota di utenti unici gior­na­lieri rela­tivi al solo chan­nel ALTRO, quando pre­sente (21 car­ta­cei e 8 all digi­tal), sul totale degli utenti unici asso­ciati a tutti i chan­nel. In entrambi i casi si tratta di una media fatta sul mese di rife­ri­mento, da novem­bre 2012 ad aprile 2014.

I gra­fici sot­to­stanti ripor­tano il totale gene­rale, attra­verso il menù a ten­dina è pos­si­bile visua­liz­zare ogni sin­gola testata dal novem­bre 2012 ad oggi.

Nel com­plesso la quota del chan­nel altro è dop­pia per le testate all digi­tal rispetto a quelle che hanno una cor­ri­spon­dente ver­sione cartacea.

La punta mas­sima è di TGCOM24 con quasi due terzi dei con­te­nuti attri­buiti a que­sto canale.

Audi­web nono­stante l’impegno di for­nire entro aprile i dati non più som­mati a quelli dei siti part­ner non lo ha fatto. Anche per que­sto comin­ciano ad avere pro­blemi veri di con­cor­renza con com­Score. Alcuni cen­tri media comin­ciano a essere stanchi. 

In attesa di avere, final­mente, i dati disag­gre­gati, il det­ta­glio delle sin­gole testate [clic­cate, “gio­cate” e riflet­tete, please] lascia diversi punti inter­ro­ga­tivi sul valore ed il peso delle aggre­ga­zioni da un lato e, dall’altro lato, sulla quota di traf­fico che gene­rano i con­te­nuti gra­tuiti, non remu­ne­rati, ai blog­ger, che per alcune testate sicu­ra­mente nel com­plesso hanno un peso spe­ci­fico rilevante.

Com­ment is free.

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