dead media

CorriereIT
Pubblicato il 8 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

I Risultati del Restyling di Corriere.it

La scorsa set­ti­mana sono stati dif­fusi i dati Audi­web del mese di marzo. Mese al cui ini­zio è stato effet­tuato il resty­ling del sito web del gior­nale di via Solferino.

L’elaborazione sot­to­stante evi­den­zia come Corriere.it regi­stri la peg­gior per­for­mance tra le testate prese in con­si­de­ra­zione con un calo delle pagine viste di ben il 30,6% ed una fles­sione degli utenti unici dell’8,4%.

Non a caso pro­gres­si­va­mente si sta rive­dendo il lay­out di sole imma­gini pro­po­sto il 6 marzo scorso inse­rendo nuo­va­mente sem­pre più  anche del testo.

Credo non ci sia biso­gno di aggiun­gere altro [com­ment is free].

CorriereIT

Learn
Pubblicato il 14 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

L’Insostenibile Leggerezza dei Dati su Adv Online

L’Osservatorio FCP-Assointernet ha ces­sato di ren­dere pub­blici gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari online, che comun­que non com­pren­de­vano search e social, nel nostro Paese dal dicem­bre 2012. Da allora ci si limita al dato aggre­gato for­nito da Niel­sen, la cui fonte è l’Osservatorio FCP-Assointernet stesso, senza il det­ta­glio dispo­ni­bile pre­ce­den­te­mente dei diversi format.

È per que­sta ragione che quando venerdì «Prima Comu­ni­ca­zione» ha pub­bli­cato i dati sull’andamento della pub­bli­cità online nei primi due mesi dell’anno sono andato a leg­gerli con inte­resse ed attenzione.

Dati che “a naso” mi sono sem­brati troppo bassi e che mi hanno spinto ad approfondire.

Ho così veri­fi­cato che per il 2012 Niel­sen, basan­dosi come detto sui dati dell’Osservatorio FCP-Assointernet, indica il totale degli inve­sti­menti online, così come defi­niti, in 510 milioni di euro men­tre sul sito dell’Osservatorio FCP-Assointernet per lo stesso periodo ven­gono indi­cati 664 milioni di euro di investimenti.

Lo stesso accade per il totale 2013 dove da un lato ven­gono indi­cati 501 milioni e dall’altro lato ve ne sono invece 464. Una dif­fe­renza cer­ta­mente meno macro­sco­pica rispetto a quella del 2012 ma che comun­que inquieta sull’inaffidabilità dei dati forniti.

Un bal­letto di numeri che non con­sente di iden­ti­fi­care i peri­me­tri dello sce­na­rio di rife­ri­mento e si pre­sta ad inter­pre­ta­zioni [pour cause?] altret­tanto incon­si­stenti quali quelle rila­sciate a com­mento dei dati dal Pre­si­dente di FCP-Assointernet.

L’insostenibile leg­ge­rezza dei dati sull’ adver­ti­sing online.

Learn

time_spent_mobile
Pubblicato il 11 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

Pillole sul Mondo dell’[ex] Industria dell’Informazione

Alcune “pil­lole” sulle quali vale la pena, quanto meno, di fare una riflessione.

- Se fino a poco fa la crisi dei quo­ti­diani riguar­dava pre­va­len­te­mente il mondo occi­den­tale ora anche i cosid­detti paesi emer­genti, noti anche come Brics e/o Mint, tra­bal­lano ed ini­ziano a fare un bilan­cio sulle pro­spet­tive dell’[ex] indu­stria dell’informazione. È il caso dell’articolo “The Death of the New­spa­per Indu­stry” pub­bli­cato su «The Hindu».

L’analisi entra in pro­fon­dità su cause e con­cause della crisi anche da quelle parti e vale asso­lu­ta­mente il tempo di let­tura. Mi ha col­pito in par­ti­co­lare, mi è sem­brato un aspetto degno di nota, quando l’autore scrive:

In the digi­tal world howe­ver, new­spa­pers have very lit­tle infor­ma­tion on their rea­ders. Who does have bet­ter infor­ma­tion on readers/consumers/viewers? Face­book, Twit­ter and Goo­gle. Which is why, put toge­ther, they con­trol a lion’s share of the digi­tal adver­ti­sing mar­ket. […] It’s not sur­pri­sing that a new­spa­per — in which an edi­to­rial board deci­des what the rea­der should read— can­not com­pete with Goo­gle or Facebook.

- «Digi­day» riprende alcuni estratti di un recente speech di Michael Wolff. Nel com­plesso emerge una visione for­te­mente nega­tiva delle pro­spet­tive e non a caso l’articolo è inti­to­lato: “Michael Wolff: Online jour­na­lism can’t pay for itself”. Tra le diverse affer­ma­zioni quella che merita mag­gior atten­zione riguarda le capa­cità impren­di­to­riali dei gior­na­li­sti in rife­ri­mento al recente lan­cio di Vox e Re/code [valido anche per i casi di Pub­blico, Pagina99, e altro?] rela­ti­va­mente alle quali Wolff dichiara che:

There is not a chance in the world. It’s just pre­po­ste­rous. I don’t know what they’re thin­king, what they’re smo­king. Nobody knows any­thing about sel­ling an ad, nobody knows any­thing about aggre­ga­ting an audience. So I think this is, to put it kindly, a bubble

- Flurry pub­blica il tempo speso su inter­net in mobi­lità, ed altro, tra gen­naio e marzo di quest’anno. Emerge nel com­plesso una for­tis­sima pre­va­lenza dell’utilizzo di appli­ca­zioni. Aspetto che sicu­ra­mente è ancora mag­giore per quanto riguarda gli smartphone.

Ancor prima di Face­book è il gaming l’attività pre­va­lente. Il tempo dedi­cato alle noti­zie, all’informazione, è il 3% del totale, ultimo, come mostra il gra­fico di sin­tesi sotto riportato.

Com­ment is free.

time_spent_mobile

ADS Copie Digitali Febb 2014
Pubblicato il 9 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

Le Copie Digitali NON Fermano l’Emorragia dei Quotidiani

Sono stati pub­bli­cati i dati ADS del feb­braio 2014 rela­ti­va­mente ai quo­ti­diani del nostro Paese.

In base all’ela­bo­ra­zione rea­liz­zata da «Prima Comu­ni­ca­zione», ad un anno e più dall’inizio delle rile­va­zioni di ADS delle copie digi­tali, emerge come, nono­stante per alcuni quo­ti­diani l’incidenza delle stesse sul totale sia tutt’altro che tra­scu­ra­bile,  il declino dell’acquisto di quo­ti­diani sia ancora ben lon­tano dall’arrestarsi.

Tra i prin­ci­pali quo­ti­diani nazio­nali sono sol­tanto due quelli che hanno una ten­denza posi­tiva: «Avve­nire» e «Il Sole24Ore». Testate entrambe acco­mu­nate da due fat­tori: spe­cia­liz­za­zione ed ele­vata inci­denza degli abbo­na­menti anche prima del digi­tale. Tutti gli altri quo­ti­diani hanno cali signi­fi­ca­tivi; in molti casi anche a dop­pia cifra come mostra la tavola di sin­tesi del con­fronto con il feb­braio 2013 sotto riportata.

ADS Febb 2014

Dal feb­braio 2013 ad oggi, nel pro­gres­sivo dei 12 mesi, «Il Sole24Ore» ha aumen­tato le pro­prie ven­dite per 75mila copie ed  «Avve­nire» di 3mila. Il dato peg­giore è per «la Repub­blica» con circa 50mila copie in meno, men­tre per­cen­tual­mente è «Libero» ad avere la peg­gior per­for­mance con il –24%.

Nono­stante la forte pro­mo­zio­na­lità sia da parte di «la Repub­blica» che de «Il Cor­riere della Sera», come dimo­strano, anche, le ven­dite di copie mul­ti­ple, dopo lo sprint ini­ziale è “calma piatta” per quanto riguarda le ven­dite di copie digitali.

L’elaborazione rea­liz­zata da Human High­way, società di ricer­che di mer­cato online che col­la­bora, anche, con Data­Me­dia­Hub, mostra il det­ta­glio delle sole copie digi­tali. Sul sito è pos­si­bile agire sui dati sele­zio­nando i fil­tri, muo­vendo i cur­sori, clic­cando col mouse sui gra­fici o sele­zio­nando col mouse intere aree nei grafici.

ADS Copie Digitali Febb 2014

Gazzettino
Pubblicato il 3 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

Il Suicidio del Gazzettino

«Il Gaz­zet­tino», Gruppo Cal­ta­gi­rone, con poco meno di 70mila copie ven­dute, è il prin­ci­pale quo­ti­diano del Nord-Est.

Il gior­nale, nella sua ver­sione digi­tale ed “appen­dici social”, da qual­che tempo si sta distin­guendo in nega­tivo. Dopo il social media mar­ke­ting de noar­tri, di cui avevo scritto verso la fine dell’anno scorso, ieri riporta la noti­zia del sui­ci­dio di una bari­sta di un paese in pro­vin­cia di Por­de­none bal­zata agli onori delle cro­na­che — sigh! — per il suo abbi­glia­mento “provocante”.

Il gior­nale titola: “Si è uccisa Micole, la sexy bari­sta di Fon­ta­na­fredda: aveva 39 anni”, segue un pezzo di 438 carat­teri cor­re­dato di foto­gal­lery con pose ammic­canti della morta. Disgustoso!

Par­lare di “sexy bari­sta” din­nanzi ad un sui­ci­dio è la forma più sgra­de­vole e becera che il gior­na­li­smo possa pre­sen­tare. Click whore di infimo livello, che a giu­di­care dal numero di con­di­vi­sioni oltre­tutto non funziona.

La noti­zia viene ripresa e pub­bli­cata anche sulla pagina Face­book del gior­nale dove viene messa in evi­denza una delle foto della gal­lery con la sui­cida  in bella mostra, si fa per dire, men­tre amplia lo spacco della gonna che indossa.

Post che ottiene sol­tanto com­menti nega­tivi sulla scelta e sola­mente 48 “like” men­tre il com­mento di una lettrice/fan: “Faceva la sexy barista.….se era un medico avreb­bero detto “medico si sui­cida…”. Non vi attac­cate alle for­ma­lità e al finto per­be­ni­smo.… É una povera ragazza che é morta.…dispiace anche se avesse scelto di fare la por­no­diva!” ottiene 55 “like” a con­ferma del non apprez­za­mento della scelta editoriale.

Il sui­ci­dio del Gazzettino.

Gazzettino

Corriereit
Pubblicato il 12 marzo 2014 by Pier Luca Santoro

Corriere.it [e dintorni]

Come cer­ta­mente tutti sap­piamo, con qual­che [ine­vi­ta­bile?] intoppo ini­ziale alle 08:01 del 6 marzo scorso ha visto la luce il nuovo sito de «Il Cor­riere della Sera».

Il deciso resty­ling, mi spiace, parte con diversi pro­blemi che, ahimè, non riguar­dano sol­tanto il sito.

Sotto il pro­filo gior­na­li­stico ci sono due aspetti che non sono asso­lu­ta­mente trascurabili.

Dal nuovo lay­out è pra­ti­ca­mente assente qua­lun­que gerar­chia delle noti­zie. Il let­tore non è gui­dato in alcun modo e rischia di essere con­fuso. Il design è incen­trato al 99% sulle imma­gini, il testo è pres­so­ché assente. E’ la nega­zione del gior­na­li­smo scritto, più che il sito web di un grande quo­ti­diano pare la bacheca Pin­te­rest dello stesso.

La nuova ver­sione del Cor­riere è online da pochi giorni e quindi i dati sono ancora poco indi­ca­tivi e gli utenti devono ancora abi­tuarsi alla nuova grafica/navigazione ma i risul­tati paiono dav­vero poco inco­rag­gianti. Secondo i dati Audi­web, come mostra il gra­fico sotto ripor­tato, crol­lano le pagine viste, che si dimez­zano , e di con­se­guenza, sono por­tato ad imma­gi­nare, il tempo spesso sul sito non­ché le reve­nues pubblicitarie.

Si passa dal wee­kend ante­riore con il 01.03 a 21.268.473 di pagine viste e 12,5 pagine viste per utente e il 02.03 a 20.723.512  pagine viste e 12,6 pagine viste per utente, al fine set­ti­mana suc­ces­sivo, lo scorso, con il 08.03 a 11.416.859 di pagine viste e 6,5 pagine viste per utente ed il 09.03 a 10.920.575 pagine viste e 6,2 pagine viste per utente; esat­ta­mente la metà.

Se dun­que il sito, per usare un eufe­mi­smo, non brilla certo, la gestione della comu­ni­ca­zione lascia ancor più a desi­de­rare, se possibile.

Qual­che avvi­sa­glia si era avuta la mat­tina del lan­cio con il silen­zio asso­luto dell’account uffi­ciale del quo­ti­diano e dei suoi gior­na­li­sti quando invece anche un sem­plice tweet più o meno iro­nico, più o meno ram­ma­ri­cato, di scuse, avrebbe avuto un senso visto che una parte non tra­scu­ra­bile dell’elite del Paese con­ti­nuava a segna­lare il fatto che il sito del gior­nale fosse ancora irraggiungibile.

Il peg­gio però, spiace doverlo con­sta­tare, avviene su Face­book. Nella pagina uffi­ciale del quo­ti­diano viene man­te­nuto in evi­denza dal giorno del lan­cio un post dedi­cato. Il post, a que­sto momento, ha circa un migliaio di com­menti che al 99% sono di natura nega­tiva sia da parte di molti lettori/fan che cri­ti­cano aspra­mente la nuova ver­sione di Corriere.it [“Inguar­da­bile . Ho smesso di seguirlo”; “Il vostro nuovo sito è di una con­fu­sione incre­di­bile. un mega frul­lato di gos­sip e noti­zie. non si capi­sce niente. ”; “Sin­ce­ra­mente pre­fe­ri­sco la ver­sione pre­ce­dente e tra l’altro la nuova è len­tis­sima …anzi spesso non si apre! Mi avete costretto a leg­gere le noti­zie su altri siti…molte gra­zie!!”… e via di que­sto passo], che da parte di nume­ro­sis­simi gior­na­lai “imbu­fa­liti”, giu­sta­mente dalla loro pro­spet­tiva, per la sovra-copertina al car­ta­ceo che recla­miz­zava il sito in edicola.

I com­menti non sono gestiti, non vi è alcuna rispo­sta, ten­ta­tivo di gestione delle obie­zioni e/o mode­ra­zione dei com­menti, ed il post con­ti­nua ad essere man­te­nuto in evi­denza, in testa alla pagina. Insomma come farsi del male ad oltranza.

Fossi il CDR del quo­ti­diano in que­stione invece di occu­parmi osti­na­ta­mente della que­stione YouReporter-Rcd pre­ste­rei mag­giore atten­zione a que­sti aspetti avendo dav­vero a cuore la gestione, ed il futuro, del gior­nale. Sono que­sti gli aspetti che mi appa­iono dav­vero inquietanti.

Come sem­pre è il mode­sto con­si­glio di un gior­na­laio di pro­vin­cia. Buon lavoro e, soprat­tutto, buona fortuna.

Word cloud Commenti Facebook

- Word cloud Com­menti Facebook -

Gra­fica a cura di Ales­sio Cima­relli e Andrea Nel­son Mauro, Testo di Pier Luca Santoro.

agenda cutting
Pubblicato il 10 marzo 2014 by Pier Luca Santoro

Agenda Setting e Agenda Cutting

L’agenda set­ting è una teo­ria socio­lo­gica che tratta l’inclusione e l’esclusione delle noti­zie nei mass media. I due prin­ci­pali assunti della teo­ria che ha indi­riz­zato le ricer­che sull’agenda-setting sono:

  • i mass media non riflet­tono la realtà, ma piut­to­sto la fil­trano e la modellano
  • i mass media con­cen­trano la loro atten­zione su pochi temi e si sfor­zano di far cre­dere al pub­blico che essi siano i più importanti

Nell’era di social media, social net­work [e instant mes­san­ging app] e la disin­te­me­dia­zione che ne deriva, a comin­ciare da quelli che una volta erano i lanci di agen­zia dei poli­tici che oggi avven­gono pre­va­len­te­mente via Twit­ter , e più in gene­rale del “web 2.0″ ha senso par­lare ancora di agenda set­ting? Ed ancora, quanto e quale spa­zio dovreb­bero le fonti d’informazione desti­nare a ciò che dav­vero inte­ressa i lettori?

Uno spunto di rifles­sione arriva da News­Ship che ha rac­colto le sto­rie, le noti­zie più con­di­vise dai let­tori sui social un giorno della scorsa set­ti­mana e le ha uti­liz­zate per costruire le prime pagine di 13 dei prin­ci­pali quo­ti­diani sta­tu­ni­tensi e del Regno Unito con­fron­tando l’originale con quella “peo­ple powered”.

Si sco­pre, ad esem­pio, che i let­tori del «The Washing­ton Post» sono molto più inte­res­sati ai matri­moni omo­ses­suali che ad una sto­ria sui feriti delle truppe sta­tu­ni­tensi. Oppure che la sto­ria del «The Guar­dian» sulle diete mal­sane era la noti­zia più con­di­visa sulle piat­ta­forme di social media e non quanto messo in prima pagina sulla gestione della crisi in Ucraina.

Washington Post

Guardian

Osser­vando le due prime pagine sopra ripor­tate, e tutte le altre pro­dotte, di primo acchito viene natu­rale pen­sare, da una lato che regni sovrano l’infotainment e, dall’altro lato, che sia un bene che esi­sta un fil­tro creato dalle fonti d’informazione uffi­ciali che for­ni­sce quella che è “vera informazione”.

Sono, almeno, due però gli aspetti che vale la pena di con­si­de­rare prima di lasciarsi andare a facili entu­sia­smi, o tre­mende depres­sioni, a seconda dei punti di vista.

Nel con­te­sto tra­di­zio­nale, un gior­nale o una tele­vi­sione offrono un pac­chetto — bundle — di arti­coli o ser­vizi [il gior­nale o il tele­gior­nale] che il con­su­ma­tore acqui­sta e/o con­suma con­giun­ta­mente. La rete, come ha fatto prima con l’industria musi­cale e suc­ces­si­va­mente con quella audio­vi­siva, pro­cede invece spac­chet­tando l’offerta infor­ma­tiva tra­di­zio­nale riag­gre­gan­dola attra­verso nuovi sog­getti che ope­rano diret­ta­mente nell’informazione [es. The Huf­fing­ton Post uno per tutti], ovvero che offrono ser­vizi web oriz­zon­tali [motori di ricerca, por­tali, social network].

Che i mass media abbiano un’influenza, sep­pur distri­buita in modo diverso, anche sulla Rete credo sia indub­bio. La chi­mera della demo­cra­tiz­za­zione dell’informazione attra­verso il web resta tale. il tema diviene dun­que quale sia l’agenda cut­ting, ovvero l’insieme dei temi d’interesse gene­rale che viene escluso dall’agenda dei media e, con­se­guen­te­mente, dal dibat­tito pub­blico [anche sui social].

Com­ment is free.

agenda cutting

Verginelle
Pubblicato il 9 marzo 2014 by Pier Luca Santoro

Verginelle Pour Cause

Già con la que­stione della pub­bli­cità de «Lin­kie­sta» su Corriere.it il Comi­tato di Reda­zione de «Il Cor­riere della Sera» aveva [di]mostrato una lotta di retro­guar­dia, un ana­cro­ni­smo insensato.

Adesso, credo dav­vero, si sta dav­vero pas­sando ogni limite.

Dap­prima ci si sca­glia con­tro l’acquisto di «You­Re­por­ter» [*] basan­dosi su indi­scre­zioni ripor­tate da un quo­ti­diano con­cor­rente, che dà per certe cifre che nes­suno è auto­riz­zato a dif­fon­dere e dun­que sono, quanto meno, dubbie.

Poi s’indigna con­tro la “com­mi­stione pubblicità-informazione” per l’introduzione del native adver­ti­sing in con­co­mi­tanza con il rin­no­va­mento del sito web del quo­ti­diano in questione.

L’acquisizione della piat­ta­forma di citi­zen jour­na­lism rap­pre­senta un van­tag­gio com­pe­ti­tivo per RCS Media­group poi­chè se fino ad oggi tutti uti­liz­za­vano i suoi video ora sarà il gruppo di Via Sol­fe­rino a deci­dere se e come, e a quale prezzo, distri­buirne i con­te­nuti. Che que­sti con­te­nuti abbiano valore ed atten­di­bi­lità è dimo­strato dal fatto che sin ora siano stati uti­liz­zati dai siti web dei gior­nali e dalle tele­vi­sioni di tutto il mondo: BBC, CNN, Alja­zeera, per citare le più note.

I gior­na­li­sti de «Il Cor­riere della Sera» pos­sono  [e devono?] essere punto di rac­cordo, snodo che qua­li­fica e dà senso all’informazione pro­dotta dalle per­sone e che in nes­sun caso può essere altret­tanto tem­pe­stiva come quella for­nita dai pur bra­vis­simi — per defi­ni­zione —  15 gior­na­li­sti della Rcd. Non c’è anta­go­ni­smo ma complementarietà.

Il native adver­ti­sing di Corriere.it è evi­den­ziato dif­fe­ren­zian­dosi dal colore blu del riqua­dro. Certo potrebbe essere ancor meglio spe­ci­fi­cato che si tratta di con­te­nuti edi­to­riali a paga­mento ma pro­vino a leg­gere qui e par­lino sol­tanto dopo aver detto a voce alta che il «The New York Times» è un gior­nale senza prin­cipi deontologici.

Ed ancora, restando alla sezione motori che viene citata nel comu­ni­cato del CDR, cor­te­se­mente, anche tra i con­te­nuti pret­ta­mente edi­to­riali pro­vino a tro­vare una recen­sione di un auto o di altro mezzo di tra­sporto che sia nega­tiva. Li sfido pub­bli­ca­mente a farlo, in palio una cena offerta dal sot­to­scritto a tutto il CDR.

I tempi son duri e dif­fi­cili per tutti. Non è facendo le ver­gi­nelle pour cause che si avranno miglioramenti.

Verginelle

[*] Disclai­mer: Il sot­to­scritto intrat­tiene rap­porti lavo­ra­tivi remu­ne­rati con You­Re­por­ter. Con­su­lenza che non ha nes­suna atti­nenza con la recente acquisizione.

Insostenibile Leggerezza
Pubblicato il 28 febbraio 2014 by Pier Luca Santoro

L’Insostenibile Leggerezza del Social Media Marketing Editoriale

Negli anni del “gior­na­li­smo dif­fuso” e del mol­ti­pli­carsi dei canali di comu­ni­ca­zione azien­dale, esi­ste una netta sepa­ra­zione tra Cor­po­rate Com­mu­ni­ca­tion e gior­na­li­smo? E’ cor­retto affer­mare che: “Every com­pany is a media com­pany”? Que­sti i temi al cen­tro dell’incon­tro: “Cor­po­rate com­mu­ni­ca­tion e nuovi gior­na­li­smi: alleati o con­cor­renti? Il futuro delle media com­pany e le ultime stra­te­gie in mate­ria di comu­ni­ca­zione azien­dale” sta­sera a Firenze.

L’incontro, mode­rato da Gia­nan­drea Facchini,fondatore e ammi­ni­stra­tore di Buzz­de­tec­tor web e social media intel­li­gence com­pany, avrà come relatori:

  • Daniele Chieffi – Online Media Rela­tions Mana­ger ENI — che par­lerà di “Gior­na­li­smo e comu­ni­ca­zione azien­dale: le com­pe­tenze e gli obiet­tivi di un uffi­cio stampa online”
  • Bar­bara Del Sala – Media Rela­tions GE Oil & Gas — il cui inter­vento sarà incen­trato su “Comu­ni­ca­zione d’azienda: tra inno­va­zione tec­no­lo­gica e con­ti­nuità creativa”
  • Manuela Kron – Cor­po­rate Affairs Direc­tor Nestlè Ita­lia — con “Nuove stra­te­gie di Cor­po­rate communication”
  • Davide De Cre­scenzo – Diret­tore respon­sa­bile di Intoscana.it — e la sua nar­ra­zione di  “Il nuovo por­tale intoscana.it tra comu­ni­ca­zione e infor­ma­zione: il gior­na­li­smo che rac­conta il brand Toscana”
  • Lelio Simi – Gior­na­li­sta, Co-fondatore Data­Me­dia­Hub — che inter­verrà par­lando di “Mer­cato, media com­pany e nuovi sce­nari dell’editoria”

Incau­ta­mente, ancora una volta, anche il sot­to­scritto è stato invi­tato come rela­tore. Il mio inter­vento sarà incen­trato su  “L’insostenibile leg­ge­rezza del social media mar­ke­ting editoriale”.

Per l’occasione ho pre­pa­rato una man­ciata di slide, per “dare colore” allo speech e pro­vare a seguire un filo logico nella que­stione. Tenete pre­sente che, come sem­pre accade, le slide sono un punto di appog­gio al discorso. Ci vediamo lì?

Boxeo
Pubblicato il 20 febbraio 2014 by Pier Luca Santoro

Saluti al Direttore

In  Spa­gna è in corso un’epurazione dei diret­tori dei prin­ci­pali gior­nali del Paese cri­tici nei con­fronti dell’attuale Governo pre­sie­duto da Mariano Rajoy.

La que­stione viene sin­te­tiz­zata molto bene da un arti­colo del «The New York Times» che ricorda come in meno di due mesi siano “sal­tati” il diret­tore de «La Van­guar­dia», gior­nale edito sia in castel­lano che in cata­lano con una posi­zione for­te­mente indi­pen­den­ti­sta che, guarda caso, dopo la cac­ciata del suo diret­tore a dicem­bre ha for­te­mente ammor­bi­dito le pro­prie posizioni.

È cro­naca di que­sti giorni invece il licen­zia­mento prima di Pedro J. Ramí­rez, diret­tore de «El Mundo», a cui è seguito pochi giorni dopo quello di Javier Moreno, di «El Pais».

Se uffi­cial­mente die­tro ai licen­zia­menti ci sono i noti pro­blemi eco­no­mici che atta­na­gliano, anche, i quo­ti­diani spa­gnoli, è evi­dente il ten­ta­tivo del Governo di appro­fit­tare della situa­zione per strin­gere il pro­prio con­trollo sui media del Paese con i quali Rajoy ha da sem­pre un rap­porto estre­ma­mente con­flit­tuale e che aveva por­tato i gior­na­li­sti spa­gnoli a rea­liz­zare un’iniziativa di pro­te­sta: #sin­pre­gun­ta­snoy­co­ber­tura, mani­fe­sto con­tro le con­fe­renze stampa senza domande.

Boxeo

Sul tema vale asso­lu­ta­mente la let­tura l’intervista a Fer­ruc­cio De Bor­toli, diret­tore de «Il Cor­riere della Sera» pub­bli­cata ieri su «Il Foglio» . Ne riprendo un pas­sag­gio, anche se, ovvia­mente, con­si­glio la let­tura integrale.

[.…] i pro­prie­tari di gior­nali, quelli di adesso, non hanno intel­li­genza in genere né quella in par­ti­co­lare. “Vogliono eser­ci­tare potere. Delle noti­zie se ne fregano”[.…]

Saluti al direttore.

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