dead media

Media ITA & YouTube
Pubblicato il 17 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

I Media Italiani & YouTube

You­Tube è un canale pri­vi­le­giato per rag­giun­gere gio­vani e gio­va­nis­simi, Pub­blico che resta com­ples­si­va­mente molto distante dai canali infor­ma­tivi tra­di­zio­nali inclusi i siti web dei quo­ti­diani generalisti.

Ad esclu­sione dei canali tele­vi­sivi è dav­vero ridotta all’osso la pre­senza dell’informazione tra­di­zio­nale nella “Top30” di Social­ba­ker che for­ni­sce i dati sui primi 30 media ita­liani per numero di fol­lo­wer e numero di video visti.

RAI è il primo dei media del nostro Paese per numero di fol­lo­wer, di iscritti al pro­prio canale, ma sci­vola nella seconda metà della clas­si­fica per numero di video visti. Esat­ta­mente all’opposto La7 che invece pur avendo un numero rela­ti­va­mente ridotto di iscritti è terza nel ran­king per video visti; pro­ba­bil­mente gra­zie a Crozza.

Il vero feno­meno è Pupia Cam­pa­nia TV, web tv regio­nale che supera Euro­news [in ita­liano], Zelig, MTV e la RAI per numero di visua­liz­za­zioni dei video.

PupiaTV

Per quanto riguarda i quo­ti­diani l’unica pre­senza è quella de IlSe­co­lo­XIX di Genova, seguito, per visua­liz­za­zioni video, dall’agenzia di stampa  Adnkronos.

Nella parte bassa della clas­si­fica tro­viamo Pano­rama con soli 660 iscritti ma quasi 3 milioni di visua­liz­za­zioni video, laeffe,  la TV del gruppo Fel­tri­nelli, con 3446 iscritti e circa 800mila visua­liz­za­zioni video,  Inter­na­zio­nale con 712 fol­lo­wer e  85mila visua­liz­za­zioni, e Wired Ita­lia con 1291 iscritti e poco più di 43mila visua­liz­za­zioni video.

Pare dav­vero che anche que­sta resti un’occasione di con­tatto, di rela­zione, mancata.

Aggregazioni Audiweb
Pubblicato il 16 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Il Doping di Audiweb

Il Con­si­glio d’Amministrazione di Audiweb,all’inizio di gen­naio 2014, ha appro­vato il nuovo rego­la­mento sull’aggregazione delle audience dei brand di tutti gli edi­tori iscritti al sistema di rile­va­zione. Il nuovo rego­la­mento pre­vede modi­fi­che che garan­ti­ranno una mag­giore tra­spa­renza nella rap­pre­sen­ta­zione delle com­po­nenti di audience di ogni edi­tore, distin­guendo le audience ‘’orga­ni­che” da quelle ‘’aggre­gate o non orga­ni­che’’ deri­vanti da accordi edi­to­riali di ces­sione traf­fico [TAL – Traf­fic Assi­gn­ment Let­ter] attra­verso una rior­ga­niz­za­zione del cata­logo di Audi­web e le regole di com­po­si­zione dei brand e dei channel.

Ad ago­sto, 8 mesi dopo l’approvazione, il det­ta­glio dei dati è dispo­ni­bile solo per il traf­fico da PC ma non da mobile e dun­que il dato della “total digi­tal audience” è ancora viziato, artefatto.

Il gra­fico sot­to­stante — dati Audi­web Ago­sto 2014 — mostra l’incidenza, la quota di utenti unici da PC nel giorno medio sul totale di siti web “aggre­gati”, siti web che di fatto nulla hanno a che fare con la testata in que­stione [pas­sando il mouse ven­gono visua­liz­zati i valori per­cen­tuali]. Si va da una per­cen­tuale del 7.7% di Repubblica.it sino al 66.6% de Il Post.

 

Nel det­ta­glio:

  • Donna Moderna aggrega: Donna Moderna — misya, Donna Moderna — Amando, Donna Moderna — Girai­ta­lia, eDonna Net­work, Donna Moderna — Bam­bi­nieu e Starbene.it per un totale di 52.511 utenti unici nel giorno medio su un com­ples­sivo di 123.724 utenti unici nel giorno medio
  • Il Post aggrega: FilmTV, Sol­dion­line net, Spor­tlive e Gadlerner.it per un totale di 83. 516 utenti unici nel giorno medio su un com­ples­sivo di 125.484 utenti unici nel giorno medio
  • Il Mes­sag­gero aggrega: Hdblog con 46.880 utenti unici nel giorno medio su un com­ples­sivo di 308.180 utenti unici nel giorno medio
  • La Repub­blica aggrega: Tom’s Hard­ware con 66.072 utenti unici nel giorno medio su un com­ples­sivo di 860.433 utenti unici nel giorno medio
  • Quotidiano.net aggrega: QN Hard­ware Upgrade, Pro­mo­qui, Dicios.it, Urban­post ‚ Prontoimprese.it, Lux­gal­lery e Ubi­ten­nis per un totale di 162.040 utenti unici nel giorno medio su un com­ples­sivo di 272.081 utenti unici nel giorno medio
  • TgCom24 aggrega: Meteo.it e panorama.it per un totale di 161.331 utenti unici nel giorno medio su un com­ples­sivo di 419.07 utenti unici nel giorno medio

Tutto que­sto per i canali dichia­rati dagli edi­tori i cui dati, solo da PC, sono dispo­ni­bili, ma ovvia­mente ve ne sono molti altri che sicu­ra­mente li inse­ri­scono nella voce “altro

È ora di fare defi­ni­ti­va­mente luce sulle aggre­ga­zioni per non con­ti­nuare a com­prare il display adver­ti­sing un tanto al chilo. Fate vobis…

ADS Agosto 2014
Pubblicato il 9 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Più Canali di Vendita # Più Vendite

In que­sti giorni tor­nano a cir­co­lare con insi­stenza voci sulla libe­ra­liz­za­zione dei punti ven­dita dei gior­nali. Al tempo stesso ven­dono dif­fusi i dati sulle ven­dite dei quo­ti­diani ad agosto.

In un mese in cui tra­di­zio­nal­mente aumenta la let­tura, e la ven­dita, della carta stam­pata, pur som­mando i dati delle ven­dite dei quo­ti­diani sia nella ver­sione car­ta­cea che nella “replica digi­tale”, le ven­dite calano di oltre 400mila unità rispetto all’agosto 2013 [-9.5%].

Unica ecce­zione vir­tuosa Il Sole24Ore che gra­zie al digi­tale rea­lizza un incre­mento del 18.3% rispetto al mese cor­ri­spon­dente dell’anno pre­ce­dente. Il Cor­sera ha un calo di ven­dite in linea con il mer­cato [-9.4%], Repub­blica regi­stra una fles­sione del 7.4% men­tre La Gaz­zetta dello Sport regi­stra un — 10.9% [che diventa un –18.9% nell’edizione del lunedì, quella più ven­duta, per citare solo alcune delle testate con mag­giori vendite.

Un amplia­mento della distri­bu­zione, sia esso attra­verso la libe­ra­liz­za­zione degli eser­cizi com­mer­ciali auto­riz­zati alla ven­dita di gior­nali che attra­verso altri canali quali il digi­tale, non è con­di­zione suf­fi­ciente di per se stessa a garan­tire un aumento delle vendite.

Men­tre in Fran­cia i 13 mag­giori gior­nali del Syn­da­cat de la Presse Quo­ti­dienne Natio­nale fanno qua­drato per pro­muo­vere le ven­dite nelle edi­cole con una cam­pa­gna stampa ad hoc, in Ita­lia gli edi­tori ritor­nano a caval­care la chi­mera delle liberalizzazioni.

Non si è mai visto mer­cato, incluso quello auto­mo­tive che pre­senta molte somi­glianze per logi­che distri­bu­tive, in cui i pro­dut­tori fanno la guerra al trade. In Ita­lia tocca vedere anche questo.

Chi si loda s'imbroda
Pubblicato il 3 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Chi si Loda s’Imbroda?

L’articolo di fact chec­king, di revi­sione cri­tica, rela­ti­va­mente alle dichia­ra­zioni di “straor­di­na­rio suc­cesso” di «L’Huffington Post Ita­lia»  ha avuto un’incredibile atten­zione in ter­mini di visite a que­sto spa­zio e di ampli­fi­ca­zione sociale, di con­di­vi­sione sui social [GRAZIE!].

Così è stato, com’era natu­rale che fosse, anche da parte dei diretti inte­res­sati che, a firma del Vice Diret­tore della testata in que­stione, hanno repli­cato con: “Una rispo­sta a chi dubita dei nostri dati”.

Tweet HuffPost

Pre­messo che, ovvia­mente, non vi sono que­stioni per­so­nali ma si tratta di altro tipo di que­stioni, di inte­resse a capire il vero anda­mento dei “new players” dell’informazione. Ana­liz­ziamo la “risposta”.

Gianni Del Vec­chio cita una ricerca che cono­sco molto bene aven­dola sin­te­tiz­zata nella prima metà di set­tem­bre, anche per­chè Human Hig­way, la società di ricer­che che ha rea­liz­zato per conto di Ban­zai lo stu­dio, tra l’altro, è stata in diverse occa­sioni part­ner in alcuni dei nostri lavori.

Citando i dati emer­genti dalla pre­ci­tata ricerca, si scrive che:

• Nel primo seme­stre del 2014 gli arti­coli di Huf­fing­ton Post hanno gene­rato quasi 20mila con­di­vi­sioni ogni giorno, risul­tati che lo col­lo­cano al set­timo posto nel pano­rama ita­liano, subito die­tro a Corriere.it e prima di Gaz­zetta, La Stampa, Sole 24 Ore, Libero, Leggo, Il Post;

• Si tratta di un incre­mento del 154% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (a scopo di para­gone, nello stesso periodo, Repub­blica è cre­sciuta del 54%, Il Fatto dell’86%, il Cor­riere del 7%);

• A livello medio, ogni arti­colo pub­bli­cato da Huf­fing­ton genera 350 con­di­vi­sioni, meglio di Cor­riere, Gaz­zetta, Lin­kie­sta, Il Post;

• Anche in que­sto caso, la cre­scita rispetto al primo seme­stre 2013 è del 131%;

• In que­sto momento gli utenti attivi dell’Huffington Post su Face­book sono il 43% della base fan, indice di un coin­vol­gi­mento della comu­nità che pochi in Ita­lia pos­sono vantare;

Si tratta di dati che solo par­zial­mente hanno a che vedere con l’engagement — che comun­que la Annun­ziata col­lo­cava al 50% circa e non al 43% — essendo le con­di­vi­sioni solo uno dei para­me­tri attra­verso i quali si moni­tora lo stesso, come mostra l’immagine sot­to­stante in caso di dubbi al riguardo.

Fan­page Karma mostra, come è stato scritto, che l’engagement è dello 0,1% e che il 74% dei fan della pagina Face­book inte­ra­gi­sce solo una volta. Che Huf­f­Post Ita­lia mostri, e dimo­stri, i pro­pri dati pub­bli­ca­mente così che pos­sano essere veri­fi­cati come lo sono que­sti. Sarebbe comun­que, a pre­scin­dere dalla que­stione spe­ci­fica, una dimo­stra­zione di aper­tura al con­fronto, alla socia­lità di cui stiamo parlando.

Engagement Rate Facebook

Più in gene­rale, pro­ba­bil­mente c’è biso­gno di una “ripas­sa­tina” ai basic delle metri­che dei social.

Infatti si pro­se­gue — e si con­clude — con:

• Sul fronte Twit­ter, si con­te­sta l’attività dell’account (“ha ret­wit­tato 26 volte [1% del totale dei tweet], ha rispo­sto — reply — 10 volte ed ha men­zio­nato 91 volte un account che non fosse il pro­prio”) ma l’engagement è un’altra cosa: è il numero di ret­weet, e men­zioni rice­vute, non quelle effettuate

Quella è la reach, gen­ti­lis­simo Del Vec­chio, non l’engagement. Non lo dico io ma Twit­ter, mi spiace.

Nes­suna rispo­sta viene invece sul fronte dei ricavi, che era il terzo punto del mio arti­colo di lunedì 29 set­tem­bre scorso, e sulla rile­vanza dell’home page di Repubblica.it sul totale degli utenti unici nel giorno medio.

Come, altret­tanto, nes­sun cenno viene fatto alla pro­messa effet­tuata all’esordio di non dare spa­zio a gos­sip nella terza colonna [quella dei “boxini mor­bosi” per inten­derci] che invece guar­dando quali sono gli arti­coli più clic­cati non par­rebbe essere stata man­te­nuta. Giu­di­cate voi.

Da anni lo scri­vente, ed i suoi incauti com­pa­gni di viag­gio, pro­vano ad instil­lare, per­lo­meno, il dub­bio che nell’online non è più pos­si­bile pren­dere le metri­che solo dal punto di vista quan­ti­ta­tivo ma che sia neces­sa­rio, forse indi­spen­sa­bile, anche quello qua­li­ta­tivo e che su que­sto serve un salto di qua­lità nelle ana­lisi dei dati. Il “celo­lun­ghi­smo”, i toni trion­fali, basati esclu­si­va­mente su ele­menti quan­ti­ta­tivi, ser­vono a poco a tutti.

Il mio, il nostro, fact chec­king va in que­sta dire­zione e pace se facendo que­sto si toc­cano alcune sen­si­bi­lità se ciò può con­tri­buire a riflet­tere meglio su come ana­liz­zare i dati. Que­sto è uno spa­zio aperto per tutti quelli che su que­sti temi [senza pre­giu­dizi o motivi auto­pro­mo­zio­nali] vogliano discu­terne, non a caso, fati­co­sa­mente, con le nostre sole forze, stiamo aprendo un’area com­mu­nity al suo interno.

Chi si loda s’imbroda?

Chi si loda s'imbroda

“Bonus track”: Defi­ning the Right Mea­su­re­ment for Your Digi­tal Strategy

Audience Periodici
Pubblicato il 30 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

I Periodici NON Sfondano Online

Dopo la pub­bli­ca­zione dei dati sulla total digi­tal audience dei news media del nostro Paese, abbiamo estra­po­lato dai dati Audi­web della total mobile e total digi­tal audience del mese di giu­gno 2014 i prin­ci­pali perio­dici, con cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea, pre­senti online.

Se si esclude Donna Moderna, il cui dato è però for­te­mente infi­ciato da 3BMeteo che rea­lizza una quota estre­ma­mente con­si­stente degli utenti unici del perio­dico in que­stione e che viene aggre­gato al suo interno mani­po­lando la realtà [*], la pre­senza dei perio­dici online è dav­vero ridotta, risicata.

Sia in ter­mini di utenti unici che di tempo speso i valori sono ai minimi ter­mini, in asso­luto ed in con­fronto con l’audience che i quo­ti­diani rie­scono ad attrarre. Anche testate con brand forti, quali Fami­glia Cri­stiana o Sor­risi e Can­zoni per citarne alcuni, stanno sotto i 5mila utenti unici nel giorno medio.

Clic­cando sull’infografica inte­rat­tiva è pos­si­bile vedere il det­ta­glio degli utenti unici da PC e da mobile

I perio­dici NON sfon­dano online…

[*] Aspetto con­fer­mato dalla NON pre­senza dei dati di Pano­rama che infatti ven­gono aggre­gati pour cause all’interno di quelli di TGCom24. La disin­for­ma­zione corre online. Quando pia­ni­fi­cate su delle testate fatevi dare il det­ta­glio dall’agenzia e/o dal cen­tro media. Mi sa che è meglio.

HUFF-POST22
Pubblicato il 29 settembre 2014 by Pier Luca Santoro, Massimo Gentile

Batti, Batti le Manine

Lucia Annun­ziata, uno dei pochi diret­tori di un gior­nale che con­ti­nua osti­na­ta­mente a non avere nep­pure un account Twit­ter, a due anni dalla nascita di Huf­f­Post Ita­lia ha pub­bli­cato un arti­colo auto-celebrativo in cui parla degli stra­bi­lianti suc­cessi della testata da lei diretta dall’esordio ad oggi.

Mi sono preso il tempo per fare un minimo di fact chec­king rispetto a quanto dichiara l’Annunziata.

Abbiamo 250mila fan su Face­book e 180mila fol­lo­wer su Twit­ter, con un enga­ge­ment della com­mu­nity che sfiora il 50% della base fan, uno dei più alti del settore.

Uti­liz­zando Fan­page Karma [se non lo cono­scete è l’occasione buona per] ho veri­fi­cato che il tasso di enga­ge­ment della pagina Face­book del quo­ti­diano si atte­sta al 5.9% ed il livello medio di inte­ra­zione sui post [la “bel­lezza” di 40/die] è dello 0.1%. Attra­verso Twi­to­nomy ho veri­fi­cato che dal 19 luglio al 27 set­tem­bre l’account Twit­ter ha ret­wit­tato 26 volte [1% del totale dei tweet], ha rispo­sto — reply — 10 volte ed ha men­zio­nato 91 volte un account che non fosse il pro­prio [21 delle quali per Mat­teo Renzi] su un totale di 3200 tweet effet­tuati nel periodo preso in considerazione.

Non mi appa­iono esat­ta­mente livelli di inte­ra­zione, di enga­ge­ment, stra­to­sfe­rici come dichia­rato. In caso di dubbi al riguardo basta con­sul­tare la ricerca di «Innova et Bella» su i Face­book Top New­spa­pers 2014 che infatti nep­pure nomina Huf­f­Post Ita­lia, anche se pro­ba­bil­mente, cer­cando di deco­di­fi­care, l’Annunziata in realtà si rife­ri­sce alla reach, alla por­tata della pagina Face­book, quando parla del “50% della base fan”. Come si dice a Milano, Offe­lee, fa el tò mestee [Pastic­ciere, fa’ il tuo mestiere].

2 Grande il suc­cesso del traf­fico da mobile che ormai è pari al 51% del totale.

E sono in effetti pro­prio I social net­work, i motori di ricerca e la cre­scita sul mobile ad aver cam­biato le fonti del nostro traf­fico. La fine­stra su Repubblica.it, che è stata fon­da­men­tale nel lan­cio di que­sta nostra testata, for­ni­sce oggi solo un terzo dei nostri accessi. 

Un terzo degli accessi — pari a circa 60mila utenti unici nel giorno medio — non sono esat­ta­mente bru­sco­lini. Anzi sono per l’esattezza la seconda fonte di traf­fico dopo i social [97% Face­book]. Un peso, quello di Repubblica.it, che va ben oltre le visite dirette e le visite da motori dei ricerca come mostra il gra­fico sottostante.

Gli accesi da mobile, secondo Audi­web, sono il 32%. Com­ples­si­va­mente la for­tis­sima dipen­denza da Repubblica.it e dai social indi­cano un basso tasso di fedeltà alla testata.

3 Que­sta ten­denza posi­tiva si riflette anche sui conti eco­no­mici. Chiu­de­remo il 2014 con un incre­mento dei ricavi del 19 per cento.

«L’Huffington Post Ita­lia» nel suo primo anno di vita ha rea­liz­zato meno di un milione di euro di ricavi ed altret­tanti di per­dite. Per l’esattezza 815mila euro di ricavi e 847mila euro di per­dite. Il 19% di cre­scita dei ricavi è pari a 154mila euro. A pre­scin­dere dal non tra­scu­ra­bile fatto che se le per­dite hanno seguito lo stesso anda­mento i conti della testata restano in rosso, sin­ce­ra­mente 154mila euro di fat­tu­rato pub­bli­ci­ta­rio in più non mi sem­brano un risul­tato stra­bi­liante per una testata con le ambi­zioni [ed il soste­gno] di cui gode — di Huf­f­Post Italia.

Batti, batti le manine…

HUFF-POST22

Audience Mobile News Giu 14
Pubblicato il 26 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

Total Digital Audience News Media Italia

Sono stati pub­bli­cati i dati Audi­web della total mobile e total digi­tal audience del mese di giu­gno 2014.

Abbiamo estra­po­lato gli utenti unici nel giorno medio per tutte le testate d’informazione ita­liane nazio­nali, o plu­ri­re­gio­nali, sia tra­di­zio­nali che pure players, rea­liz­zando l’infografica [in ordine alfa­be­tico] del totale degli utenti unici ed il det­ta­glio di quelli da PC e da mobile.

Se dai dati pub­bli­cati da Audi­web la frui­zione di inter­net da mobile [smart­phone e tablet] ha gene­rato il 58,5% del tempo totale speso online e, più in det­ta­glio, con 15 milioni di utenti unici nel giorno medio e 1 ora e 34 minuti di tempo speso per per­sona, l’accesso alla rete da device mobili supera l‘accesso da PC [12,9 milioni di utenti unici dai 2 anni in su, col­le­gati in media per 1 ora e 17 minuti], per i siti di news, tranne raris­sime ecce­zioni, come mostra la tabella sotto ripor­tata è esat­ta­mente il contrario.

Su un totale di 1 ora e 34 minuti da mobile, il tempo speso per le news rap­pre­senta una fra­zione estre­ma­mente ridotta, infi­ni­te­si­male. Inol­tre, sono solo tre le testate per le quali il tempo speso da mobile supera quello da PC.

Le news sono immo­bili, e non è sola­mente un pro­blema di device ma di tempo e livello di coinvolgimento/interesse.

Struttura Ricavi Quotidiani
Pubblicato il 22 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

Peggio di Ieri, Meglio di Domani

“Peg­gio di ieri, meglio di domani”. Potrebbe essere que­sta, in sei parole, la descri­zione di come siano andate le cose nell’industria edi­to­riale ita­liana dell’ultimo decen­nio, e di come con­ti­nuino ad andare anche oggi.

Ini­zia così il Rap­porto 2014 sull’industria dei quo­ti­diani in Ita­lia, rea­liz­zato dall’Associazione Stam­pa­tori Ita­liana Gior­nali [Asig] e dall’Osservatorio tec­nico Carlo Lom­bardi per i quo­ti­diani e le agen­zie di infor­ma­zione, pre­sen­tato que­sto fine set­ti­mana durante Wan-Ifra Ita­lia 2014.

La desk research si com­pone di 5 capi­toli: Il mer­cato dei let­tori, il mer­cato pub­bli­ci­ta­rio, gli indi­ca­tori eco­no­mici, la rete pro­dut­tiva, occu­pa­zione e retri­bu­zioni poli­gra­fi­che, ana­grafe dell’industria edi­to­riale, per un totale di 91 pagine asso­lu­ta­mente da leg­gere con la dovuta attenzione.

Oggi in Ita­lia si ven­dono poco più della metà delle copie che si ven­de­vano vent’anni fa. Dal 1990, anno del mas­simo sto­rico dif­fu­sio­nale con poco meno di sette milioni di copie gior­na­liere, si è scesi pro­gres­si­va­mente sino ad arri­vare attual­mente a meno di quat­tro milioni di copie; un calo del 45.3%. È chiaro che dun­que la crisi dei gior­nali venga da lon­tano. Il digi­tale ha sol­tanto acuito pro­blemi già esi­stenti e manifesti.

Il con­so­li­dato del primo seme­stre 2014 mostra come rispetto al totale della dif­fu­sione utile [ven­dite car­ta­cee, abbo­na­menti pagati, ven­dita copie digi­tali], il digi­tale rap­pre­senta ancora una quota mode­sta [12%], con­tro l’80% delle ven­dite in edi­cola e l’8% degli abbo­na­menti one­rosi, a pagamento.

Diffusione Quotidiani 1 sem 2014

Gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari, tra il 2004 ed il 2013, sulla stampa [quo­ti­diani + perio­dici] si ridu­cono di oltre la metà. Quello che col­pi­sce in par­ti­co­lare è l’andamento del fat­tu­rato medio per modulo pub­bli­ci­ta­rio che crolla del 54.4%. Il calo è dun­que mag­gior­mente legato al crollo dei listini pra­ti­cati più che alla ven­dita di spazi pub­bli­ci­tari di per se. Insomma, nel com­plesso, si vende lo stesso numero di spazi ma ad un valore dra­sti­ca­mente più basso.

Fatturato Medio per Modulo

I pro­dotti e ser­vizi digi­tali rap­pre­sen­tano una nuova fonte di ricavo per l’industria edi­to­riale, ma la strada da per­cor­rere per­ché il busi­ness edi­to­riale possa soste­nersi sol­tanto — o in pre­va­lenza — sul digi­tale è ancora molto lunga. La quota di fat­tu­rato rap­pre­sen­tata attual­mente dalla ven­dita di pro­dotti, ser­vizi e pub­bli­cità digi­tale da parte delle aziende edi­trici di quo­ti­diani di tutto il mondo è del 7%, e si pre­vede che tra oggi e il 2017 que­sta per­cen­tuale possa salire a non oltre il 10% del fat­tu­rato complessivo.

Struttura Ricavi Quotidiani

Il costo del lavoro, di cui tanto si è discusso con il Pre­si­dente dell’OdG Enzo Iaco­pino e Franco Siddi, Segre­ta­rio gene­rale della Fede­ra­zione Nazio­nale della Stampa Ita­liana, durante la pre­sen­ta­zione del rap­porto dell’Ordine dei Gior­na­li­sti sul Gior­na­li­smo Digi­tale in Ita­lia, rap­pre­senta il 35% del totale dei costi nelle aziende edi­trici di quo­ti­diani. Sono invece i ser­vizi, che per le imprese edi­to­riali sono costi­tuiti essen­zial­mente dal ser­vi­zio di distri­bu­zione delle copie e dalla stampa presso terzi per que­gli edi­tori che non dispon­gono di cen­tri stampa gestiti direttamente.

Come dicevo durante la pre­sen­ta­zione, e come ho sot­to­li­neato in molte altre occa­sioni, lavo­rare, final­mente, all’informatizzazione delle edi­cole, al di là di ogni altra pos­si­bile con­si­de­ra­zione, por­te­rebbe un saving signi­fi­ca­tivo sulla distri­bu­zione e sui costi delle rese che andrebbe ad impat­tare diret­ta­mente sui ricavi.

Composizione Costi

LINKiesta
Pubblicato il 18 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

LINKiesta Sospende le Pubblicazioni?

In poche righe, senza lo strac­cio di firma di un diret­tore respon­sa­bile, o altro, chiude LINKiesta?

Com­ment is free

LINKiesta

 

Update 16:15: Pochi minuti fa sulla pagina Face­book della testata in que­stione è apparso quanto sotto ripor­tato. Resta il fatto che, comun­que sia, in caso di manu­ten­zione [del sito e/o del Diret­tore] il comu­ni­cato sul sito lascia più di qual­che per­ples­sità sulla sorte della testata che tanti pro­blemi economico-finanziari ha avuto durante la sua vita.

LINKiesta FB

Total Digital Audience Maggio 2014
Pubblicato il 15 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

La Total Digital Audience dei Quotidiani Italiani

Sono stati pub­bli­cati i dati Audi­web rela­tivi a Mag­gio 2014 della “total digi­tal audience”, degli utenti sia da PC che, final­mente, da mobile.

Ho sele­zio­nato i prin­ci­pali quo­ti­diani main­stream, le prin­ci­pali testate che hanno una cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea per veri­fi­care il peso del mobile sul totale degli utenti unici nel giorno medio e il valore delle visite da mobile in ter­mini di pagine viste, quelle che gene­rano reddito.

La Stampa, tra le testate prese in con­si­de­ra­zione, è il sin­golo gior­nale con la mag­gior inci­denza di utenti da mobile [31%]. All’estremo oppo­sto Il Gior­nale con il 17%.

I gra­fici inte­rat­tivi sot­to­stanti for­ni­scono il det­ta­glio di utenti unici totali, utenti da PC, da mobile, ed inci­denza del mobile sul totale per cia­scun quotidiano.

Per la stra­grande mag­gio­ranza delle testate il numero di pagine viste da mobile ha un inci­denza deci­sa­mente ridotta rispetto a quella rile­vata in ter­mini di utenti unici. Chi visita da mobile fa meno pagine viste.

Con il cre­scente uti­lizzo di inter­net in mobi­lità, si tratta dell’ennesima evi­denza di come, a pre­scin­dere da tutte le altre pos­si­bili con­si­de­ra­zioni sul tema, le pagine viste NON deb­bano essere il para­me­tro prin­ci­pale di valu­ta­zione [e di resa eco­no­mica] per l’informazione online.

Ad per­pe­tuam rei memoria [*]

Su tempo di per­ma­nenza, pagine viste [e din­torni] da leg­gere: “From Rela­ted Sto­ries to Rela­ted Knowledge”

[*] A per­pe­tua memo­ria della cosa.

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