Pubblicato il 22 gennaio 2010 by Pier Luca Santoro

The opposite of open is theirs

Il New York Times risponde ai dubbi, alle domande, dei suoi let­tori rela­ti­va­mente alla deci­sione [che dalla pri­ma­vera 2010 viene spo­stata al 2011] di far pagare i con­te­nuti dell’edizione on line del quotidiano.

Visti i risul­tati di chi ha effet­ti­va­mente intra­preso la strada del paga­mento, non limi­tan­dosi alle dichia­ra­zioni d’intenti, non ci sarebbe da stu­pirsi se nella realtà dei fatti l’idea di far pagare i con­te­nuti non venisse realizzata.

Per­so­nal­mente ritengo che, al di là di ogni altra pos­si­bile con­si­de­ra­zione sul tema, le bar­riere siano con­ce­pite nell’ipotesi di non avere una cre­scita di audience.  Le bar­riere per defi­ni­zione costi­tui­scono un limite, un freno.

Sotto que­sto pro­filo è di una luci­dità straor­di­na­ria la sin­tesi effet­tuata da David Wein­ber­ger che afferma:  « the oppo­site of “open” is “theirs.” ». Non credo sia pos­si­bile miglior rispo­sta all’idea dei quo­ti­diani di far pagare i con­te­nuti on line.

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