data journalism

La mappa dei migranti morti mentre raggiungevano l'Europa: 23 mila in 14 anni
Pubblicato il 18 giugno 2014 by Andrea Nelson Mauro

Dataninja vince i Data Journalism Awards

Data­ni­nja ha vinto i Data Jour­na­lism Awards con il pro­getto The Migrants Files (su Twit­ter #Migran­tsFi­les) nella cate­go­ria “Best story on a sin­gle topic”. La mappa inclusa in que­sto arti­colo, rea­liz­zata per il pro­getto (al quale abbiamo dedi­cato anche un blog ita­liano) mostra i luo­ghi dove 23 mila migranti sono morti nel ten­ta­tivo di rag­giun­gere l’Europa tra il 2000 e il 2013. È un onore per noi e ci piace rac­con­tarlo qui su Data­me­dia­hub (pro­getto che abbiamo avviato con Ales­sio Cima­relli insieme a Mas­simo Gen­tile, Pier Luca San­toro e Lelio Simi), anche per­ché in que­sta cate­go­ria la giu­ria ha pre­miato que­sta inchie­sta, pre­fe­ren­dola a lavori dav­vero ecce­zio­nali rea­liz­zati da New York Times, Pro­Pu­blica e La Nacion, un risul­tato da “Davide e Golia” che ci sti­mola a lavo­rare meglio e dimo­strare che anche qui dall’Italia pos­siamo dire la nostra nel con­te­sto del data jour­na­lism globale.

Il pro­gettoL’inchiesta è stata con­dotta da un team euro­peo di 10 gior­na­li­sti (tra loro anche il net­work Jour­na­lism++) e una pub­bli­ca­zione simul­ta­nea il 31 marzo 2014 su 9 gior­nali in 6 Paesi diversi e ovvia­mente 6 lin­gue diverse più l’inglese (Ita­lia, Spa­gna, Ger­ma­nia, Sve­zia, Sviz­zera, Fran­cia). Nel nostro Paese l’inchiesta è stata pub­bli­cata su L’Espresso. Il pre­mio di € 2000 sarà devo­luto a Gabriele Del Grande (per il pro­getto “Io sto con la sposa”) e Uni­ted for Inter­cul­tu­ral Action

Media part­ner — Era­vamo anche Media Part­ner dell’evento (a Bar­ce­lona dall’11 al 13 giu­gno) e ci ha fatto molto pia­cere anche per­ché siamo stati con­tat­tati diret­ta­mente da Glo­bal Edi­tors Net­work, e que­sta cosa ci ha con­vinti ancora di più che avere un pro­filo euro­peo e inter­na­zio­nale sia una chiave fon­da­men­tale per noi. Di seguito una mini­gal­lery con alcune foto dell’evento di Bar­ce­lona (c’è anche un #sel­fie con Paul Stei­ger, fon­da­tore di Pro­Pu­blica, al quale ci siamo pre­sen­tati e che ci ha intrat­te­nuti molto pia­ce­vo­le­mente spie­gan­doci alcuni aspetti del lavoro a Pro­Pu­blica). A seguire il video di pre­sen­ta­zione dell’inchiesta “The Migrants Files” mostrato durante la pre­mia­zione. Per chi fosse inte­res­sato, tutti i lavori e i pro­getti rea­liz­zato con Data­ni­nja sono dispo­ni­bili su Dataninja.it

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Pubblicato il 25 maggio 2014 by Andrea Nelson Mauro

Personaggi da seguire: Giannina Segnini, regina del giornalismo investigativo

Tra i per­so­naggi più inte­res­santi del mondo del data jour­na­lism c’è Gian­nina Segnini (@gianninasegnini), regina dei dati a al gior­nale argen­tino La Nacion. Segnini è forse la prima data jour­na­list al mondo a pub­bli­care in maniera siste­ma­tica i dati sui quali si sono basate le inchie­ste del suo team, e lo ha fatto in un grande gior­nale con tutte le com­ples­sità che le strut­ture grandi deter­mi­nano. La meto­lo­gia ha gui­dato la sua atti­vità. In que­sto arti­colo alcune delle cose che ha rea­liz­zato: vale la pena approfondire.

Chi­cas Pode­ro­sas | Gian­nina Segnini: The queen of inve­sti­ga­tive jour­na­lism.

Di seguito invece la regi­stra­zione di un work­shop di ONA al Festi­val del Gior­na­li­smo, nel quale Segnini è stata inter­vi­sta. L’intervista è di Ales­san­dro Cap­pai (@alessandro_c), tra i prin­ci­pali ani­ma­tori di ONA Ita­lia.
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Pubblicato il 23 maggio 2014 by Andrea Nelson Mauro

Come costruire mappe elettorali in diretta con CartoDB

Car­toDB, ormai lea­der mon­diale di map­ping (secondo me ha di gran lunga supe­rato Goo­gle Fusion Table come affi­da­bi­lità, fun­zio­na­lità e uti­lizzo), pub­blica un post per spie­gare come costruire mappe elet­to­rali con i pro­pri stru­menti. E’ pos­si­bile anche costruire le mappe con un aggior­na­mento dei dati live e al link che segue è dispo­ni­bile qual­che indi­ca­zione in merito.

Car­toDB | Blog, Elec­tion maps with the power and beauty of Car­toDB.

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Pubblicato il 21 maggio 2014 by Andrea Nelson Mauro

Il bilancio dell’hackathon a #ijf14: Video | #hackijf14

Il data jour­na­lism è morto, lunga vita al gior­na­li­smo! Que­sta frase pro­vo­ca­to­ria scelta come titolo per l’hackathon (#hackijf14) che abbiamo orga­niz­zato il 2 mag­gio a #ijf14, il Festi­val del Gior­na­li­smo di Peru­gia 2014 come Data­me­dia­hub & Data­ni­nja si è rile­vata vero­si­mile, per­ché i risul­tati lo hanno dimo­strato. Ormai gli skills del data jour­na­lism stanno per­va­dendo il gior­na­li­smo nostrano in ogni modo: a Peru­gia hanno lavo­rato (non solo par­te­ci­pato) circa 50 journo-hacker inces­san­te­mente, sud­di­visi in otto gruppi.

  • Cia­scun gruppo ha pro­dotto — lo dico libe­ra­mente per­ché all’evento ho fatto solo un po’ di coa­ching in giro per i tavoli — ottimi risul­tati costruendo sto­ry­tel­ling par­tendo dai dati, estraendo sto­rie di ogni tipo, e pub­bli­cando otto post su una sezione dedi­cata della nostra “Data­ni­nja School”.
  • I temi trat­tati sono gior­na­li­sti­ca­mente molto rile­vanti. In ordine sparso: sanità, fondi euro­pei e per l’innovazione, ste­reo­tipi di genere, poli­tica e tv, uni­ver­sità e social net­work, realtà non-profit, meteo su twitter.
  • Tutti gli otto gruppi hanno pre­sen­tato ogni sin­golo lavoro durante il panel sugli “hac­ka­thon results” l’indomani mat­tina in una sala stra­colma (e pur­troppo un po’ pic­cola — di que­sto mi scuso con chi non è riu­scito ad entrare).
  • L’evento è stato par­ti­co­lar­mente impat­tante anche sui social (siamo stati Trend Topic su Twit­ter al terzo posto, per un’oretta per­sino più in alto dell’account uffi­ciale del Festi­val #ijf14)

Gra­zie a Luca Cor­sato (@lucacorsato) per il video di fine evento rea­liz­zato per l’occasione e che includo qui (Luca è anche autore di un post molto inte­res­sante sul tema degli hac­ka­thon, che vale dav­vero la pena di leg­gere per­ché pone il problema-rischio tra volon­ta­riato e lavoro pagato).

Pubblicato il 20 maggio 2014 by Andrea Nelson Mauro

Aron Pilhofer al Guardian

Aron Pilho­fer lascia il New York Times per appro­dare al Guar­dian. La noti­zia è stata dif­fusa con un tweet da Wol­fang Blau (che al Guar­dian è Direc­tor of Digi­tal Stra­tegy). E’ una noti­zia di grande rile­vanza anche per­ché non si tratta solo dei due più impor­tanti gior­nali al mondo, ma anche di gruppi edi­to­riali che pun­tano su stra­te­gie molto dif­fe­renti (il Guar­dian votato fin qui all’Open Jour­na­lism men­tre il NYT è stato tra i più stre­nui soste­ni­tori del pay­wall, come spie­gato da Lelio Simi in que­sto arti­colo). L’annuncio sul sito del Guar­dian è qui.

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Pubblicato il 18 marzo 2014 by Andrea Nelson Mauro, Pier Luca Santoro

Società dell’Informazione: il Ritmo di Crescita delle Regioni in 10 anni | Mappa interattiva

Abbiamo appena supe­rato i 25 anni dalla nascita, almeno quella con­si­de­rata uffi­ciale, di Inter­net. Nicola Bruno per l’occasione ha rea­liz­zato un’infografica che riper­corre in det­ta­glio gli effetti di quella che è stata, ed è, la più grande rivo­lu­zione di tutti i tempi per la comu­ni­ca­zione [intesa come “comu­ni­ca­zione tra gli indi­vi­dui”, come dice Tim Berners-Lee].

Inter­net signi­fica infra­strut­ture, tec­no­lo­gie, ed ovvia­mente  cul­tura digi­tale. Da que­sto punto di vista, come sono cam­biati i ter­ri­tori nei quali viviamo? E, soprat­tutto, con quale ritmo?

Per rispon­dere a que­sta domanda abbiamo preso gli indi­ca­tori Istat sulla società dell’informazione, con l’obiettivo di misu­rare que­sto ritmo di cre­scita regione per regione. Com’è cam­biata la dif­fu­sione di Inter­net, com’è cam­biato il suo uso nelle fami­glie, nelle aziende, nelle pub­bli­che ammi­ni­stra­zioni tra il 2003 e il 2013. Quali sono gli effetti con­creti di que­sta rivo­lu­zione in un ter­ri­to­rio, l’Italia, che ha sem­pre mostrato tutta una serie di grandi dispa­rità tra Nord e Sud.

Le mappe sotto ripor­tate mostrano  i ritmi di cre­scita della dif­fu­sione di inter­net attra­verso dei car­to­grammi che rap­pre­sen­tano le regioni ita­liane defor­mate e colo­rate [dall’azzurro al rosso] in base ai valori di rife­ri­mento. Le regioni del Sud sono quelle inte­res­sate da un ritmo di cre­scita ele­va­tis­simo per quanto riguarda tutti i para­me­tri ana­liz­zati, dal grado di dif­fu­sione di inter­net nelle fami­glie alla dif­fu­sione dei siti web per le imprese, pas­sando per il grado di uti­lizzo di Inter­net nelle imprese e la banda larga nelle ammi­ni­stra­zioni locali.

Resta forte però il diva­rio tra il sud ed il nord del Paese, spac­cato anche in que­sto caso ahi noi, con il Tren­tino Alto Adige che ha un grado di dif­fu­sione di Inter­net nelle fami­glie del 66.9% e la Cam­pa­nia fana­lino di coda al 51.2%. Dispa­rità che cre­sce ulte­rior­mente per quanto riguarda il mondo impren­di­to­riale con l’83% delle imprese del Tren­tino Alto Adige che hanno un sito web e, ultima la Cala­bria al 50.1%.

Col­pi­sce il dato su il grado di uti­lizzo di Inter­net nelle imprese che mostra tassi di cre­scita deci­sa­mente infe­riori agli altri para­me­tri ana­liz­zati e, soprat­tutto, ha indici di pene­tra­zione bas­sis­simi con il Lazio al 51.4%, seguito dal Pie­monte al 41.4%, e la Basi­li­cata, ultima, al 21.5%. Se il dato risente cer­ta­mente delle limi­ta­zioni spesso impo­ste nei luo­ghi di lavoro, resta un ele­mento di forte pre­oc­cu­pa­zione sulle pro­spet­tive di svi­luppo digi­tale del Paese.

Fonte dei dati e istru­zioni per la cor­retta inter­pre­ta­zione dei dati visua­liz­zati dalle mappe: La mappa dell’Italia è vista, e “defor­mata”, secondo gli “Indi­ca­tori ter­ri­to­riali per le poli­ti­che di svi­luppo — Società dell’informazione” dif­fusi da Istat nel 2014 [xls]. Le mappe visua­liz­zano le varia­zioni per­cen­tuali nel periodo 2003–2013 — aggior­nati al gen­naio 2014 — per cia­scun indi­ca­tore, ad esclu­sione dei dati rela­tivi all’utilizzo del PC nelle imprese per i quali ci si ferma al 2007.

Le super­fici delle regioni aumen­tano o dimi­nui­scono in base al ritmo di cre­scita di ogni indi­ca­tore. In azzurro i valori minimi, in rosso i valori mas­simi. Sele­ziona un indi­ca­tore dal menu a ten­dina per visua­liz­zare i rela­tivi dati sulla mappa. Muovi il mouse sulla mappa per visua­liz­zare i valori delle sin­gole regioni.

Il nostro, minimo, con­tri­buto all’agenda digitale.

Bonus track: qui i dati ela­bo­rati con le varia­zioni per­cen­tuali, e invece qui i dati pub­bli­cati da Istat

Gra­fica a cura di Ales­sio Cima­relli e Andrea Nel­son Mauro.Testo di Pier Luca San­toro e Andrea Nel­son Mauro.

Casa DataMediaHub
Pubblicato il 13 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

Pre-emption DataMediaHub

Come anti­ci­pavo qual­che giorno fa il 2014 deve essere, e sarà, l’anno del fare, dello spe­ri­men­tare. Meno “chiac­chiere” e più azione come, a modo suo, invi­tava a fare Elvis Presley.

Nasce oggi Data­Me­dia­Hub. L’idea di fondo è quella di creare un hub sui media ita­liani e sul gior­na­li­smo, aggre­gando dati sul tema e pre­sen­tan­doli con una forma gra­fica inte­rat­tiva che abbia un impatto visivo e, soprat­tutto, che aiuti la com­pren­sione dei fenomeni.

L’ambito di inter­vento sarà rela­tivo esclu­si­va­mente alla realtà ita­liana, even­tuali dati ed ana­lisi su media, comu­ni­ca­zione e gior­na­li­smi dall’estero saranno inse­riti esclu­si­va­mente come ele­mento di raf­fronto con la realtà nazio­nale nostrana. Ver­ranno inse­riti tutti i dati rela­tivi ai diversi media, agli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari ed al mondo dell’informazione nel senso più ampio del termine.

Le diverse visua­liz­za­zioni, oltre alla pre­ci­tata inte­rat­ti­vità, si distin­gue­ranno per essere ele­mento di sin­tesi e di com­pren­sione dei feno­meni. Ogni visua­liz­za­zione sarà sem­pre cor­re­data da una intro­du­zione meto­do­lo­gica “tec­nica” su scelta del tipo di visua­liz­za­zione e da un com­mento, un’interpretazione del signi­fi­cato del dato. A que­sti ele­menti, sem­pre con cadenza gior­na­liera, si aggiun­gerà una rap­pre­sen­ta­zione ico­nica di fatti atti­nenti ai temi trattati.

In que­sta fase in un’ottica “web 2.0” chie­de­remo alle per­sone, a voi tutti, come strut­tu­rare il sito e, soprat­tutto, quali infor­ma­zioni e che tipo­lo­gia di visua­liz­za­zioni pos­sano essere di loro inte­resse. A tale scopo, oltre ai con­sueti canali social, sarà aperta all’interno del sito un’area com­mu­nity per rac­co­gliere idee, ade­sioni e, per­chè no, critiche.

Oggi abbiamo cari­cato una breve pre-emption, una dichia­ra­zione di intenti, sul tipo di lavoro che inten­diamo fare, ed un assag­gio del for­mat gra­fico che avremmo pen­sato di adottare.

Dalla pros­sima set­ti­mana con­ti­nuerà il work in pro­gress, spe­riamo con il con­tri­buto di tutti coloro che vor­ranno col­la­vo­rare al pro­getto, con l’apertura pro­gres­siva delle varie aree di DataMediaHub.

Se avete voglia di ini­ziare a dire la vostra sul pro­getto potette farlo attra­verso Twit­ter, Face­book e, se non vi basta lo spa­zio, anche per posta elet­tro­nica. Ben [ri]trovati.

Casa DataMediaHub

SoDOMM
Pubblicato il 20 ottobre 2013 by Pier Luca Santoro

SoDOMM

Digi­mind, società di moni­to­rag­gio dei social media, durante la seconda metà di set­tem­bre ha con­dotto un’analisi degli account Twit­ter di tre testate tra­di­zio­nali [@Nytimes, @WSJ, @Usatoday] e tre all digi­tal [@Buzzfeed, @Mashable, @HuffPost] per veri­fi­care il potere di ampli­fi­ca­zione di “new media” e “old media”.

I risul­tati, sin­te­tiz­zati nell’infografica sot­to­ri­por­tata, mostrano una net­tis­sima pre­do­mi­nanza delle testate tra­di­zio­nali. La ten­denza è quasi la mede­sima anche nel nostro Paese come mostrano i dati di UAC Meter, stru­mento di osser­va­zione e ana­lisi della dif­fu­sione dell’informazione online sui social network.

Evi­denza di come i social media siano, anche, mezzi di distri­bu­zione e dif­fu­sione dei mass media, come segna­lava Tom Forem­ski, auto­re­vole [ex] gior­na­li­sta del «Finan­cial Times», che ne ha  rias­sunto l’idea appunto con l’acronimo di SoDOMM [The Social Distri­bu­tion of Mass Media]. Evi­denza inol­tre, sia del pas­sag­gio dall’impression all’expression, dalla pura espo­si­zione ai con­te­nuti di un media a quello di let­tura, apprez­za­mento e con­di­vi­sione, che del pas­sag­gio dallo user gene­ra­ted con­tent allo user ampli­fied content.

Il tasso di ampli­fi­ca­zione sociale delle noti­zie di una testata diventa così un indice che esprime ade­sione, con­senso o dis­senso, par­te­ci­pa­zione e coin­vol­gi­mento, ma anche ele­mento di misu­ra­zione del “valore” del brand delle testate.

SoDOMM

Social Inability ijf13
Pubblicato il 27 aprile 2013 by Pier Luca Santoro

Social [In]Ability

Avevo pro­messo che avrei segna­lato a coloro che non aves­sero potuto essere pre­senti l’url per la diretta strea­ming del panel di mer­co­ledì 24 scorso sulle stra­te­gie di pre­senza nelle reti sociali da parte dell’informazione ita­liana. Pro­messa che mio mal­grado non sono stato in grado di man­te­nere per motivi tecnici.

Sono ora in grado di rime­diare, di con­sen­tire a chi fosse inte­res­sato di vedere ed ascol­tare con­tri­buti ed opi­nioni emersi. Se in que­sto gri­gio sabato, dal punto di vista mete­reo­lo­gico,  ave­ste voglia di rita­gliarvi un’oretta di tempo per ascol­tare i con­tri­buti dei diversi rela­tori sul tema non vi resta che sedervi como­da­mente e guar­dare il video sottostante.

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