crisi editoria

Volumi annui Quotidiani
Posted on 23 giugno 2015 by Pier Luca Santoro

Rapporto 2015 sull’Industria dei Quotidiani in Italia

Nell’ambito dei  lavori di Wan-Ifra Ita­lia 2015, la con­fe­renza inter­na­zio­nale dell’industria edi­to­riale e della stampa ita­liana pro­mossa da Wan-Ifra [Asso­cia­zione mon­diale degli edi­tori] e Asig [Asso­cia­zione Stam­pa­tori Ita­liana Gior­nali] della scorsa set­ti­mana, è stato pre­sen­tato il Rap­porto 2015 sull’Industria dei Quo­ti­diani in Italia.

La desk research a cadenza annuale, giunta alla 16esima edi­zione, rias­sume i dati rela­tivi a: anda­mento e pro­spet­tive del mer­cato dei quo­ti­diani, anda­mento del mer­cato pub­bli­ci­ta­rio, anda­mento, ten­denze e pro­spet­tive occu­pa­zio­nali, anda­mento retri­bu­tivo e costo del lavoro poli­gra­fico, trend tec­no­lo­gici e di mer­cato in atto.

Per com­pren­dere, o meglio per avere con­ferma dell’aria che tira, bastano le con­clu­sioni del con­si­glio diret­tivo dell’Asig nell’introduzione al rap­porto 2015: “Nell’edizione 2011 di que­sto Rap­porto pub­bli­cammo una “mappa dell’estinzione dei quo­ti­diani”, rea­liz­zata da un cen­tro di con­su­lenza austra­liano, che indi­cava nazione per nazione la data di scom­parsa dei gior­nali quo­ti­diani: per l’Italia, l’anno x era stato fis­sato nel 2027. Allora ci sem­brava la solita esa­ge­ra­zione del fana­tico futu­ro­logo di turno, da archi­viare con un sor­riso e magari con qual­che rituale sca­ra­man­tico. Ma oggi, in tutta one­stà, pos­siamo dirci asso­lu­ta­mente certi che tra dieci anni in Ita­lia i quo­ti­diani esi­ste­ranno ancora?”

Dati, già pub­bli­cati all’interno di Data­Me­dia­Hub [qui, qui, qui] che lasciano pur­troppo poco spa­zio all’ottimismo. La crisi eco­no­mica gene­rale del nostro Paese si è tra­dotta in una signi­fi­ca­tiva con­tra­zione della dif­fu­sione e dei fat­tu­rati pub­bli­ci­tari, alla quale ha fatto riscon­tro una note­vole ridu­zione delle testate e degli sta­bi­li­menti di pro­du­zione. In forte calo l’occupazione, rista­gnano i livelli retri­bu­tivi degli addetti del set­tore, in grande sof­fe­renza il fondo inte­gra­tivo di set­tore, dove per ogni lavo­ra­tore attivo ci sono quasi quat­tro pensionati.

All’interno del rap­porto vi sono due aspetti che più di altri atti­rano l’attenzione.

Il primo riguarda l’elevato livello di inef­fi­cienza del sistema distri­bu­tivo, della filiera tra­di­zio­nale del car­ta­ceo, che pro­duce un’incidenza dei resi del 31% rispetto al 14% di inci­denza in Fran­cia. La con­ferma, se neces­sa­rio, di quello che scri­ve­vamo pochi giorni fa nelle con­clu­sioni sull’ana­lisi rela­tiva ai prin­ci­pali cin­que gruppi edi­to­riali quo­tati in borsa.

Infatti, come ricorda Gianni Pao­lucci, pre­si­dente dell’Asig, la ver­sione car­ta­cea dei quo­ti­diani rap­pre­senta ancora oggi il grosso dei ricavi, come dimo­strano, anche, le nostre ana­lisi, ma non si è data la giu­sta atten­zione a quella che è la cash cow della stampa. L’informatizzazione delle edi­cole lan­gue in una legge disat­tesa da ormai tre anni alla quale era legata sia l’area di finan­zia­mento pub­blico ai gior­nali che i bene­fici di razio­na­liz­za­zione dei resi e di gestione delle infor­ma­zioni. Un aspetto che potrebbe, secondo le mie stime, gene­rare un recu­pero con­tri­bu­tivo tra il 10 ed il 15%, ripor­tando fuori dal rosso il com­parto e dando ossi­geno, cassa, per affron­tare con mag­gior sere­nità l’area digi­tale. Tema al quale ho dedi­cato un libro due anni fa e che, visto l’immobilismo, credo sia ancora di cocente attualità.

Il gra­fico sot­to­stante mostra  il det­ta­glio del periodo 2011–2014 per quanto riguarda anda­mento copie ven­dute, abbo­na­menti, copie gra­tuite, e resi, evi­den­ziando come l’incidenza della resa sia ulte­rior­mente peg­gio­rata nel periodo preso in con­si­de­ra­zione pas­sando dal 28.9% del 2011 al 31% del 2014. Ulte­riore con­ferma di quanto col­pe­vole sia stato l’immobilismo, anche, su que­sto fronte negli ultimi anni rispetto alla road­map teo­riz­zata e mai messa in pratica.

L’altro aspetto è rela­tivo alla crisi della rac­colta pub­bli­ci­ta­ria che com­ples­si­va­mente influi­sce in maniera mag­gior­mente  nega­tiva rispetto al calo di ven­dita di copie docu­men­tato nel gra­fico sopra riportato.

Nel 2000, anno in cui il mer­cato pub­bli­ci­ta­rio ita­liano rag­giunse i mas­simi valori, i ricavi pub­bli­ci­tari rap­pre­sen­ta­vano il 58% dei ricavi com­ples­sivi dei quo­ti­diani, dive­nuti il 38.5% nel 2014 por­tando di riflesso l’incidenza delle ven­dite sul totale dei ricavi al 61.5%. Insomma quasi due terzi dei ricavi deriva dalle ven­dite di copie ma la gestione è incon­si­stente ad essere magnanimi.

Inol­tre, come mostra il gra­fico con­te­nuto all’interno del rap­porto, la crisi è cer­ta­mente strut­tu­rale ma la ridu­zione della rac­colta pub­bli­ci­ta­ria per i quo­ti­diani è in buona parte frutto del crollo dei listini. Infatti, fatto 100 il 2008 il calo a fine 2014 è del 29% a spazi men­tre è di ben il 54%, quasi il dop­pio, a valore come evi­den­ziavo di recente.

In Ita­lia sostan­zial­mente non esi­stono listini pub­blici dei prezzi delle inser­zioni pub­bli­ci­ta­rie e quando esi­stono sono poco più che sim­bo­lici con sconti che pos­sono arri­vare sino al 90% non solo in fun­zione del livello di investimento.

L’adv è morto, o comun­que mori­bondo, e i modelli di busi­ness che si basano solo su quest’area hanno la stessa pro­spet­tiva. Chi pensa che la carta rap­pre­sen­terà la haute cou­ture, men­tre i ser­vizi digi­tali saranno il pret-a-porter, ragiona ancora secondo schemi obso­leti, senza futuro.

Spazi e Fatturati Adv Quotidiani

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Posted on 17 giugno 2015 by Pier Luca Santoro

Post-it

Le noti­zie di oggi su media e comu­ni­ca­zione che, secondo noi, non potete perdervi.

  • No Hash­tag — Twit­ter ha dif­fuso i risul­tati di un suo stu­dio secondo il quale i tweet che non inclu­dono un hash­tag o una @mention gene­rano il 23% in più di click.
  • Rivolta sulla Carta — I Cdr della Poli­gra­fici [di Qn, il Resto del Car­lino, La Nazione e il Giorno] con­te­stano all’editore di avere tagliato per rispar­miare le “maz­zette” dei gior­nali su carta ad uso delle reda­zioni del gruppo, sosti­tuen­dole con le edi­zioni online, e hanno deciso di acqui­stare a pro­prie spese gli abbo­na­menti cartacei.
  • Social Media Col­la­bo­ra­tion Tools — Se lavo­rate e/o coor­di­nate un social media team que­sto elenco di 14 essen­tial social media col­la­bo­ra­tion tools vi sarà dav­vero utile. Per­so­nal­mente non ne cono­scevo circa la metà di quelli segnalati.
  • Gior­na­li­smo Impren­di­to­riale — Le testate di quasi tutto il mondo tagliano costi par­tendo dai posti di lavoro e la pos­si­bi­lità di un posto fisso per chi approc­cia la pro­fes­sione o ne viene espulso è dav­vero ridotta ai minimi ter­mini. Ecco allora spun­tare siti web indi­pen­denti aperti da gior­na­li­sti ed in alcuni casi si tratta di spe­ri­men­ta­zioni dav­vero interessanti.
  • 10 Sta­ti­sti­che sui Social Media — Recap utile ed inte­res­sante delle più recenti sta­ti­sti­che e ricer­che sui social media.
  • Apo­ca­lypse Now  —  Una foto­gra­fia cruenta, e inte­res­sata, dello stato attuale di gior­nali [e gior­na­li­smo]. Non ne con­di­vido le con­clu­sioni pour cause ma vale comun­que la let­tura l’articolo “Il gior­na­li­smo non fa più noti­zia” pub­bli­cato ieri su Avvenire.
  • Big Data & Real Time Mar­ke­ting — Lan­ciato sul mer­cato Pin­point, tool di ana­ly­tics dei big data dei social per com­pren­dere, e caval­care, i tren­ding topics, e più in gene­rale i trend, “Oreo style”.

Altre noti­zie e segna­la­zioni su media e comu­ni­ca­zione nella nostra pagina Face­book e, ovvia­mente, su Twit­ter. Buona lettura.

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Posted on 8 giugno 2015 by Pier Luca Santoro

World Press Trends 2015

WAN-IFRA, l’associazione inter­na­zio­nale che rap­pre­senta le 3mila media com­pa­nies più impor­tanti al mondo, ha pub­bli­cato, come ogni anno, l’edizione 2015 di World Press Trends.

Takea­ways:

  • 2.7 miliardi di per­sone, il 45% di tutti gli adulti, leg­gono un gior­nale di carta e 800 milioni di per­sone, il 42% di tutti gli utenti Inter­net da destop, leg­gono un gior­nale in for­mato digitale/online.
  • Le “3D” dei ricavi per l’industria dell’informazione sono: disrup­ted, digi­tal, diversified.
  • I ricavi da ven­dite ed adver­ting per il car­ta­ceo sono state 92 miliardi dol­lari nel 2014, 87 miliardi di dol­lari invece le reve­nues da ven­dite ed adver­ting per il digitale/online.
  • Negli ultimi 5 anni in Europa la dif­fu­sione dei gior­nali di carta è calata del 21.3%. Nel 2014 il calo è stato del 4.5% rispetto all’anno precedente.
  • Nel 2014 l’11% delle per­sone ha pagato per le news online. In ita­lia il 13%.
  • A livello mon­diale gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari per mezzo sono stati così ripar­titi: TV 39.4%, Inter­net 24.1%, Stampa 22.3%, Radio e Out­door entrambi al 6.8% ciascuno.
  • Il pro­gram­ma­tic adver­ti­sing ha rag­giunto la cifra di 21 miliardi di dol­lari di tran­sa­zioni nel 2014; il 20% di tutto il mer­cato display

Di seguito la pre­sen­ta­zione con 50 gra­fici e dati tutti da leg­gere, ed assimilare.

News Italia & Device Momenti della Giornata
Posted on 5 giugno 2015 by Pier Luca Santoro

La Fruizione delle News in Italia

In occa­sione del con­ve­gno “Inter­net Adver­ti­sing: verso il 30% del mer­cato”, pro­mosso dall’Osservatorio New Media & New Inter­net del Poli­tec­nico di Milano, la Doxa ha pre­sen­tato i dati della pro­pria ricerca, effet­tuata a marzo 2015, su il com­por­ta­mento delle per­sone nell’utilizzo dei media nel corso della giornata.

Dalla pre­sen­ta­zione ho estra­po­lato i dati rela­tivi al “news custo­mer jour­ney”, a come le per­sone frui­scono delle news nell’arco della giornata.

News Italia Fruizione Giornaliera

La frui­zione delle news avviene durante l’arco di tutta la gior­nata in maniera com­ples­si­va­mente omo­ge­nea e stabile.

A domi­nare, tra i media tra­di­zio­nali, è la TV, men­tre online PC e smart­phone quasi si equi­val­gono. Rela­ti­va­mente scarsa invece la let­tura di noti­zie da tablet; un ulte­riore colpo alle spe­ranze di reve­nues dalle app [et simi­lia] per gli editori.

Com­ples­si­va­mente la dieta media­tica, per quanto riguarda l’informazione, è bilan­ciata tra online e offline. Se però la radio pare com­ple­men­tare così non è per i quo­ti­diani nella ver­sione car­ta­cea. Par­rebbe dav­vero che i gior­nali, tra­di­zio­nal­mente ful­cro dell’informazione, stiano dive­nendo sem­pre più marginali.

News Italia & Device

Gli smart­phone sono per il news snac­king la mat­tina, per leg­gere le prime noti­zie, e durante la pausa pranzo per gli aggior­na­menti. I Tele­gior­nali regnano sovrani la sera a cena ma anche al mat­tino prima di uscire di casa. Il PC invece serve nel resto della gior­nata ed anche alla sera, con buona pace del lean back rea­ding e dei tablet, che evi­den­te­mente ven­gono usati per altro.

News Italia & Device Momenti della Giornata

Le news online, oltre che dal sito web delle diverse testate, si leg­gono, ma lo sape­vamo già, dai social. Sui social però, nono­stante le cen­ti­naia di migliaia, se non milioni, di fan delle pagine dei quo­ti­diani, le news arri­vano attra­verso la con­di­vi­sione di amici e cono­scenti che por­tano a noi la notizia.

Le app di aggre­ga­zione delle noti­zie, stile Fli­p­board per inten­derci, sono rela­ti­va­mente mar­gi­nali, usate da una mino­ranza di per­sone, pro­ba­bil­mente un pub­blico più evo­luto e con com­pe­tenze infor­ma­ti­che supe­riori alla [bassa] media nazionale.

L’informazione passa anche, in buona parte, dai por­tali, anche se a vedere i dati degli accessi non parrebbe.

News Online Italia

Per una nazione in cui nella dieta infor­ma­tiva la tele­vi­sione ha un peso molto impor­tante, ovvia­mente anche i video diven­tano un must. Infatti oltre due terzi delle per­sone guar­dano un video quando vanno sul sito di una testata.

Ha ragione Mark Zuc­ker­berg sui video. Mori­remo anal­fa­beti ma avendo visto l’ultimo video del gat­tino che si rotola. Avanti tutta…

News & Video

Circulation Revenues
Posted on 3 giugno 2015 by Pier Luca Santoro

Global Entertainment & Media Outlook 2015–2019

PwC ha pub­bli­cato le pre­vi­sioni di sce­na­rio 2015–2019 rela­ti­va­mente all’evoluzione dei media e dell’advertising. Il rap­porto: Glo­bal Enter­tain­ment & Media Outlook 2015–2019, si basa sull’analisi di 13 diversi seg­menti in 54 nazioni, Ita­lia compresa.

Sono 9 gli aspetti di mag­gior rilievo che lo stu­dio evidenzia:

  1. Mobile mone­ti­sa­tion is the next cri­ti­cal challenge
  2. TV and video con­sump­tion pat­terns are changing
  3. Mea­su­re­ment is get­ting bet­ter, but under­stan­ding how media is con­su­med will remain a signi­fi­cant challenge
  4. Con­nec­ted devi­ces open up new video oppor­tu­ni­ties and challenges
  5. Over-the-top ser­vi­ces are fami­lia­ri­sing users in some mar­kets with a video con­sump­tion expe­rience free from advertising
  6. The rise of over-the-top video ser­vi­ces is slo­wly chan­ging the shape of advertising
  7. Social/casual gaming reve­nue will exceed tra­di­tio­nal gaming reve­nue in nine mar­kets by 2019
  8. Elec­tro­nic con­su­mer books reve­nue will see stron­gest gro­wth in coun­tries with high tablet penetration
  9. Major cities will be the most lucra­tive mar­kets for DOOH advertising

Il video rias­sume i prin­ci­pali risul­tati emer­genti succitati

Come sem­pre si con­si­glia cal­da­mente la let­tura inte­grale del rap­porto di PwC. Di seguito sin­tesi dei seg­menti di mag­gior interesse.

Inter­net Advertising

  • La pub­bli­cità su Inter­net diven­terà il seg­mento più impor­tante, il mezzo sul quale si con­cen­tre­ranno sem­pre più gli inve­sti­menti, ed il valore sarà supe­riore anche a quello della tele­vi­sione dal 2017 in poi.
  • Il mobile adver­ti­sing, all’interno dell’internet adver­ti­sing, è il seg­mento più dina­mico e dal 2018 gli inve­sti­menti supe­re­ranno il display tradizionale.
  • La search, a paga­mento, resterà comun­que il seg­mento più impor­tante dell’internet advertising.
  • Il video adver­ti­sing, tra tutti, è il seg­mento più dina­mico in ter­mini di tassi di crescita
  • L’internet adver­ti­sing sarà “device-agnostic”
  • I cri­teri di misu­ra­zione dell’advertising online miglio­rano pro­gres­si­va­mente ma la com­pren­sione dei con­sumi media­tici resta la sfida principale

Internet Adv

 

New­spa­per Publishing

  • I ricavi per l’industria dell’informazione con­ti­nue­ranno a calare, sep­pur a tassi minori rispetto a quanto regi­stra­tosi sino ad oggi. Dal 2017 in poi si dovrebbe [il con­di­zio­nale è d’obbligo] assi­stere ad una sta­bi­liz­za­zione, finalmente.
  • Com­ples­si­va­mente si assi­sterà ad una cre­scita delle ven­dite della ver­sione car­ta­cea [con buona pace delle pre­vi­sioni pour cause]. Cre­scita che però non aumen­terà i ricavi a causa di for­mat con prezzi ridotti nei Paesi emergenti.
  • Pay­wall ed edi­zioni digi­tali rap­pre­sen­te­ranno sem­pre più una fonte di ricavi signi­fi­ca­tiva. A par­tire dal 2018 quest’area di reve­nues darà un con­tri­buto fon­da­men­tale e si assi­sterà a una cre­scita com­ples­siva dei ricavi da vendite.
  • Cina ed India saranno il motore della cre­scita men­tre nelle altre nazioni si con­ti­nuerà ad assi­stere ad una contrazione.
  • Dal 2019 in poi i ricavi da adver­ti­sing e quelli da ven­dite saranno equi­va­lenti. Que­sto avverrà prin­ci­pal­mente a causa del con­ti­nuare del calo degli inve­sti­menti pubblicitari
  • La mone­tiz­za­zione del mobile è la sfida principale.

Circulation Revenues

 

Maga­zine Publishing

  • Il peg­gio pare pas­sato e com­ples­si­va­mente a par­tire da quest’anno i ricavi dei perio­dici dovreb­bero ripren­dere a cre­scere. Cre­scita che riguar­derà in par­ti­co­lare i con­su­mer maga­zine, i perio­dici non spe­cia­liz­zati e/o B2B e che sarà gui­data dalla cre­scita della classe media nei Paesi emergenti.
  • L’advertising con­ti­nuerà anche in que­sto seg­mento la tran­si­zione dal car­ta­ceo al digitale
  • Nono­stante il calo, il car­ta­ceo con­ti­nuerà ad essere la fonte prin­ci­pale di ricavi anche nel medio periodo.
  • Gli specializzati/B2B bene­fi­ce­ranno della cre­scita nelle eco­no­mie emergenti

Ricavi Periodici

 

TV Adver­ti­sing

  • L’advertising online cre­sce a ritmi del 20% per le TV ma i ricavi pub­bli­ci­tari totali com­ples­si­va­mente ral­len­tano la crescita.
  • L’emergere del over-the-top video ser­vi­ces sta cam­biando signi­fi­ca­ti­va­mente la natura dell’advertising televisivo
  • Gli over-the-top video ser­vi­ces fami­lia­riz­zernno sem­pre più le per­sone con un con­sumo tele­vi­sivo senza pubblicità
  • Ancora una volta la cre­scita delle eco­no­mie emer­genti sarà di gran lunga supe­riore a quella delle altre nazioni
  • Bra­sile, Cina e India pese­ranno il 23% del totale dei ricavi dell’adv in televisione

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