Posted on 25 marzo 2013 by

Pagine Viste

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L’edizione online di «Il Sole24Ore» durante que­sto wee­kend in home page, nella sezione Maga­zine Wee­kend, tra la recen­sione di un libro ed una pro­po­sta cine­ma­to­gra­fica inse­ri­sce un seno nudo [#] ed il col­le­ga­mento porta ad una foto­gal­lery di 18 scatti che, sep­pure cer­ta­mente d’autore, lasciano poco spa­zio alla fan­ta­sia. Un let­tore  com­menta con sin­tesi ed effi­ca­cia: “Tutto bene. Bravi”.

Enne­sima evi­denza della rin­corsa alle pagine viste ed alla per­ver­sione dei CPM come misura del valore di una testata e moda­lità di mone­tiz­za­zione. Se il quo­ti­diano di Con­fin­du­stria non è cer­ta­mente l’unico ad adot­tare que­ste moda­lità con i mag­giori quo­ti­diani nazio­nali in cui abbon­dano “boxini mor­bosi” et simi­lia, il caso spe­ci­fico sor­prende, lascia con l’amaro in bocca più che in altri casi e dà spa­zio a riflessione.

Sole 24 Schreenshot  2013-03-24_1125Se David Hol­mes dalle colonne di Pan­do­Daily scrive “page views jour­na­lism is kil­ling us” [il gior­na­li­smo delle pagine viste ci sta ucci­dendo] denun­ciando i rischi per il gior­na­li­smo di que­ste per­ver­sioni com­mer­ciali, è Pet­teri Vai­nikka, Diret­tore Mar­ke­ting di Enreach, società che si occupa di rac­co­gliere i dati di rea­der­ship online ed offline per for­nire agli edi­tori una seg­men­ta­zione del let­to­rato in tempo reale, a spie­gare per­chè per alcuni edi­tori, come nel caso di «Il Sole24Ore», que­sta sia una scelta sba­gliata anche sotto il pro­filo com­mer­ciale dei ricavi pubblicitari.

Spiega Vai­nikka, nel suo arti­colo “Pre­mium Publi­shers Are in the Audience Busi­ness, Not the Ad Impres­sion Busi­ness”, che i più grandi edi­tori pre­mium  stanno affron­tando il pro­blema di meglio mone­tiz­zare i pro­pri con­te­nuti digi­tali con una logica errata “In altre parole, si stanno ven­dendo il pro­dotto sba­gliato”. Pro­se­guendo “Io credo che la ven­dita  ad impres­sion lorde è il pro­dotto sba­gliato, indi­pen­den­te­mente dal mec­ca­ni­smo di tran­sa­zione appli­cata. Per­ché? Per­ché essen­zial­mente chiun­que abbia un sito web può creare e mol­ti­pli­care impres­sions e spazi pub­bli­ci­tari, senza bar­riere d’ingresso al mer­cato — e ciò che è ancora peg­gio — il mer­cato nel suo com­plesso è irre­ver­si­bil­mente para­liz­zato per ordine di gran­dezza rispetto all’offerta. Con­clu­dendo che per gli edi­tori pre­mium si tratta di entrare nel mer­cato dell’audience non in quello delle impres­sions. Un mer­cato fatto di attra­zione e stu­dio accu­rato dei let­tori per offrire agli inve­stori pub­bli­ci­tari, alle aziende, non un pro­dotto mas­si­fi­cato e gene­rico ma uno di valore, “customizzato”.

Che ci sia vita per i quo­ti­diani online oltre i CPM è una que­stione sol­le­vata in que­sti spazi oltre 18 mesi fa, con le evo­lu­zioni avve­nute da allora c’è da chie­dersi se per taluni ci possa essere vita con i CPM. La mia rispo­sta è NO!

Schema CPM

[#] Screen­shot home page Sole24Ore del 24.03.2013 ore 11:25 — Al momento della reda­zione dei que­sto arti­colo ancora in primo piano.

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