copyright

Google Monopoly
Posted on 6 agosto 2013 by Pier Luca Santoro

Game Over?

La questione, complice il caldo e le vacanze, è passata relativamente sotto silenzio da parte dei media nostrani, che probabilmente non hanno grande interesse a diffonderla a prescindere da meteo e stagionalità, ma il significato di quanto avvenuto in questi giorni in Germania è invece, credo davvero, molto profondo.

Come molti ricorderanno dopo la recente approvazione della nuova legge sul copyright a tutela delle anteprime editoriali, che seppure imprecisa su quanto debbano essere lunghi gli estratti da un articolo perché la norma vada fatta rispettare, era evidentemente mirata a ottenere un riconoscimento economico per gli editori da parte di Google News sulla scorta di quanto già avvenuto in Belgio e Francia, Google aveva comunicato che dal primo di agosto le testate tedesche che avessero voluto essere presenti sul suo aggregatore di notizie avrebbero dovuto specificatamente richiederlo contrariamente al passato.

Ebbene, secondo quanto riporta Associated Press, tutte le principali testate teutoniche, quali «Bild», «Die Welt», «Spiegel Online» e «Zeit Online» hanno deciso di essere presenti, mentre solamente il «Rhein-Zeitung» ha deciso di restarne fuori.

Anche se la scelta è stata presentata come una decisione temporanea è chiaro che il timore di perdere readership, visite e lettori, e dunque ricavi pubblicitari ha prevalso.

Google 1 – editori 0. Game over?

Google Monopoly

Fonti notizie USA UK Germania
Posted on 2 marzo 2013 by Pier Luca Santoro

Tyrannosaurus Rex

Ieri, dopo tanta attesa, è stata approvata in Germania la legge sul copyright sul Web  che in molti avevano ribattezzato “legge anti-Google”.

Rispetto alle intenzioni iniziali ed alle attese degli editori tedeschi la legge è stata “annacquata” e, come riferisce il «The Financial Times», all’ultimo momento nella legge è stato inserito un paragrafo che consente ancora di pubblicare piccoli porzioni di testo, estratti, senza chiedere permesso e pagare una fee per farlo.

La definizione di estratto e la sua quantificazione in termini di numero di parole darà probabilmente spazio ad una negoziazione tra Google e gli editori teutonici per quanto riguarda Google News, così come già avvenuto in Belgio ed in Francia recentemente, che non è difficile prevedere si concluderà con l’ennesima vittoria di Pirro.

Fonti notizie USA UK Germania

Gli editori, alla disperata ricerca di fonti di ricavo, vogliono far pagare Google per la pubblicazione dell’anteprima dei loro contenuti anche in Italia, con la FIEG schierata in prima fila nella “sacra battaglia”, e più in generale nel resto d’ Europa.

Google News genera se miliardi di click verso i siti d’informazione ed i criteri dell’algoritmo tendono a favorire i media tradizionali portando di fatto un vantaggio non indifferente agli stessi.

Claudio Giua, Direttore sviluppo e innovazione del Gruppo Editoriale L’Espresso, è intervenuto recentemente sulla questione affermando che più che di Google News, che “non fa pubblicità, quindi non sottrae risorse agli editori”, ma di Google in generale e della sua straordinaria capacità di capacità di monetizzazione di contenuti altrui grazie alla “posizione di monopolista della ricerca in rete e di semi-monopolista della pubblicità sulla rete”.

Peccato che di fatto la rilevanza in termini di ingressi pubblicitari per Google dalle notizie sia scarso o nullo come ha ben spiegato [qui tradotto in italiano] Frédéric Filloux che ha analizzato le ricerche effettuate dagli utenti e le keywords, le parole chiave di maggior valore, vendute a maggior prezzo da Google. 

La miglior sintesi su come affrontare la questione è stata espressa da Louis Dreyfus, CEO di «Le Monde» dopo l’accordo raggiunto in Francia che spiega “…questo accordo non cambia il modello economico della stampa e coloro che si basano sugli aiuti, siano essi il fondo di Google o i fondi statali, per tirare avanti sbagliano. I media possono contare solamente su se stessi e sulla capacità di rinnovare la propria offerta per uscire dalla crisi”.

Concetto che già nel 2007 Don Tapscott e Antony D. Williams in “Wikinomics” esprimevano ricordando un concetto, che volendo ben vedere dovrebbe essere basico, tra i fundamentals di qualunque impresa, scrivendo che è la creazione di valore [aggiunto] per il cliente, per le persone, NON il controllo la risposta da dare nella digital economy.

Che molti editori, molte testate, a cinque anni di distanza non l’abbiano ancora compreso è oltremodo preoccupante, indice di mentalità da Tyrannosaurus Rex che rischia di portarli all’estinzione come mostra il video sottostante nella meravigliosa animazione 3D.

Update: Il NYTimes spiega che la legge “anti Google” è passata solo al Bundestag, non al Bundesrat e quindi non è ancora ratificata. inoltre al Bundesrat hanno la maggioranza i verdi ed i socialdemocratici e quindi, per quanto “annacquata”, non è detto che passi. Credo che, comunque, il mio ragionamento resti valido. Comment is free!

Edicola Rimossa
Posted on 28 luglio 2012 by Pier Luca Santoro

Achtung [illegale]

Pochi giorni fa è nato ufficialmente il Repertorio Promopress, l’iniziativa degli Editori italiani per la gestione dei diritti d’autore nelle rassegne stampa che raggruppa i principali giornali italiani, quotidiani e periodici.

Nel frattempo vengo del tutto casualmente a scoprire che esiste un sito/blog che consente di scaricare qualunque testata italiana in PDF. E’ possibile scaricare gratuitamente – ed è ovviamente assolutamente illegale – sia i quotidiani del giorno che le pubblicazioni periodiche, le riviste. Cliccando sulla testata scelta si viene indirizzati su un server tedesco per il download che in modalità normale è completamente gratuito mentre nella versione “gold” richiede 0,15€ al giorno per l’abbonamento annuale al servizio.

I volpacchioni [o il volpacchione] ha un account Twitter dove ogni giorno si segnala la possibilità di leggere gratuitamente le testate italiane e prega di retwittare per sostenere l’iniziativa. Non sorprende che l’account abbia quasi 4mila follower. Sorprende invece che questo abuso vada avanti da mesi senza che nessuno se ne sia apparentemente accorto, tranne nel caso del sottoscritto.

[tweet https://twitter.com/hombre076/status/229085021330362368 align=’center’ lang=’it’]

Ovviamente la mia segnalazione non è tesa ad incentivare la diffusione del “servizio”, ma esattamente al contrario mi auguro sia utile per far cessare al più presto l’iniziativa.

Achtung è illegale!

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