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Pubblicato il 9 luglio 2010 by Pier Luca Santoro

Na’ tazzulella ‘e cafè

L’esempio del set­ti­ma­nale ceco Nase Adresa, dopo aver rac­colto appro­va­zione e con­senso, fà scuola e diviene un caso da imitare.

Free­hold InJer­sey copia il modello pro­po­sto e scom­mette anch’esso sul gior­na­li­smo iper­lo­cale, sulla com­bi­na­zione tra carta e digi­tale e, soprat­tutto, sulla rela­zione con i lettori.

Dalla scorsa set­ti­mana il quo­ti­diano sta­tu­ni­tense del New Jer­sey ha deciso di instal­lare la pro­pria reda­zione all’interno di una caf­fet­te­ria nel cen­tro della città affin­ché il pub­blico possa inte­ra­gire di per­sona con i gior­na­li­sti su deter­mi­nate istanze, noti­zie, e sui pro­blemi della comu­nità locale.

L’iniziativa è l’ultimo coe­rente passo della testata nella costru­zione di una forte rela­zione con la comu­nità di rife­ri­mento come una visita al sito del quo­ti­diano con­sente di com­pren­dere a prima vista. Oltre all’utilizzo, ormai abba­stanza abi­tuale, di Twit­ter e Face­book, infatti, ampio spa­zio viene dedi­cato al dia­logo con i let­tori ed alle istanze prio­ri­ta­rie dell’ambiente di rife­ri­mento ed alle segna­la­zioni.

Oltre ad incen­ti­vare il rap­porto, l’iniziativa è degna di atten­zione anche sotto il pro­filo eco­no­mico poi­ché i ricavi della caf­fet­te­ria coprono una parte dei costi della reda­zione dive­nendo così un sistema per finan­ziare pro­getti di gior­na­li­smo inve­sti­ga­tivo a livello locale.

Sono spe­ri­men­ta­zioni del tutto assenti nel nostro paese che sareb­bero asso­lu­ta­mente da impor­tare al posto, in sosti­tu­zione, degli iCosi®.

Ah, non ditelo a Rif­fe­ser Monti, non capi­rebbe.

Pubblicato il 27 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Mi si è Staccato un Bottone

Ragio­nare per dif­fe­renze aiuta a esem­pli­fi­care, age­vola, attra­verso il para­gone, il pro­cesso logico. Ci proviamo.

Nel corso della stessa set­ti­mana due quo­ti­diani nazio­nali di due diversi stati cam­biano la veste gra­fica ed alcuni con­te­nuti della home page.

Da un lato, in Ita­lia, “La Repub­blica”, che appro­fitta dell’occasione per attac­care qual­che bot­tone « social » ed inau­gu­rare al tempo stesso la sta­gione dell’inva­si­vità pub­bli­ci­ta­ria.

Dall’altro, in Argen­tina, “La Voz”, che, let­te­ral­mente, « sbatte il let­tore in prima pagina », inse­rendo nella home page la sezione dedi­cata agli utenti del gior­nale ed all’area dedi­cata ai con­tri­buti rea­liz­zati dagli stessi.

Come ricorda giu­sta­mente l’amico Gian­luca Die­goli “non è la vostra pro­mo­zione ma la loro con­ver­sa­zione a dif­fe­ren­ziare il vostro pro­dotto, e pro­vo­care un acquisto”.

Per quanto mi riguarda, null’altro da aggiungere.

Pubblicato il 23 marzo 2010 by Pier Luca Santoro

Stay

L’80% delle con­ver­sa­zioni avven­gono altrove rispetto al sito web dove sono state gene­rate, o forse per meglio dire, iniziate.

Un dato, quello ripor­tato dall’ info­gra­fica, che fa parte, anche, della mia espe­rienza quo­ti­diana di par­te­ci­pa­zione a Frien­d­Feed, dove l’ultimo caso, in ordine cro­no­lo­gico, al momento della reda­zione di que­sto arti­colo regi­strava oltre 400 com­menti con­tro i “miseri” sei all’interno del blog di chi aveva ori­gi­nato la discus­sione.

Que­sta evo­lu­zione trova con­ferma anche in ter­mini di accessi alle edi­zioni on line dei quo­ti­diani e potrebbe avere un ulte­riore impatto nega­tivo in ter­mini di pro­spet­tive sui già miseri ritorni che gli edi­tori com­ples­si­va­mente otten­gono dal web in ter­mini di reve­nues pub­bli­ci­ta­rie.

La rea­zione degli edi­tori a que­sto feno­meno attual­mente par­rebbe essere quella di affi­darsi mag­gior­mente ai blog all’interno delle loro piat­ta­forme, gene­rando un modello di e-journalism dove i gior­nali asso­mi­gliano sem­pre più ai blog e vice­versa, ren­dendo, forse, ancor più com­plessa la situa­zione.

Ad adbun­da­tiam, in que­sto modo, da un lato, si legit­ti­mano le attese di un rico­no­sci­mento eco­no­mico da parte di quelli che sapien­te­mente Roberto Favini ha defi­nito “i giardinieri”e, dall’altro, si rischia di com­pli­care la già spi­nosa que­stione sulla tra­spa­renza di quanto viene pubblicato.

Ai tempi della mia gio­vi­nezza era in voga, tra le tante, una can­zone il cui ritor­nello: “Oh, won’t you stay, just a lit­tle bit lon­ger, please let me hear you say that you will, say you will” sem­bra com­po­sto ad hoc per descri­vere le attuali aspi­ra­zioni fru­strate degli editori.

Tor­ne­remo sicu­ra­mente a par­larne, anche di per­sona.

Pubblicato il 22 gennaio 2010 by Pier Luca Santoro

The opposite of open is theirs

Il New York Times risponde ai dubbi, alle domande, dei suoi let­tori rela­ti­va­mente alla deci­sione [che dalla pri­ma­vera 2010 viene spo­stata al 2011] di far pagare i con­te­nuti dell’edizione on line del quotidiano.

Visti i risul­tati di chi ha effet­ti­va­mente intra­preso la strada del paga­mento, non limi­tan­dosi alle dichia­ra­zioni d’intenti, non ci sarebbe da stu­pirsi se nella realtà dei fatti l’idea di far pagare i con­te­nuti non venisse realizzata.

Per­so­nal­mente ritengo che, al di là di ogni altra pos­si­bile con­si­de­ra­zione sul tema, le bar­riere siano con­ce­pite nell’ipotesi di non avere una cre­scita di audience.  Le bar­riere per defi­ni­zione costi­tui­scono un limite, un freno.

Sotto que­sto pro­filo è di una luci­dità straor­di­na­ria la sin­tesi effet­tuata da David Wein­ber­ger che afferma:  « the oppo­site of “open” is “theirs.” ». Non credo sia pos­si­bile miglior rispo­sta all’idea dei quo­ti­diani di far pagare i con­te­nuti on line.

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Pubblicato il 14 gennaio 2010 by Pier Luca Santoro

La notizia partecipata

LSDI segnala la nascita di Explain­This, modello spe­ri­men­tale di pro­du­zione gior­na­li­stica, recen­te­mente lan­ciato da Jay Rosen, che si fonda sull’idea del gior­na­li­smo partecipativo.

Il con­cept, l’idea, che sostiene la nascita di que­sta ini­zia­tiva mi pare di asso­luto inte­resse, men­tre resto per­plesso sul risul­tato, sull’output pro­dotto che, pur con­si­de­rando che si tratta ancora di una fase spe­ri­men­tale dell’iniziativa, mi pare più fun­zio­nale a fina­liz­zare una ricerca sulle que­stioni poste dagli utenti che altro.

Di gran lunga supe­riore la rea­liz­za­zione degli spa­gnoli di Lain­for­ma­cion che, sull’onda del suc­cesso otte­nuto, a solo 8 mesi dalla nascita del por­tale infor­ma­tivo hanno lan­ciato La noti­cia que quie­res leer [la noti­zia che vuoi leg­gere] che si fonda sulla stessa pro­spet­tiva dell’iniziativa di Jay Rosen e che con­sente, appunto, agli utenti di richie­dere e visua­liz­zare le noti­zie di interesse.

Con­si­de­ria­moli neces­sari espe­ri­menti fun­zio­nali allo svi­luppo di nuo­vis­sime pro­spet­tive sul futuro dell’informazione.

Pubblicato il 29 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

Giocate il vostro [social] Jolly

Mar­tedì 05 Gen­naio dalle 20.00 in poi a Modena, presso il ristorante/pizzeria Jolly, cena e chiac­chiere con Vale­ria Mal­toni & Gian­luca Die­goli.

Per motivi orga­niz­za­tivi la rac­colta delle ade­sioni verrà chiusa il 03 Gennaio.

Vi aspet­tiamo per far diven­tare la con­ver­sa­zione  [un pò più] reale.