convergenza editoria

Lettura
Pubblicato il 31 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Comportamento di Lettura Carta Vs Digitale

Sono stati dif­fusi in que­sti giorni i risul­tati di una ricerca com­mis­sio­nata dal ‘’Syn­di­cat de la Presse Sociale’’ su un cam­pione rap­pre­sen­ta­tivo di 1.165 per­sone sul com­por­ta­mento di let­tura su carta rispetto a quella digitale.

Emerge con chia­rezza come ci si affidi alla carta per l’approfondimento e la con­ser­va­zione dell’informazione, men­tre la let­tura da digi­tale sia foca­liz­zata sull’essenzialità dell’informazione e la con­di­vi­sione sui social.

Si tratta, da un lato, della con­ferma di nume­rosi studi sulle dif­fe­renze cogni­tive nella let­tura su sup­porto car­ta­ceo rispetto al digi­tale e, dall’altro lato, dell’evidenza di come allo stato attuale non vi sia con­flitto ma com­ple­men­ta­rietà tra i diversi supporti.

Lettura

Newspaper Scenario TW
Pubblicato il 26 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

La Seconda Rivoluzione Digitale del Giornalismo

Ieri Mas­simo Russo ed io abbiamo tenuto per l’Ordine dei Gior­na­li­sti del Veneto il semi­na­rio la seconda rivo­lu­zione digi­tale del giornalismo.

Mas­simo Russo, Diret­tore di «Wired» ha fatto un inter­vento “visio­na­rio” — nel senso posi­tivo dei ter­mine -  trac­ciando un paral­lelo tra l’avvento di nuove tec­no­lo­gie e nuovi feno­meni che hanno un impatto pro­fondo per la società e come le testate gior­na­li­sti­che non pos­sano restare ai mar­gini di que­sti cambiamenti.

Il maga­zine cessa di essere solo una rivi­sta e diventa molto più di una testata mul­ti­piat­ta­forma open source. Il sito e la rete  sono stru­menti e fonte per la costru­zione dei contenuti.

Io invece ho effet­tuato un’analisi di sce­na­rio sia sul pano­rama inter­na­zio­nale che con un focus spe­ci­fico sulla realtà ita­liana. Otte­nere atten­zione, fidu­cia e valore del brand le chiavi di let­tura del mio intervento.

Sotto ripor­tate le slide dello speech tenendo conto che si tratta della base, del “punto di appog­gio” del ragio­na­mento.

News Italy
Pubblicato il 13 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

Digital News Report 2014

Il Reu­ters Insti­tute for the Study of Jour­na­lism ha rila­sciato i risul­tati  della terza edi­zione del suo stu­dio annuale “Digi­tal News Report”, stu­dio sulle abi­tu­dini di con­sumo dell’informazione online/digitale in Europa, Ita­lia com­presa, Stati Uniti, Bra­sile e Giappone.

Lo stu­dio è stato con­dotto tra gen­naio e feb­braio di quest’anno. Prende in con­si­de­ra­zione sola­mente coloro che con­su­mano infor­ma­zione e che hanno accesso ad inter­net. Per quanto riguarda spe­ci­fi­ca­ta­mente il nostro Paese si tratta della nazione con la minor pene­tra­zione della Rete tra le dieci prese in con­si­de­ra­zione come mostra la sezione dedi­cata alla meto­do­lo­gia della ricerca. È esclusa quindi poco meno della metà della popo­la­zione italiana.

All’interno del rap­porto si dedi­cano poche righe di focus al sistema media­tico di cia­scuna nazione. Per quanto riguarda l’Italia, i cui appro­fon­di­menti sono a cura di Nicola Bruno, si legge:

Sil­vio Berlusconi’s Media­set empire ope­ra­tes Italy’s top pri­vate TV sta­tions, and the public broa­d­ca­ster, Rai, has also been sub­ject to poli­ti­cal influence. Tele­vi­sion remains the main source of news for the bulk of the popu­la­tion. The Ita­lian press is highly regio­na­li­sed, reflec­ting the country’s history and cha­rac­ter. Most new­spa­pers are pri­va­tely owned, often lin­ked to a poli­ti­cal party, or run by a large media group. Print new­spa­per rea­der­ship figu­res are low com­pa­red to many Euro­pean countries.

Il rap­porto si com­pone di 96 pagine. Come di abi­tu­dine, se il tema vi inte­ressa, che sia a titolo per­so­nale o pro­fes­sio­nale, con­si­glio cal­da­mente la let­tura inte­grale dello stu­dio al di là della mia per­so­nale sin­tesi ed interpretazione.

Com­ples­si­va­mente emerge come sia pros­sima una seconda ondata di tra­sfor­ma­zione con impli­ca­zioni pro­fonde per i player dell’industria dell’informazione.

Nono­stante una cre­scente frui­zione delle news da smart­phone e tablet [il 39% delle per­sone uti­lizza almeno due device ed il 12% tre o più] l’utilizzo delle app pro­prie­ta­rie delle diverse testate resta asso­lu­ta­mente marginale.

Solo l’11% di coloro che sono inte­res­sati all’informazione — e hanno accesso alla Rete — hanno pagato per news online/digital nel 2013. Teo­ri­ca­mente l’Italia, dopo il Bra­sile, è la nazione con la mag­gior pro­pen­sione al paga­mento delle noti­zie; vedendo le per­cen­tuali, net­ta­mente infe­riori, delle altre nazioni si capi­sce quanto neces­sa­ria sia un abbon­dante tara­tura tra dichia­rato e rea­liz­zato. In caso di dubbi basti vedere l’andamento effet­tivo delle ven­dite di copie digi­tali.

L’Italia, secondo quanto dichia­rato, è tra le nazioni con il mag­gior tasso di coloro che affer­mano di aver pagato per avere infor­ma­zione in for­mato digi­tale [13%]. La stra­grande mag­gio­ranza di que­sti acqui­sta “one shot”. Ulte­riore ele­mento di rifles­sione come sot­to­li­neavo esat­ta­mente un anno fa sul «Cor­riere della Sera».

L’Italia si con­ferma essere la nazione dove il canale pri­vi­le­giato di acqui­sto dei quo­ti­diani sono le edi­cole. Il 51% delle per­sone acqui­sta il gior­nale in un edi­cola nel nostro Paese [negli USA è l’ 11%]

Pagamento Notizie

Le noti­zie sono sem­pre più unbran­ded e la search ed i social diven­gono pre­po­ten­te­mente la porta d’ingresso ai siti web delle testate. In Ita­lia la search è la fonte di accesso alle noti­zie per il 59% dei rispon­denti [ancora con­vinti di voler fare la “guerra santa” a Goo­gle?], i social il 34%.

Per quanto riguarda i social, si con­ferma come il new­swire per eccel­lenza, Twit­ter, in realtà abbia un ruolo deci­sa­mente infe­riore a quello che gli addetti ai lavori ten­dono ad attri­bur­gli. La vera novità è Wha­tsApp, in par­ti­co­lare per l’Italia dove l’utilizzo [anche per otte­nere noti­zie] è del 13% ver­sus il 10% di Twitter.

Social Network for News

Insieme al Bra­sile è l’Italia il Paese nel quale le per­sone hanno una mag­giore pro­pen­sione ad uti­liz­zare i social per la frui­zione d’informazione. I milioni di fan alle pagine delle diverse testate, per come ven­gono gestiti, non ser­vono ad altro che ad ali­men­tare i ricavi di Zuc­ker­berg & Co. Basti vedere, in assenza di altri dati o di uti­lizzo di piat­ta­forme spe­ci­fi­che di moni­to­rag­gio, il rap­porto tra numero di fan, pur con tutte le tara­ture sulla reach effet­tiva, e gli accessi com­ples­sivi al sito web cor­ri­spon­dente della testata o, peg­gio, la ven­dita di copie car­ta­cee, per veri­fi­care quanto labile sia la relazione.

Credo che vada com­ple­ta­mente rivi­sto, ribal­tato l’approccio. È meglio avere cen­ti­naia di migliaia di per­sone delle quali non si sa nulla, che non leg­gono e che com­men­tano a caso e fuori luogo o è meglio ridurre la quan­tità e sta­bi­lire una rela­zione, creare enga­ge­ment con coloro che interessano?

Per­so­nal­mente non credo pos­sano esserci dubbi sul pre­fe­rire la seconda scelta. Per un’ecologia dei social media ini­ziate, ini­ziamo, ad abbat­tere la fan base ed a capire cosa inte­ressa ai nostri let­tori, a misu­rare più il click trough che altri para­me­tri, a rela­zio­narci con loro, come ho già avuto modo di dire.

Social Media for News

Le noti­zie unbran­ded, senza marca distin­tiva, sono la deri­vata di una poli­tica scel­le­rata di gestione della marca con online che ha carat­te­ri­sti­che com­ples­si­va­mente non con­grue con quelle dell’omologa ver­sione car­ta­cea; in par­ti­co­lare in Ita­lia dove sono nette le dif­fe­renze. Per un pugno di click si svende la marca. Senza brand non c’è valore aggiunto, non c’è spe­ranza di soprav­vi­venza. Non è neces­sa­rio rifarsi al mar­ke­ting 3.0 di Kotler per saperlo, sta scritto alla prima pagina del “bigino” di que­sta disci­plina. Fate vobis.

Trovare Notizie

La scheda sull’Italia, a pagina 34 del rap­porto, sin­te­tizza le prin­ci­pali evi­denze per quanto riguarda il nostro Paese.

Top Brands News Italy

Altre sin­tesi del rap­porto ven­gono effet­tuate da Guar­dian [+], Poyn­ter, Nie­man Jour­na­lism Lab e BBC e molti altri ancora [ma leg­ge­tevi il rap­porto per farvi la vostra idea, eh!]

Gazzetta.it
Pubblicato il 12 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

I Risultati del Restyling di Gazzetta.it

I dati pub­bli­cati la scorsa set­ti­mana rela­ti­va­mente al resty­ling del sito web de «il Cor­riere della Sera» hanno acceso un dibat­tito inte­res­sante sulla que­stione. Oltre ai nume­ro­sis­simi inter­venti, com­menti sui diversi social si sono espressi al riguardo Mas­simo Man­tel­lini che ha appro­fon­dito la tesi di chi, com­preso il sot­to­scritto, non ha apprez­zato il resty­ling, e Simone Tolo­melli [Aka @sasa­ki­fu­jika] che invece imputa i numeri emer­genti a fat­tori legati ad altri aspetti tec­nici rela­tivi alle meto­do­lo­gie attuali di rile­va­zione di Audiweb.

Ho pen­sato avesse senso appro­fon­dire e sono andato a recu­pe­rare e rie­la­bo­rare i dati Audi­web rela­tivi a Gazzetta.it, sem­pre della fami­glia RCS, per veri­fi­care gli effetti del resty­ling avve­nuto a fine gen­naio di quest’anno.

Come mostra la tabella sot­to­stante, nel mese suc­ces­sivo al resty­ling si assi­ste ad un calo del 22% delle pagine viste [con­tro il - 30% di Corriere.it] e nel mese di marzo, ultimo dato dispo­ni­bile, si regi­stra addi­rit­tura una cre­scita sep­pure i numeri restino comun­que infe­riori rispetto al gen­naio; mese per il quale vale la pena di rile­vare la for­tis­sima cre­scita sia di utenti unici che di pagine viste.

Gazzetta.it

Che si sia ancora in attesa della “total digi­tal audience” annun­ciata a novem­bre 2013 e calen­da­riz­zata per gen­naio 2014 è un dato di fatto. Che la cre­scita della frui­zione di inter­net da mobile porti ad un minor numero di pagine viste è altret­tanto noto.

Vedremo se con i dati di aprile si assi­sterà ad un  recu­pero da parte di Corriere.it. Quel che è certo è che evi­den­te­mente la scelta edi­to­riale non è stata esat­ta­mente cen­trata altri­menti non si assi­ste­rebbe alla attuale retro­mar­cia con il ritorno a bloc­chi di testo invece delle sole immagini.

Al di là delle dif­fi­coltà di Audi­web [e delle rela­tive tur­ba­tive che gene­rano per il mer­cato, eh!] se la cre­scita nell’utilizzo della Rete in mobi­lità porta ad un minor numero di pagine risulta evi­dente come que­ste non pos­sano più essere la metrica di rife­ri­mento pena l’ulteriore ridu­zione dei già esi­gui ricavi.

I para­me­tri di valu­ta­zione devono essere altri e su que­sto agen­zie, cen­tri media e edi­tori devono lavo­rare in tempi stretti. Al Festi­val del Gior­na­li­smo  recen­te­mente con­clu­sosi abbiamo pro­vato a for­nire un ulte­riore con­tri­buto sul tema.  Indu­giare ancora una volta sulla que­stione potrebbe rive­larsi fatale.

whore clicks

Libero Quotidiano New Full Screen
Pubblicato il 26 febbraio 2014 by Pier Luca Santoro

Libero si Rinnova e Coinvolge i Lettori

È online da sta­mani la nuova ver­sione di LiberoQuotidiano.it, sito web del quo­ti­diano diretto da Mau­ri­zio Belpietro.

Non apprezzo mini­ma­mente lo stile e la linea edi­to­riale del gior­nale in que­stione — lo dico subito a scanso di equi­voci — ma nono­stante que­sto biso­gna ammet­tere c’è del buono nel rin­no­va­mento effettuato.

Il cam­bia­mento dalla vec­chia ver­sione, sotto ripor­tata, a quella attual­mente online è con­si­de­re­vole da diversi punti di vista.

LIbero Quotidiano Old

Le pos­si­bili visua­liz­za­zioni del nuovo sito del quo­ti­diano diven­tano due. Resta quella clas­sica, che mostra le noti­zie elen­cate una dopo l’altra a cui si affianca la visua­liz­za­zione a pagina intera, dove ogni noti­zia si rita­glia il suo spa­zio e può essere sfo­gliata, come in un gior­nale car­ta­ceo, o forse più pro­pria­mente come avviene per l’edizione su tablet di alcuni quo­ti­diani ed aggre­ga­tori quale, ad esem­pio, Fli­p­board.

Nella ver­sione “clas­sica” del sito aumenta con­si­de­re­vol­mente la puli­zia gra­fica e lo spa­zio, “l’aria” tra una noti­zia e l’altra con la leg­gi­bi­lità che ne bene­fi­cia deci­sa­mente. Grande spa­zio alle imma­gini, con la foto-notizia del momento a capeg­giare in home page e deciso miglio­ra­mento anche per quanto riguarda gra­fica e leg­gi­bi­lità dei sin­goli arti­coli a comin­ciare dalla spa­zia­tura dell’interlinea. Unica cri­tica il man­te­ni­mento del blu elet­trico per i link agli arti­coli nono­stante il NYTi­mes abbia mostrato di recente come e quanto sia meglio uti­liz­zare nero su bianco.

Inte­res­sante, ed oppor­tuna, l’idea del coin­vol­gi­mento del let­tore nel pro­cesso di costru­zione della noti­zia. Que­sto avviene sia dal sito, dove clic­cando il tasto pub­blica — vedi screen­shot sot­to­stante — è pos­si­bile inviare mate­riali alla reda­zione che, soprat­tutto, attra­verso l’applicazione per smart­phone che oltre a per­met­tere altret­tanto di cari­care con­te­nuti, offre la pos­si­bi­lita’, che verra’ svi­lup­pata in una seconda fase, di ‘avver­tire’ con noti­fi­che push gli utenti, che hanno auto­riz­zato l’applicazione, vicini ad un evento di inte­resse gior­na­li­stico, in modo da inviarli sul posto qua­lora voles­sero diven­tarne testi­moni per la comu­nita’ di lettori.

Carat­te­ri­stica quest’ultima che apre la strada alla pub­bli­cita’ geo­lo­ca­liz­zata e tar­get­tiz­zata, che avverte cioe’ il con­su­ma­tore delle occa­sioni a lui ter­ri­to­rial­mente vicine.

Libero Quotidiano New

La ver­sione full screen, che può essere visua­liz­zata clic­cando l’apposito bot­tone nella barra in testa al sito web, è di grande impatto visivo ed offre un espe­rienza di let­tura che sicu­ra­mente è più coin­vol­gente rispetto a quella clas­sica. Viene visua­liz­zata a tutto schermo una sola noti­zia, magni­fi­cando le imma­gini, e clic­cando sul titoli si ha accesso all’articolo inte­grale. Si scor­rono i diversi arti­coli con le frecce late­rali e si accede al menù delle diverse aree del sito clic­cando in altro a sinistra.

Anche in que­sto caso lode­vole rea­liz­za­zione che però neces­sita di grande atten­zione alle imma­gini ed al con­tra­sto con i carat­teri. Cosa che in que­sto momento non sem­pre avviene. Come nota a mar­gine, credo possa essere utile ed oppor­tuno fare un pop up che ne spie­ghi il fun­zio­na­mento per i primi giorni; se infatti lo scor­ri­mento è intui­tivo così potrebbe non essere per l’identificazione del menù.

Libero Quotidiano New Full Screen

Nell’intervista rea­liz­zata da «Adv Express», testata spe­cia­liz­zata in media e comu­ni­ca­zione, Bel­pie­tro appro­fon­di­sce in poco più di quat­tro minuti i con­cetti che hanno gui­dato la rea­liz­za­zione del nuovo sito e offre alcuni insight sulla realtà edi­to­rale nostrana che vale la pena di ascoltare.

ADV Share per Media
Pubblicato il 27 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

Il sorpasso [quasi] di Internet sulla Stampa in Italia

Niel­sen ha dif­fuso in que­sti giorni Il Watch & Buy Report, report tri­me­strale che for­ni­sce un sin­te­tico, ma al tempo stesso com­pleto ed esau­stivo, excur­sus di quello che il con­su­ma­tore ita­liano guarda e acqui­sta. Al suo interno sono con­te­nuti dati e ten­denze sui prin­ci­pali media, sul mer­cato pub­bli­ci­ta­rio in Italia.

Secondo quanto pub­bli­cato, nei primi nove mesi dell’anno le audience tele­vi­sive e il tempo medio di visione cre­scono entrambi del 2,2% rispetto al 2012, al con­tra­rio da qual­che mese si regi­stra un trend nega­tivo del numero di utenti attivi [-3%] in inter­net da PC e del tempo da que­sti tra­scorso online [-8%]. Que­sto trend, che si regi­stra in quasi tutti i Paesi euro­pei, è dovuto alla cre­scita dell’utilizzo di smart­phone e tablet, ed infatti a par­tire dalle rile­va­zioni di gen­naio Audi­web, in col­la­bo­ra­zione con Niel­sen stessa, for­nirà, final­mente, i dati della total digi­tal audience com­pren­sivi dell’utenza mobile.

Consumer Watch Nielsen

Per quanto riguarda gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari tutti i mezzi sono in calo, inter­net incluso. Ten­denza che pro­se­gue anche secondo le ultime rile­va­zioni dif­fuse rela­ti­va­mente al periodo gennaio-novembre 2013.

Il rap­porto Niel­sen evi­den­zia però come il numero di inve­sti­tori pub­bli­ci­tari per la Rete [e per la radio] sia in  cre­scita, in con­tro­ten­denza con tutti gli altri media.

In par­ti­co­lare Inter­net rag­giunge quasi la stampa in ter­mini di quota sul totale degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari, atte­stan­dosi al 17%. Soprat­tutto tra le con­ces­sio­na­rie non rile­vate da Niel­sen cre­scono gli inve­sti­menti in video e social.

Non a caso ieri Nova24 è uscito con un nuovo rede­sign incen­trato fon­da­men­tal­mente allar­gando lo spa­zio dispo­ni­bile sulla carta con la tec­no­lo­gia della realtà aumen­tata. Il futuro della carta stam­pata è ibrido, con con­ver­genza e cross­me­dia­lità, sia per quanto riguarda i con­te­nuti gior­na­li­stici che per la comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria. Non credo che rea­li­sti­ca­mente esi­stano altre alter­na­tive nel breve-medio periodo.

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lastampa1
Pubblicato il 21 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

Innovazione, Sperimentazione, Contaminazione

Ha preso il via ieri il ciclo di lezioni, di incon­tri, pro­mossi da «La Stampa» [*] sul gior­na­li­smo digi­tale. Il pro­getto: “La Stampa Aca­demy” è svi­lup­pato dal quo­ti­diano pie­mon­tese in col­la­bo­ra­zione con Goo­gle, un primo ele­mento che la dice lunga sulla pro­pen­sione a spe­ri­men­tare ed inno­vare invece di ricer­care ele­menti di con­trap­po­si­zione con il gigante di Moun­tain View.

Il calen­da­rio delle atti­vità si arti­cola sino a fine feb­braio e vede alcuni incon­tri all’interno della sede del gior­nale, calen­da­riz­zati per il 27 gen­naio ed il 03 feb­braio pros­simi, ed un’altra serie di lezioni esclu­si­va­mente in remoto, online.

Dopo il primo incon­tro di ieri, su data e visual jour­na­lism, tema essen­ziale della nascita di que­sto nuovo spa­zio, il per­corso si arti­co­lerà su una serie di temi: dal ruolo big data, con Gianni Riotta, all’esperienza del «The Guar­dian», che, come noto, ha un’ampia sezione dedi­cata, pas­sando per come creare una start-up e la pri­vacy nel data­jour­na­lism. Il ciclo di lezioni si con­clu­derà con un hac­ka­ton finale in cui i par­te­ci­panti, sud­di­visi in gruppi, costrui­ranno in tempo reale dei nuovi pro­getti di gior­na­li­smo digitale.

Il Diret­tore, Mario Cala­bresi, nel suo discorso di aper­tura, ha spie­gato, o ricor­dato — a seconda dei casi — come al gior­na­li­smo nuovo serva con­ta­mi­na­zione, sot­to­li­neando che «La Stampa» farà da incu­ba­tore di start-up per i gruppi di lavoro più meri­te­voli e che, ele­mento tutt’altro tra­scu­ra­bile di que­sti tempi, i pro­getti sele­zio­nati e svi­lup­pati saranno remunerati.

Le iscri­zioni alla com­mu­nity sono aperte sino alle 24:00 di oggi e per tutti i par­te­ci­panti, più di mille al momento della reda­zione di que­sto arti­colo, oltre allo strea­ming live degli incon­tri, saranno resi dispo­ni­bili i mate­riali uti­liz­zati dai diversi docenti ed i video degli incon­tri per futura consultazione.

L’iniziativa non ha pre­ce­denti nel pano­rama edi­to­riale ita­liano ed è la più con­creta evi­denza dell’effettiva volontà del gior­nale di aprirsi a inno­va­zione, spe­ri­men­ta­zione e con­ta­mi­na­zione, come ha sot­to­li­neato, tra gli altri, anche il Sot­to­se­gre­ta­rio alla Pre­si­denza del Con­si­glio dei mini­stri del Governo Letta con delega all’Editoria e all’Attuazione del pro­gramma di governo Noi di Data­Me­dia­Hub saremo ben con­tenti di col­la­bo­rare agli svi­luppi del pro­getto met­tendo a dispo­si­zione le com­pe­tenze del nostro gruppo di lavoro.

[*] Disclai­mer: Il sot­to­scritto attual­mente col­la­bora con «La Stampa» come “tem­po­rary mana­ger” in qua­lità di social media editor.

Whore
Pubblicato il 20 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

2014: L’Anno delle Metriche

A fine dell’anno scorso avevo indi­cato nelle “tre C”: Con­ver­genza, Coin­vol­gi­mento e Citi­zen Jour­na­lism  le prio­rità di inter­vento, i key pil­lars per il set­tore edi­to­riale nel 2013.  Dovendo fare un bilan­cio il risul­tato, ahimè, è com­ples­si­va­mente nega­tivo. Su tutti e tre gli aspetti, gli assett stra­te­gici di inter­vento si è visto com­ples­si­va­mente, soprat­tutto per quanto riguarda il pano­rama nazio­nale, dav­vero poco; al mas­simo qual­che, goffo, ten­ta­tivo, spe­ri­men­ta­zioni una tan­tum abban­do­nate tanto fret­to­lo­sa­mente quanto intra­prese senza un a chiara visione d’assieme.

Credo che le prio­rità non siano cam­biate e rilan­cio inse­rendo un quarto aspetto al quale nel corso dell’anno ho dedi­cato, o almeno o pro­vato a dedi­care, spa­zio tutte le volte che è stato pos­si­bile per ali­men­tare il dibat­tito, il con­fronto pro­fes­sio­nale sul tema: le metriche.

Vi sono due aspetti di fondo. In pri­mis le metri­che sono fon­da­men­tal­mente incen­trate sul valore, o pre­sunto tale, gene­rato per l’inserzionista come [di]mostra la pre­va­lente foca­liz­za­zione su utenti unici e pagine viste. Metri­che pre­va­len­te­mente quan­ti­ta­tive che, da un lato, tra­scu­rano ele­menti essen­ziali comun­que di valore per gli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari e, dall’altro lato, non misu­rano  l’impatto gior­na­li­stico, il valore delle pro­po­ste infor­ma­tive della testata per la società nel suo com­plesso. Aspetto tutt’altro che tra­scu­ra­bile se si con­ferma che il gior­na­li­smo e l’informazione sono un pila­stro fon­da­men­tale per le democrazie.

Inol­tre, le metri­che pre­va­len­te­mente in uso non hanno pos­si­bi­lità di essere rese omo­ge­nee rispetto alla ver­sione tra­di­zio­nale, car­ta­cea, dei quo­ti­diani. In tal senso, il tempo, come vado dicendo da tempo, è, a mio avviso ma anche di molti altri, un indi­ca­tore impor­tante del livello di coin­vol­gi­mento effet­tivo del let­tore anche online.  In que­sto caso, se que­sto ele­mento di misu­ra­zione fosse appli­cato sia all’online/digitale che alla carta stam­pata, si avrebbe una metrica comune ad entrambe le versioni.

Col­la­vo­rare [no, non è un refuso] sul tema è un must poi­chè è evi­dente la deriva qua­li­ta­tiva che gli attuali cri­teri gene­rano. Il 2014 sarà, dovrà essere, l’anno in cui provi rime­dio hic et nunc. 2014: l’anno delle metriche.

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Pubblicato il 16 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

L’Insostenibile Leggerezza dei Settimanali Digitali

Se per i quo­ti­diani sia gli accessi ai siti web che la ven­dita delle copie digi­tali hanno, con le dovute dif­fe­renze, un valore, per i perio­dici la situa­zione è molto diversa e pare che l’impatto del digi­tale causi una “sof­fe­renza” di gran lunga  maggiore.

Non solo il totale delle prime dieci testate, sia nel caso dei set­ti­ma­nali che dei men­sili, non rag­giunge nel com­plesso nem­meno gli accessi del solo Corriere.it [o Repubblica.it, fate vobis], ma anche le copie digi­tali sono deci­sa­mente al palo.

Secondo i dati ADS del mese di otto­bre, se si esclu­dono i maga­zine alle­gati ai quo­ti­diani le ven­dite di copie digi­tali sono asso­lu­ta­mente incon­si­stenti e, ovvia­mente, con com­pen­sano nep­pure lon­ta­na­mente il calo della ver­sione cartacea.

«Chi» si asse­sta al di sotto delle 2mila copie digi­tali con­tro le 22omila del car­ta­ceo, ed anche «Pano­rama» e «L’Epresso» hanno ven­dite risi­bili. Le uni­che ecce­zioni sono rap­pre­sen­tate da «Donna Moderna», »Vanity Fair» e »Sor­risi e Can­zoni TV» che supe­rano le 15mila copie cia­scuno ma che lo fanno pre­va­len­te­mente [quasi esclu­si­va­mente] con le ven­dite abbi­nate, in bundle con la ver­sione cartacea.

Gra­zie al gra­fico di sin­tesi dei dati rea­liz­zato, anche in que­sto caso da Human High­way, si rileva una buona dina­mi­cità di «Milano Finanza» nell’ultimo mese che gli per­mette di rag­giun­gere un’incidenza del 10% circa per il digi­tale sul totale delle copie ven­dute. Un’impennata che però è costi­tuita pra­ti­ca­mente in toto dalle ven­dite di copie mul­ti­ple.

E’ chiaro che i perio­dici ita­liani non reg­gono il passo con i tempi e le moda­lità dell’online e del digi­tale. La neces­sità di un approc­cio com­ple­ta­mente diverso al mer­cato, ai let­tori, rispetto all’attuale è lampante.

L’insostenibile leg­ge­rezza dei perio­dici digitali.

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Pubblicato il 13 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

La Specializzazione Paga

Sono stati dif­fusi all’inizio di que­sta set­ti­mana i dati ADS con le ven­dite, secondo quanto dichia­rato dagli edi­tori, di cia­scun quotidiano.

Human High­way, da quando ADS ha ini­ziato, al prin­ci­pio di quest’anno, a pub­bli­care anche le copie digi­tali sta facendo un utile ser­vi­zio di rac­colta e visua­liz­za­zione dei dati.

Nella let­tura dei dati pub­bli­cati alcune avver­tenze d’uso pos­sono essere di ausi­lio per la cor­retta inter­pre­ta­zione degli stessi. Come mostra la tabella sot­to­stante, i due quo­ti­diani che ven­dono il mag­gior numero di copie digi­tali, «Il Sole24Ore» e «Il Cor­riere della Sera», hanno una inci­denza non tra­scu­ra­bile delle ven­dite in bundle, in abbi­na­mento carta+digitale, che per il quo­ti­diano di Con­fin­du­stria pesano il 37.5%% del totale delle copie digi­tali, e per la testata di [ex?] Via Sol­fe­rino rap­pre­sen­tano il 18.3%.

- Fonte: ADS Ottobre 2013 / Clicca per Ingrandire /

- Fonte: ADS Otto­bre 2013 / Clicca per Ingrandire -

Non sono tra­scu­ra­bili nem­meno le ven­dite di copie mul­ti­ple digi­tali che per i due quo­ti­diani eco­no­mico– finan­ziari e per i due “big players”[Corsera & Repub­blica] hanno un-incidenza signi­fi­ca­tiva rispetto al totale.

Osser­vando il trend di ven­dite delle copie digi­tali dal gen­naio 2013 ad oggi si nota come siano «Il Sole24Ore», primo in asso­luto con 103mila copie [pari al 40% del totale delle ven­dite] e «Ita­lia Oggi», i cui valori di abbo­na­menti digi­tali sono ormai quasi pari a quelli per la ver­sione car­ta­cea, i due quo­ti­diani che mostrano la mag­gior dina­mi­cità ed  ed il mag­gior tasso di cre­scita men­tre per tutte le altre testate dopo lo sprint ini­ziale è “calma piatta”

Resta un caso da osser­vare con atten­zione «L’Unione Sarda» che pur avendo la sola edi­zione online⁄digitale a metà prezzo vende la stra­grande parte delle copie in bundle, in abbi­nata, con il ritiro della copia car­ta­cea in edicola.

La carta rin­forza il digi­tale [e vice­versa] e la spe­cia­liz­za­zione paga?  Par­rebbe pro­prio di si.

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A mar­gine si segnala che i dati ADS con la spac­ca­tura per pro­vin­cia, che con­sen­tono di veri­fi­care le nume­rose distor­sioni del sistema, sono fermi a dicem­bre 2012 e dopo tale data è  dispo­ni­bile solo il dato del totale Ita­lia. Gatta ci cova?  Appro­fon­di­remo a breve.

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