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Newspeg
Pubblicato il 17 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

Nasce Newspeg: “il Pinterest delle Notizie”

Pin­te­rest ha alcune uti­lity per la con­di­vi­sione di con­te­nuti infor­ma­tivi, ma in realtà è più adatto per aggre­gare i pre­fe­riti e per la con­di­vi­sione di foto, moda, design, ricette ed altri elementi.

Con una chiara ispi­ra­zione a Pin­te­rest è stato lan­ciato in que­sti giorni New­speg, piat­ta­forma Web e mobile di social news che chiun­que può uti­liz­zare per rac­co­gliere, curare e con­di­vi­dere le noti­zie con gli altri.

La sostan­ziale dif­fe­renza rispetto ad altre piat­ta­forme di con­tent cura­tion ed aggre­ga­zione è nel “fat­tore umano”, sono infatti gli indi­vi­dui, le per­sone che deci­de­ranno di uti­liz­zare que­sta piat­ta­forma a creare una col­le­zione, una rac­colta di ciò che gli appare inte­res­sante, con­tra­ria­mente alle altre pro­po­ste che invece si basano fon­da­men­tal­mente su algo­ritmi e/o aggre­ga­zione di con­te­nuti da Twit­ter e Face­book, come il caso di Fli­p­board, Zite e Pri­sma­tic, per citare i più noti.

La con­di­vi­sione avviene in maniera sem­plice, ele­men­tare, attra­verso l’utilizzo di un “bot­tone” da inse­rire nel pro­prio bro­w­ser. Su new­speg appare l’anteprima del con­te­nuto che linka diret­ta­mente al con­te­nuto ori­gi­nale; un ele­mento di cor­ret­tezza nei con­fronti di chi pro­duce i contenuti.

Natu­ral­mente,   New­speg  è inte­grato con  Twit­ter  e  Face­book , così le sto­rie, le noti­zie rac­colte pos­sono essere ulte­rior­mente amplificate.

Osser­vando l’home page di New­speg è impos­si­bile non rile­vare una rap­pre­sen­ta­zione ico­no­gra­fica dell’informazione. Ele­mento che, se posso dirlo, mi con­ferma che con Data­Me­dia­Hub siamo sulla strada giusta.

Newspeg

cogito
Pubblicato il 31 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

2013 In Breve

I 5 arti­coli più letti nel 2013 di que­sta TAZ [*] sono stati, in ordine decre­scente di numero di visualizzazioni:

  1. Hou­ston Abbiamo un Pro­blema: Arti­colo del 14 marzo 2013 su come il mobile sia un’ulteriore minac­cia più che un’opportunità per i già pre­cari conti dell’industria dell’informazione [2.973 visualizzazioni].
  2. Wired Diventa Digi­tal First: Arti­colo del 07 novem­bre 2013 “leak” della let­tera del diret­tore di «Wired» alla reda­zione che anti­ci­pava  i cam­bia­menti della rivi­sta [2.864 visualizzazioni].
  3. Le 5 W del Gior­na­li­smo nel 2012: Arti­colo del 23 Ago­sto 2012 su le evo­lu­zioni dell’ecosistema dell’informazione che richie­dono un’interpretazione in chiave di coin­vol­gi­mento del let­tore da parte dei gior­na­li­sti e dei gior­nali [2.815 visualizzazioni].
  4. About: Il mio pro­filo per­so­nale, e din­torni [2.475 visualizzazioni]
  5. I 24 Social con il Mag­gior Numero di Utenti Attivi: Arti­colo del 01 dicem­bre 2013 di cen­si­mento ed ana­lisi di social media e social net­work nel mondo [1.674 visualizzazioni].

I 5 prin­ci­pali refer­rers sono stati,  in ordine decre­scente di numero di visualizzazioni:

  1. Motori di Ricerca: 46.444 visualizzazioni
  2. Face­book: 24.732 visualizzazioni
  3. Twit­ter: 14.660 visualizzazioni
  4. Lin­ke­din: 1.173 visualizzazioni
  5. Goo­gle+: 996 visualizzazioni

Le 5 nazioni di pro­ve­nienza con il mag­gior numero di visua­liz­za­zioni, in ordine decre­scente, sono state:

  1. Ita­lia: 152.481 visualizzazioni
  2. USA: 3.792 visualizzazioni
  3. UK: 1.443 visualizzazioni
  4. Fran­cia: 1.070 visualizzazioni
  5. Sviz­zera: 1.027 visualizzazioni

Vi rin­gra­zio dav­vero di cuore poi­ché anche nel 2013 il man­te­ni­mento, la cura di que­sta mode­sta TAZ [*] mi ha con­sen­tito di appren­dere dav­vero molto.

Scri­veva Ernest Heming­way che “tutti, uomini e ani­mali, ogni anno che passa acqui­stano un anno, ma alcuni ne acqui­stano uno in più in cono­scenza”, per me è stato dav­vero così, spero pos­siate dire altret­tanto. AUGURI!

cogito

[*]TAZ: Tem­po­rary Auto­no­mous Zone. Una defi­ni­zione e gli approfondimenti/spiegazione di per­chè que­sto spa­zio sia una TAZ e NON un blog.

perché-ho-aperto-un-blog
Pubblicato il 7 giugno 2013 by Pier Luca Santoro

Questo NON è un Blog

Ci sono ter­mini che ven­gono usati con­ven­zio­nal­mente sino a per­dere il loro signi­fi­cato dive­nendo una “parola sca­to­lone”, un  ter­mine che vuol dire tutto e nulla per quanto è vago. Uno di que­sti ter­mini è sicu­ra­mente blog e, peg­gio ancora, il suo deri­vato blog­ger, colui che, come noto, scrive, appunto, un blog.

Si stima che i redat­tori di “blog” che pub­bli­cano “post” [ini­ziamo a vir­go­let­tare que­sti ter­mini] in modo con­ti­nuato in Ita­lia, sareb­bero circa 500mila, una popo­la­zione enorme che, per le ragioni più diverse, ha voglia di espri­mersi e di entrare in rela­zione con altri a distanza, su Internet.

Ori­gi­na­ria­mente, l’insieme dei com­por­ta­menti e del lavoro in Rete di que­ste per­sone costi­tuiva la “blo­go­sfera”, ter­mine usato per la prima volta undici anni fa dall’inglese Brad L.Graham per deno­tare il sistema aperto e inter­con­nesso di “blog”, che viene con­fi­gu­rato pro­gres­si­va­mente dai “blog­ger”: un sistema che pro­duce cono­scenze in quan­tità supe­riori a quelle gene­rate finora dall’umanità nei mil­lenni passati.

Oggi i “blog” sono un for­mat edi­to­riale al quale attin­gono ampia­mente gli edi­tori tra­di­zio­nali per fare traf­fico, per por­tare visite ai loro siti web, ed i gior­na­li­sti per diletto o, più spesso, per miglio­rare la loro visi­bi­lità e repu­ta­zione. Que­sta galas­sia di pro­dut­tori e con­su­ma­tori di infor­ma­zioni , di orga­niz­za­zioni sociali rette dalla comu­ni­ca­zione, appare come un medium dav­vero glo­bale, che, in chiave cor­po­rate, può diven­tare utile per vei­co­lare com­merci di massa e fide­liz­zare con­su­ma­tori o per tra­smet­tere modelli di com­por­ta­mento pub­blico e otte­nere con­senso dai cit­ta­dini, su vasta scala.

I  “blog­ger” da sem­pre sono sog­getti che pre­stano opera gra­tui­ta­mente per otte­nere al mas­simo col­la­nine e per­line, et simi­lia, quando si pre­stano ad azioni di comu­ni­ca­zione azien­dale, o “visi­bi­lità” quando, appunto, scri­vono gra­tui­ta­mente, all’interno di testate regi­strate quali, uno per tutti, l’Huffington Post.

E’ per que­sto che, come avrà notato chi ha la pazienza di leg­gere quo­ti­dia­na­mente ciò che scrivo,per que­sto spa­zio alla defi­ni­zione di blog per­so­nal­mente pri­vi­le­gio da anni quella di T.A.Z, di zona tem­po­ra­nea­mente auto­noma, con­cetto intro­dotto nel 1991 nel libro di Hakim Bey che descrive la tat­tica socio­po­li­tica di creare zone tem­po­ra­nee che elu­dono le nor­mali strut­ture di con­trollo sociale, poi­chè, credo dav­vero di poter dire, all’interno di “Il Gior­na­laio”, con la dovuta atten­zione alla legge, scrivo ciò che voglio, quello di cui ho voglia di par­lare e che mi appare inte­res­sante con­di­vi­dere senza pre­starmi a “mar­chette” di sorta come ho avuto modo di spie­gare, di riba­dire, anche nella mia inter­vi­sta con­te­nuta in que­sto libro degli amici Daniele Chieffi, Clau­dia Dani e Marco Renzi di recen­tis­sima pubblicazione.

Ancor meno sono un “blog­ger”. Il mio lavoro credo sia noto, anche se poi tal­volta mi trovo appic­ci­cata que­sta defi­ni­zione, non è fare blog, io di pro­fes­sione fac­cio altro.

In un momento nel quale con­tent cura­tion sta dive­nendo una delle tante “buz­z­words” usate, ed abu­sate, con una grande mag­gio­ranza di sog­getti che imma­gi­nano che la cura dei con­te­nuti sia fare copia-incolla di pezzi di arti­coli, o imma­gini e video, altrui su Scoop.it o altre piat­ta­forme simili, credo che il ter­mine blog­ger possa final­mente essere sosti­tuito da con­tent cura­tor, o cura­tore di con­te­nuti se si pre­fe­ri­sce una volta tanto l’italiano, poi­chè è que­sto che i migliori fanno, una sele­zione accu­rata di con­te­nuti che ven­gono riag­gre­gati e com­men­tati, rie­la­bo­rati in nuove forme e contenuti.

Per con­clu­dere que­sto mio ragio­na­mento vor­rei anche sot­to­li­neare che a mio avviso i “post” sono quelli che si met­tono sulla bacheca di Face­book ed altri social media. Il ter­mine post attri­buito ai con­te­nuti pro­dotti per una TAZ è ina­de­guato, frutto di un clas­si­smo cul­tu­rale ata­vico secondo il quale gli arti­coli li scri­vono i gior­na­li­sti che nell’era dell’informazione par­te­ci­pata non ha più senso di esistere.

Que­sta è una TAZ, io, per hobby, per curio­sità intel­let­tuale, ed anche per lavoro fuori da con­fini di “Il Gior­na­laio,” curo con­te­nuti e scrivo articoli,

Que­sto NON è un blog, i blog­ger NON esi­stono, era un po’ che volevo dirlo. Com­ment is free!

perché-ho-aperto-un-blog

Si rin­gra­zia l’amico Mas­simo Gen­tile per la rea­liz­za­zione in esclu­siva dell’immagine sopra riportata

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Pubblicato il 30 aprile 2013 by Pier Luca Santoro

Nodi & Snodi a IJF2013

A com­ple­ta­mento del lavoro fatto in que­sti giorni abbiamo rea­liz­zato e pub­bli­cato la  mappa di social net­work ana­ly­sis delle prin­ci­pali con­ver­sa­zioni ed inte­ra­zioni durante tutti i cin­que giorni del Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo [e mio commento].

A breve verra’ pub­bli­cato anche il data­base, in open data, per tutti coloro che voles­sero effet­tuare ulte­riori elaborazioni.

La mappa delle interazioni di #ijf13

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Si segnala infine, che nel giorno suc­ces­sivo al ter­mine della mani­fe­sta­zione, ieri, la coda lunga del festi­val ha pro­dotto 1852 tweet da parte di 1223 per­sone diverse, 908 pari al 49% sono stati ret­weets, 128 replies, risposte.

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Pubblicato il 29 aprile 2013 by Pier Luca Santoro

Monitoraggio delle Conversazioni al Festival Internazionale del Giornalismo

Le con­di­vi­sioni sui social net­work sono ele­mento di sem­pre mag­giore rile­vanza nell’attuale eco­si­stema dell’informazione. Non si tratta sol­tanto di un ele­mento per gene­rare traf­fico ai siti web dei quo­ti­diani online ma di un aspetto che rap­pre­senta un para­me­tro signi­fi­ca­tivo dell’interesse e dell’attenzione nei con­fronti della testata e degli arti­coli, dei temi pro­po­sti. Le con­di­vi­sioni sui social net­work creano noto­rietà di marca, e costrui­scono fidu­cia, gra­zie al pas­sa­pa­rola online degli utenti sul valore del giornale.

Ele­menti che per essere valu­tati ade­gua­ta­mente neces­si­tano di stru­menti che con­sen­tano di valu­tarne l’impatto come, tra gli altri, ha evi­den­ziato Antony De Rosa, durante il suo key note al Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo con­clu­sosi ieri dedi­cato, appunto, ai migliori stru­menti e stra­te­gie per valu­tare l’impatto di ogni storia.

Gra­zie alla piat­ta­forma rea­liz­zata da Buzz­De­tec­tor il gruppo di lavoro [#], del quale ho fatto il super­vi­sor durante il cin­que giorni della mani­fe­sta­zione, sono state moni­to­rate in tempo reale con­ver­sa­zioni ed inte­ra­zioni delle per­sone su Twit­ter pro­du­cendo quo­ti­dia­na­mente una sin­tesi che ha offerto la visione dell’evento attra­verso gli occhi delle per­sone sulla piat­ta­forma di micro­blog­ging da 140 carat­teri, new­swire per eccellenza.

La piat­ta­forma ha con­sen­tito, oltre alla defi­ni­zione dei con­sueti para­me­tri quan­ti­ta­tivi: numero di utenti attivi, numero di tweet ed inte­ra­zioni, anche la  com­pa­ra­zione tra i top com­men­ta­tori, coloro che per numeri e rile­vanza appa­iono sem­pre nelle sin­tesi degli eventi, e gli altri, “i nor­mali”, coloro che sono stati sele­zio­nati non per popo­la­rità ma per la qua­lità dei loro commenti.

Ad inte­grare i dati e la loro inter­pre­ta­zione, sono state rea­liz­zate anche delle Word Cloud gior­na­liere, che con­sen­tono di com­pren­dere ter­mini e temi di mag­gior inte­resse e, soprat­tutto, mappe di social net­work ana­ly­sis che evi­den­ziano le dina­mi­che delle con­ver­sa­zioni in rete e i nodi, le per­sone, cru­ciali. Un ana­lisi sia quan­ti­ta­tiva che qua­li­ta­tiva che per­mette di cono­scere ciò che può sfug­gire annul­lando il rumore di fondo.

Dati ed ana­lisi che nel caso spe­ci­fico costi­tui­scono una base per com­pren­dere gli inte­ressi delle per­sone, dei par­te­ci­panti al festi­val e che ha decre­tato anche in que­sto modo l’incredibile suc­cesso della set­tima edi­zione dell’International Jour­na­lism Festi­val con 9184 per­sone che hanno gene­rato quasi  44mila tweet tra il 24 ed il 28 aprile.

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[#] I com­po­nenti del gruppo di lavoro sono stati: Pier Luca San­toro, esperto di Comu­ni­ca­zione e Media, Angelo Cen­tini, data scien­tist per Buzz­de­tec­tor, Aarti C. Tho­b­hani, free­lance jour­na­list volon­ta­ria per il festi­val, Mat­teo Di Ren­zoni, free­lance data jour­na­list volon­ta­rio per il festi­val, Ales­san­dro Belotti, gior­na­li­sta e volon­ta­rio per il festi­val, Gia­nan­drea Fac­chini, CEO e fon­da­tore di Buzzdetector.

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