content curation

Digital Marketing Hype Cycle
Posted on 22 ottobre 2015 by Pier Luca Santoro

Post-it

Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere.

  • Twitter – Due novità nello stesso giorno per la piattaforma di microblogging da 140 caratteri. Nei prossimi giorni sarà possibile per chiunque effettuare dei sondaggi con Twitter Polls. I sondaggi saranno disponibili per 24 ore da quando sono creati. Vediamo se, finalmente, si capisce una volta per tutte che i social non sono solo uno strumento promozionale. Introdotto inoltre Curator Tool, strumento di storytelling davvero interessante da quel che si intuisce dalle preview pubblicate.
  • Freemium – Il più importante giornale tedesco: Bild, a due anni dall’introduzione di un paywall basato su un sistema freemium ha raggiunto la non trascurabile cifra di 260mila abbonati. La proposta di BILD+ prevede un 20% di contenuti a pagamento ed il restante gratuiti. Dai numeri sembrerebbe che un approccio soft di questo tipo possa funzionare.
  • Google Preferred – Arriva anche in Italia, da gennaio 2016, Google Preferred, soluzione che va a identificare e a proporre ai brand il 5% di tutti i contenuti YouTube in base a una logica che tiene conto della popolarità e dell’engagement, offrendo questa nuova soluzione pubblicitaria che consentirà alle imprese di accedere al contenuto più gradito dalla loro audience. Come Communication Factor[Y] abbiamo curato il lato social dell’evento [vd: #YTPulse15] e proposto una dashboard interattiva e dinamica durante la serata di presentazione.
  • SperimentAzioni – L’Eco di Bergamo lancia un proprio progetto di coinvolgimento, sul proprio sito, finalmente, del lettore e pubblica soluzioni a problemi dell’area di riferimento proposte dai cittadini. Prendere nota [#].
  • Social Ads – Secondo un’indagine pubblicata da eMarketer, la miglior efficacia pubblicitaria è di Facebook grazie alle ottime possibilità di profilazione offerte.
  • Un Mondo Profittevole – Il gruppo Le Monde tornerà al pareggio quest’anno, dopo anni di perdite, e registrerà sensibili utili nel 2016, in linea con gli obiettivi fissati. Quest’anno il giornale “dovrebbe registrare un utile operativo per 6 milioni di euro escluse le attivita’ di stampa e tra 10 e 15 milioni nel 2016.
  • Content Curation – Una lista di 5 tools per aiutare le redazioni a trovare e condividere i contenuti. Utile.

Digital Marketing Hype Cycle

Altre noti­zie e segna­la­zioni su media e comu­ni­ca­zione nella nostra pagina Face­book e, ovvia­mente, su Twit­ter. Buona lettura.

[#] Disclaimer: Il sottoscritto opera come consulente e formatore per il gruppo Seesab proprietario, anche, de l’Eco di Bergamo.

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Posted on 25 agosto 2015 by Pier Luca Santoro, Lelio Simi

Dalla Cura dei Contenuti allo Storytelling

Per il primo dei due corsi che Lelio Simi ed io terremo a Bologna in settembre, relativo a “Dalla cura dei contenuti allo storytelling [trovare, aggregare, curare contenuti e trasformarli in racconto]”, abbiamo elaborato il programma definitivo.

Programma

Ricerca e verifica

09.30 – 10.00 Cercare storie e fonti interessanti attraverso i social media. Restringere il campo: Le ricerche avanzate [come utilizzare tutte le potenzialità di Google, Twitter, Facebook, Instagram e altri social].

10.00 – 10.30  Organizzare il caos: tool e strategie per organizzare e gestire delle fonti e non impazzire.

11.00 – 11.30  Verifica delle storie. Le regole base e gli strumenti per verificare le fonti e i contenuti dai social media.

Content Curation

11.30 – 12.00 Introduzione: i tre principi base della cura dei contenuti – Oltre la semplice aggregazione dei contenuti: la sfida e il valore della content curation – Etica e codici etici per fare una corretta curation.

12.00 – 12.30 Panoramica di tool per aggregare e curare i contenuti: come funzionano a cosa servono, come usarli.

12.30 – 13.00  Algoritmi vs. “fattore umano”. Cosa vuol dire concretamente aggiungere valore ai contenuti aggregati.

13.00 – 14.00 Pausa pranzo

14.00 – 14.30 Idee e buone pratiche su come usare la content curation per l’azienda.

Storytelling

14.30 – 15.00  Costruire una storia. Elementi base.

15.00 – 15.30 Storytelling giornalistico: il reportage [l’inchiesta di approfondimento], come approfondire una tematica.

15.30 – 16.00 Storytelling multimediale: “Snow Fall” e l’evoluzione del racconto digitale. Di cosa parliamo quando parliamo di storytelling multimediale. Panoramica di free tool per fare “snowfalling”.

17.00 – 17.30 Usare i dati per raccontare storie: data journalism e storytelling, tool base per visualizzare i dati [anche se non si è programmatori].

17.30 – 18.00 Idee e strategie per utilizzare lo storytelling digitale in azienda – la pubblicità, il giornalismo e il racconto digitale: esempi e analisi di storytelling digitale utilizzato dalle aziende e dai giornali per contenuti sponsorizzati e native advertising.

18.00-18.30 Tiriamo e somme: Conclusioni generali & question time.

La formazione sarà sviluppata in modo tale da unire la teoria con la pra­tica, offrendo quindi sezioni di work­shop interattivi attraverso i quali sperimentare i concetti appresi. Grazie al learning by doing i partecipanti saranno concretamente messi in grado di attivare da subito quanto appreso.

Per questa occasione abbiamo deciso di mantenere le condizioni “promo” e confermare lo sconto del 20% anche per chi si iscrivesse in questi giorni. Che aspettate?

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Newspeg
Posted on 17 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

Nasce Newspeg: “il Pinterest delle Notizie”

Pinterest ha alcune utility per la condivisione di contenuti informativi, ma in realtà è più adatto per aggregare i preferiti e per la condivisione di foto, moda, design, ricette ed altri elementi.

Con una chiara ispirazione a Pinterest è stato lanciato in questi giorni Newspeg, piattaforma Web e mobile di social news che chiunque può utilizzare per raccogliere, curare e condividere le notizie con gli altri.

La sostanziale differenza rispetto ad altre piattaforme di content curation ed aggregazione è nel “fattore umano”, sono infatti gli individui, le persone che decideranno di utilizzare questa piattaforma a creare una collezione, una raccolta di ciò che gli appare interessante, contrariamente alle altre proposte che invece si basano fondamentalmente su algoritmi e/o aggregazione di contenuti da Twitter e Facebook, come il caso di Flipboard, Zite e Prismatic, per citare i più noti.

La condivisione avviene in maniera semplice, elementare, attraverso l’utilizzo di un “bottone” da inserire nel proprio browser. Su newspeg appare l’anteprima del contenuto che linka direttamente al contenuto originale; un elemento di correttezza nei confronti di chi produce i contenuti.

Naturalmente,   Newspeg  è integrato con  Twitter  e  Facebook , così le storie, le notizie raccolte possono essere ulteriormente amplificate.

Osservando l’home page di Newspeg è impossibile non rilevare una rappresentazione iconografica dell’informazione. Elemento che, se posso dirlo, mi conferma che con DataMediaHub siamo sulla strada giusta.

Newspeg

cogito
Posted on 31 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

2013 In Breve

I 5 articoli più letti nel 2013 di questa TAZ [*] sono stati, in ordine decrescente di numero di visualizzazioni:

  1. Houston Abbiamo un Problema: Articolo del 14 marzo 2013 su come il mobile sia un’ulteriore minaccia più che un’opportunità per i già precari conti dell’industria dell’informazione [2.973 visualizzazioni].
  2. Wired Diventa Digital First: Articolo del 07 novembre 2013 “leak” della lettera del direttore di «Wired» alla redazione che anticipava  i cambiamenti della rivista [2.864 visualizzazioni].
  3. Le 5 W del Giornalismo nel 2012: Articolo del 23 Agosto 2012 su le evoluzioni dell’ecosistema dell’informazione che richiedono un’interpretazione in chiave di coinvolgimento del lettore da parte dei giornalisti e dei giornali [2.815 visualizzazioni].
  4. About: Il mio profilo personale, e dintorni [2.475 visualizzazioni]
  5. I 24 Social con il Maggior Numero di Utenti Attivi: Articolo del 01 dicembre 2013 di censimento ed analisi di social media e social network nel mondo [1.674 visualizzazioni].

I 5 principali referrers sono stati,  in ordine decrescente di numero di visualizzazioni:

  1. Motori di Ricerca: 46.444 visualizzazioni
  2. Facebook: 24.732 visualizzazioni
  3. Twitter: 14.660 visualizzazioni
  4. Linkedin: 1.173 visualizzazioni
  5. Google+: 996 visualizzazioni

Le 5 nazioni di provenienza con il maggior numero di visualizzazioni, in ordine decrescente, sono state:

  1. Italia: 152.481 visualizzazioni
  2. USA: 3.792 visualizzazioni
  3. UK: 1.443 visualizzazioni
  4. Francia: 1.070 visualizzazioni
  5. Svizzera: 1.027 visualizzazioni

Vi ringrazio davvero di cuore poiché anche nel 2013 il mantenimento, la cura di questa modesta TAZ [*] mi ha consentito di apprendere davvero molto.

Scriveva Ernest Hemingway che “tutti, uomini e animali, ogni anno che passa acquistano un anno, ma alcuni ne acquistano uno in più in conoscenza”, per me è stato davvero così, spero possiate dire altrettanto. AUGURI!

cogito

[*]TAZ: Temporary Autonomous Zone. Una definizione e gli approfondimenti/spiegazione di perchè questo spazio sia una TAZ e NON un blog.

perché-ho-aperto-un-blog
Posted on 7 giugno 2013 by Pier Luca Santoro

Questo NON è un Blog

Ci sono termini che vengono usati convenzionalmente sino a perdere il loro significato divenendo una “parola scatolone”, un  termine che vuol dire tutto e nulla per quanto è vago. Uno di questi termini è sicuramente blog e, peggio ancora, il suo derivato blogger, colui che, come noto, scrive, appunto, un blog.

Si stima che i redattori di “blog” che pubblicano “post” [iniziamo a virgolettare questi termini] in modo continuato in Italia, sarebbero circa 500mila, una popolazione enorme che, per le ragioni più diverse, ha voglia di esprimersi e di entrare in relazione con altri a distanza, su Internet.

Originariamente, l’insieme dei comportamenti e del lavoro in Rete di queste persone costituiva la “blogosfera”, termine usato per la prima volta undici anni fa dall’inglese Brad L.Graham per denotare il sistema aperto e interconnesso di “blog”, che viene configurato progressivamente dai “blogger”: un sistema che produce conoscenze in quantità superiori a quelle generate finora dall’umanità nei millenni passati.

Oggi i “blog” sono un format editoriale al quale attingono ampiamente gli editori tradizionali per fare traffico, per portare visite ai loro siti web, ed i giornalisti per diletto o, più spesso, per migliorare la loro visibilità e reputazione. Questa galassia di produttori e consumatori di informazioni , di organizzazioni sociali rette dalla comunicazione, appare come un medium davvero globale, che, in chiave corporate, può diventare utile per veicolare commerci di massa e fidelizzare consumatori o per trasmettere modelli di comportamento pubblico e ottenere consenso dai cittadini, su vasta scala.

I  “blogger” da sempre sono soggetti che prestano opera gratuitamente per ottenere al massimo collanine e perline, et similia, quando si prestano ad azioni di comunicazione aziendale, o “visibilità” quando, appunto, scrivono gratuitamente, all’interno di testate registrate quali, uno per tutti, l’Huffington Post.

E’ per questo che, come avrà notato chi ha la pazienza di leggere quotidianamente ciò che scrivo,per questo spazio alla definizione di blog personalmente privilegio da anni quella di T.A.Z, di zona temporaneamente autonoma, concetto introdotto nel 1991 nel libro di Hakim Bey che descrive la tattica sociopolitica di creare zone temporanee che eludono le normali strutture di controllo sociale, poichè, credo davvero di poter dire, all’interno di “Il Giornalaio”, con la dovuta attenzione alla legge, scrivo ciò che voglio, quello di cui ho voglia di parlare e che mi appare interessante condividere senza prestarmi a “marchette” di sorta come ho avuto modo di spiegare, di ribadire, anche nella mia intervista contenuta in questo libro degli amici Daniele Chieffi, Claudia Dani e Marco Renzi di recentissima pubblicazione.

Ancor meno sono un “blogger”. Il mio lavoro credo sia noto, anche se poi talvolta mi trovo appiccicata questa definizione, non è fare blog, io di professione faccio altro.

In un momento nel quale content curation sta divenendo una delle tante “buzzwords” usate, ed abusate, con una grande maggioranza di soggetti che immaginano che la cura dei contenuti sia fare copia-incolla di pezzi di articoli, o immagini e video, altrui su Scoop.it o altre piattaforme simili, credo che il termine blogger possa finalmente essere sostituito da content curator, o curatore di contenuti se si preferisce una volta tanto l’italiano, poichè è questo che i migliori fanno, una selezione accurata di contenuti che vengono riaggregati e commentati, rielaborati in nuove forme e contenuti.

Per concludere questo mio ragionamento vorrei anche sottolineare che a mio avviso i “post” sono quelli che si mettono sulla bacheca di Facebook ed altri social media. Il termine post attribuito ai contenuti prodotti per una TAZ è inadeguato, frutto di un classismo culturale atavico secondo il quale gli articoli li scrivono i giornalisti che nell’era dell’informazione partecipata non ha più senso di esistere.

Questa è una TAZ, io, per hobby, per curiosità intellettuale, ed anche per lavoro fuori da confini di “Il Giornalaio,” curo contenuti e scrivo articoli,

Questo NON è un blog, i blogger NON esistono, era un po’ che volevo dirlo. Comment is free!

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Si ringrazia l’amico Massimo Gentile per la realizzazione in esclusiva dell’immagine sopra riportata

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