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Newspeg
Pubblicato il 17 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

Nasce Newspeg: “il Pinterest delle Notizie”

Pin­te­rest ha alcune uti­lity per la con­di­vi­sione di con­te­nuti infor­ma­tivi, ma in realtà è più adatto per aggre­gare i pre­fe­riti e per la con­di­vi­sione di foto, moda, design, ricette ed altri elementi.

Con una chiara ispi­ra­zione a Pin­te­rest è stato lan­ciato in que­sti giorni New­speg, piat­ta­forma Web e mobile di social news che chiun­que può uti­liz­zare per rac­co­gliere, curare e con­di­vi­dere le noti­zie con gli altri.

La sostan­ziale dif­fe­renza rispetto ad altre piat­ta­forme di con­tent cura­tion ed aggre­ga­zione è nel “fat­tore umano”, sono infatti gli indi­vi­dui, le per­sone che deci­de­ranno di uti­liz­zare que­sta piat­ta­forma a creare una col­le­zione, una rac­colta di ciò che gli appare inte­res­sante, con­tra­ria­mente alle altre pro­po­ste che invece si basano fon­da­men­tal­mente su algo­ritmi e/o aggre­ga­zione di con­te­nuti da Twit­ter e Face­book, come il caso di Fli­p­board, Zite e Pri­sma­tic, per citare i più noti.

La con­di­vi­sione avviene in maniera sem­plice, ele­men­tare, attra­verso l’utilizzo di un “bot­tone” da inse­rire nel pro­prio bro­w­ser. Su new­speg appare l’anteprima del con­te­nuto che linka diret­ta­mente al con­te­nuto ori­gi­nale; un ele­mento di cor­ret­tezza nei con­fronti di chi pro­duce i contenuti.

Natu­ral­mente,   New­speg  è inte­grato con  Twit­ter  e  Face­book , così le sto­rie, le noti­zie rac­colte pos­sono essere ulte­rior­mente amplificate.

Osser­vando l’home page di New­speg è impos­si­bile non rile­vare una rap­pre­sen­ta­zione ico­no­gra­fica dell’informazione. Ele­mento che, se posso dirlo, mi con­ferma che con Data­Me­dia­Hub siamo sulla strada giusta.

Newspeg

cogito
Pubblicato il 31 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

2013 In Breve

I 5 arti­coli più letti nel 2013 di que­sta TAZ [*] sono stati, in ordine decre­scente di numero di visualizzazioni:

  1. Hou­ston Abbiamo un Pro­blema: Arti­colo del 14 marzo 2013 su come il mobile sia un’ulteriore minac­cia più che un’opportunità per i già pre­cari conti dell’industria dell’informazione [2.973 visualizzazioni].
  2. Wired Diventa Digi­tal First: Arti­colo del 07 novem­bre 2013 “leak” della let­tera del diret­tore di «Wired» alla reda­zione che anti­ci­pava  i cam­bia­menti della rivi­sta [2.864 visualizzazioni].
  3. Le 5 W del Gior­na­li­smo nel 2012: Arti­colo del 23 Ago­sto 2012 su le evo­lu­zioni dell’ecosistema dell’informazione che richie­dono un’interpretazione in chiave di coin­vol­gi­mento del let­tore da parte dei gior­na­li­sti e dei gior­nali [2.815 visualizzazioni].
  4. About: Il mio pro­filo per­so­nale, e din­torni [2.475 visualizzazioni]
  5. I 24 Social con il Mag­gior Numero di Utenti Attivi: Arti­colo del 01 dicem­bre 2013 di cen­si­mento ed ana­lisi di social media e social net­work nel mondo [1.674 visualizzazioni].

I 5 prin­ci­pali refer­rers sono stati,  in ordine decre­scente di numero di visualizzazioni:

  1. Motori di Ricerca: 46.444 visualizzazioni
  2. Face­book: 24.732 visualizzazioni
  3. Twit­ter: 14.660 visualizzazioni
  4. Lin­ke­din: 1.173 visualizzazioni
  5. Goo­gle+: 996 visualizzazioni

Le 5 nazioni di pro­ve­nienza con il mag­gior numero di visua­liz­za­zioni, in ordine decre­scente, sono state:

  1. Ita­lia: 152.481 visualizzazioni
  2. USA: 3.792 visualizzazioni
  3. UK: 1.443 visualizzazioni
  4. Fran­cia: 1.070 visualizzazioni
  5. Sviz­zera: 1.027 visualizzazioni

Vi rin­gra­zio dav­vero di cuore poi­ché anche nel 2013 il man­te­ni­mento, la cura di que­sta mode­sta TAZ [*] mi ha con­sen­tito di appren­dere dav­vero molto.

Scri­veva Ernest Heming­way che “tutti, uomini e ani­mali, ogni anno che passa acqui­stano un anno, ma alcuni ne acqui­stano uno in più in cono­scenza”, per me è stato dav­vero così, spero pos­siate dire altret­tanto. AUGURI!

cogito

[*]TAZ: Tem­po­rary Auto­no­mous Zone. Una defi­ni­zione e gli approfondimenti/spiegazione di per­chè que­sto spa­zio sia una TAZ e NON un blog.

perché-ho-aperto-un-blog
Pubblicato il 7 giugno 2013 by Pier Luca Santoro

Questo NON è un Blog

Ci sono ter­mini che ven­gono usati con­ven­zio­nal­mente sino a per­dere il loro signi­fi­cato dive­nendo una “parola sca­to­lone”, un  ter­mine che vuol dire tutto e nulla per quanto è vago. Uno di que­sti ter­mini è sicu­ra­mente blog e, peg­gio ancora, il suo deri­vato blog­ger, colui che, come noto, scrive, appunto, un blog.

Si stima che i redat­tori di “blog” che pub­bli­cano “post” [ini­ziamo a vir­go­let­tare que­sti ter­mini] in modo con­ti­nuato in Ita­lia, sareb­bero circa 500mila, una popo­la­zione enorme che, per le ragioni più diverse, ha voglia di espri­mersi e di entrare in rela­zione con altri a distanza, su Internet.

Ori­gi­na­ria­mente, l’insieme dei com­por­ta­menti e del lavoro in Rete di que­ste per­sone costi­tuiva la “blo­go­sfera”, ter­mine usato per la prima volta undici anni fa dall’inglese Brad L.Graham per deno­tare il sistema aperto e inter­con­nesso di “blog”, che viene con­fi­gu­rato pro­gres­si­va­mente dai “blog­ger”: un sistema che pro­duce cono­scenze in quan­tità supe­riori a quelle gene­rate finora dall’umanità nei mil­lenni passati.

Oggi i “blog” sono un for­mat edi­to­riale al quale attin­gono ampia­mente gli edi­tori tra­di­zio­nali per fare traf­fico, per por­tare visite ai loro siti web, ed i gior­na­li­sti per diletto o, più spesso, per miglio­rare la loro visi­bi­lità e repu­ta­zione. Que­sta galas­sia di pro­dut­tori e con­su­ma­tori di infor­ma­zioni , di orga­niz­za­zioni sociali rette dalla comu­ni­ca­zione, appare come un medium dav­vero glo­bale, che, in chiave cor­po­rate, può diven­tare utile per vei­co­lare com­merci di massa e fide­liz­zare con­su­ma­tori o per tra­smet­tere modelli di com­por­ta­mento pub­blico e otte­nere con­senso dai cit­ta­dini, su vasta scala.

I  “blog­ger” da sem­pre sono sog­getti che pre­stano opera gra­tui­ta­mente per otte­nere al mas­simo col­la­nine e per­line, et simi­lia, quando si pre­stano ad azioni di comu­ni­ca­zione azien­dale, o “visi­bi­lità” quando, appunto, scri­vono gra­tui­ta­mente, all’interno di testate regi­strate quali, uno per tutti, l’Huffington Post.

E’ per que­sto che, come avrà notato chi ha la pazienza di leg­gere quo­ti­dia­na­mente ciò che scrivo,per que­sto spa­zio alla defi­ni­zione di blog per­so­nal­mente pri­vi­le­gio da anni quella di T.A.Z, di zona tem­po­ra­nea­mente auto­noma, con­cetto intro­dotto nel 1991 nel libro di Hakim Bey che descrive la tat­tica socio­po­li­tica di creare zone tem­po­ra­nee che elu­dono le nor­mali strut­ture di con­trollo sociale, poi­chè, credo dav­vero di poter dire, all’interno di “Il Gior­na­laio”, con la dovuta atten­zione alla legge, scrivo ciò che voglio, quello di cui ho voglia di par­lare e che mi appare inte­res­sante con­di­vi­dere senza pre­starmi a “mar­chette” di sorta come ho avuto modo di spie­gare, di riba­dire, anche nella mia inter­vi­sta con­te­nuta in que­sto libro degli amici Daniele Chieffi, Clau­dia Dani e Marco Renzi di recen­tis­sima pubblicazione.

Ancor meno sono un “blog­ger”. Il mio lavoro credo sia noto, anche se poi tal­volta mi trovo appic­ci­cata que­sta defi­ni­zione, non è fare blog, io di pro­fes­sione fac­cio altro.

In un momento nel quale con­tent cura­tion sta dive­nendo una delle tante “buz­z­words” usate, ed abu­sate, con una grande mag­gio­ranza di sog­getti che imma­gi­nano che la cura dei con­te­nuti sia fare copia-incolla di pezzi di arti­coli, o imma­gini e video, altrui su Scoop.it o altre piat­ta­forme simili, credo che il ter­mine blog­ger possa final­mente essere sosti­tuito da con­tent cura­tor, o cura­tore di con­te­nuti se si pre­fe­ri­sce una volta tanto l’italiano, poi­chè è que­sto che i migliori fanno, una sele­zione accu­rata di con­te­nuti che ven­gono riag­gre­gati e com­men­tati, rie­la­bo­rati in nuove forme e contenuti.

Per con­clu­dere que­sto mio ragio­na­mento vor­rei anche sot­to­li­neare che a mio avviso i “post” sono quelli che si met­tono sulla bacheca di Face­book ed altri social media. Il ter­mine post attri­buito ai con­te­nuti pro­dotti per una TAZ è ina­de­guato, frutto di un clas­si­smo cul­tu­rale ata­vico secondo il quale gli arti­coli li scri­vono i gior­na­li­sti che nell’era dell’informazione par­te­ci­pata non ha più senso di esistere.

Que­sta è una TAZ, io, per hobby, per curio­sità intel­let­tuale, ed anche per lavoro fuori da con­fini di “Il Gior­na­laio,” curo con­te­nuti e scrivo articoli,

Que­sto NON è un blog, i blog­ger NON esi­stono, era un po’ che volevo dirlo. Com­ment is free!

perché-ho-aperto-un-blog

Si rin­gra­zia l’amico Mas­simo Gen­tile per la rea­liz­za­zione in esclu­siva dell’immagine sopra riportata

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Pubblicato il 30 aprile 2013 by Pier Luca Santoro

Nodi & Snodi a IJF2013

A com­ple­ta­mento del lavoro fatto in que­sti giorni abbiamo rea­liz­zato e pub­bli­cato la  mappa di social net­work ana­ly­sis delle prin­ci­pali con­ver­sa­zioni ed inte­ra­zioni durante tutti i cin­que giorni del Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo [e mio commento].

A breve verra’ pub­bli­cato anche il data­base, in open data, per tutti coloro che voles­sero effet­tuare ulte­riori elaborazioni.

La mappa delle interazioni di #ijf13

– clicca per acce­dere alla ver­sione interattiva -

Si segnala infine, che nel giorno suc­ces­sivo al ter­mine della mani­fe­sta­zione, ieri, la coda lunga del festi­val ha pro­dotto 1852 tweet da parte di 1223 per­sone diverse, 908 pari al 49% sono stati ret­weets, 128 replies, risposte.

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Pubblicato il 29 aprile 2013 by Pier Luca Santoro

Monitoraggio delle Conversazioni al Festival Internazionale del Giornalismo

Le con­di­vi­sioni sui social net­work sono ele­mento di sem­pre mag­giore rile­vanza nell’attuale eco­si­stema dell’informazione. Non si tratta sol­tanto di un ele­mento per gene­rare traf­fico ai siti web dei quo­ti­diani online ma di un aspetto che rap­pre­senta un para­me­tro signi­fi­ca­tivo dell’interesse e dell’attenzione nei con­fronti della testata e degli arti­coli, dei temi pro­po­sti. Le con­di­vi­sioni sui social net­work creano noto­rietà di marca, e costrui­scono fidu­cia, gra­zie al pas­sa­pa­rola online degli utenti sul valore del giornale.

Ele­menti che per essere valu­tati ade­gua­ta­mente neces­si­tano di stru­menti che con­sen­tano di valu­tarne l’impatto come, tra gli altri, ha evi­den­ziato Antony De Rosa, durante il suo key note al Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo con­clu­sosi ieri dedi­cato, appunto, ai migliori stru­menti e stra­te­gie per valu­tare l’impatto di ogni storia.

Gra­zie alla piat­ta­forma rea­liz­zata da Buzz­De­tec­tor il gruppo di lavoro [#], del quale ho fatto il super­vi­sor durante il cin­que giorni della mani­fe­sta­zione, sono state moni­to­rate in tempo reale con­ver­sa­zioni ed inte­ra­zioni delle per­sone su Twit­ter pro­du­cendo quo­ti­dia­na­mente una sin­tesi che ha offerto la visione dell’evento attra­verso gli occhi delle per­sone sulla piat­ta­forma di micro­blog­ging da 140 carat­teri, new­swire per eccellenza.

La piat­ta­forma ha con­sen­tito, oltre alla defi­ni­zione dei con­sueti para­me­tri quan­ti­ta­tivi: numero di utenti attivi, numero di tweet ed inte­ra­zioni, anche la  com­pa­ra­zione tra i top com­men­ta­tori, coloro che per numeri e rile­vanza appa­iono sem­pre nelle sin­tesi degli eventi, e gli altri, “i nor­mali”, coloro che sono stati sele­zio­nati non per popo­la­rità ma per la qua­lità dei loro commenti.

Ad inte­grare i dati e la loro inter­pre­ta­zione, sono state rea­liz­zate anche delle Word Cloud gior­na­liere, che con­sen­tono di com­pren­dere ter­mini e temi di mag­gior inte­resse e, soprat­tutto, mappe di social net­work ana­ly­sis che evi­den­ziano le dina­mi­che delle con­ver­sa­zioni in rete e i nodi, le per­sone, cru­ciali. Un ana­lisi sia quan­ti­ta­tiva che qua­li­ta­tiva che per­mette di cono­scere ciò che può sfug­gire annul­lando il rumore di fondo.

Dati ed ana­lisi che nel caso spe­ci­fico costi­tui­scono una base per com­pren­dere gli inte­ressi delle per­sone, dei par­te­ci­panti al festi­val e che ha decre­tato anche in que­sto modo l’incredibile suc­cesso della set­tima edi­zione dell’International Jour­na­lism Festi­val con 9184 per­sone che hanno gene­rato quasi  44mila tweet tra il 24 ed il 28 aprile.

- clicca per accedere alla versione interattiva -

- clicca per acce­dere alla ver­sione interattiva -

[#] I com­po­nenti del gruppo di lavoro sono stati: Pier Luca San­toro, esperto di Comu­ni­ca­zione e Media, Angelo Cen­tini, data scien­tist per Buzz­de­tec­tor, Aarti C. Tho­b­hani, free­lance jour­na­list volon­ta­ria per il festi­val, Mat­teo Di Ren­zoni, free­lance data jour­na­list volon­ta­rio per il festi­val, Ales­san­dro Belotti, gior­na­li­sta e volon­ta­rio per il festi­val, Gia­nan­drea Fac­chini, CEO e fon­da­tore di Buzzdetector.

- #ijf12 Twitter Influence Graph -
Pubblicato il 16 aprile 2013 by Pier Luca Santoro

Social Media Intelligence al Festival Internazionale del Giornalismo

Il Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo, a Peru­gia dal 24 al 28 aprile pros­simi, giunge alla sua set­tima edi­zione. Edi­zione che quest’anno ha un pro­gramma dav­vero di spes­sore ed inte­resse straordinario.

Un pro­gramma che al suo interno quo­ti­dia­na­mente vede spazi di con­fronto, di discus­sione ed anche di appren­di­mento dedi­cati ai social media ed al loro ruolo sia in ter­mini di fonte di infor­ma­zione che a livello della loro con­di­vi­sione e dif­fu­sione, a testi­mo­nianza, se neces­sa­rio, della cre­scente rile­vanza di social media e social net­work all’interno dell’ecosistema dell’informazione.

Dopo le spe­ri­men­ta­zioni dell’anno scorso di map­pa­tura delle con­ver­sa­zioni su Twit­ter con l’analisi, sia quan­ti­ta­tiva che qua­li­ta­tiva, dei tweet con­te­nenti l’hashtag uffi­ciale #ijf12, moni­to­rati e ana­liz­zati per tutta la durata del festi­val, in que­sta edi­zione si amplia il monitoraggio.

Gra­zie alla piat­ta­forma rea­liz­zata ad hoc da Buzz­De­tec­tor, con l’apporto di un gruppo di volon­tari, forza viva di que­sto evento, gui­dati da Angelo Cen­tini, team lea­der del pro­getto come l’anno pas­sato, ed il sot­to­scritto in qua­lità di super­vi­sor, oltre alla social net­work ana­ly­sis, e rela­tive mappe, verrà effet­tuata una sin­tesi che con­tri­buirà alla nar­ra­zione della manifestazione.

Quo­ti­dia­na­mente effet­tue­remo, dopo la veri­fica, il fil­trag­gio delle infor­ma­zioni, il rac­conto del Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo visto con gli occhi dei par­te­ci­panti. Saranno rea­liz­zate diverse forme di sin­tesi gra­fica come le mappe di social net­work ana­ly­sis ma anche le tag cloud e word cloud. Oltre ai “top tweet”, ai tweet piu rit­wit­tati, saranno for­niti in tempo reale e attra­verso una sin­tesi gior­na­liera dispo­ni­bile sul sito web uffi­ciale della mani­fe­sta­zione, alcuni dati sta­ti­stici come le per­sone più popo­lari, imma­gini e video più dif­fusi, più con­di­visi, e sele­zio­nati, con quello che abbiamo chia­mato “edi­tor picks”, le men­tion, le affer­ma­zioni che meglio rac­con­tano la manifestazione.

Durante l’evento potete seguirci, oltre che dalle pagine del sito web del festi­val, andando a visi­tare la piat­ta­forma di moni­to­rag­gio in tempo reale, già attiva, e ovvia­mente attra­verso Twit­ter con gli hash­tag #ijf13 e #buzzflow.

- #ijf12 Twitter Influence Graph -

- #ijf12 Twit­ter Influence Graph -

Storination
Pubblicato il 10 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

10 Strumenti per la Cura dei Contenuti

La con­tent cura­tion, l’atto di sco­prire e pre­sen­tare con­te­nuti digi­tali, sta diven­tando sem­pre più popo­lare tra edi­tori ed esperti di mar­ke­ting in un ottica di brand jour­na­lism. Invece di con­cen­trarsi sulla gene­ra­zione di nuovi con­te­nuti, la cura dei con­te­nuti si con­cen­tra sul fil­trare effi­ca­ce­mente i con­te­nuti da una varietà di fonti e la con­se­gna ai let­tori in un modo visi­va­mente accat­ti­vante e organizzata.

Ci sono diversi ser­vizi di cura dei con­te­nuti che con­sen­tono di creare rivi­ste online con con­te­nuti mash-up da siti web, blog, feed RSS, social media, e altre fonti online.

Qui di seguito una lista di 10 siti gra­tuiti per rea­liz­zare la cura dei con­te­nuti che è pos­si­bile uti­liz­zare per for­nire con­te­nuti per il pub­blico per creare la pro­pria rivi­sta digi­tale o il pro­prio quo­ti­diano. L’ obiet­tivo di fondo, è impor­tante spe­ci­fi­carlo, è quello di costruire una espe­rienza effi­cace e ridurre l’impatto dell’ over­load di informazioni.

1. Bag­theweb

Bag­TheWeb aiuta gli utenti a curare i con­te­nuti Web. Se si desi­dera sal­vare i migliori con­te­nuti che si incon­tra durante la navi­ga­zione in Inter­net ed averne accesso in un secondo momento que­sta è una risorsa impor­tante. Con­sente di sal­vare le pagine che tro­vate utili e uti­liz­zarlo per rife­ri­mento per­so­nale o da con­di­vi­dere con gli altri.

Come sug­ge­ri­sce il nome, è pos­si­bile creare una “borsa” [“Bag The Web”] per qual­siasi argo­mento e rac­co­gliere, pub­bli­care e con­di­vi­dere qual­siasi con­te­nuto dal Web. Que­ste “borse” pos­sono essere usate per molti scopi: per rac­co­man­dare i pro­dotti, per la con­di­vi­sione di cono­scenze tec­ni­che, per la costru­zione di guide di viag­gio, ma anche per difen­dere una causa, e per­sino per l’organizzazione di una riu­nione o la pre­pa­ra­zione di un discorso.

2. Pearl­tress

Pearl­tress è un ser­vi­zio gra­tuito che con­sente di creare la mappa vivente del web. Lo scopo di que­sto è quello di poter facil­mente sal­vare e recu­pe­rare con­te­nuti inte­res­santi che si tro­vano sul web. Il con­te­nuto memo­riz­zato viene orga­niz­zato e pre­sen­tato all’utente in maniera visi­va­mente accat­ti­vante ed pos­si­bile con­di­vi­derlo con gli altri.

3. Col­lec­ted

Col­lec­ted è un ser­vi­zio in cui facil­mente rac­co­gliere feed e fonti di noti­zie pro­prie e di altri su base gior­na­liera. È anche pos­si­bile espor­tare la rac­colta a un nuovo feed che è pos­si­bile uti­liz­zare nel vostro let­tore pre­fe­rito, come Goo­gle Rea­der, Net­New­sWire [se usate un Mac], etc. Col­lec­ted con­sente di rac­co­gliere siti di news, feeds di twit­ter, flickr RSS, blog, o qual­siasi cosa che uti­lizza RSS, Atom o XML.

4. Tra­pit

Tra­pit è uno degli stru­menti più nuovi con cui è pos­si­bile per­so­na­liz­zare la noti­zia che si legge on-line. Quanto più si uti­lizza il sito più cre­sce la cono­scenza e la pos­si­bi­lità di otte­nere rac­co­man­da­zini su nuovi con­te­nuti ai quali si potrebbe essere poten­zial­mente inte­res­sati Il pro­cesso attra­verso il quale indi­vi­duare il con­te­nuto che inte­ressa è un po’ diverso da altri, viene infatti data la pos­si­bi­lità di creare la propria“trappola”, il pro­prio con­te­ni­tore di infor­ma­zioni e noti­zie che viene così tra­sfor­mato in base per tutti i con­te­nuti di quel genere.

5. The­meefy

The­meefy è una bella piat­ta­forma per sco­prire, “curare”, com­pi­lare e pub­bli­care le infor­ma­zioni dal web creando la pro­pria rivi­sta per­so­nale a tema. È pos­si­bile creare un account gra­tuito o, in alter­na­tiva uti­liz­zare il vostro ID di Face­book o Twitter.

The­meefy per­mette di avere i con­te­nuti web tra­sfor­mati in una rivi­sta alla quale può acce­dere chiun­que tra­mite un unico URL. È molto facile da usare. È pos­si­bile creare la vostra rivi­sta e pub­bli­care con­te­nuti con l’aggiunta di link o cari­care i con­te­nuti dal computer.

6. Sto­rify

Sto­rify è pro­ba­bil­mente uno degli stru­menti più noti, aiuta i suoi utenti a rac­con­tare sto­rie  rac­colte dai social media come tweets, foto e video. Gli utenti pos­sono cer­care più social net­work da un luogo, e quindi tra­sci­nare i sin­goli ele­menti nelle loro sto­rie. Si pos­sono rior­di­nare gli ele­menti ed anche aggiun­gere testi per comn­sen­tire al let­tore di con­te­stua­liz­zare megio. Sto­rify è stato lan­ciato nel set­tem­bre 2010 ma è stato reso dispo­ni­bile pub­bli­ca­mente nell’aprile 2011, anno in cui e ha vinto la Star­tup Acce­le­ra­tor di Sou­th­west nel 2011.

7. Paper.li

Paper.li, è un altro tra gli stru­menti più noti e dif­fusi, è un ser­vi­zio di cura dei con­te­nuti. Per­mette di pub­bli­care una sorta di gior­nale sulla base di argo­menti a loro pia­cere ed offrire a let­tori e fol­lo­wers una sele­zione di noti­zie rac­colte e link gior­na­lieri. Richiede un account Twit­ter o Face­book per iscri­versi e ini­ziare la pub­bli­ca­zione che avviene rac­co­gliendo, curando, le fonti dei con­tatti su uno di que­sti social net­work. È inol­tre pos­si­bile uti­liz­zare Paper.li per mone­tiz­zare il con­te­nuto , offrendo abbo­na­menti a paga­mento con la ver­sione PRO.

8. Issuu

Issuu è un ser­vi­zio gra­tuito che per­mette di cari­care qual­siasi tipo di docu­mento e farne una rivi­sta. Con 52 milioni di let­tori al mese, Issuu è una delle piat­ta­forme in più rapida cre­scita dell’editoria digi­tale in tutto il mondo e un modo molto effi­cace per indi­riz­zare il traf­fico al blog o al sito web della vostra azienda. Con­sente di rac­co­gliere, con­di­vi­dere e pub­bli­care infor­ma­zioni in un accat­ti­vante e user-friendly for­mato rivi­sta digitale.

Gra­zie alla ver­sione PRO può essere un modo molto effi­cace per gli edi­tori minori per costruire il loro pub­blico. Per­so­nal­mente  ne ho spe­ri­men­tato con sod­di­sfa­zione l’utilizzo quando con l’amico Enrico Sbandi rea­liz­zammo un istant maga­zine per Miss Ita­lia 2011.

9. Sto­ri­na­tion

Per creare in meno di un minuto uno sto­ry­board curato di voi e, volendo, da altri.
Sto­ri­na­tion con­sente di creare comu­nità online, chia­mata nazione, in cui le per­sone con­di­vi­dono le sto­rie sociali sullo stesso argo­mento. Dopo aver aperto la vostra “nazione”, a orga­niz­zare il vostro Sto­ry­board, uno spa­zio vir­tuale in cui chiun­que può con­tri­buire aggiun­gendo la pro­pria sto­ria da Storify.

10. Scoop.it

Scoop.it è un ottimo stru­mento per sco­prire con­te­nuti rile­vanti per la pro­pria nic­chia, non­ché per for­nire con­te­nuti ai let­tori. Si può uti­liz­zare la dash­board, il cru­scotto, per recu­pe­rare i con­te­nuti in base a fil­tri delle parole chiave o alla data da un numero illi­mi­tato di fonti, tra cui siti web, feed RSS, spe­ci­fici account sui social media, e altro ancora. Scoop.it fa il resto e si for­ni­sce esat­ta­mente il tipo di con­te­nuto che si sta cer­cando. Scoop.it, nelle loro stesse parole, con­sente di “pub­bli­care facil­mente rivi­ste splen­dide”. Si tratta di un ottimo stru­mento per cura­tion leva e, per­chè no, per aumen­tare la pro­pria visi­bi­lità se non si ha tempo per rea­liz­zare, ancora una volta per curare, un blog.

A mar­gine, si segnala, con­si­gliando ovvia­mente la let­tura, l’elenco rea­liz­zato da Sim­ply­ze­sty sui 10 migliori aggre­ga­tori di noti­zie: “The 10 Best News Aggre­ga­tor Apps For Those On The Go”

Update delle 10.10: Su segna­la­zione di Rosa­ria Gagliano gli stru­menti diven­tano, almeno, 10+1.

11. Next­Mags

Next­Mags, piat­ta­forma tutta ita­liana, per­mette di creare in pochi facili passi una rivi­sta. E’ pos­si­bile gestire i maga­zine rea­liz­zati  da solo o in gruppo, con i fami­liari, amici, col­le­ghi o com­pa­gni di squa­dra. Diversi tipi di ruoli asse­gnati dall’amministratore per­met­te­ranno di gestire la crea­zione e la gestione col­la­bo­ra­tiva degli articoli.

E ’ pos­si­bile pub­bli­care la/le rivi­ste rea­liz­zate su Face­book, Twit­ter e altre piat­ta­forme sociali, e ren­derli acces­si­bili da tutto il mondo.

Ovvia­mente ogni ulte­riore segna­la­zione, nello spa­zio dei com­menti, è asso­lu­ta­mente gradita.

Guardian Revenues
Pubblicato il 19 luglio 2012 by Pier Luca Santoro

Open Journalism, Curation dei Lettori e Sostenibilità Economica

La filo­so­fia del «The Guar­dian»: digi­tal e open, è stata oggetto di una delle 8 case history ana­liz­zate nella mia rubrica per l’European Jour­na­lism Obser­va­tory a mag­gio di quest’anno.  Già allora emer­geva la bontà con­cet­tuale dell’approccio del quo­ti­diano anglo­sas­sone a cui face­vano da con­tral­tare le dif­fi­coltà a ren­dere soste­ni­bile eco­no­mi­ca­mente il percorso.

Il gior­nale diretto da Alan Rusbrid­ger ha annun­ciato, da ieri, l’ennesimo passo verso l’apertura ai con­tri­buti dei let­tori con #smart­ta­kes, stru­mento di aggre­ga­zione, di cura­tion dei con­te­nuti per rac­co­gliere ana­lisi e com­menti dei let­tori in un unico spa­zio via Twit­ter.  Ini­zia­tiva che con­ferma la deter­mi­na­zione nel per­se­guire l’obiettivo intra­preso e che mostra, inse­gna per meglio dire, al resto del mondo edi­to­riale come sia pos­si­bile coin­vol­gere effi­ca­ce­mente il pubblico.

E’ sem­pre lo stesso Rusbrid­ger ad annun­ciare, quasi con­tem­po­ra­nea­mente, per­dite per 44, 2mlioni di £ per il 2011 [56,4 milioni €] in ulte­riore peg­gio­ra­mento rispetto ai £31.1 milioni del 2010. «The Guar­dian» ha regi­strato un calo del 17,7% delle dif­fu­sione della ver­sione car­ta­cea nell’ultimo anno, crollo al quale la cre­scita dell’audience online non è riu­scita a sop­pe­rire nep­pure in que­sto caso.

La cre­scita dei ricavi dal digi­tale [+16,3%], che ora pesano circa un quarto del totale, ancora una volta non com­pensa il calo della ver­sione tra­di­zio­nale car­ta­cea. Il per­chè è pre­sto detto, nep­pure una testata di tale leva­tura, ed audience [60,8 milioni di utenti unici nel mondo], rie­sce a spun­tare dei CPM che diano un con­tri­buto eco­no­mico che renda soste­ni­bile il gior­nale nella sua evo­lu­zione. Una situa­zione che se esa­mi­nata dalla lente dell’ARPU peg­giora ulte­rior­mente con soli 0,60€ per utente online.

Che «The Guar­dian» abbia in corso una ristrut­tu­ra­zione sia dell’area mar­ke­ting che ven­dite del quo­ti­diano è un’indicazione pre­ziosa per non rischiare di mischiare “capre e cavoli” rischiando di arri­vare alla fret­to­losa con­clu­sione che sia il modello open a non essere pra­ti­ca­bile, quel che è certo è che sia neces­sa­rio costruire modelli di comu­ni­ca­zione, e metri­che, che con­sen­tano di andare oltre i CPM.

information-overload
Pubblicato il 16 luglio 2012 by Pier Luca Santoro

La Scoperta Sociale delle Notizie

Dagli autori di Blekko, the spam free search engine, nasce ROCZi solu­zione ibrida a cavallo tra agre­ga­zione, cura dei con­te­nuti e con­di­vi­sione sociale delle informazioni.

«ROC­KZi» si pre­senta con un approc­cio molto visivo, che parte dalla pre­sen­ta­zione di «Fli­p­board» e «Zite» per arri­vare a «Squer.it» e «Pub­blico», con l’obiettivo di offrire alle per­sone con­te­nuto in tempo reale pre­sen­tato in forma diver­tente, gra­de­vole, affin­chè esse pos­sano inte­ra­gire con la stessa votando, com­men­tando e con­di­vi­dendo l’informazione pro­po­sta ma anche pro­po­nendo quella che si ritiene possa essere d’interesse oltre che pro­prio anche altrui.

Al momento ven­gono offerti 33 temi ma gra­zie alla pos­si­bi­lità offerta ai let­tori di sug­ge­rire nuovi argo­menti, ed in futuro anche di crearne auto­no­ma­mente, il ven­ta­glio dovrebbe ampliarmi note­vol­mente a livello di nume­ro­sità delle pro­po­ste infor­ma­tive. In pro­spet­tiva, vista l’impostazione estre­ma­mente visiva, potrebbe diven­tare una sorta di Pin­te­rest dell’informazione, social net­work sul quale, oltre a Face­book e Twit­ter , è attual­mente pos­si­bile con­di­vi­dere le infor­ma­zioni trovate

La sco­perta sociale delle noti­zie si affida agli algo­ritmi di Blekko ed è pos­si­bile già oggi, a meno da una set­ti­mana dalla aper­tura al pub­blico, tro­vare un buona gamma di infor­ma­zioni su qua­lun­que argo­mento si desi­deri, interessi.

Per la “con­tent cura­tion”, il sug­ge­ri­mento e la con­di­vi­sione di con­te­nuti all’interno di «ROC­KZi», viene messo a dipo­si­zione un bot­tone che si può inte­grare nella pro­pria tool­bar, facil­tando così il com­piuto ope­ra­ti­va­mente un pò come si faceva circa un trienn­nio fa con Giu­seppe Gra­nieri, ed altri, ai tempi di Filtr, e sono con­tem­plati ele­menti di poin­ti­fi­ca­tion e bag­di­fi­ca­tion che, sotto forma di “karma points”, pre­miano chi cura i con­te­nuti indi­can­dolo come esperto di quell’area tema­tica. Un aspetto che gioca sulle moti­va­zioni intrin­se­che, quelle di mag­gior valore e durata per l’individuo, ele­mento di base di game design  e gami­fi­ca­tion per coin­vol­gere “il giocatore”.

Pare insomma che la ten­denza sia sem­pre più quella di inte­grare diverse fun­zioni e fun­zio­na­lità senza sola­mente fer­marsi all’aggregazione dei con­te­nuti, ele­mento ormai basico, com­mo­dity, ma favo­ren­done la cura e la con­di­vi­sione. Resta ancora una volta in sospeso l’aspetto delle reve­nues sha­ring tra piat­ta­forma e cura­tors, è dav­vero ora di sor­pas­sare, anche, que­sto ostacolo.

Pubblicato il 13 maggio 2011 by Pier Luca Santoro

Aggregazione & Personalizzazione dell’Informazione

Il rap­porto sull’informazione online pub­bli­cato da Pew Research Cen­ter, segna­lato pochi giorni fa, evi­den­zia come vi siano solo tre fonti [refer­rals] che gene­rano più del 10% delle visite ai prin­ci­pali siti d’informazione stu­ni­tensi: Goo­gle [search + news ], Drudge Report e Yahoo (search + news ].

Due di que­sti, come noto, sono motori di ricerca che offrono anche un ser­vi­zio di aggre­ga­zione delle noti­zie men­tre il terzo è un “aggre­ga­tore puro”. L’infografica sot­to­stante, rea­liz­zata da PBS News, ne spe­ci­fica i risul­tati, per cia­scuno dei prin­ci­pali quo­ti­diani esa­mi­nati, con­fron­tan­doli con quelli di Face­book e Twitter.

Dall’analisi, oltre al ruolo medio­cre dei social media ed in par­ti­co­lare di Twit­ter, almeno per quanto riguarda i volumi di traf­fico, pare emer­gere la forza degli aggre­ga­tori di noti­zie come fonte pri­ma­ria di accesso all’informazione da parte dell’utenza.

Potrebbe essere il segnale di un atteg­gia­mento fon­da­men­tal­mente pas­sivo da parte delle per­sone, come segnala Roy Green­slade dal suo blog dedi­cato ai media che cita una ricerca effet­tuata da Neil Thur­man, Senior Lec­tu­rer in the Gra­duate School of Jour­na­lism alla City Uni­ver­sity Lon­don, a sup­porto della tesi.

There is a great enthu­siasm among digi­tal pio­neers to offer the rea­ders of news web­si­tes the chance to per­so­na­lise their edi­to­rial choi­ces. But rea­ders appear, at pre­sent any­way, somewhat under­whel­med by the concept.

Research by a jour­na­lism aca­de­mic, Neil Thur­man, shows a discon­nect bet­ween the gro­wth of per­so­na­li­sed news ser­vi­ces in Bri­tain and US, and rea­der response. There is a reluc­tance among users to custo­mise news websites.

Mea­n­while, pas­sive news per­so­na­li­sa­tion ― which allows news web­si­tes to fil­ter and recom­mend arti­cles based on user bro­w­sing beha­viour ― is outstrip­ping active user custo­mi­sa­tion by a fac­tor of three.

Cura­tion” e ser­vi­zio [anche gra­zie al trac­king, in barba ai timori, ai fan­ta­smi, sulla pri­vacy] appa­iono essere oggi ele­menti fon­da­men­tali dell’informazione digitale.