Posted on 9 maggio 2011 by

Il Futuro delle Edicole: Generalismo o Specializzazione?

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Si è con­cluso ieri il 10° Con­gresso nazio­nale del SI.NA.GI., il prin­ci­pale sin­da­cato dei gior­na­lai, al quale, gra­zie alla cor­te­sia e dispo­ni­bi­lità, in par­ti­co­lare, di Amil­care Digiuni [Segre­ta­rio Nazio­nale Respon­sa­bile Orga­niz­za­zione] ho avuto occa­sione di pre­sen­ziare come ospite.

Il pome­rig­gio della prima gior­nata ha rap­pre­sen­tato un’occasione impor­tante per fare il punto della situa­zione sulla filiera edi­to­riale con la rela­zione intro­dut­tiva del Segre­ta­rio Gene­rale Vito Michea e la tavola rotonda sul tema alla quale hanno par­te­ci­pato, tra gli altri, Elisa Grande [ Capo dipar­ti­mento ‘Infor­ma­zione e edi­to­ria’ di Palazzo Chigi], e il Diret­tore Gene­rale della FIEG Fabri­zio Carotti.

Temi trat­tati ampia­mente, a più riprese, in que­sti spazi, rispetto ai quali, per i det­ta­gli, rimando al “live twee­ting” che ho rea­liz­zato nel corso di tutto il pome­rig­gio del 6 mag­gio e all’articolo pub­bli­cato dal “Mani­fe­sto” unico quo­ti­diano con la pre­senza sta­bile di un gior­na­li­sta che ha effet­tuato una coper­tura dell’evento.

Dal con­ve­gno sono emersi, secondo la mia per­so­nale visione, tre elementi:

  • Ina­de­gua­tezza del “chan­nel lea­der”, gli edi­tori, e delle loro rap­pre­sen­tanze, la FIEG, la cui arren­de­vo­lezza agli eventi è disarmante.
  • Valore della rete sul ter­ri­to­rio per capillarità
  • Ricon­ver­sione par­ziale del busi­ness con spo­sta­mento nell’area dei ser­vizi e dei giochi.

Dopo oltre 17 mesi tra­scorsi senza riu­scire di fatto, per i motivi più sva­riati, a con­vo­care gli stati gene­rali dell’editoria, tavolo comune di con­fronto isti­tu­zio­nale per la filiera edi­to­riale nel suo insieme, come è stato detto, se l’obiettivo non sarà rag­giunto entro la fine del 2011 sarà evi­dente la non volontà di per­se­guire una stra­te­gia comune. Non si potrà dun­que che pren­derne atto ed agire di conseguenza.

Quale sia la mia visione sull’edi­cola del futuro ed il futuro delle edi­cole mi pare di averlo espresso con chia­rezza quasi un anno fa. Opi­nione che com­ples­si­va­mente non ho cam­biato in que­sto tempo.

L’informatizzazione delle edi­cole è, comun­que vadano le cose, un must, un impe­ra­tivo cate­go­rico sul quale è neces­sa­rio inter­ve­nire con la mas­sima sol­le­ci­tu­dine. Non tanto per ero­gare i ser­vizi ai quali hanno fatto cenno Elisa Grande e Vito Michea nei loro inter­venti, che pos­sono rea­liz­zare l’obiettivo di “traf­fic buil­ding”, di attra­zione [persa con il calo delle ven­dite dei quo­ti­diani] verso il canale edi­cole dell’utenza, ma non quello di gene­rare recu­pero con­tri­bu­tivo per i gior­na­lai stante le mar­gi­na­lità asso­lu­ta­mente irri­so­rie che assi­cu­rano [chie­dete ai tabac­cai che già ero­gano que­sti ser­vizi il loro gua­da­gno su rica­ri­che tele­fo­ni­che, paga­mento bolli auto, bollette…etc], quanto per assi­cu­rare una comu­ni­ca­zione diretta tra parte ter­mi­nale — le edi­cole — ed ini­ziale -  edi­tori — che con­senta di sca­val­care il blocco dei distri­bu­tori nazio­nali e locali garan­tendo miglior effi­ca­cia con par­ti­co­lare rife­ri­mento alla gestione del ven­duto, ed al feno­mento delle micro rot­ture di stock,  non­chè alla gestione effi­ciente delle rese che pre­senta ampi mar­gini di miglio­ra­mento della con­tri­bu­zione per entrambi gli attori coinvolti.

Non è nep­pure la pos­si­bi­lità di offire il supe­re­na­lotto, come trion­fal­mente annun­ciato dall’altro prin­ci­pale sin­da­cato dei gior­na­lai, lo SNAG, che può miglio­rare la red­di­ti­vità del canale, sia per­chè, come ampia­mente con­sta­tato con la par­ziale libe­ra­liz­za­zione della ven­dita di quo­ti­diani, ad un incre­mento dei punti ved­nita non cor­ri­sponde neces­sa­ria­mente un aumento delle ven­dite, sia per­chè [se even­tual­mente non fosse noto] il canone richie­sto da Sisal per que­sto ser­vi­zio erode molto spesso una grande fetta del ricavo.

Alla strada del gene­ra­li­smo pri­vi­le­gio quella della spe­cia­liz­za­zione. Gra­zie all’informatizzazione mi piace pen­sare alle pos­si­bi­lità esi­stenti che que­sto pro­cesso con­sen­ti­rebbe, a par­tire, per citarne almeno una, dalla pos­si­bi­lità di effet­tuare in edi­cola il ser­vi­zio di print on demand, che con­sen­ti­rebbe la qua­dra tra desi­de­rio di per­so­na­liz­za­zione da parte del let­tore e man­canza di red­di­ti­vità che que­sto ottiene online nella sua decli­na­zione all digital.

Quando, com’è il caso delle edi­cole e del com­parto nel suo com­plesso, le situa­zioni di dif­fi­coltà diven­gono strut­tu­rali sono richie­ste fon­da­men­tal­mente due qua­lità, in ordine di rilevanza:

  1. Visione Stra­te­gica
  2. Pen­siero late­rale, così come defi­nito da Edward De Bono

La spe­cia­liz­za­zione, con inte­gra­zione di ser­vizi e offerta a monte ed a valle rispetto all’attuale modello, e non il gene­ra­li­smo sono LA scelta per il futuro delle edicole.

Word Cloud Rela­zione Vito Michea

Il testo com­pleto, esclu­siva ed ante­prima nazio­nale del “Gior­na­laio”, della rela­zione del Segre­ta­rio Gene­rale del SI.NA.GI Vito Michea: Read More

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