Posted on 14 dicembre 2012 by

I Primi Dieci Quotidiani Online al Mondo

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com­Score ha dif­fuso ieri i dati degli utenti unici dei siti dei quo­ti­diani nel Mondo. Sep­pure i dati siano par­ziali poi­chè pren­dono in con­si­de­ra­zione esclu­si­va­mente le ver­sioni online di gior­nali che hanno un omo­logo car­ta­ceo esclu­dendo le testate alla digi­tal come testi­mo­nia, uno per tutti, l’assenza dell’ Huf­fing­ton Post, restano comun­que d’interesse.

Secondo le rile­va­zioni di com­Score nel mese di otto­bre di quest’anno 644 milioni di per­sone, pari al 42,6% del totale degli inter­nauti, hanno visi­tato almeno una volta l’edizione online di un quo­ti­diano. Di que­sti ben 338,7 milioni di visi­ta­tori [51%] nel mese si con­cen­trano nei primi dieci quo­ti­diani e 137,6 milioni [21,3%] sono appan­nag­gio dei primi tre: «Mail Online», «The New York Times» e «The Guardian».

Ad esclu­sione del primo, del «Mail Online» che recen­te­mente ha annun­ciato pro­fitti addi­rit­tura supe­riori alle attese nono­stante un valore ridotto per CPM rispetto agli altri quo­ti­diani bri­tan­nici, non pare che anche grandi volumi di traf­fico di per sè siano garan­zia di ritorni eco­no­mici adeguati.

Il calo, ormai da ini­zio 2012, dei ricavi pub­bli­ci­tari del «The New York Times», le per­dite con­si­stenti del Guar­dian Media Group non sono un caso isolato.

Anche gli 8 gior­nali del Tri­bune [che inclu­dono il «Los Ange­les Times» hanno serie dif­fi­coltà e sono stati posti in ven­dita, il Tele­graph Media Group, sep­pure abbia com­ples­si­va­mente un bilan­cio posi­tivo, vede calare i suoi ricavi e Washing­ton Post Co. con­ti­nua ad accu­mu­lare per­dite e i ricavi dall’online sono stati in calo del 14% nell’ultimo tri­me­stre e pare ormai certo abbia inten­zione di adot­tare un pay­wall, anche se non è dato di sapere se “mete­red” o com­ple­ta­mente chiuso, nel 2013.

Nep­pure i 12 gior­nali della Advance Digi­tal, gruppo Conde Nast, se la pas­sano tanto bene con 600 licen­zia­menti nono­stante venga ripor­tata una cre­scita del 22% dei ricavi dall’area digi­tal, segno evi­dente dell’ennesimo caso in cui i ricavi dall’online non com­pen­sano le per­dite della ver­sione cartacea.

Un vero e pro­prio bol­let­tino di guerra ahimè che testi­mo­nia ulte­rior­mente la neces­sità di pas­sare dal pie­di­stallo allo sgabello.

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