Comunicazione

Desktop Advertising
Pubblicato il 19 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

Digital Advertising

Magna Glo­bal e Zeni­thOp­ti­me­dia hanno rila­sciato le pre­vi­sioni di sce­na­rio degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari a livello mondiale.

Per l’immediato futuro, per l’anno in corso, Zeni­thOp­ti­me­dia pre­vede che le nazioni di quella che defi­ni­sce l’Europa peri­fe­rica, e che [sigh!] include l’Italia, sono nega­tive. Si tratta dell’unica area del mondo nella quale gli inve­sti­menti in adver­ti­sing con­ti­nue­ranno  a calare. Per il periodo 2013 — 2016 sarà l’Europa, insieme al Giap­pone, l’area con il minor svi­luppo. Le pre­vi­sioni sono di una cre­scita tra il 2 ed il 3%.

In que­sto sce­na­rio cam­bia ovvia­mente il peso dei diversi mezzi con Inter­net in con­ti­nuo svi­luppo e la carta stam­pata [ma in parte anche la tele­vi­sione] in calo.

Global Ad SpendingPer quanto riguarda spe­ci­fi­ca­ta­mente la cre­scita degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari online search, social e mobile hanno una ten­denza posi­tiva men­tre invece il display è in calo.

I ban­ner non fun­zio­nano e gli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari, le aziende se ne ren­dono sem­pre più conto. È anche que­sto un forte segnale, un ulte­riore ele­mento rela­ti­va­mente alla effet­tiva pos­si­bi­lità da parte dei quo­ti­diani online di uscire dalla crisi gra­zie a pagine viste e click who­res.

Desktop Advertising

BuzzFeed Growth
Pubblicato il 18 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

Tutto il Digitale in 11 Grafici

In occa­sione del festi­val inter­na­zio­nale della crea­ti­vità di Can­nes in corso in que­sti giorni  attra­verso Twit­ter [*] sono stati dif­fusi alcuni dati rela­ti­va­mente a diverse aree del digi­tale, dai trend dei gior­nali online all’uso dei social media per nazione, pas­sando per come le per­sone spen­dono il tempo online e molto altro ancora.

Ho pen­sato potesse avere un senso rac­co­glierle per avere una foto­gra­fia com­ples­siva. Ah, se posso, NON fate mai una lista di dieci punti.

Come le per­sone pas­sano il tempo online:

Tempo speso online world

La cre­scita espo­nen­ziale di Buz­z­Feed. Ora la seconda testata più letta al mondo:

BuzzFeed Growth

Uti­lizzo dei media è diverso dall’influenza che hanno [stam­pa­te­velo ed appen­de­telo in ufficio]:

Media Usage

Il futuro dell’online adv è social [sot­to­ti­tolo: che i gior­nali lascino ogni spe­ranza di cam­pare con ban­ner sul loro sito]:

Social Ads

Da dove è venuta la cre­scita nell’adv online:

Adv Online

Uti­lizzo per genere dei diversi social nel Mondo [e det­ta­glio Bra­sile, Cina, Fran­cia, UK & USA]:

Uso Social Per sesso

A mag­gior gran­dezza dello schermo equi­vale un mag­gior con­sumo di dati [ovvero un mag­gior uti­lizzo della Rete]:

Size screen

Le 10 nazioni con il mag­gior numero di utenti attivi su Pin­te­rest:

Pinterest Top 10

Uti­lizzo da mobile app di Vine Vs You­Tube nel Mondo:

Vine Vs YouTube

Uti­lizzo multi-piattaforma della Rete e rela­zione con i brand:

Brand Multipiattaforma

Valore dei dati per­so­nali e rela­zione con i brand:

Personal Data e Brand

[*] Ogni imma­gine con­tiene link a fonte ori­gi­nale per rico­no­sci­mento credits.

fish
Pubblicato il 17 giugno 2014 by Massimo Gentile

Fritto Misto Today, il miglior quotidiano per incartare il pesce. Subito, senza aspettare domani

fishPer­ché aspet­tare il giorno dopo? Fritto Misto Today è l’unico gior­nale che ti offre il ser­vi­zio “Fish, Chips and News”. Il pesce man­gialo pure subito, men­tre ti leggi le news. E non hai più biso­gno d aspet­tare il giorno dopo

Giornale Yara
Pubblicato il 17 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

La Strategia dei Click de Noantri

Anche que­sto mese appun­ta­mento con la rubrica “de noan­tri” [per leg­gere le pun­tate pre­ce­denti inse­rire il ter­mine “de noan­tri” nel motore di ricerca interno], defi­ni­zione roma­ne­sca nella quale ho pen­sato abbia un senso far rica­dere “il peg­gio di” per una volta al mese.

Che la stra­grande mag­gio­ranza dei fan delle pagine Face­book dei quo­ti­diani si limiti a leg­gere titolo e sot­to­ti­tolo della noti­zia senza clic­care, senza andare sul sito a leg­gere l’articolo inte­grale, è un dato di fatto. Lo è altret­tanto l’ultilizzo pre­va­lente da parte delle testate che non mirano a fare enga­ge­ment e senso di com­mu­nity ma il cui unico fine è quello di “dra­gare” traf­fico, di por­tare traf­fico ai loro siti web.

È così che chi gesti­sce la pagina Face­book de «Il Gior­nale» quando viene dif­fusa la noti­zia dell’arresto del pre­sunto assas­sino di Yara Gam­bi­ra­sio tra­sforma la que­stione in un quiz, in una domanda il cui obiet­tivo è chia­ra­mente quello di far si che le per­sone clic­chino al link per cono­scerne la risposta.

Giornale Yara

Ci sono due aspetti che vale la pena di sot­to­li­neare in que­sta squal­lida vicenda.

In pri­mis, se su noti­zie “leg­gere”, a pre­scin­dere da altre con­si­de­ra­zioni, un com­por­ta­mento di que­sto tipo è legit­timo, cer­ta­mente nel caso dell’assassinio di una ragaz­zina non lo è. Non è que­sto il tipo di noti­zia con cui si può “gio­care”. Il con­si­glio di disci­plina dei gior­na­li­sti dovrebbe san­zio­nare la testata.

Il con­su­ma­tore non è uno stu­pido. Il con­su­ma­tore è tua moglie. Lo diceva con il con­sueto buon senso David Ogilvy, uno dei più grandi pub­bli­ci­tari di ogni tempo. Infatti le rea­zioni non si sono fatte atten­dere ed i com­menti — non mode­rati, pieni di vol­ga­rità, senza alcuna inte­ra­zione da parte di chi gesti­sce la pagina, come d’abitudine - sono tutti di stampo nega­tivo al trat­ta­mento della notizia.

Al netto di tutto dun­que, l’idea di atti­rare la gente al sito in que­sto modo non ha fun­zio­nato e la brand repu­ta­tion della testata ne è risul­tata danneggiata.

La stra­te­gia dei click de noantri…

Giornale commenti

Ad Validator
Pubblicato il 10 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

AdValidator

La World Asso­cia­tion of New­spa­pers, durante il wee­kend appena tra­scorso, ha pro­mosso AdHac­ka­ton, due giorni di brain­stor­ming alla ricerca di nuovi modelli per la pub­bli­cità digi­tale, basati sulla per­so­na­liz­za­zione e la loca­liz­za­zione degli annunci, alla quale ho partecipato.

Nell’articolo scritto ieri per «La Stampa» è pos­si­bile leg­gere il reso­conto det­ta­gliato dell’iniziativa.

Dei 4 pro­getti svi­lup­pati dai diversi gruppi di lavoro, quello pro­po­sto dal team di cui sono stato mem­bro è stato giu­di­cato il migliore ed ha vinto.

“AdVa­li­da­tor”, que­sto il nome del pro­getto svi­lup­pato dal sot­to­scritto insieme a Olga Iva­nova, Deputy Publi­sher di Rus­sia Beyond the Head­li­nes, Betto Libe­rati, Pre­si­dente ANSO e CEO Astre­lia e Kim Svend­sen, Mar­ke­ting Mana­ger di CCI New­sgate, è un sistema che, sfrut­tando iBea­con, trac­cia il com­por­ta­mento delle per­sone dall’esposizione ai mes­saggi pub­bli­ci­tari sino all’ingresso in nego­zio così da accre­scere il valore per gli inve­sti­tori e dun­que fron­teg­giare quella che potrebbe essere la seconda apo­ca­lisse dell’industria dei media: La rapida ascesa del mobile.

Sotto ripor­tata la pre­sen­ta­zione che abbiamo rea­liz­zato per illu­strare il progetto.

CIA NYBooks
Pubblicato il 9 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

Buoni Motivi per NON Usare i Social Media

Come cer­ta­mente molti sapranno la CIA il 6 giu­gno scorso è sbar­cata su Twit­ter. Al momento della reda­zione di que­sto arti­colo ha già rac­colto 570mila fol­lo­wers ed il tweet di aper­tura dell’account, sotto ripor­tato, è stato quasi uni­ver­sal­mente defi­nito geniale dalla mag­gio­ranza delle per­sone, [sedi­centi] esperti di social media mar­ke­ting inclusi, otte­nendo 274mila ret­weet e 164mila pre­fe­riti non­chè il plauso della stampa di tutto il mondo.

Come scri­vevo a com­mento dell’ironico tweet pro­ba­bil­mente è sfug­gito ai più un aspetto fon­da­men­tale quello della reputazione.

La repu­ta­zione, di una per­sona, un’azienda o un brand, è tutto, è l’essenza ultima del valore, del cre­dito di cui gode e dun­que di ciò che è possibile. 

Ed infatti, dopo l’l’epic fail della poli­zia di New York, sono bastate solo due ore, men­tre i gior­nali, evi­den­te­mente con staff media­mente poco avezzo all’utilizzo della piat­ta­forma di micro­blog­ging, con­ti­nua­vano a lodare l’iniziativa, per otte­nere un effetto boomerang.

L’attacco è par­tito dall’account di NY Review of Books che ha ini­ziato a twit­tare diverse delle pra­ti­che non esat­ta­mente social e, altret­tanto, non pre­ci­sa­mente “poli­ti­cally cor­rect”, tutti con il mede­simo link ad un arti­colo sul pro­prio sito rela­tivo alle tec­ni­che usate negli inter­ro­ga­tori da parte dell’agenzia americana.

CIA NYBooks

Il giorno dopo è seguita Wiki­Leaks che ha pron­ta­mente ribat­tuto al secondo tweet della CIA, che dice che l’agenzia sta­tu­ni­tense è desi­de­rosa di con­di­vi­dere con il pub­blico infor­ma­zioni non sotto segreto, che invece loro sono asso­lu­ta­mente desi­de­rosi di con­di­vi­dere infor­ma­zioni segre­tate sul conto dell’agenzia di spio­nag­gio.

Alle volte ci sono dei buoni motivi per non usare in uscita i social media. L’ingresso della CIA su Twit­ter, che tante lodi ha rice­vuto, è una case study sulla repu­ta­zione [online] e motivi per NON usare i social.

AdEx Benchmark 2013
Pubblicato il 4 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

Investimenti Online in Europa

eMar­ke­ter pub­blica la serie sto­rica degli inve­sti­menti in adver­ti­sing on line — search inclusa — dal 2012 ad oggi e le pro­ie­zioni sino al 2018 per le prin­ci­pali nazioni del vec­chio con­ti­nente, Ita­lia inclusa.

Sul con­so­li­dato 2013 il nostro Paese è il quarto nell ‘Europa Occi­den­tale per livello d’investimento in comu­ni­ca­zione d’impresa online.

Digital Ad Spending Europa

La gra­dua­to­ria cam­bia sostan­zial­mente se si ana­lizza il livello d’investimento pro capite, per abi­tante, in cia­scuna delle nazioni prese in esame.

In base ai dati del 2013 infatti, come mostra la tabella di sin­tesi sotto ripor­tata, arre­triamo al fondo della clas­si­fica, davanti sola­mente alla Spa­gna, con 28,39 dol­lari a testa.

Il digi­tal divide con il resto d’Europa si misura, e si paga, anche così.

Spending Online Procapite

In caso di dubbi sulla mia ela­bo­ra­zione leg­gere l’ AdEx Ben­ch­mark 2013, il rap­porto annuale di Iab Europe sullo stato dell’arte del mer­cato euro­peo della pub­bli­cità online, i cui risul­tati sono stati pub­bli­cati a fine maggio.

AdEx Benchmark 2013

Maynard Owen Williams
Pubblicato il 29 maggio 2014 by Lelio Simi

Traffico versus Comunità

«Testate online cosa state facendo, inse­guite ancora solo il traf­fico o state pen­sando seria­mente a svi­lup­pare comu­nità? Se sono sono solo i numeri che state cer­cando posso dirvi che i giorni della valu­ta­zione di un sito uni­ca­mente dalla quan­tità di traf­fico fine a se stesso sono finiti». Sin­te­tizzo così, un po’ bru­tal­mente, News web­si­tes: Are you buil­ding traf­fic or com­mu­nity un arti­colo recente del gior­na­li­sta John Robin­son, una vita (pro­fes­sio­nale) spesa nelle testate locali ame­ri­cane e oggi ani­ma­tore di un pro­prio blog “Media disrup­ted” che è nei miei favo­riti da tempo.

Ovvia­mente ridurre tutto a una que­stione “traf­fico vs comu­nità” è una for­za­tura. Però serve a met­tere in evi­denza una que­stione che ci sta par­ti­co­lar­mente a cuore: la con­di­zione che oggi per­mette a un sito di infor­ma­zione locale di soprav­vi­vere per lungo tempo è di essere una testata online pro­fon­da­mente coin­volta con la pro­pria comu­nità e che con que­sta comu­nità sia capace di lavo­rare e cre­scere assieme. Sì lo so, la quan­tità delle page­view, dei “mi piace”, dei click sui “display adver­ti­sing” è ancora vin­cente nelle logi­che di inve­sti­mento sulla qua­lità delle rela­zioni che con­cre­ta­mente quelle page­view, quei “mi piace” dovreb­bero generare.

Ma è pro­ba­bile che, come sostiene Robin­son, anche gli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari stiano sem­pre più capendo che la quan­tità fine a se stessa non porti molto lon­tano e che oggi ser­vono nuove metri­che per misu­rare il valore dei con­te­nuti (sarebbe dav­vero molto bello pen­sare che que­sto avvenga anche qui da noi in Ita­lia). Que­sto è un argo­mento sul quale, nel nostro pic­colo, abbiamo par­lato spesso e a que­sto pro­po­sito fac­cio solo due segna­la­zioni: un mio arti­colo Media Volon­tari e vec­chie metri­che e uno (tra i tanti dedi­cati a que­sto tema) di Pier Luca San­toro Il Tempo delle Metri­che.

Il pro­blema è che la quan­tità è un para­me­tro da sem­pre più facile da misu­rare che non la qua­lità, ed è più sem­plice da per­se­guire nell’immediato spin­gendo fino all’esasperazione su deter­mi­nati temi e uti­liz­zando mez­zucci vari. L’interazione con la comu­nità invece richiede tempo, risorse, com­pe­tenze spe­ci­fi­che e un lavoro a lungo termine.

Ma se il valore di un gior­nale online locale sta nella comu­nità (nelle inte­ra­zioni, nelle con­ver­sa­zioni gene­rate con essa) quali sono le azioni che con­cretamente una reda­zione può/deve attuare? John Robin­son ha qual­che idea in proposito.

Per carità niente di tra­scen­den­tale o di asso­lu­ta­mente nuovo: molto buon senso e alcuni sug­ge­ri­menti che pos­sono essere un’ottima base per gene­rare (almeno spero) una discus­sione. Certo, John parte ovvia­mente dalla realtà dei gior­nali locali ame­ri­cani, ma quasi tutto può essere letto e uti­liz­zato anche qui da noi. Segnalo solo alcune delle idee pro­po­ste da Robin­son (che ho tra­dotto e alle quali ho aggiunto qual­cosa di mio) per­ché su que­sto tema vor­rei tor­nare con qual­che rifles­sione più appro­fon­dita e arti­co­lata. Nel frat­tempo ecco:

#1 Con­cen­tra­tevi sulle sto­rie che con­tano, sto­rie che danno solu­zioni ai pro­blemi della gente, sto­rie che fanno capire quali lavori devono essere fatti, sto­rie che par­lano dei diritti e dei torti. Sap­piate col­le­gare gli eventi nazio­nali con­cre­ta­mente con la realtà locale. Non per­dete tempo con il gos­sip, date alla gente una ragione per venire diret­ta­mente sul vostro sito.

#2 Create wiki o altri stru­menti online che per­met­tano ai let­tori di segna­lare le loro noti­zie. In par­ti­co­lare durante eventi che col­pi­scono l’intera comu­nità sap­piate fare dav­vero bene, oltre che al tra­di­zio­nale lavoro di cro­naca sul campo, anche la cura dei con­te­nuti gene­rati dagli utenti. Fac­ciamo in modo che le per­sone si sen­tano invi­tate a con­di­vi­dere con­te­nuti con noi, a par­te­ci­pare al nostro lavoro (e noi dimo­striamo che siamo inte­res­sati al loro con­tri­buto con con­ti­nuità non solo nel momento in cui abbiamo urgenza di servircene).

#3 Miglio­rate la vostra atti­vità, l’interazione e il vostro “appeal” sui vostri pro­fili social: troppo spesso nei pro­fili uffi­ciali delle testate viene messo un link ad un arti­colo e niente più che un sem­plice titolo (con l’aggiunta al mas­simo di un, spesso inu­tile, “cosa ne pen­sate?”). L’utilizzo dei social per pro­muo­vere i con­te­nuti deve avere come obiet­tivo quello di gene­rare rela­zioni intorno ai quei con­te­nuti. Dimo­strate che è quello che real­mente vi inte­ressa e non tra­sfor­mate i vostri pro­fili sem­pli­ce­mente in una “disca­rica di link”.

#4 Cono­scete e rap­pre­sen­tate meglio la vostra comu­nità. Qual è, ad esem­pio, la sua com­po­si­zione sociale? Il gior­nale la rap­pre­senta ade­gua­ta­mente dando il giu­sto peso ad ognuna delle sue diverse com­po­nenti? La fina­lità di un gior­nale dovrebbe essere quella di rac­con­tare la sua com­ples­sità non quella di dare voce solo ad alcune parti di essa (e sem­pre alle stesse).

Con­ti­nuiamo insieme que­sta lista? Aspet­tiamo idee e suggerimenti.

Papers

DMH Servizi
Pubblicato il 28 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

Evoluzioni di DataMediaHub

Data­Me­dia­Hub è un hub sui media ita­liani e sul gior­na­li­smo nato per aggre­gare dati su que­sto tema e pre­sen­tarli in forma gra­fica e inte­rat­tiva così da dare un impatto visivo e, soprat­tutto, aiu­tare la com­pren­sione dei feno­meni rac­con­tati. Il nostro ambito di inter­vento è con­cen­trato esclu­si­va­mente verso la realtà ita­liana, que­sto non vuol dire che non trat­tiamo dati ed ana­lisi su media, comu­ni­ca­zione e gior­na­li­smi dall’estero ma que­sti sono presi sem­pre e comun­que in con­si­de­ra­zione come ele­mento di raf­fronto con la nostra realtà nazio­nale. I dati e le infor­ma­zioni prese in ana­lisi sono rela­tive ai diversi media, agli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari ed al mondo dell’informazione nel senso più ampio del termine.

A bre­vis­simo oltre ai canali ed alle aree già online apri­remo l’area com­mu­nity, spa­zio con­ce­pito per poter costruire insieme a chi vorrà for­nire il pro­prio con­tri­buto un per­corso rispetto agli obiet­tivi che ci siamo posti così da uscire dalla attuale “fase beta” per set­tem­bre ed ini­ziare a quel punto le pub­bli­ca­zioni in maniera defi­ni­tiva e condivisa.

Data­Me­dia­Hub nasce con l’obiettivo di dare degli stru­menti utili ad edi­tori, testate gior­na­li­sti­che, aziende, Ong, enti pub­blici e chiun­que altro sia inte­res­sato a capire il mondo dei media e affron­tare così più con­sa­pe­vol­mente il pro­cesso di tra­sfor­ma­zione che oggi i mezzi di comu­ni­ca­zione stanno affrontando.

Per que­sto oltre al sito di infor­ma­zione Data­Me­dia­Hub è anche rete di ser­vizi basati sulle diverse espe­rienze del gruppo di pro­fes­sio­ni­sti  che l’hanno fon­data [ed a chi vorrà aggre­garsi a noi] matu­rate nell’ambito del gior­na­li­smo, della comu­ni­ca­zione d’impresa e del mar­ke­ting e unite dal “lavoro sul campo” e l’interesse verso le nuove forme e stra­te­gie di comu­ni­ca­zione. In sin­tesi stra­te­gie e tec­ni­che per il cambiamento.

Qui di seguito la pre­sen­ta­zione sin­te­tica dei ser­vizi che offriamo ed il det­ta­glio delle 4 aree di inter­vento. Se siete inte­res­sati potete con­tat­tarci inviando una email a servizi@datamediahub.it

 

Stra­te­gie

DMH Strategie

 Con­te­nuti

DMH Contenuti

 Comunicazione

DMH Comunicazione

For­ma­zione

DMH Formazione

 

Newer Posts
Older Posts