comunicazione punto vendita

Posted on 29 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

Cara Grazia

Il canale edicole rappresenta ancora oggi mediamente l’80% dei ricavi [vendite e pubblicità su carta stampata] del settore nel nostro paese, ciò nonostante l’attenzione degli editori alla relazione con il trade, con i giornalai, è praticamente assente.

Non esistono politiche di canale, vi è una totale carenza di azioni di trade marketing e l’attenzione al punto vendita si limita alla produzione di locandine di dubbio gusto e fattura da esporre non si capisce bene dove.

Uno dei tanti elementi di frizione tra gli edicolanti e gli editori riguarda le azioni di cut price che, decise unilateralmente, contrariamente a quanto avviene in altri canali, vanno ad intaccare i margini dei giornalai come spiegava molto bene nel suo commento Massimo Ciarulli.

In uno dei tanti gruppi di aggregazione spontanea di edicolanti su Facebook è in atto una protesta contro il settimanale Grazia che in occasione del restyling/rilancio verrà veicolato per 4 settimane a 0,50€. La protesta questa volta, invece che contro l’editore come in passato, mira dritta al cuore rivolgendosi agli investitori pubblicitari, attraverso una mail che viene loro inviata, che hanno deciso di pianificare su quella rivista richiamando la loro attenzione sulla decisione di non esporre la rivista, vanificando dunque, almeno in parte, l’effort promozionale e, per traslato, la penetrazione delle campagne pubblicitarie.

c.a. DIREZIONE COMMERCIALE
Certamente sarete a conoscenza che il settimanale GRAZIA Ed. Mondadori per proprie strategie di Marketing verrà distribuito per un intero mese con prezzo speciale a 0,50. Tale prezzo permette all’editore di far conoscere al grande pubblico il proprio prodotto, ma il conseguente guadagno di appena 4cent per ogni giornale venduto, oltre a ledere la dignità di noi GIORNALAI, ci sacrifica materialmente ed economicamente
La vostra AZIENDA in questo giornale ha investito economicamente, con una intera pagina per pubblicizzare il proprio marchio, e nello specifico nel N° 31 01/08/2011; è nostro dovere comunicarvi che NON sarà nostro interesse tenere in evidenza e “ben esposto” il settimanale in oggetto, e certamente la nostra professionalità non verrà sfruttata per incentivare i nostri clienti all’acquisto di questa pubblicazione. Pare evidente alla prova dei fatti che privilegeremo la vendita di “illustrati” con prezzi e aggi che non mortifichino ancor di più la nostra categoria; ciò comporterà un sicuro calo di “lettori effettivi” del settimanale GRAZIA con un conseguente calo di visibilità della vostra pubblicità.
Certamente il vostro ufficio marketing potrà utilizzare i mezzi adatti per confrontare a fine campagna le statistiche di vendita del Settimanale GRAZIA, sia con la linea di “previsione”, sia quella di vendita “accertata”, e potrà certificare se l’investimento in pubblicità risulterà positivo o deficitario
Distinti saluti

Il rilancio di un prodotto, di qualsiasi prodotto, è sempre un’operazione costosa e difficile, non mi risulta che si possa ipotizzare di avere successo senza coinvolgere il trade in tali operazioni.

Posted on 20 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

Comunicazione sul punto vendita

Poichè dalla nascita di Marta ad oggi si susseguono dimostrazioni di interesse e richieste di informazioni sullo stato di crescita della bimba da parte di una fetta consistente dei clienti delle persone in negozio, fedeli alla linea tracciata, abbiamo [ho] deciso di affiggere sulla porta di ingresso del negozio il sottostante manifesto in formato A3.

A voi:

Piango finché mi pare…..

Piango finché mi pare e piango più che posso.

Piango perchè non so parlare.

Piango per solidarietà con i miei amici.

Piango come piangono i bambini in tutto il mondo.

Piango così qualcuno prima o poi verrà.

Piango perchè non so cosa fare.

Piango perchè sono stufa di guardare il soffitto bianco.

Piango perchè ho fatto tanta cacca.

Piango perchè ho caldo, perchè ho freddo, perchè sto bene ma non voglio darvi la soddisfazione.

Piango non so perchè, ditemelo voi se lo sapete, oppure chiedetelo al pediatra che lui ha studiato.

Piango perchè per ora è la cosa che so fare meglio.

Piango perchè così creo un gran bel putiferio.

Piango perchè anche voi alla mia età piangevate.

Non ricordo più perchè ho iniziato a piangere, ma prima un motivo sono sicura che c’era.

Ovviamente piango perchè ho fame e non arrivo ancora alla maniglia del frigo.

Dopo il pasto piango perchè ho mangiato troppo e ho l’aria nella pancia.

Piangere però non fa male, non si muore di pianto, anzi se non piangessi morirei.

Quando piango sono sicura che vi ricordate di me e che state male per me.

In realtà io non piango mai per niente, quando piango è perchè voglio qualcosa e alla mia età desideri e bisogni corrispondono sempre.

Perciò non preoccupatevi troppo e sforzatevi invece di capire di cosa ho bisogno così ci mettiamo tutti calmi e tranquilli.

E fra poco si ricomincia…………….

Marta

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