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ADV Oline 2014 IAB
Pubblicato il 3 febbraio 2015 by Pier Luca Santoro

Dare i Numeri

Sono stati dif­fusi ieri i dati rela­tivi agli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari online per il 2014 nel nostro Paese.

Pre­messo che i dati dell’Osservatorio FCP-Assointernet non  com­pren­dono gli inve­sti­menti rela­tivi a search e social, per i quali esi­stono solo delle stime effet­tuate incro­ciando rile­va­zioni effet­tuate con meto­do­lo­gie distinte [vd gra­fico sot­to­stante], i numeri NON tornano.

ADV Oline 2014 IAB

Per il 2012 Niel­sen, basan­dosi sui dati dell’Osservatorio FCP-Assointernet, indica il totale degli inve­sti­menti online, così come defi­niti, in 510 milioni di euro men­tre sul sito dell’Osservatorio stesso per il mede­simo periodo ven­gono indi­cati 664 milioni di euro di investimenti.

Lo stesso accade per il totale 2013 dove da un lato ven­gono indi­cati 501 milioni e dall’altro lato ve ne sono invece 464 come mostrano le due tavole sotto riportate.

ADV Online Tot 2013 ADV Online Tot 2014

Una dif­fe­renza cer­ta­mente meno macro­sco­pica rispetto a quella del 2012 ma che comun­que inquieta sull’inaffidabilità dei dati forniti.

Un bal­letto di numeri che non con­sente di iden­ti­fi­care i peri­me­tri dello sce­na­rio di rife­ri­mento e si pre­sta ad inter­pre­ta­zioni [pour cause?] altret­tanto inconsistenti.

Nell’epoca in cui big data ed open data sono ormai delle buz­z­words si con­ti­nua dare i numeri, pur­troppo nell’accezione nega­tiva del termine.

dilibert_cifre-e-studi

MAU FB 2014
Pubblicato il 29 gennaio 2015 by Pier Luca Santoro

Facebook Continua a Crescere

Sono stati dif­fusi ieri i dati di Face­book rela­tivi all’ultimo tri­me­stre 2014 ed il con­so­li­dato dell’anno.

I ricavi sono cre­sciuti del 49% rispetto al quarto tri­me­stre del 2013 men­tre il totale 2014 aumenta del 58% rispetto al 2013. Tassi di cre­scita da bri­vidi trai­nati dal mobile adver­ti­sing, un tempo area di debo­lezza di Face­book, che ora pesa il 69% del totale ricavi.

FT Facebook

Face­book ora è più popo­loso della Cina. Sono 1.4 miliardi gli utenti unici men­sili, 165 milioni di per­sone in più pari ad un tasso di cre­scita del 13% rispetto all’ultimo tri­me­stre del 2013. Ancora mag­giore la cre­scita degli utenti unici gior­na­lieri che aumen­tano del 17%. Sem­pre più per­sone uti­liz­zano Face­book con cre­scente frequenza.

Più con­te­nuta la cre­scita negli Stati Uniti men­tre quella euro­pea con­ti­nua ad essere a due cifre per quanto riguarda gli utenti unici gior­na­lieri [+12%]. Oltre il 60% il trend di cre­scita dell’area Asia — Paci­fic e quella del resto del mondo.

MAU FB 2014

Esplo­siva la cre­scita di chi uti­lizza Face­book da mobile con un +34% per quanto riguarda gli utenti unici gior­na­lieri ed una cre­scita del 26% degli utenti unici men­sili rispetto al quarto tri­me­stre del 2013.

Ancor più dirom­pente la cre­scita di chi uti­lizza Face­book solo da mobile. Nell’ultimo tri­me­stre del 2014 erano 526 milioni di per­sone, quasi il dop­pio [+78%] rispetto al periodo cor­ri­spon­dente dell’anno precedente.

Durante la con­fe­renza di pre­sen­ta­zione dei risul­tati Mark Zuc­ker­berg ha dichia­rato che “In the next decade, Face­book is focu­sed on our mis­sion to con­nect the entire world, wel­co­ming bil­lions of peo­ple to our com­mu­nity and con­nec­ting many more peo­ple to the inter­net through Internet.org”, pro­se­guendo affer­mando che “Over the next three years, our main focus is to con­ti­nue to serve and grow our com­mu­nity by deli­ve­ring bet­ter ser­vi­ces for peo­ple and busi­nes­ses around the world”.

MAU FB Mobile

Se in ter­mini di nume­ro­sità di utenti Stati Uniti ed Europa pesano solo il 36% del totale, in ter­mini di ricavi la loro inci­denza sale a ben il 75% del totale. L’ARPU [Ave­rage Reve­nue per User] è infatti di 9$ negli USA e di 3.46$ in Europa rispetto ad una media mon­diale di 2.81$.

La pre­sen­ta­zione sot­to­stante for­ni­sce tutti gli ele­menti di det­ta­glio sui risul­tati del quarto tri­me­stre 2014.

digital-social-mobile-in-Italy2015-
Pubblicato il 27 gennaio 2015 by Pier Luca Santoro

Digital, Social & Mobile 2015 Data

We are social ha pub­bli­cato l’aggiornamento perio­dico dei dati di 240 nazioni, Ita­lia inclusa, rela­ti­va­mente all’utilizzo della Rete e dei social.

I dati for­ni­scono sia uno visione d’assieme, di sce­na­rio com­ples­sivo, che il det­ta­glio di 30 nazioni, delle 30 prin­ci­pali eco­no­mie mon­diali, tra le quali anche quello rela­tivo al nostro Paese.

A fronte di una cre­scita mon­diale della popo­la­zione del 1.6% vi è un aumento del 21% degli utenti attivi in Rete e del 12% per quanto riguarda l’utilizzo dei social.

L’Europa Occi­den­tale, con una pene­tra­zione dell’81%, è il secondo con­ti­nente dopo gli Stati Uniti [88%] nell’utilizzo della Rete. La nazione con la mag­gior pene­tra­zione in asso­luto è il Canada con il 93% della popo­la­zione che usa il Web.

L’Europa nel suo insieme ha una pene­tra­zione del 70%, men­tre l’utilizzo dei social si col­loca al 46%.

digital-social-mobile-in-Europe -2015

Come noto, in Ita­lia la pene­tra­zione della Rete è infe­riore alla media euro­pea. In linea invece la pene­tra­zione per quanto riguarda l’utilizzo dei social al 46%.

La cre­scita degli utenti attivi di Inter­net è mode­sta con un incre­mento del 3%. Mag­giore invece quella rela­tiva ai social con un +8%.

In ter­mini di pagine viste tra i device, sep­pure in fles­sione del 7%, con­ti­nua a domi­nare l’utilizzo del PC che pesa il 74% del totale. Il 17% delle pagine viste è da smart­phone [+16%] men­tre i tablet pesano solo l’8% del totale anche se pre­sen­tano il mag­gior tasso di cre­scita: +42%.

La media gior­na­liera di uti­lizzo di Inter­net [sia da PC che da mobile] è di 4 ore e 28 minuti. È 2 ore e 30 minuti il tempo media­mente dedi­cato quo­ti­dia­na­mente ai social; più della metà del totale.

Com­ples­si­va­mente sono 28 milioni gli ita­liani che uti­liz­zano almeno un social media/network, di que­sti 22 milioni lo fanno da mobile.

La piat­ta­forma social con la mag­gior pene­tra­zione è Wha­tsApp, seguita da Face­book e da Mes­san­ger, esploso dopo che il suo uti­lizzo è stato for­za­ta­mente indotto sepa­ra­ta­mente da Face­book. Sha­zan, la piat­ta­forma social dedi­cata alla musica, ha una pene­tra­zione supe­riore a Twit­ter e ad altri social.

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La pre­sen­ta­zione sot­to­stante for­ni­sce ulte­riori det­ta­gli rela­tivi al nostro Paese [a par­tire dalla slide 175], ulte­riori ele­menti di sce­na­rio sia a livello mon­diale che euro­peo non­ché il det­ta­glio di altre 19 nazioni. Utile data­base per le orga­niz­za­zioni, le imprese che ope­rano a livello internazionale.

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Pubblicato il 26 gennaio 2015 by Pier Luca Santoro

Twitter è #verybello

Il por­tale che dovrebbe rac­con­tare gli eventi cul­tu­rali dell’Italia durante il periodo dell’Expo, pre­sen­tato dal Mini­stro per i Beni cul­tu­rali e Turi­smo, Dario Fran­ce­schini, è diven­tato l’ennesimo esem­pio di incompetenza.

Tra tutto quello che è stato scritto dall’annuncio del lan­cio del por­tale, se giu­sta­mente avete stac­cato il filo dalla Rete in que­sto wee­kend, val­gono il tempo di let­tura le con­si­de­ra­zioni di Mas­simo Man­tel­lini, l’analisi tec­nica di Mat­teo Flora su tutti gli errori tec­nici [*] e le rac­co­man­da­zioni di Paolo Iabichino.

Vale la pena di sot­to­li­neare come il por­tale in que­stione sia ospi­tato su un ser­ver con­di­viso con altri 387 web­ma­ster tra cui quelli di nume­rosi siti por­no­gra­fici. La cilie­gina sulla torta, come si suol dire.

Per quanto riguarda la scelta del nome l’interesse nel tempo per very bello è nullo. Ulte­riore ele­mento fat­tuale su quanto scon­si­de­rata sia stata.

The Fool, agen­zia spe­cia­liz­zata, ha con­dotto un’analisi, svi­lup­pata tra le 11:18 del 24/01/15 e le ore 08:35 del 25/01/15, delle rea­zioni su Twitter.

Nono­stante il tema sia diven­tato tren­ding topic sulla piat­ta­forma di micro­blog­ging da 140 carat­teri, il numero di tweet, nell’arco tem­po­rale preso in con­si­de­ra­zione, è stato rela­ti­va­mente con­te­nuto con un totale com­ples­sivo di 11.446 tweet, con una atti­vità nel minuto di picco pari a 43 tweet. L’attività è comun­que pro­se­guita nel corso della dome­nica dando luogo com­ples­si­va­mente a oltre 23mila tweet.

Anche se il numero di tweet è cer­ta­mente infe­riore a quello di altri casi, è noto che Twit­ter è il miglior modo, il miglior media, per far par­lare della que­stione i “main­stream media” ed infatti non c’è gior­nale online [ed anche alcune prime pagine di oggi] che non abbia ripreso, in ter­mini più o meno bene­voli, la que­stione amplian­done note­vol­mente i numeri e la por­tata. Non a caso, andando ad ana­liz­zare le “Super­star” di Twit­ter dal punto di vista del numero di fol­lo­wer pos­se­duti, gli utenti che van­tano il mag­gior seguito che hanno twit­tato all’interno della fine­stra presa in esame sono stati skytg24 con i suoi 1.479.296 fol­lo­wer, repubblica.it con un numero pari a 1.458.806 fol­lo­wer, corriere.it con 893.918 fol­lo­wer e
rai­news a con i suoi 630.760 seguaci.

La rea­zione di Fran­ce­schini denota inca­pa­cità di com­pren­sione dei feno­meni e osti­na­zione nell’utilizzo, anche, dei social come canale top-down.

La word cloud sotto ripor­tata rias­sume gli hash­tag e le parole chiave più usate.

Tag Cloud Hashtag e Parole chiave

Le Impres­sion, o per meglio dire le OTS — Oppor­tu­ni­ties to See — gene­rate dall’evento sono un totale di oltre 38.5milioni. The Fool ha rile­vato nell’arco del periodo di ana­lisi un totale di 5.844 utenti unici, con una media di mes­saggi a utente che si col­loca intorno ai 1.0 tweet per user. Il minuto in cui l’attività è stata mag­giore si è riscon­trato alle ore 19:49 del 24/01/2015.

Sul fronte dell’analisi della capa­cità dei sin­goli utenti Twit­ter di gene­rare Impres­sion poten­ziali [OTS], tro­viamo in prima posi­zione per quan­tità @expo2015milano con quasi 4 milioni di impres­sion gene­rate, @repubblicait con circa 3 milioni, @corriereit e @ttmobile_ rispet­ti­va­mente con 2.681.755 e 1.576.756 Impres­sion. La somma delle impres­sion di que­sti primi 4 utenti assomma da sola al 28.9 dell’engagement totale.

Il gra­fico sot­to­stante rias­sume la por­tata di cia­scun account attivo.

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[*] Il 25 gen­naio pome­rig­gio sono stati effet­tuati degli inter­venti cor­ret­tivi sul sito:

- È com­parsa la Sici­lia nella car­tina; col­pe­vol­mente dimen­ti­cata nella prima release.

- È apparsa una ban­diera inglese in alto che avvisa che la ver­sione inglese dovrebbe essere dispo­ni­bile a breve.

- Sono stati eli­mi­nati i rife­ri­menti alla web agency nel footer.

Extintion Management
Pubblicato il 9 gennaio 2015 by Pier Luca Santoro

Il Cluetrain Manifesto 16 Anni Dopo

Il Clu­train Mani­fe­sto ha rap­pre­sen­tato, ed in buona parte con­ti­nua a rap­pre­sen­tare, un punto di rife­ri­mento impre­scin­di­bile per chi si occupa di mar­ke­ting e comu­ni­ca­zione d’impresa, una vera “rivo­lu­zione” del lin­guag­gio con cui le aziende comu­ni­cano nell’era di Inter­net a comin­ciare dalla prima, e più cele­bre, delle 95 tesi scritte 16 anni orsono: i mer­cati sono conversazioni.

Dal 1999 ad oggi abbiamo vis­suto anni carat­te­riz­zati dal più rapido svi­luppo che la sto­ria moderna possa ricor­dare gra­zie all’evoluzione sem­pre più veloce dell’information com­mu­ni­ca­tion tech­no­logy ed alla sua dif­fu­sione ed ado­zione sem­pre più mas­si­fi­cata. Per que­sto due degli autori dell’epoca: Doc Searls e David Wein­ber­ger hanno avver­tito il biso­gno di aggior­narne le tesi pub­bli­cando ieri “New Clues”, nuove idee, sug­ge­ri­menti, 121 nuove idee sulla Rete.

Ovvia­mente la let­tura inte­grale è d’obbligo come lo è pren­dersi il tempo neces­sa­rio per dige­rirle, farle pro­prie ed appli­carne i prin­cipi a se stessi ed all’organizzazione in cui si opera. Ho pen­sato di ripren­dere, tra­du­cen­dole per faci­lità di let­tura, quelle che per­so­nal­mente mi sono sem­brate di mag­gior interesse.

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Inter­net siamo noi, collegati:

1. Inter­net non è fatto di filo di rame, fibra di vetro, onde radio, o anche tubi.
2. I dispo­si­tivi che uti­liz­ziamo per la con­nes­sione a Inter­net non sono in Inter­net.
3. Veri­zon, Com­cast, AT & T, Deu­tsche Tele­kom, e 中国电信­non pos­sie­dono Inter­net. Face­book, Goo­gle, e Ama­zon non sono monar­chi della Rete, e nep­pure lo sono sono i loro tira­piedi o algo­ritmi. Non i governi della Terra, né le loro asso­cia­zioni di cate­go­ria hanno il con­senso della rete per trat­tare la Rete come sovrani.
4. Pos­se­diamo Inter­net in comune e senza un pro­prie­ta­rio.
5. Da noi e da quello che abbiamo costruito su di esso deriva tutto valore di Inter­net.
6. La rete è di noi, da noi, e per noi.
7. Inter­net è nostra.

La Rete non è un medium:

19. La rete non è un mezzo più di quanto una con­ver­sa­zione sia un mezzo.
20. In rete noi siamo il medium. Noi siamo quelli che spo­stano i mes­saggi. Fac­ciamo così che ogni volta che inviamo un tweet, inviamo un link in una e-mail, o postiamo su un social net­work.
21. A dif­fe­renza di un mezzo, tu e io lasciano le nostre impronte digi­tali, e, a volte segni di morsi, sui mes­saggi che pas­siamo. Noi diciamo alla gente per­ché lo stiamo con­di­vi­dendo. Noi ci con­fron­tiamo, liti­ghiamo, con esso. Aggiun­giamo uno scherzo. Togliamo la parte che non ci piace. Fac­ciamo nostri que­sti mes­saggi.
22. Ogni volta che spo­stiamo un mes­sag­gio attra­verso la Rete, tra­spor­tiamo un po ‘di noi stessi con esso.
23. Muo­viamo un mes­sag­gio attra­verso que­sto “medio” solo se è impor­tante per noi in uno dei modi infi­niti per i quali gli esseri umani si pre­oc­cu­pano qual­cosa.
24. Caring — avere inte­resse - è la forza motrice di Internet.

Il Mar­ke­ting ancora rende più dif­fi­cile parlare:

52. Ave­vamo ragione la prima volta : I mer­cati sono con­ver­sa­zioni.
53. Una con­ver­sa­zione non è il vostro busi­ness tiran­doci dalla manica per dif­fon­dere un pro­dotto di cui non vogliamo sen­tir par­lare.
54. Se vogliamo cono­scere la verità circa i vostri pro­dotti, lo sco­pri­remo l’uno dall’altro.
55. Siamo con­sa­pe­voli che que­ste con­ver­sa­zioni sono incre­di­bil­mente pre­ziose per voi. Pec­cato. Sono le nostre.
56. Siete ben­ve­nuti a par­te­ci­pare la nostra con­ver­sa­zione, ma solo se ci dite per chi lavo­rate, e se potete par­lare per voi stessi e come voi stessi.
57. Ogni volta che ci chiami “con­su­ma­tori” ci sen­tiamo come le muc­che che cer­cano la parola “carne”.
58. Smet­te­tela di tri­vel­lare nostre vite per estrarre dati che non sono affar tuo, e che le vostre mac­chine frain­ten­dono.
59. Non pre­oc­cu­pa­tevi: vi diremo quando siamo nel mer­cato per qual­cosa. A modo nostro. Non il vostro. Fida­tevi di noi: que­sto sarà un bene per voi .
60. Gli annunci che suo­nano umani, ma pro­ven­gono dall’intestino irri­ta­bile del vostro reparto mar­ke­ting, mac­chiano il tes­suto del Web.
61. Quando per­so­na­liz­za­zione è qual­cosa di inquie­tante, è una buona indi­ca­zione che non si capi­sce cosa vuol dire essere una per­sona.
62. Per­so­nale è umano. Per­so­na­liz­zata non lo è.
63. Più le mac­chine sem­brano umane, più sci­vo­lano giù nella valle miste­riosa dove tutto è uno spet­ta­colo defor­mato .
64. Inol­tre: Si prega di smet­tere di vestire gli annunci come noti­zia nella spe­ranza che non vedremo il pic­colo disclai­mer appeso fuori dalla loro bian­che­ria intima.
65. Quando si inse­ri­sce un ” annun­cio nativo , “si sta ero­dendo non solo la pro­pria affi­da­bi­lità, ma l’affidabilità di tutto que­sto nuovo modo di essere uno con l’altro”.
66. E, a pro­po­sito, che ne dici di chia­mare gli “annunci nativi” con qual­cuno dei loro veri nomi: “pro­duct pla­ce­ment”, “adver­to­rial,” o “falsa fot­tuta noti­zia”?
67. Gli inser­zio­ni­sti sono riu­sciti ad andare avanti senza essere sub­doli per gene­ra­zioni. Pos­sono con­ti­nuare a farlo anche in Rete.

Il Gitmo della Rete:

70. Le pagine Web sono sulla con­nes­sione. Apps sono circa il con­trollo.
71. Come ci muo­viamo dal Web a un mondo a base di app , per­diamo i beni comuni che sta­vamo costruendo insieme.
72. Nel regno delle Apps ci sono utenti e non crea­tori.
73. Ogni nuova pagina rende il Web più grande. Ogni nuovo col­le­ga­mento rende il Web più ricco.

78. Se Face­book è la tua espe­rienza della Rete, allora indossi gli occhiali di un’azienda con una respon­sa­bi­lità fidu­cia­ria per impe­dirti di toglierti gli occhiali.
79. Goo­gle, Ama­zon, Face­book, Apple sono tutti nel set­tore occhiali. La verità più grande è che i loro occhiali oscu­rano: Que­ste aziende vogliono tenere la via come buchi neri ten­gono luce.
80. Que­ste sin­go­la­rità azien­dali sono peri­co­lose non per­ché sono il male. Molti di loro, infatti, si impe­gnano con note­vole com­por­ta­mento civico. Dovreb­bero essere applau­dito per que­sto.
81. Ma essi bene­fi­ciano della forza gra­vi­ta­zio­nale della socia­lità: L ’”effetto rete” è quella cosa dove un sacco di per­sone usa qual­cosa per­ché un sacco di gente lo usa.
82. Dove non ci sono alter­na­tive com­pe­ti­tive, dob­biamo essere iper­vi­gi­lanti ricor­dando que­sti Titani i valori della Rete che prima li hanno ispirati.

94.Internet è stu­pe­fa­cente . Il Web è impres­sio­nante. Sei bello. Col­le­ghiamo tutti noi e siamo più fol­le­mente stu­pe­fa­centi di Jen­ni­fer Law­rence. Si tratta di sem­plici fatti.
95. Quindi cer­chiamo di non mini­miz­zare ciò che la Rete ha fatto negli ultimi 20 anni.
99. A tutto quello che non capi­sco è pos­si­bile tro­vare una spie­ga­zione per. E una discus­sione al riguardo. E un argo­mento a cui si rife­ri­sce. Non è chiaro quanto sia impres­sio­nante?
100. Volete sapere cosa com­prare? L’azienda che fa un oggetto del desi­de­rio è ora la peg­giore fonte di infor­ma­zioni su di esso. La fonte migliore simo tutti noi.

108. Nel con­te­sto sba­gliato, ognuno è uno stu­pido [Noi, anche. Ma lo sape­vamo già.] Quindi, se stai invi­tando delle per­sone a fare una nuo­tata, pub­blica le regole. Tutti i troll, fuori dalla piscina!
109. Se le con­ver­sa­zioni al vostro sito vanno male, è colpa tua.
110. Ovun­que la con­ver­sa­zione stia acca­dendo, nes­suno ti deve una rispo­sta, non importa quanto ragio­ne­vole tuo argo­mento o quanto vin­cente il tuo sorriso.

118. Inter­net ha libe­rato una forza antica — la forza gra­vi­ta­zio­nale di unirci.

Buon lavoro!

Extintion Management

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