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Emozioni virali
Pubblicato il 20 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

Emozioni Virali

Hen­ley Wing di Buzz­Sumo uti­liz­zando la piat­ta­forma [se non la cono­sce­ste è l’occasione buona] ha ana­liz­zato il top 10% degli arti­coli con­di­visi online.

Emerge che l’emozione che rende più virale un con­te­nuto è lo sgo­mento, seguito da diver­ti­mento, gioia e pia­cere. La lun­ghezza ideale è intorno ai 2mila carat­teri e la pre­senza di una imma­gine favo­ri­sce ulte­rior­mente la condivisione.

Emozioni virali

Desktop Advertising
Pubblicato il 19 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

Digital Advertising

Magna Glo­bal e Zeni­thOp­ti­me­dia hanno rila­sciato le pre­vi­sioni di sce­na­rio degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari a livello mondiale.

Per l’immediato futuro, per l’anno in corso, Zeni­thOp­ti­me­dia pre­vede che le nazioni di quella che defi­ni­sce l’Europa peri­fe­rica, e che [sigh!] include l’Italia, sono nega­tive. Si tratta dell’unica area del mondo nella quale gli inve­sti­menti in adver­ti­sing con­ti­nue­ranno  a calare. Per il periodo 2013 — 2016 sarà l’Europa, insieme al Giap­pone, l’area con il minor svi­luppo. Le pre­vi­sioni sono di una cre­scita tra il 2 ed il 3%.

In que­sto sce­na­rio cam­bia ovvia­mente il peso dei diversi mezzi con Inter­net in con­ti­nuo svi­luppo e la carta stam­pata [ma in parte anche la tele­vi­sione] in calo.

Global Ad SpendingPer quanto riguarda spe­ci­fi­ca­ta­mente la cre­scita degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari online search, social e mobile hanno una ten­denza posi­tiva men­tre invece il display è in calo.

I ban­ner non fun­zio­nano e gli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari, le aziende se ne ren­dono sem­pre più conto. È anche que­sto un forte segnale, un ulte­riore ele­mento rela­ti­va­mente alla effet­tiva pos­si­bi­lità da parte dei quo­ti­diani online di uscire dalla crisi gra­zie a pagine viste e click who­res.

Desktop Advertising

BuzzFeed Growth
Pubblicato il 18 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

Tutto il Digitale in 11 Grafici

In occa­sione del festi­val inter­na­zio­nale della crea­ti­vità di Can­nes in corso in que­sti giorni  attra­verso Twit­ter [*] sono stati dif­fusi alcuni dati rela­ti­va­mente a diverse aree del digi­tale, dai trend dei gior­nali online all’uso dei social media per nazione, pas­sando per come le per­sone spen­dono il tempo online e molto altro ancora.

Ho pen­sato potesse avere un senso rac­co­glierle per avere una foto­gra­fia com­ples­siva. Ah, se posso, NON fate mai una lista di dieci punti.

Come le per­sone pas­sano il tempo online:

Tempo speso online world

La cre­scita espo­nen­ziale di Buz­z­Feed. Ora la seconda testata più letta al mondo:

BuzzFeed Growth

Uti­lizzo dei media è diverso dall’influenza che hanno [stam­pa­te­velo ed appen­de­telo in ufficio]:

Media Usage

Il futuro dell’online adv è social [sot­to­ti­tolo: che i gior­nali lascino ogni spe­ranza di cam­pare con ban­ner sul loro sito]:

Social Ads

Da dove è venuta la cre­scita nell’adv online:

Adv Online

Uti­lizzo per genere dei diversi social nel Mondo [e det­ta­glio Bra­sile, Cina, Fran­cia, UK & USA]:

Uso Social Per sesso

A mag­gior gran­dezza dello schermo equi­vale un mag­gior con­sumo di dati [ovvero un mag­gior uti­lizzo della Rete]:

Size screen

Le 10 nazioni con il mag­gior numero di utenti attivi su Pin­te­rest:

Pinterest Top 10

Uti­lizzo da mobile app di Vine Vs You­Tube nel Mondo:

Vine Vs YouTube

Uti­lizzo multi-piattaforma della Rete e rela­zione con i brand:

Brand Multipiattaforma

Valore dei dati per­so­nali e rela­zione con i brand:

Personal Data e Brand

[*] Ogni imma­gine con­tiene link a fonte ori­gi­nale per rico­no­sci­mento credits.

Ad Validator
Pubblicato il 10 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

AdValidator

La World Asso­cia­tion of New­spa­pers, durante il wee­kend appena tra­scorso, ha pro­mosso AdHac­ka­ton, due giorni di brain­stor­ming alla ricerca di nuovi modelli per la pub­bli­cità digi­tale, basati sulla per­so­na­liz­za­zione e la loca­liz­za­zione degli annunci, alla quale ho partecipato.

Nell’articolo scritto ieri per «La Stampa» è pos­si­bile leg­gere il reso­conto det­ta­gliato dell’iniziativa.

Dei 4 pro­getti svi­lup­pati dai diversi gruppi di lavoro, quello pro­po­sto dal team di cui sono stato mem­bro è stato giu­di­cato il migliore ed ha vinto.

“AdVa­li­da­tor”, que­sto il nome del pro­getto svi­lup­pato dal sot­to­scritto insieme a Olga Iva­nova, Deputy Publi­sher di Rus­sia Beyond the Head­li­nes, Betto Libe­rati, Pre­si­dente ANSO e CEO Astre­lia e Kim Svend­sen, Mar­ke­ting Mana­ger di CCI New­sgate, è un sistema che, sfrut­tando iBea­con, trac­cia il com­por­ta­mento delle per­sone dall’esposizione ai mes­saggi pub­bli­ci­tari sino all’ingresso in nego­zio così da accre­scere il valore per gli inve­sti­tori e dun­que fron­teg­giare quella che potrebbe essere la seconda apo­ca­lisse dell’industria dei media: La rapida ascesa del mobile.

Sotto ripor­tata la pre­sen­ta­zione che abbiamo rea­liz­zato per illu­strare il progetto.

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Pubblicato il 5 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

L’Industria dell’Informazione 2014 — 2018

PwC ha pre­sen­tato l’Entertainment&Media Outlook 2014–2018. Le pre­vi­sioni di Pwc sull”Entertainment & Media, dai quo­ti­diani alla tv e ai video­game, di 54 Paesi, Ita­lia inclusa, meri­tano asso­lu­ta­mente il tempo speso per una attenta let­tura inte­grale del rapporto.

Per quanto riguarda spe­ci­fi­ca­ta­mente l’industria dell’informazione, i quo­ti­diani, non pare che com­ples­si­va­mente il digi­tale rie­sca a rad­driz­zarne le sorti. In par­ti­co­lare per quanto riguarda Stati Uniti ed Europa Occi­den­tale le pro­ie­zioni di Pwc da qui al 2018 sono negative.

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Le reve­nues dalle ven­dite entro il pros­simo lustro dovreb­bero pesare media­mente tanto quanto i ricavi pub­bli­ci­tari. Se que­sto neces­sa­ria­mente implica una mag­gior foca­liz­za­zione nel rap­porto con il let­tore non è però ele­mento posi­tivo sotto il pro­filo stret­ta­mente eco­no­mico poi­ché avviene prin­ci­pal­mente più a causa della con­ti­nua discesa dei  pro­venti da adver­ti­sing che dalla cre­scita espo­nen­ziale delle ven­dite di copie.

In par­ti­co­lare il digi­tale peserà sola­mente l’8% del totale dei ricavi dalle ven­dite di copie. Si tratta dell’ennesima con­ferma che l’idea di ven­dere “il gior­nale” nel suo insieme come avviene per il car­ta­ceo NON  funziona.

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Anche per quanto riguarda i ricavi pub­bli­ci­tari il grosso della torta resta, sep­pur in declino costante, al car­ta­ceo men­tre il digi­tale anche nel 2018 rap­pre­sen­terà sola­mente una fetta marginale.

Gli edi­tori devono pen­sare ad altre forme e for­mat per accre­scere i loro ricavi. Da qui al 2018 l’industria dell’informazione deve tro­vare nuove forma di ricavo al di là del bino­mio ven­dite — pubblicità.

Amen!

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AdEx Benchmark 2013
Pubblicato il 4 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

Investimenti Online in Europa

eMar­ke­ter pub­blica la serie sto­rica degli inve­sti­menti in adver­ti­sing on line — search inclusa — dal 2012 ad oggi e le pro­ie­zioni sino al 2018 per le prin­ci­pali nazioni del vec­chio con­ti­nente, Ita­lia inclusa.

Sul con­so­li­dato 2013 il nostro Paese è il quarto nell ‘Europa Occi­den­tale per livello d’investimento in comu­ni­ca­zione d’impresa online.

Digital Ad Spending Europa

La gra­dua­to­ria cam­bia sostan­zial­mente se si ana­lizza il livello d’investimento pro capite, per abi­tante, in cia­scuna delle nazioni prese in esame.

In base ai dati del 2013 infatti, come mostra la tabella di sin­tesi sotto ripor­tata, arre­triamo al fondo della clas­si­fica, davanti sola­mente alla Spa­gna, con 28,39 dol­lari a testa.

Il digi­tal divide con il resto d’Europa si misura, e si paga, anche così.

Spending Online Procapite

In caso di dubbi sulla mia ela­bo­ra­zione leg­gere l’ AdEx Ben­ch­mark 2013, il rap­porto annuale di Iab Europe sullo stato dell’arte del mer­cato euro­peo della pub­bli­cità online, i cui risul­tati sono stati pub­bli­cati a fine maggio.

AdEx Benchmark 2013

US_newspaper_advertising_revenue
Pubblicato il 23 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

Aree di Ricavo Quotidiane

Alan D. Mut­ter dal suo blog riprende i dati dif­fusi in que­sti giorni dalla NAA - New­spa­per Asso­cia­tion of Ame­rica — incro­cian­doli con quelli dell’Internet Adver­ti­sing Bureau sta­tu­ni­tense ed in un gra­fico mostra l’intreccio fatale fra cre­scita del totale degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari sul digi­tale ed il crollo dei ricavi dall’advertising, com­pren­sivi di quelli sia da car­ta­ceo che online, per i quo­ti­diani USA.

Riporto il gra­fico in que­sto spa­zio per faci­lità di let­tura ma, come d’abitudine, con­si­glio di leg­gere inte­gral­mente l’analisi fatta da Mutter.

newspaper v digitl ad sales 2013

Il motivo è tanto dram­ma­tico quanto sem­plice. Lo descri­vono egre­gia­mente i gra­fici rea­liz­zati da Colum­bia Jour­na­lism Review e pub­bli­cati ieri.

Com­ples­si­va­mente i ricavi dall’advertising dei gior­nali sta­tu­ni­tensi sono tor­nati ad essere quelli che erano nel 1953 poi­chè la nega­ti­vità della rac­colta pub­bli­ci­ta­ria anche nel 2013, mostrando una ten­denza che non accenna ad arre­starsi, è pro­se­guita con una fles­sione del 10% . Ten­denza che è deter­mi­nata dal ben noto calo delle reve­nues per la pub­bli­cità su stampa al quale cor­ri­sponde una cre­scita dell’adv online/digitale di gran lunga infe­riore a quelle che erano le attese, le speranze?

Come mostra il gra­fico sotto ripor­tato infatti i ricavi di quest’area in ter­mini reali sono infe­riori a quelli del 2007 e si atte­stano quasi sta­bil­mente intorno ai 3.5 miliardi di dol­lari nell’ultimo triennio.

US_newspaper_advertising_revenue

Il caso vuole, ma a volte le coin­ci­denze posso essere d’ispirazione, che 3.5 miliardi di dol­lari siano quasi lo stesso importo gene­rato nel 2013 da “altri/nuovi ricavi” per i quo­ti­diani USA. Area di busi­ness che oltre ad essere sostan­zial­mente pari all’adv online pre­senta il miglior trend di crescita.

Come ram­men­tavo prima di Pasqua, il bino­mio vendite-pubblicità non è, e non sarà mai più, un modello di busi­ness in grado di soste­nere l’economia delle testate, siano esse all digi­tal o meno. Fon­da­men­tal­mente, come ho pro­vato a sot­to­li­neare ripe­tu­ta­mente, si tratta di pas­sare figu­ra­ti­va­mente dal pie­di­stallo allo sga­bello per chi ha la capa­cità di guar­dare oltre i soliti, obso­leti, modelli di business.

A me pare che il qua­dro sia ormai suf­fi­cien­te­mente chiaro e ben deli­neato. Fate vobis…

Newspaper Media Revenues 2013

Corriere Mundial
Pubblicato il 22 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

[Ri]Lanci Sulla Carta

«Il Cor­riere della Sera» nella seconda metà di mag­gio, in coin­ci­denza con le ele­zioni, si appre­sta a lan­ciare un edi­zione spe­ciale del quo­ti­diano: “La Ripresa”, dedi­cato a coprire in det­ta­glio tutti gli aspetti eco­no­mici legati al recu­pero eco­no­mico del nostro Paese.

Secondo quanto riporta il «Finan­cial Times», lo spe­ciale avrà una tira­tura di 20 milioni di copie ed i costi saranno coperti da una doz­zina di grandi aziende spon­sor dell’iniziativa.

Da indi­scre­zioni rac­colte dal sot­to­scritto pare che sia in pro­gramma la mede­sima ope­ra­zione anche per «La Gaz­zetta dello Sport», molto pro­ba­bil­mente in con­co­mi­tanza con i mon­diali di calcio.

In entrambi i casi le copie ver­ranno reca­pi­tate a casa di altret­tante fami­glie ita­liane copren­done quasi la totalità.

A memo­ria, esclu­dendo la distri­bu­zione delle pagine gialle, credo che si tratti della più grande ope­ra­zione di sam­pling mai vista in ambito edi­to­riale in Italia.

Se nelle dichia­ra­zioni il futuro è nel digi­tale, il [ri]lancio avviene sulla carta…

Corriere Mundial

Learn
Pubblicato il 14 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

L’Insostenibile Leggerezza dei Dati su Adv Online

L’Osservatorio FCP-Assointernet ha ces­sato di ren­dere pub­blici gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari online, che comun­que non com­pren­de­vano search e social, nel nostro Paese dal dicem­bre 2012. Da allora ci si limita al dato aggre­gato for­nito da Niel­sen, la cui fonte è l’Osservatorio FCP-Assointernet stesso, senza il det­ta­glio dispo­ni­bile pre­ce­den­te­mente dei diversi format.

È per que­sta ragione che quando venerdì «Prima Comu­ni­ca­zione» ha pub­bli­cato i dati sull’andamento della pub­bli­cità online nei primi due mesi dell’anno sono andato a leg­gerli con inte­resse ed attenzione.

Dati che “a naso” mi sono sem­brati troppo bassi e che mi hanno spinto ad approfondire.

Ho così veri­fi­cato che per il 2012 Niel­sen, basan­dosi come detto sui dati dell’Osservatorio FCP-Assointernet, indica il totale degli inve­sti­menti online, così come defi­niti, in 510 milioni di euro men­tre sul sito dell’Osservatorio FCP-Assointernet per lo stesso periodo ven­gono indi­cati 664 milioni di euro di investimenti.

Lo stesso accade per il totale 2013 dove da un lato ven­gono indi­cati 501 milioni e dall’altro lato ve ne sono invece 464. Una dif­fe­renza cer­ta­mente meno macro­sco­pica rispetto a quella del 2012 ma che comun­que inquieta sull’inaffidabilità dei dati forniti.

Un bal­letto di numeri che non con­sente di iden­ti­fi­care i peri­me­tri dello sce­na­rio di rife­ri­mento e si pre­sta ad inter­pre­ta­zioni [pour cause?] altret­tanto incon­si­stenti quali quelle rila­sciate a com­mento dei dati dal Pre­si­dente di FCP-Assointernet.

L’insostenibile leg­ge­rezza dei dati sull’ adver­ti­sing online.

Learn

NPR-AprilFools2
Pubblicato il 8 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

Commentare # Leggere

Chi gesti­sce, o fre­quenta con assi­duità, la pagina Face­book di un media avrà cer­ta­mente avuto la sen­sa­zione che spesso le per­sone com­men­tino senza leg­gere l’articolo richiamato.

Istrut­tivo in tal senso l’esperimento con­dotto da NPR che il primo di aprile ha postato sulla bacheca della pro­pria pagina la pre­view di un arti­colo di pro­po­sito fuor­viante rispetto al suo con­te­nuto effettivo.

Men­tre infatti su Face­book si leg­geva una cosa, l’articolo sul sito web della sta­zione radio aveva un con­te­nuto asso­lu­ta­mente diverso [vedi due imma­gini sottostanti].

NPR-April-Fools

NPR-AprilFools2

I com­menti al post su Face­book, con gente che afferma di leg­gere sino a 20 libri al mese, dimo­strano che è esat­ta­mente così: com­men­tare NON è leggere.

La mia per­so­nale con­vin­zione della neces­sità di una nuova eco­lo­gia dei social media si rinforza.

NPR-AprilFools3

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