comunicazione politica

Audiweb Mattarella
Posted on 4 febbraio 2015 by Pier Luca Santoro, Francesca Clementoni

L’Elezione di Mattarella & i Media

Appun­ta­mento set­ti­ma­nale di “In Media Stat Virus: Il Mondo dei Media nell’Era di Twit­ter” con una pun­tata dedi­cata al fatto media­tico della set­ti­mana per quanto riguarda il nostro Paese: l’elezione del nuovo Pre­si­dente della Repub­blica. Tema che abbiamo affron­tato cer­cando di ana­liz­zare quale sia stato il trat­ta­mento infor­ma­tivo da parte dei media sia inter­na­zio­nali che nazionali.

L’analisi delle prime pagine dei prin­ci­pali quo­ti­diani inter­na­zio­nali [di]mostra come il ruolo del Pre­si­dente della Repub­blica sia di secondo piano poli­ti­ca­mente ed infatti nes­sun gior­nale dell’emisfero gli dedica nep­pure un tra­fi­letto in prima pagina.

Gran­dis­sima invece l’attenzione da parte dei media di casa nostra con le tele­vi­sioni in primo piano a comin­ciare dalla mara­tona elet­to­rale de LA7 dedi­cata in larga parte a ipo­tesi delle ipo­tesi, con­get­ture delle con­get­ture, per i primi tre scru­tini. 28 ore di tra­smis­sione basate sulla let­tura del signi­fi­cato delle schede bian­che. La diretta del nulla, il vuoto infor­ma­tivo più assoluto.

In gene­rale il trat­ta­mento infor­ma­tivo segue lo schema appli­cato durante le dimis­sioni di Napo­li­tano. Se per l’ex Pre­si­dente la sfilza di det­ta­gli sul ritorno a casa ed il suo macel­laio di fidu­cia non erano bastati, adesso sap­piamo tutto del bar­biere di Mat­ta­rella, della sua Panda e sul suo pre­sen­zia­li­smo a tutte le riu­nioni di con­do­mi­nio. I media cer­cano di creare “L’effetto Ber­go­glio”, di uma­niz­zare [pour cause] i volti della poli­tica, ma virano deci­sa­mente verso l’approccio alla Bar­bara D’Urso con buona pace del Pre­si­dente dell’Ordine dei Gior­na­li­sti che dopo essersi sca­gliato con­tro quest’ultima adesso tace consenziente.

For­tu­na­ta­mente rie­sce a strap­parci un sor­riso meno amaro la prima pagina de “L’Osservatore d’Italia” uscendo deci­sa­mente dagli schemi.

OsservatoreItaliaI

Scarso il riscon­tro, e l’interesse, sui social per l’elezione di Mat­ta­rella con i quat­tro hash­tag [#Quirinale2015, #Mat­ta­rella, #mara­to­na­qu­ri­nale e #mat­ta­rel­la­Pre­si­dente] che com­ples­si­va­mente rea­liz­zano sola­mente 301mila con­ver­sa­zioni ed un numero non tra­scu­ra­bile di “fes­sac­chiotti”, circa 20mila, — incluse alcune testate — che segue e dia­loga con l’account fake del neo Presidente.

PdRMattarella

Non va molto meglio per i gior­nali online che ten­gono la noti­zia in testa ai loro siti web per giorni interi senza susci­tare alcun inte­resse da parte dei let­tori, delle per­sone, come dimo­strano i dati Audi­web, piatti, per alcune delle prin­ci­pali testate. Un chiaro segnale della distanza tra poli­tici, media e persone.

Audiweb Mattarella

Nel pod­cast sot­to­stante, come d’abitudine, è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera pun­tata inter­val­lata da musica scelta ad hoc, in tema.

“In Media Stat Virus: I Media nell’era di Twit­ter” con­ti­nuerà la pro­gram­ma­zione sino a giu­gno e sono asso­lu­ta­mente gra­diti sug­ge­ri­menti sui temi da affron­tare da qui ad allora. È pos­si­bile inte­ra­gire, anche, via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag  #imsv14 e/o men­zio­nando i due account @pedroelrey / @radiofujiko.

Tsipras Social
Posted on 28 gennaio 2015 by Pier Luca Santoro, Francesca Clementoni

Il Peso della Rete nella Vittoria di Tsipras

Terzo appun­ta­mento del 2015 di “In Media Stat Virus: Il mondo dei media nell’era di Twit­ter” con la pun­tata di ieri dedi­cata all’analisi di quanto la Rete ed i social abbiano pesato nella vit­to­ria di Tsipras.

Aper­tura con paral­le­li­smo alle Euro­pee dell’anno scorso di Altra Europa con Tsi­pras, la scarsa visi­bi­lità otte­nuta sui media ita­liani dalla lista in que­stione e il tanto cele­bre quanto discusso “stra­ta­gemma” della respon­sa­bile della comu­ni­ca­zione per otte­nere visibilità.

Si pro­se­gue con l’analisi dei dati rela­tivi alla pene­tra­zione di Inter­net in Gre­cia e della popo­la­rità delle pagine Face­book e degli account Twit­ter dei due can­di­dati prin­ci­pali e dei loro partiti.

Viene effet­tuata un’analisi del buzz in Rete e sui social rela­ti­va­mente a Tsi­pras dalla quale si con­ferma, anche, come il volume delle discus­sioni sia stato di gran lunga supe­riore fuori dalla Grecia.

Tsipras Social

Nel pod­cast sot­to­stante, ancora una volta, è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera pun­tata.

“In Media Stat Virus: I Media nell’era di Twit­ter” con­ti­nuerà la pro­gram­ma­zione sino a giu­gno e sono asso­lu­ta­mente gra­diti sug­ge­ri­menti sui temi da affron­tare da qui ad allora. È pos­si­bile inte­ra­gire, anche, via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag  #imsv14 @pedroelrey / @radiofujiko.

Buone Pratiche social e politica
Posted on 8 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Comunicazione Politica & Social Media

Ieri prima pun­tata di “In Media Stat Virus: I Media nel’era di Twit­ter” dedi­cata alla comu­ni­ca­zione poli­tica attra­verso i social media/network con il sot­to­scritto e Fran­ce­sca Cle­men­toni.

Nel pod­cast sot­to­stante è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata.

Tra gli aspetti citati durante il pro­gramma, tra rife­ri­menti a puffi bron­to­loni e din­torni, si segnala lo stu­dio pre­sen­tato a metà set­tem­bre su “Meto­do­lo­gie di ana­lisi del discorso poli­tico: l’indice di key­ness. Un con­fronto fra il les­sico usato su Twit­ter e in televisione”.

Men­zio­nata anche la pre­sen­ta­zione effet­tuata agli elec­tion days  su “Poli­tica e social media: regole di soprav­vi­venza” con le sue 5 regole auree che, per sem­pli­cità di let­tura, viene sotto riportata.

La pros­sima set­ti­mana si parla di “Main­stream Media & Social Media”, amore-odio? Si ricorda che è pos­si­bile inte­ra­gire via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag #imsv14  @pedroelrey /@radiofujiko.. A mar­tedì pros­simo, e , se ne avete voglia, fatemi sapere se, almeno, vi piace la sigla. Grazie.

Referndario Social Classifica
Posted on 3 settembre 2013 by Pier Luca Santoro

Cattiva Gamification

La gami­fi­ca­tion è ormai una moda­lità suf­fi­cien­te­mente nota, anche i gior­nali e le rivi­ste di massa del nostro Paese ini­ziano ad occu­par­sene con arti­coli sul tema. L’applicazione  delle tec­ni­che di gioco a con­te­sti non ludici coin­volge il mar­ke­ting ma anche la gestione delle risorse umane e pure la politica.

Sono sem­pre più i casi di ricerca di moda­lità di coin­vol­gi­mento nella vita poli­tica attra­verso la gami­fi­ca­tion che, spe­ri­men­tate abbon­dan­te­mente oltreo­ceano, ini­ziano ad appro­dare anche nello sce­na­rio della comu­ni­ca­zione poli­tica del nostro Paese.

Dopo il ten­ta­tivo ,non esat­ta­mente azzec­cato, effet­tuato alle ultime ele­zioni dalla lista gui­data dall’ex Pre­si­dente del Con­si­glio Monti, è ora la volta del Par­tito Radi­cale. Dal 5 di ago­sto infatti per pro­muo­vere la firma dei 12 refe­ren­dum è stato lan­ciato “Refe­ren­da­rio Social”, appli­ca­zione Face­book il cui obiet­tivo è quello di dif­fon­dere sul  social net­work le infor­ma­zioni circa i que­siti refe­ren­dari pro­vando, il con­di­zio­nale è d’obbligo, a sti­mo­lare la con­di­vi­sione attra­verso ele­menti di gamification.

Si chiede ai “refe­ren­dari social” di aggiun­gere il badge alla pro­pria foto pro­filo, con­di­vi­dere il link del sito, le car­to­line e le noti­zie del blog. Il gioco pre­vede l’assegnazione di punti per ogni con­di­vi­sione, due clas­si­fi­che, una set­ti­ma­nale ed una glo­bale, premi vir­tuali e premi reali al ter­mine della campagna.

Referendario Social

Se l’obiettivo è, come recita il comu­ni­cato stampa dei radi­cali dif­fuso il 5 ago­sto scorso, “coin­vol­gere i volon­tari che già oggi con­tri­bui­scono a dif­fon­dere le noti­zie sulla cam­pa­gna refe­ren­da­ria; attrarre nuovi volon­tari e sti­mo­lare la loro par­te­ci­pa­zione”, siamo, mi spiace, sulla strada sbagliata.

Da un lato infatti tutto il per­corso è impo­stato esclu­si­va­mente sulla con­di­vi­sione “social” dei con­te­nuti esclu­dendo qual­siasi altra pos­si­bile forma di par­te­ci­pa­zione attiva ma, soprat­tutto, dall’altro lato, sono evi­denti la man­canza di un per­corso, di game design, limi­tan­dosi fon­da­men­tal­mente agli aspetti più ele­men­tari dei mec­ca­ni­smi di gioco appli­cati a con­te­sti non ludici  ed inse­rendo esclu­si­va­mente quella parte che viene defi­nita con i ter­mini di [sigh!] bad­gi­fi­ca­tion e poin­ti­fi­ca­tion.

Ed il vin­cere badge e punti tanto per vin­cere stanca. Arriva un punto in cui se si con­ti­nua sola­mente a cer­care di segnare punti ci si annoia, cade la moti­va­zione, c’è biso­gno di “qual­cosa d’altro”, ed è lì che fal­li­sce “Refe­ren­da­rio Social”. Non a caso, dopo quasi un mese dal lan­cio, al momento della rea­liz­za­zione di que­sto arti­colo, secondo quanto viene ripor­tato nella dash­board prin­ci­pale, i refe­ren­dari iscritti sono in totale solo 357 ed i refe­ren­dari attivi nelle ultime 48 ore sono 46 anime pie che calano a 32 con­si­de­rando i refe­ren­dari attivi nelle ultime 24 ore. Dav­vero ben poca cosa.

Come dicevo ad ini­zio anno, durante la mia lec­ture al master in gior­na­li­smo scien­ti­fico digi­tale della SISSA Inter­na­tio­nal School for Advan­ced Stu­dies di Trie­ste, la gami­fi­ca­tion non è solo un for­nire le pedine e i dadi: biso­gna essere bravi a costruire il gioco dell’oca, è evi­dente come in que­sto caso l’obiettivo pre­va­lente di comu­ni­ca­zione sia quello di costruire, di ali­men­tare buzz, pas­sa­pa­rola rispetto alle pro­prie pro­po­ste senza però alcun tipo, alcun cri­te­rio, di moti­va­zione a farlo.

La bad­gi­fi­ca­tion, pur sti­mo­lando il coin­vol­gi­mento delle per­sone con que­sto tipo di ricom­pense, se fine a se stessa, molto spesso rischia di creare aspet­ta­tive che poi restano vuote di signi­fi­cato, men­tre il valore aggiunto della gami­fi­ca­tion è quello di gene­rare emo­zioni posi­tive, eustress, come dice Jane McGo­ni­cal in “La Realtà in Gioco”.

Pro­prio su le cat­tive appli­ca­zioni della gami­fi­ca­tion, Bad­ge­ville ha lan­ciato in que­sti giorni un “labo­ra­to­rio” di moni­to­rag­gio ed ana­lisi dei diversi casi. Io, nel mio pic­colo, ne par­lerò il 16 set­tem­bre pros­simo ven­turo a Dig.it, due gior­nate fio­ren­tine dedi­cate al gior­na­li­smo digi­tale, in cui terrò un mini-seminario pro­prio sulla gami­fi­ca­tion. Mi dicono gli orga­niz­za­tori che dovrebbe esserci ancora qual­che posto dispo­ni­bile, se cre­dete ci vediamo lì per approfondire.

Referndario Social Classifica

PoliticsTTT
Posted on 23 marzo 2013 by Pier Luca Santoro

PoliticsTTT

Gli eventi Socia­labTTT si rea­liz­zano in con­tem­po­ra­nea in diverse città ita­liane e in real­time con le fina­lità di con­di­vi­dere cono­scenze, di creare e dif­fon­dere una cul­tura digi­tale, costruire un lin­guag­gio comune e far cre­scere la Rete.

Il Social­labTTT di oggi 23 marzo, giunto alla nona edi­zione, è dedi­cato al tema dell’evoluzione della comu­ni­ca­zione poli­tica in Rete e sul ruolo dei social media al suo interno. Poli­ticsTTT si svol­gerà in con­tem­po­ra­nea nelle città di Milano, Roma, Lecce, Genova, Bolo­gna e Corato a par­tire dalle ore 18:30 sino alle 21:00.

L’evento è aperto a tutti pre­via regi­stra­zione per la pre­senza in loco [evento è sold out, ma potete pro­vare lo stesso] o in alter­na­tiva è pos­si­bile seguire lo strea­ming video in diretta e la con­ver­sa­zione su Twit­ter con l’hashtag #Poli­ticsTTT seguito dalla sigla della città di rife­ri­mento, d’interesse, come ad esem­pio #PoliticsTTT/BO.

PoliticsTTT

Tra i rela­tori dell’edi­zione bolo­gnese è stato incau­ta­mente arruo­lato anche il sot­to­scritto inseme a Mat­teo Lepore, Asses­sore al Comune di Bolo­gna, coor­di­na­tore di Giunta con dele­ghe a Rela­zioni Inter­na­zio­nali della Città, Mar­ke­ting Urbano, Inno­va­zione e Sem­pli­fi­ca­zione Ammi­ni­stra­tiva, Pro­getto Smart City e Agenda Digi­tale; Ema­nuela Zac­cone, gio­vane social media ana­lyst e resear­cher con­sul­tant, co-fondatrice e social media stra­te­gist di TOK.tv; Gio­vanni Scro­fani (Twit­ter), classe ’74, si defi­ni­sce un satiro dadai­sta, per gli addetti ai lavori è l’ideatore del pro­getto Gilda35, blog ovvia­mente dadai­sta, di satira poli­tica, tele­vi­sione, social net­work, web, pro­grammi tv e ten­denze del web e Andrea Nel­son Mauro, ani­ma­tore di Spa­ghetti open data , una comu­nità di nor­mali cit­ta­dini con il pal­lino degli open data, che sosten­gono sal­da­mente la libera infor­ma­zione ed l’accesso alle infor­ma­zioni pubbliche.

Le cose da dire non man­che­ranno certo sul con­tro­verso ed appros­si­ma­tivo uti­lizzo del Web e dei social media da parte dei poli­tici come testi­mo­nia, ad esem­pio, il silen­zio pres­so­ché asso­luto del Pre­si­dente del Con­si­glio uscente dopo le ele­zioni o di Pier­fer­di­nando Casini anch’esso pra­ti­ca­mente ammu­to­lito dopo la tor­nata elettorale.

Se avete modo di venire ci vediamo lì altri­menti “chiac­chie­riamo” come sem­pre via Twit­ter. A stasera.

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