comunicazione interna

Pubblicato il 25 marzo 2012 by Pier Luca Santoro

Internal Social Media

Anche nel nostro Paese, sep­pure in maniera scom­po­sta, com­ples­si­va­mente ina­de­guata, vi è una grande atten­zione verso i social media come stru­mento di comu­ni­ca­zione esterna, come mezzo da uti­liz­zare all’interno del piano media aziendale.

Non altret­tanto si può dire della comu­ni­ca­zione interna, ele­mento di gestione azien­dale, di inter­nal mar­ke­ting, già di per se stesso asso­lu­ta­mente sot­to­va­lu­tato, nor­mal­mente adot­tato dalla cuspide delle imprese, da quel 0,5% di grandi — gran­dis­sime imprese. Aspetto che ovvia­mente si riduce, se pos­si­bile, ulte­rior­mente per quanto riguarda l’utilizzo dei social media come mezzzo di comu­ni­ca­zione interna.

Ai tempi delle Repub­bli­che Mari­nare, giorno più giorno meno, con l’amico Gia­como Mason ci era­vamo diver­titi ad ana­liz­zare il caso degli inter­nal cor­po­rate blog, sug­ge­rendo anche alcuni pos­si­bili indi­ca­tori per la valu­ta­zione del ROI degli stessi. Ana­lisi poi pub­bli­cata su «Ticon­zero» della Bocconi.

L’infografica sot­to­ri­por­tata sin­te­tizza i prin­ci­pali cri­teri, gli aspetti più impor­tanti da gestire nella strut­tu­ra­zione di un [eco]sistema di social media ad uso interno, ed i bene­fici poten­ziali che ne deri­vano. Non a caso la rap­pre­sen­ta­zione uti­lizza lo schema a rete di un alveare.

Buon lavoro.

Pubblicato il 25 ottobre 2011 by Pier Luca Santoro

Social Media Policy

Sia nella Pub­blica Ammi­ni­stra­zione che nel pri­vato la ten­denza gene­rale attuale è quella di ini­bire l’accesso ai social net­work dal lavoro. Timore sulla disper­sione di tempo durante l’orario lavo­ra­tivo e paura della dif­fu­sione di infor­ma­zioni azien­dali le prin­ci­pali moti­va­zioni alla base di que­sta scelta.

Con la dif­fu­sione cre­scente di smart­phone che con­sen­tono l’accesso ad Inter­net, e dun­que ai social net­work, è un’opzione tanto miope quanto insen­sata poi­chè non garan­ti­sce la solu­zione del problema.

Il video rea­liz­zato dal Dipar­ti­mento della Giu­sti­zia di Vic­to­ria [Austra­lia] non solo rap­pre­senta un ottimo esem­pio di comu­ni­ca­zione interna per qua­lità della rea­liz­za­zione e lo stile del lin­guag­gio, ma dimo­stra che la solu­zione risiede nella rea­liz­za­zione di una social media policy, ovvero nella defi­ni­zione di tutta una serie di linee guida e cri­teri che defi­ni­scano i com­por­ta­menti da adot­tare sui social media da parte di dipen­denti e collaboratori.

Con circa 20 milioni di utenti iscritti a Face­book nel nostro Paese, vie­tare cap­zio­sa­mente l’accesso ai social net­work signi­fica, di fatto, negare la realtà e tra­scu­rare aspetti che pos­sono avere impatto diretto sulla repu­ta­zione dell’organizzazione aziendale.

La con­sa­pe­vo­lezza di un pro­blema non porta alla sua solu­zione se non attra­verso l’azione. Ini­ziate ora a defi­nire la vostra social media policy.

Pubblicato il 10 settembre 2011 by Pier Luca Santoro

Il Gioco come Mezzo di Apprendimento, Comunicazione e Narrazione

I gio­chi sono un con­te­ni­tore, un media per sol­le­ci­tare e coin­vol­gere le per­sone su istanze, messaggi.

Que­sta in buona sostanza la tesi che sosterrò oggi al Roma­gna­Camp 2011.

Se siete tra coloro che hanno deciso di venire sarà un pia­cere appro­fon­dire e con­fron­tarsi di per­sona sul tema. In caso con­tra­rio potete comun­que guar­dare lo sli­de­show della mia pre­sen­ta­zione tenendo pre­sente, come sem­pre, che sono una trac­cia, un punto di appog­gio per par­lare di que­sto tema a me tanto caro.

“Fac­ciamo che Io Ero” il titolo dato al [mini]intervento pro­prio per sot­to­li­neare come, appunto, il gioco sia da sem­pre un mezzo di nar­ra­zione, di imper­so­ni­fi­ca­zione, e dun­que di appren­di­mento,  di rela­zione e comunicazione.

Pubblicato il 28 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Innovazione d’Impresa & Social Media

Il van­tag­gio com­pe­ti­tivo dipende dalla capa­cità di capire non sol­tanto la catena del valore di un’impresa, ma anche il modo in cui l’impresa si inqua­dra nel sistema del valore nel suo com­plesso, scri­veva Michael Por­ter nel lon­tano 1985. Ogni azienda è un insieme di atti­vità che ven­gono svolte per pro­get­tare, pro­durre, ven­dere, con­se­gnare e assi­stere i suoi pro­dotti. La catena del valore e il modo in cui l’azienda svolge le sin­gole atti­vità sono un riflesso della sua sto­ria, della stra­te­gia e del modo in cui la mette in pra­tica, delle spe­ci­fi­cità eco­no­mi­che che sot­to­stanno alle atti­vità stesse.

La corsa all’oro, l’esplosione nell’utilizzo dei social media in chiave di comu­ni­ca­zione azien­dale, molto spesso tra­la­scia col­pe­vol­mente la parte rela­tiva alla comu­ni­ca­zione interna ed all’orga­niz­za­zione del lavoro quali ele­menti impre­scin­di­bili per il suc­cesso delle azioni di rela­zione e comu­ni­ca­zione attra­verso i diversi social media.

La teo­ria più cono­sciuta e dif­fusa si col­lega ai prin­cipi espressi dalla teo­ria moti­va­zio­nale  di Maslow che par­tendo dai prin­cipi gene­rali ha tro­vato appli­ca­zione in ambito lavo­ra­tivo. Pur man­te­nendo ancora oggi una vali­dità com­ples­siva le teo­rie di Maslow, in spe­ci­fico rife­ri­mento alla cre­cente com­ples­sità in ambito azien­dale, non assol­vono più ade­gua­ta­mente allo scopo.

Gary Hamel, autore di “Future of Mana­ge­ment”, in una sua con­fe­renza al For­tune Inno­va­tion Forum, ha ridi­se­gnato la pira­mide di Maslow ride­fi­nendo la gerar­chia dei fat­tori di moti­va­zione all’interno delle orga­niz­za­zioni aziendali.

I sei livelli da lui defi­niti sono:

  1. Obe­dience : show up, do the job
  2. Dili­gence : work hard, stay focus, long hours etc …
  3. Intel­lect : taking respon­si­bi­lity for their own skills, bring best prac­ti­ces to the work place
  4. Ini­tia­tive : taking owner­ship for a pro­blem, an oppor­tu­nity before you ask them, not bound by a defi­ni­tion of their job
  5. Human crea­ti­vity : brought by peo­ple who would ask how to do this in a fun­da­men­tal dif­fe­rent way ? What is there to learn from other indu­stries ? Where are the chan­ces for radi­cal inno­va­tion in this product/service ?
  6. Pas­sion and zeal : for whom their job is not only intel­lec­tually mea­ning­ful it is indeed spi­ri­tualy mea­ning­ful to them. Enor­mous mea­ning comes out of their work.

I primi tre punti sono dive­nuti, piac­cia o meno, una com­mo­dity che le aziende pos­sono aqui­stare a basso prezzo in qua­lun­que parte del mondo, men­tre sono i tre nella parte alta della pira­mide che diven­gono ele­menti stra­te­gici per l’innovazione  all’interno delle imprese.

Fate un check nelle aziende in cui lavo­rate, se i kno­w­ledge wor­kers pre­senti non hanno que­ste capa­cità e moti­va­zioni, o non sono stati sin ora sup­por­tati nel per­corso neces­sa­rio ad acqui­sirle, non siete ogget­ti­va­mente nella con­di­zione di poter pro­get­tare una vostra pre­senza cor­po­rate nei social media e pro­ba­bil­mente, a breve, nep­pure sul mercato.

Pubblicato il 13 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Come Dirigenti e Professionals Utilizzano i Social Media

Social­cast, incro­ciando i dati di diverse fonti, ha rea­liz­zato un’infografica che sin­te­tizza l’utilizzo quan­ti­ta­tivo e qua­li­ta­tivo dei social media da parte di diri­genti d’impresa e professionals.

I social media con mag­gior pene­tra­zione sono Lin­ke­din, Face­book e Twit­ter, con il primo al 92%.

Oltre ¾ del cam­pione ne fa un uti­lizzo intenso acce­den­dovi una o più volte al giorno. Inten­sità d’utilizzo sicu­ra­mente accre­sciuta e favo­rita dalla dif­fu­sione degli smartphones.

Le prin­ci­pali ragioni di uti­lizzo sono legate alla pos­si­bi­lità di avere accesso ad infor­ma­zioni dif­fi­cil­mente repe­ri­bili in altro modo [gra­tui­ta­mente, aggiun­ge­rei] ed al moni­to­rag­gio del per­so­nale azien­dale ed alle opi­nioni dell’utenza.

Nono­stante l’ampiezza di dif­fu­sione e pene­tra­zione per­mane incer­tezza e pre­oc­cu­pa­zione rela­ti­va­mente alla pos­si­bi­lità di con­trollo dei social media e sull’utilizzo in chiave stra­te­gica di quest’area.

Si evi­den­zia come que­sto media abbia biso­gno ancora di nume­rosi fat­tori, tra tutti, in pri­mis, di una gestione coe­rente della comu­ni­ca­zione interna , per poter diven­tare “adulto”.

Un per­corso che richiede un ulte­riore sforzo di visione inno­va­tiva per la gran­dis­sima mag­gio­ranza delle imprese. Il com­parto edi­to­riale non fa eccezione.

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Pubblicato il 3 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

L’ultima cena della Goldman Sach

Il numero di Nova24 in edi­cola quest’oggi dedica l’apertura a come anche i mer­cati ban­cari stiano, pro­gres­si­va­mente, diven­tando conversazioni.

L’immagine di Gold­man Sachs, nono­stante le tante ini­zia­tive bene­fi­che, le star della finanza di cui si cir­conda e gli ecce­zio­nali risul­tati di bilan­cio, è ancora negativa.

Dopo la recente ini­zia­tiva di porre a dispo­si­zione di 10mila imprese il 3% del monte remu­ne­ra­zioni per supe­rare la reces­sione, con­ti­nua l’operazione di puli­zia dell’immagine da parte del colosso del credito.

Niente feste nata­li­zie per i dipen­denti dell’azienda in que­stione, dun­que, che, dopo aver visto can­cel­lati i party azien­dali uffi­ciali per i quali l’impresa aveva speso migliaia di dol­lari sino al “grande crack”, ave­vano aggi­rato l’ostacolo orga­niz­zando ritrovi pri­vati che però erano pagati sem­pre dall’ isti­tuto di credito.

Ora però, secondo quanto ripor­tato, Lloyd Blankfe chief exe­cu­tive che ci tiene a con­ti­nuare “la sua opera di Dio”, ha inviato una voice mail che proi­bi­sce ai dipen­denti di ritro­varsi fuori dall’ufficio in gruppi supe­riori a dodici per­sone.

Al di là dell’opera mora­liz­za­trice e di pr che l’istituto ban­ca­rio sta­rebbe svol­gendo, rela­ti­va­mente al divieto di ritro­varsi c’è chi sus­surra che potrebbe anche trat­tarsi del più clas­sico “divide et impera”.

Non è chiaro quali potreb­bero essere le san­zioni disci­pli­nari in caso di festeg­gia­menti fuori dalla norma.

Pubblicato il 24 aprile 2009 by Pier Luca Santoro

Totò and Peppino are back

Spiace che alcune mie con­si­de­ra­zioni ven­gano vis­sute in chiave nega­tiva men­tre l’intento è asso­lu­ta­mente costrut­tivo e non rife­rito all’organizzazione nella sua glo­ba­lità e spiace ancor più, se pos­si­bile, dover tor­nare sull’argomento ma dav­vero non rie­sco ad esi­mermi dal farlo.

Rice­viamo la comu­ni­ca­zione sot­to­ri­por­tata [in cui ho effet­tuato le oppor­tune sot­to­li­nea­ture per evi­den­ziarvi i “punti salienti”] dal Sinagi Fer­rara a firma del Segre­ta­rio Pro­vin­ciale e non pos­siamo che con­fer­mare la nostra pre­oc­cu­pa­zione rela­ti­va­mente alla forma e alla sostanza.

Errori di bat­ti­tura si rin­cor­rono alle più turpi sgram­ma­ti­ca­ture per cul­mi­nare in con­cet­tua­liz­za­zioni da orrido.

Totò & Pep­pino are back, pur­troppo non c’è niente da ridere.

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Pubblicato il 17 aprile 2009 by Pier Luca Santoro

Allocazione delle risorse & stratificazione della clientela

Si riceve circa un paio di giorni or sono l’ennesimo espo­si­tore in conto depo­sito di pupaz­zetti con sog­getti ricon­du­ci­bili al mondo ani­male. Il car­tone che lo con­te­neva non stava nelle casse di con­se­gna per le sue note­voli dimen­sioni ed ancora una volta con ras­se­gna­zione, dopo aver ter­mi­nato di siste­mare gior­nali e perio­dici del giorno, apro il con­te­ni­tore pronto a met­termi le mani nei pochi capelli residui.

Sor­presa. L’espositore è ben fatto e con­tiene una quan­tità di pro­dotto da esporre ade­guata [6 pz].

Non so se si possa apprez­zare dall’immagine sot­to­stante ma la solu­zione scelta è di buona fat­tura car­to­tec­nica con inserti facil­mente appli­ca­bili in pla­stica e per­fino di facile mon­tag­gio. Ottimo.

Ad onor del vero è circa un paio di anni che non rea­lizzo di que­ste cose e quindi le mie quo­ta­zioni non saranno cer­ta­mente aggior­nate, ma ad ordine di gran­dezza anche tenendo conto di quan­tità signi­fi­ca­tive — diciamo 20mila pz — sarà costato imballo e gra­fica inclusi non meno di 4,50 €. Stiamo par­lando dun­que di un inve­sti­mento com­ples­sivo di 90/100mila euro. Si tratta ovvia­mente di un’ ipo­tesi di lavoro.

Expo puppies

Que­sto epi­so­dio, che nella mas­sima sin­tesi pos­si­bile ho cer­cato di nar­rare, mi ha fatto riflet­tere su due aspetti che credo pos­sano essere di rile­vanza per il com­parto edi­to­riale e lo svi­luppo del suo attuale e futuro canale di vendita.

In pri­mis c’è, ancora una volta, una carenza di comu­ni­ca­zione. Se, infatti, esau­rissi la prima carica di pro­dotto rice­vuto come rice­verò il suc­ces­sivo rifor­ni­mento? Sfuso o ancora una volta in un altro espo­si­tore? Attual­mente ho/abbiamo il solo codice di pro­dotto con espo­si­tore, per even­tuali rior­dini usando quello dovrei rice­verne uno iden­tico. Lo spreco di risorse sarebbe dun­que significativo.

Dopo un lavoro com­ples­si­va­mente ben rea­liz­zato inse­rire un foglio nel car­tone di imballo con due parole ed una spie­ga­zione in più avrebbe fatto la dif­fe­renza rispetto al valore com­ples­sivo dell’operazione. Come sem­pre si dice è l’attenzione al det­ta­glio che fa la dif­fe­renza, a volte, come in que­sto caso, basta dav­vero poco per razio­na­liz­zare e creare valore aggiunto.

Sem­pre in tema di spreco di risorse, viste le dimen­sioni dell’espositore sono pres­so­ché certo che molte edi­cole tra­di­zio­nali — par­liamo dei “clas­sici chio­schi” — non potranno anche volendo esporre quanto rice­vuto e per­ciò il pro­dotto resterà ine­vi­ta­bil­mente accan­to­nato in qual­che angolo/cassa vuota sino al giorno della resa.

Sono riu­scito fati­co­sa­mente a repe­rire un cen­si­mento delle edi­cole [gra­zie] ma appa­ren­te­mente non sem­bra che né gli edi­tori né i distri­bu­tori abbiano effet­tuato un’indagine qua­li­ta­tiva sulla rete stra­ti­fi­cando i punti ven­dita al fine sia di meglio con­vo­gliare i loro sforzi e le loro risorse che con lo stra­va­gante obiet­tivo di for­nire un miglior ser­vi­zio agli stessi.

Come abbiamo già avuto modo di esem­pli­fi­care vi è assenza totale di qua­lun­que ele­mento basico di trade mar­ke­ting in que­sto canale. Pre­sto ten­te­remo di porvi rime­dio for­nendo alcuni sug­ge­ri­menti ad hoc che ci augu­riamo di poter inte­grare con con­tri­buti ed azioni altrui per poter appor­tare pro­po­si­ti­vità al dibattito.

Prima di rita­gliare gior­nali e reda­zioni siamo certi che gli ambiti di inter­vento e razio­na­liz­za­zione siano mol­te­plici. Lavo­ria­moci sopra.

Pubblicato il 4 marzo 2009 by Pier Luca Santoro

Comunicazioni al trade

Appare incre­di­bile per chi non essendo del set­tore non abbia avuto espe­rienza diretta, eppure in ambito edi­to­riale il trade mar­ke­ting sem­bra essere ancor oggi una disci­plina pres­so­ché sconosciuta.

Non par­liamo di “sofi­sti­ca­zioni” ma degli ele­menti più basici di rela­zione e comu­ni­ca­zione tra edi­tori, gros­si­sti [distri­bu­tori locali] ed i punti vendita.

Nelle casse con­te­nenti i quo­ti­diani ed i perio­dici che ven­gono con­se­gnate gior­nal­mente, quasi quo­ti­dia­na­mente sono inviate anche locan­dine e comu­ni­ca­zioni di ser­vi­zio di vario genere e tipo, per­lo­più foto­co­piate mala­mente ed in bianco e nero.

Pre­messo che nel 90% dei casi le locan­dine non sono con­te­nute nella con­se­gna del giorno in cui esce la pub­bli­ca­zione pro­mossa [era ovvio che chi non cono­sce il signi­fi­cato di trade mar­ke­ting non potesse, altret­tanto, sapere dell’esistenza di ele­menti quali il timing ed il time to mar­ket], credo sia d’interesse e di uti­lità esa­mi­narne, in sin­tesi, alcune delle più recenti a titolo esemplificativo.

  1. Comu­ni­ca­zione ine­rente il men­sile “Natio­nal Geo­gra­phic Ita­lia” rela­tiva al cam­bio prezzo per l’uscita del 26.02.2009. Il sot­to­scritto in un anno di gestione dell’attività NON ha mai rice­vuto la rivista.
  2. Locan­dina terza uscita “DVD Jack Nichol­son”. Pro­dotto assente dalla bolla di con­se­gna, non consegnato.
  3. Locan­dina “Ante­prima Pano­rama” – DVD film “W” di Oli­ver Stone — Pro­dotto non consegnato.
  4. Locan­dina “Set­ti­ma­nale Di Più” rice­vuta con con­se­gna del mer­co­ledì; la rivi­sta esce il sabato.

Pre­fe­ri­sco non tediarvi oltre con mag­giori det­ta­gli ma garan­ti­sco, se posso, che l’elenco è dav­vero lungo e variegato.

Insomma, come avrete capito, i media­sauri con­fer­mano anche sotto que­sto pro­filo che gli spazi e gli ambiti di miglio­ra­mento sono dav­vero immensi rispetto all’attuale stato dell’arte.

Prima di adden­trarsi in affa­sci­nanti quanto fumose ipo­tesi potrebbe valere la pena di appli­care la ben nota “tec­nica del gam­bero” ® e ripren­dere, almeno, i fon­da­men­tali prima di pro­ce­dere oltre.

Ne par­le­remo senza ombra di dub­bio ampia­mente in que­sti spazi insieme a voi.

PS: Rara esem­pli­fi­ca­zione di buona fat­tura della comu­ni­ca­zione al trade è rap­pre­sen­tata dal folder/locandina di “Focus-Brain Trai­ner”. Pec­cato dav­vero che, ancora una volta, riceva solo il mate­riale di comu­ni­ca­zione e non la rivista.

Pubblicato il 26 febbraio 2009 by Pier Luca Santoro

Comunicazione Sindacale

Il SINAGI [vedi blo­groll] – Sin­da­cato Nazio­nale Gior­na­lai d’Italia – manda abi­tual­mente, almeno per quanto attiene la pro­vin­cia di Fer­rara, le pro­prie comu­ni­ca­zioni agli iscritti spil­late alle bolle d’accompagnamento del pre­ce­den­te­mente citato distributore.

Pra­ti­ca­mente è come se la FIOM pro­du­cesse la pro­pria comu­ni­ca­zione in alle­gato all’internal maga­zine della FIAT, no?