comunicazione d’impresa

Nuzzel
Pubblicato il 28 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Tre Strumenti per Twitter

Il tocco umano resta asso­lu­ta­mente rile­vante sui social ma esi­stono tools, stru­menti che con­sen­tono di rima­nere pro attivo e pro­dut­tivo su Twit­ter con poco inter­vento manuale, for­nendo così abba­stanza tempo per lavo­rare sul contenuto.

Ne ho sele­zio­nati tre che mi sem­brano par­ti­co­lar­mente inte­res­santi. Lo spa­zio dei com­menti e/o l’area com­mu­nity sono a dispo­si­zione per ulte­riori segna­la­zioni, inte­gra­zioni, sem­pre gradite.

Il primo è Nuz­zel, utile stru­mento di ridu­zione del rumore di fondo su Twit­ter. Usando Nuz­zel è pos­si­bile sco­prire i tweets, le news, che sono con­di­vise da un certo numero di vostri con­tatti su Twit­ter. In que­sto modo si ridurrà il rumore di fondo, soprat­tutto se si hanno molti con­tatti, e sarà più facile sco­prire quei tweet che non si deve per­dere. Nuz­zel è utile per que­gli utenti di Twit­ter che vogliono tro­vare i migliori tweet per la let­tura o ricon­di­vi­sione sulla loro timeline.

È inol­tre pos­si­bile con­fi­gu­rare Nuz­zel per rice­vere digest di quei tweets ed è anche pos­si­bile col­le­garlo con ser­vizi come Poc­ket, Insta­pa­per e Buf­fer. Esi­ste anche una appli­ca­zione per iPhone.

Nuzzel

Il secondo è Nurph, tool che inte­gra e migliora la fun­zione dei mes­saggi diretti di Twit­ter. Nurph tra­sforma Twit­ter in una chat pri­vata. È infatti pos­si­bile invi­tare le per­sone inte­res­sate ad entrare nella tua con­ver­sa­zione attra­verso l’invio di link; un pò come invi­tare le per­sone a una chat di gruppo.

Può essere inte­res­sante sia per invi­tare per­sone che in quel momento non stanno par­te­ci­pando a quella deter­mi­nata con­ver­sa­zione che per il custo­mer ser­vice azien­dale. Da non tra­scu­rare infine la pos­si­bi­lità di usarlo per la veri­fica di infor­ma­zioni, noti­zie, in tempo reale.

Nurph

Il terzo è Twi­le­Share, stru­mento che con­sente di ampliare le fun­zio­na­lità di Twit­ter.  Gra­zie a Twi­le­Share infatti, oltre alla con­sueta con­di­vi­sione di link ed imma­gini, è pos­si­bile con­di­vi­dere mol­tis­simi altri tipi di file. Twi­le­Share sup­porta tutti que­sti for­mati: JPG, GIF, PNG, PDF, EPUB, Word, Power­point & Excel, per files sino a 20MB.

Penso, in par­ti­co­lare, alla pos­si­bi­lità di con­di­vi­dere diret­ta­mente pre­sen­ta­zioni, in PDF e/o PPT, per arric­chire di con­te­nuti la pro­pria comu­ni­ca­zione anche su Twitter.

Buon lavoro.

TwileShare

 

porn-dati
Pubblicato il 25 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Cose Scritte Altrove

Mini ras­se­gna su cose scritte dal sot­to­scritto fuori da que­sti spazi negli ultimi 15 giorni.

- Face­book porta 20 volte più traf­fico di Twit­ter agli edi­tori: Leggi arti­colo integrale

- Dal big bang dell’informazione nasce il brand jour­na­lism: Leggi arti­colo integrale

- La Vit­to­ria Mon­diale dell’Italia [nel porno]: Leggi arti­colo integrale

- Porno Immo­bile: Leggi arti­colo integrale

- C’è un Posto per Ogni Con­ver­sa­zione: Leggi arti­colo integrale

- Non solo Mon­diali: di cosa par­lano gli ita­liani in rete?: Leggi arti­colo integrale

- Behind the Buz­z­words: Leggi arti­colo integrale

porn-dati

Beckham
Pubblicato il 22 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Community Management De Noantri

La Repub­blica su Face­book ha una fan­base, un numero di fan, che tra le testate ita­liane è secondo solo a Fan­Page con la bel­lezza di quasi 1.8 milioni di fan al momento della reda­zione di que­sto articolo.

Suc­cede, ad esem­pio ma non è, ahimè, un caso iso­lato, che venga pub­bli­cata sulla pagina la noti­zia, ammesso che sia tale, di “David Bec­kham e il gavet­tone che non ti aspetti”.

Se cer­ta­mente è discu­ti­bile la scelta edi­to­riale lo è ancor di più la NON gestione di quanto avviene a seguito della pub­bli­ca­zione. Ancora una volta infatti il post viene riem­pito di com­menti con insulti e addi­rit­tura nume­rose bestem­mie. A due giorni dalla pub­bli­ca­zione è tutto visi­bile. Nes­suna rispo­sta, nes­suna can­cel­la­zione, nes­suna gestione.

Com­mu­nity mana­ge­ment de noantri…

Beckham

Raccomandazioni
Pubblicato il 21 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Passaparola

Non esi­ste ricerca che non con­fermi che il pas­sa­pa­rola è il vei­colo più impor­tante ed effi­cace ed anche l’ultimo stu­dio sui com­por­ta­menti chiave per coin­vol­gere le per­sone va in que­sta direzione.

La comu­ni­ca­zione da pari a pari fun­ziona asso­lu­ta­mente di più di qual­si­vo­glia altro medium ed infatti le rac­co­man­da­zioni attra­verso Face­book sono il secondo mezzo più effi­cace per la promozione.

Vale la pena di notare come Tri­pad­vi­sor, spesso sul banco degli impu­tati per recen­sioni “fake”, sia il meno effi­cace tra i mezzi e le moda­lità di rac­co­man­da­zione presi in considerazione.

Raccomandazioni

Audiweb Social Mobile
Pubblicato il 15 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

I Social da Mobile in Italia

Dopo il com­parto dell’informazione di ieri, oggi uno sguardo alla frui­zione dei diversi social da mobile per con­clu­dere, almeno per il momento, le ana­lisi sulla frui­zione di infor­ma­zione e dei diversi social da mobile. Ven­gono prese in con­si­de­ra­zione tutti social del nostro Paese incluse nel Audi­web mobile top 500 brands aggior­nato a marzo 2014.

La rile­va­zione è basata su panel “mete­riz­zato” di smart­phone & tablet con sistemi ope­ra­tivi iOS e Android. La clas­si­fi­ca­zione di siti e app basata sulla strut­tura Mar­ket­View già in uso per il PC

Men­tre dal ran­king delle app al primo posto si tro­vava Wha­tsApp in que­sto caso è Face­book ad essere sal­da­mente in testa con oltre 15 milioni di utenti unici men­sili al secondo posto in asso­luto, dopo goo­gle search, nei top 500. Restano tra le prime posi­zioni You­Tube e Twit­ter. Quest’ultimo pare essere par­ti­co­lar­mente usato da mobile senza appli­ca­zione visto che i suoi numeri cre­scono notevolmente.

Numeri inte­res­santi per le due piat­ta­forme di blog­ging: Blog­ger e Word­Press, men­tre qualli di Tum­blr sono deci­sa­mente più cir­co­scritti. Scom­pare, o comun­que resta fuori dai top 500, Goo­gle+. Ask, il social spesso sotto accusa per atti di cyber­bul­li­smo, non sfonda e resta sotto il milione di utenti, così come Pin­terst. Sli­de­Share, ultimo nel ran­king con circa 250mila utenti unici mensili.

Com­ples­si­va­mente sono numeri di gran lunga supe­riori a quelli rela­tivi all’accesso da mobile ai siti d’informazione pub­bli­cati ieri. Il gra­fico sot­to­stante riporta gli utenti unici men­sili per cia­scun social.

Di seguito il det­ta­glio di tutti i social com­presi nei top 500 con tutti i para­me­tri for­niti da Audi­web. A mar­gine si segnala: “Porno Immo­bile”, i dati Audi­web Mobile sul Porno in Italia.

Il Mattino
Pubblicato il 11 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Il Mattino ha Loro in Bocca

Spiace dirlo ma il gruppo Cal­ta­gi­rone si distin­gue più di altri per una cat­tiva gestione dei social e que­sto arti­colo sarebbe da inse­rire nella serie “de noan­tri” a tutti gli effetti.

Suc­cede che ad ini­zio di que­sto mese «Il Mat­tino», uno dei quo­ti­diani del gruppo edi­to­riale in que­stione che con que­sta vicenda fa en plein dopo “l’ Hash­tag Mar­ke­ting de Noan­tri” de «Il Mes­sag­gero» e il “Social Media Mar­ke­ting de Noan­tri” del «Il Gaz­zet­tino», riporta su Face­book la noti­zia dell’imprenditrice romana scom­parsa e poi ritro­vata a Pompei.

La noti­zia è ripor­tata cor­ret­ta­mente ma i let­tori, i fan della pagina, nella solita let­tura fret­to­losa e super­fi­ciale, inter­pre­tano male e si sca­te­nano nella solita ridda di pole­mi­che sull’incapacità del gior­na­li­sta e/o del [non] gestore della pagina.

Come d’abitudine nes­suno inter­viene. Non vi è mode­ra­zione, dia­logo, e dun­que i com­menti si sus­se­guono in un cre­scendo di rim­pro­veri, o peggio.

La brand image, que­sta sco­no­sciuta, ha loro in bocca…

Il Mattino

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Pubblicato il 10 luglio 2014 by Pier Luca Santoro, Massimo Gentile

Audience da Mobile App per i Social In Italia

Dopo l’articolo di ieri sull’utilizzo delle app per le news nel nostro Paese, oggi una nuova ela­bo­ra­zione effet­tuata sele­zio­nando le app dei social dai  dati  Audi­web sull’audience a marzo da mobile per que­sto spe­ci­fico segmento.

La rile­va­zione è basata su panel “mete­riz­zato” di smart­phone & tablet con sistemi ope­ra­tivi iOS e Android. La clas­si­fi­ca­zione di siti e app basata sulla strut­tura Mar­ket­View già in uso per il PC.

I dati sono di grande inte­resse soprat­tutto se si con­si­dera che si rife­ri­scono alla popo­la­zione ita­liana di età supe­riore ai 18 anni e dun­que tagliano fuori una larga fetta di coloro che sicu­ra­mente fanno ampio uso di alcune delle appli­ca­zioni considerate.

Wha­tsApp è l’applicazione più usata in Ita­lia sia in asso­luto che in spe­ci­fico rife­ri­mento ai social. Si tratta di un dato che non era dif­fi­cile da ipo­tiz­zare ma che ora che è dispo­ni­bile apre defi­ni­ti­va­mente nuovi sce­nari e nuove pro­spet­tive alla comu­ni­ca­zione d’impresa ed anche da parte delle testate gior­na­li­sti­che come dimo­stra l’impiego da parte di Buz­z­feed per la sua ver­sione da mobile.

Segue, come era natu­rale atten­dersi, Face­book, men­tre sor­pren­dono non poco gli oltre sei milioni di utenti unici da app per Goo­gle+ che forse a que­sto punto andrebbe meglio capito e riva­lu­tato nel suo impiego. Fana­lino di coda, con 122mila utenti unici nel giorno medio, Sna­p­chat, rivale di Wha­tsApp reso cele­bre dal pos­si­bile uso “spre­giu­di­cato”. Si con­ferma invece il basso inte­resse per Pin­te­rest nel nostro Paese, anche se l’azienda for­ni­sce numeri diversi da quelli di Audi­web, con­tra­ria­mente a quanto avviene all’estero. Scarso, infine, l’appeal di Four­square a con­ferma che la bad­gi­fi­ca­tion è uno stru­mento ma non il fine della gami­fi­ca­tion come stru­mento di coin­vol­gi­mento delle persone.

A pre­scin­dere dalle con­si­de­ra­zioni spe­ci­fi­che su cia­scun social media/network se si para­go­nano i dati di que­sti con quelli rela­tivi all’audience delle app di news pub­bli­cati ieri appare lam­pante l’enorme diva­rio. Credo che, di fondo, la prima e più impor­tante dif­fe­renza sta nel fatto che i social, con le per­sone stesse, hanno riem­pito “il vuoto” delle per­sone men­tre l’informazione, le testate no. È anche sotto que­sto pro­filo — lo riba­di­sco per la 101esima volta — che la gami­fi­ca­tion dell’informazione ha un senso.

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Tor­nando ai dati, com­ples­si­va­mente è il mondo di Face­book a spa­dro­neg­giare con oltre 31 milioni di utenti unici nel giorno medio nel suo insieme [al lordo delle sovrap­po­si­zioni, ovvia­mente]. Lea­der­ship indi­scussa alla quale nem­meno il fascino dei video di You­Tube, con poco meno di 9 milioni di utenti unici, si avvi­cina lon­ta­na­mente. Anche l’altro social di recente acqui­si­zione, Insta­gram, sor­passa, sep­pur non di molto Twit­ter che evi­den­te­mente resta incom­preso ai più.

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Nel loro insieme i social di pro­prietà di Face­book pesano oltre il 58% del totale degli utenti unici che usano una app per fruire dei diversi social. Se si esclu­dono anche i due social media ricon­du­ci­bili a Goo­gle a tutti gli altri resta la misera fetta di meno di un quinto del totale. Le bri­ciole, così come avviene per il mer­cato dell’advertising online.

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Di seguito il det­ta­glio delle app com­prese nelle top 500 con tutti i para­me­tri for­niti da Audiweb.

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Pubblicato il 8 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Social, Notizie [e Bar]

A fine set­ti­mana scorsa Fran­ce­sco  Pic­ci­nini, Diret­tore di Fan­page, ha scritto un arti­colo che se fosse sfug­gito merita asso­lu­ta­mente di essere ripe­scato e letto con la dovuta attenzione.

In “Il gior­nale on line è morto (o forse non è mai esi­stito)” Pic­ci­nini scrive: 

In un gior­nale on line la distri­bu­zione non è più affi­data ad un unico team ma a tre unità: social, search engine, home (dando per assunto che il lay­out sia per­fet­ta­mente adat­ta­bile sia alle ver­sioni desk­top che mobile e tablet). A essere distri­buito non è più il gior­nale inteso nella sua inte­rezza ma i sin­goli con­te­nuti e cia­scun con­te­nuto non è, neces­sa­ria­mente, distri­bui­bile attra­verso i tre canali. Que­sto vuol dire creare con­te­nuti avendo già in mente come saranno dif­fusi. Non è la vit­to­ria dell’algoritmo sull’uomo, tutt’altro: è la vit­to­ria della crea­ti­vità umana, neces­sa­ria per for­zare le logi­che algo­rit­mi­che e andare a bus­sare alla porta del lettore.

New­Whipe, società che si occupa del trac­cia­mento delle noti­zie sui social, ha rila­sciato negli stessi giorni uno stu­dio sulla cre­scente rile­vanza che Face­book assume per i siti d’informazione basan­dosi sull’osservazione di 1.74 miliardi di inte­ra­zioni sul social net­work con fonti d’informazione in lin­gua inglese.

Emerge che: nel primo qua­dri­me­stre di quest’anno le inte­ra­zioni sono aumen­tate del 23%. Il Mail Online è la testata più impor­tante, anche, su Face­book. I con­te­nuti più com­men­tati riguar­dano la poli­tica, quelli più con­di­visi la salute e i più “pia­ciuti” i film, il cinema

Nell’infografica sot­to­stante, rea­liz­zata per sin­te­tiz­zare le prin­ci­pali evi­denze dello stu­dio, vi sono, tra l’altro, 6 con­si­gli per otte­nere il mas­simo da Face­book per i siti d’informazione. La cui gestione deve essere com­ple­ta­mente distinta dalle logi­che e dalle moda­lità di gestione di una fan page di un brand [aggiungo io].

Il primo è di pen­sare alla pro­pria pagina Face­book come alter­na­tiva alla pro­pria home page in ter­mini di atten­zione e cura da dedicarvi.

Che Face­book, ed i social più in gene­rale, abbiano un ruolo sem­pre più rile­vante nella distri­bu­zione della noti­zia è un dato di fatto. Lo è altret­tanto, come giu­sta­mente scrive Vit­to­rio Zam­bar­dino in rispo­sta, ad inte­gra­zione del pezzo del Diret­tore di Fan­page, che “forse farai molti click e molti like e molte impres­sion” ma non è “mas­sag­giando” le per­sone che l’informazione ne gua­da­gnerà nè in qua­lità nè in quan­tità, in valore economico.

Le per­sone, anche nel nostro Paese, pas­sano una grande quan­tità del loro tempo online sui social ed in par­ti­co­lare su Face­book. Noi, i gior­nali, andiamo lì come una volta — è una meta­fora che uso spesso — anda­vamo al bar a incon­trarli, a cono­scerli. I social sono piat­ta­forme di distri­bu­zione del con­te­nuto ma, soprat­tutto, luo­ghi di rela­zione con le per­sone. Dob­biamo capire bene chi sono, quali sono i loro inte­ressi, le loro pre­fe­renze, per poi — con­ti­nuando nella meta­fora — andare via dal bar per bere qual­cosa insieme a casa nostra.

Una “casa” dove vi saranno comu­nità d’interesse, anche di nic­chia, aree di par­te­ci­pa­zione e discus­sione sui temi di rile­vanza per il let­tore, per le persone.

È solo in que­sto modo che siamo in grado di valo­riz­zare la rela­zione. Di creare valore aggiunto — anche eco­no­mico — per le per­sone, i gior­nali e il giornalismo.

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Pubblicato il 7 luglio 2014 by Lelio Simi, Massimo Gentile, Andrea Nelson Mauro, Pier Luca Santoro

Gruppi Editoriali: La Crisi della Pubblicità in 3 Grafici

Nuovo aggior­na­mento della nostra pub­bli­ca­zione di gra­fici e dati aggre­gati dei bilanci di alcuni dei mag­giori gruppi edi­to­riali ita­liani. Dopo le pun­tate su Fat­tu­rato e Per­so­nale que­sta volta ci occu­piamo di una para­me­tro fon­da­men­tale nella let­tura del qua­dro eco­no­mico dell’editoria: i ricavi da pub­bli­cità. [i gruppi presi in con­si­de­ra­zione sono: RcsGruppo EspressoGruppo Edi­to­riale Mon­da­doriGruppo 24 OrePoli­gra­fici Edi­to­rialeCalta­girone Edi­tore]

Secondo il recente rap­porto della Fieg “La stampa in Ita­lia 2011–2013 [uscito ad aprile di quest’anno, di cui abbiamo pub­bli­cato la sin­tesi] il fat­tu­rato com­ples­sivo dei quo­ti­diani e dei perio­dici, per quanto attiene l’advertising, in Ita­lia è pas­sato dai 1.588 milioni di euro del 2012 ai 1.252 milioni del 2013 con una fles­sione in un solo anno di 306 milioni, che per­cen­tual­mente cor­ri­sponde a un meno 21,2 [fonte: Osser­va­to­rio Stampa FCP].

Noi in que­sta nostra prima rac­colta di dati abbiamo foca­liz­zato la nostra atten­zione sui bilanci dei gruppi nel loro com­plesso quindi non solo nelle atti­vità di edi­to­riali rela­tive ai gior­nali e perio­dici. Fatta, nuo­va­mente, que­sta dove­rosa pre­messa, va detto che il dato aggre­gato dei sei tra i mag­giori attori del mer­cato edi­to­riale ita­liano con­ferma, in maniera ancora più evi­dente del rap­porto Fieg, una ten­denza al declino degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari con una fles­sione tra il dato del 2009 e quello del 2013 anni del 31% e un totale che sfiora i 600 milioni di euro.

I due gra­fici sot­to­stanti mostrano l’andamento gene­rale negli ultimi cin­que eser­cizi di bilan­cio dei sei gruppi presi in con­si­de­ra­zione. Evi­den­ziano l’andamento dei ricavi pub­bli­ci­tari per cia­scuno dei sin­goli gruppi sia in per­cen­tuale che in valori assoluti.

Si passa da un calo del 19% del Gruppo 24Ore al – 43% del Gruppo Mon­da­dori; quello che per­cen­tual­mente ha la ten­denza peg­giore. Il primo dei due gra­fici evi­den­zia la rile­vanza di RCS Media­group e del Gruppo Espresso-Repubblica che da soli pesano oltre due terzi del totale a fine 2013.

È bene ricor­dare come, per quanto riguarda la rac­colta pub­bli­ci­ta­ria, molti dei sog­getti presi in con­si­de­ra­zione ope­rino come “con­ces­sio­nari” anche per testate, sia tra­di­zio­nali che online, di terzi e quindi il calo coin­volga anche altri sog­getti indi­ret­ta­mente relazionati.

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PUBBLICITàNEW2

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Il terzo gra­fico è rela­tivo alla varia­zione per­cen­tuale dei ricavi pub­bli­ci­tari anno su anno: un anda­mento molto simile per tutti i gruppi che dise­gna un’”onda” quasi tutta com­presa nella parte nega­tiva del gra­fico, con una par­ziale ripresa tra 2010 e 2011 ed il nuovo calo negli anni successivi.

Dei circa 600 milioni di euro di rac­colta pub­bli­ci­ta­ria “bru­ciati” dal 2009 al 2013, 260 sono rela­tivi alle per­dite di fat­tu­rato dell’ultimo anno — pari all’85% del calo del totale mer­cato — con una ten­denza che non accenna a ral­len­tare la corsa al ribasso.

Per ingran­dire il gra­fico a tutta pagina clicca qui

Gruppi edi­to­riali– Ricavi Pubblicitari

Testata
2009
2010
2011
2012
2013
2009–2013
var % 2013–2009
Gruppo Espresso496,90528,40534,70476,30403,0093,90–19
Gruppo 24 Ore187,60182,80171,80144,30128,0059,60–32
RCS709,70759,60730,90586,10476,00233,70–33
Cal­ta­gi­rone Editore160,65155,98139,86113,3898,3062,36–39
Poli­gra­fici Editoriale103,23104,5298,0281,5965,7137,52–36
Gruppo Mon­da­dori250,40233,90219,90172,90141,60108,80–43
Totale1.908,481.965,201.895,181.574,561.312,61595,88–31
Gruppi edi­to­riali– Ricavi Pub­bli­ci­tari RCS, Mon­da­dori, Gruppo Espresso, Sole 24 Ore, Poli­gra­fici Edi­to­riale, Cal­ta­gi­rone

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Gli altri arti­coli sullo spe­ciali dei bilanci dei gruppi editoriali:

Gruppi Edi­to­riali: il taglio del per­so­nale in tre gra­fici
Gruppi Edi­to­riali: il crollo dei bilanci in sei gra­fici
Edi­to­ria: cata­logo ragio­nato dei “tagli” in redazione

PSJovane
Pubblicato il 4 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Open & Social

L’account Twit­ter del CEO di RCS Media­group, Pie­tro Scott Jovane, è “pro­tetto” e biso­gna essere fol­lo­wer “appro­vati” per leg­gere cosa scrive sulla piat­ta­forma di micro­blog­ging da 140 carat­teri e si leg­gono solo i tweet di 641 giorni fa, di prima che assu­messe l’attuale ruolo.

Non è certo un buon segnale sull’apertura del gruppo editoriale.

PSJovane

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