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Pubblicato il 27 marzo 2013 by Pier Luca Santoro

Gamification ed Engagement

Nel tempo speso sul sito del gior­nale l’industria dell’informazione ha un indi­ca­tore impor­tante del livello di coin­vol­gi­mento effet­tivo del let­tore. L’implementazione di tec­ni­che ricon­du­ci­bili alla gami­fi­ca­tion può essere ele­mento di grande ausi­lio poi­ché l’applicazione all’informazione con­sente di appro­fon­dire l’esperienza del let­tore, delle per­sone, crea coin­vol­gi­mento e par­te­ci­pa­zione, miglio­rando com­ples­si­va­mente di riflesso le per­for­mance di busi­ness aziendali.

E’ una tesi che sostengo da tempo anche in que­sti spazi e sulla quale attual­mente sto lavo­rando per un impor­tante player nel video-giornalismo partecipativo.

Tema che ahimè con­ti­nua a restare asso­lu­ta­mente mar­gi­nale in Ita­lia ed ancor più, se pos­si­bile, per quanto riguarda l’editoria ita­liana e che sarà trat­tato al Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo di Peru­gia il 25 aprile pros­simo nel panel “La gami­fi­ca­tion dell’informazione fun­ziona”, di cui sarò il mode­ra­tore, in cui ver­ranno illu­strati casi con­creti e testi­mo­nianze sul tema.

In attesa di quel giorno la con­ferma arriva da Gygia, impresa sta­tu­ni­tense che for­ni­sce le infra­stut­ture per gami­fi­care il pro­prio sito web, che ha pub­bli­cato un’infografica di sin­tesi dei risul­tati dei pro­pri clienti, tra i quali figu­rano, per citarne alcuni del mondo dei media, For­bes e MTV, che for­ni­sce i dati sugli obiet­tivi rag­giunti secondo l’analisi di un miliardo di interazioni.

Dai dati pub­bli­cati emerge come gra­zie alla gami­fi­ca­tion i com­menti siano aumen­tati del 13%, le con­di­vi­sioni su Twit­ter, Face­book e gli altri social net­work del 22% e la ricerca di con­te­nuti sia cre­sciuta di ben il 66% con un tasso di coin­vol­gi­mento com­ples­sivo che ha aumen­tato l’engagement dei visi­ta­tori media­mente di quasi un  terzo [29%].

La gami­fi­ca­tion funziona.

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Pubblicato il 6 giugno 2011 by Pier Luca Santoro

Anatomia di un Thread

Il video rea­liz­zato da un gruppo di stu­denti di gior­na­li­smo iro­nizza sulle dina­mi­che di molti thread su internet.

Ne emerge un effi­cace ritratto sull’andamento delle discus­sioni ed un’accurata tipiz­za­zione delle diverse tipo­lo­gie di coloro che vi intervengono.

[Via]

Pubblicato il 10 febbraio 2011 by Pier Luca Santoro

Preferiti dai Lettori

Il quo­ti­diano Fin­lan­dese “Ilta-Sanomat” ha avviato un inte­res­sante sistema di visua­liz­za­zione dei temi pre­fe­riti dai lettori.

Ven­gono mostrati gli argo­menti più seguiti, quelli più com­men­tati ed anche quelli mag­gior­mente con­di­visi su Face­book e Twit­ter. Nella parte bassa del gra­fico inte­rat­tivo è visua­liz­zata la time­line delle ultime 24 ore  che evi­den­zia il volume e la tipo­lo­gia degli argo­menti che mag­gior­mente hanno coin­volto l’utenza.

Utile inno­va­zione a basso costo da imitare.

Pubblicato il 11 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Passaggi & Paesaggi [9]

Al primo posto, il commento.

Sup­pongo, senza peral­tro esserne cer­tis­simo, che non ci siano molte società in cui non esi­stono nar­ra­zioni salienti che si rac­con­tano, si ripe­tono, si fanno variare; for­mule, testi, insiemi ritua­liz­zati di discorsi che si reci­tano secondo cir­co­stanze ben deter­mi­nate; cose dette una volta che si con­ser­vano, per­chè vi si pre­sa­gi­sce qual­cosa come un segreto o una ricchezza.

In breve, si può avere il sospetto che ci sia, assai rego­lar­mente nella società, una sorta di disli­vello tra i discorsi: i discorsi che «si dicono» col tra­scor­rer dei giorni e cogli scambi, e che pas­sano con l’atto stesso che li ha pro­nun­ciati; e i discorsi che sono all’origine di un certo numero di atti nuovi, di parole che li ripren­dono, li tra­sfor­mano o par­lano d’essi; insomma i discorsi che inde­fi­ni­ta­mente, al di là della loro for­mu­la­zione, sono detti, restano detti e sono ancora da dire.

Michel Fou­cault — L’ordine del Discorso -

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Pubblicato il 9 novembre 2009 by Pier Luca Santoro

Commentate pure [Grazie!]

L’articolo di qual­che giorno fa che soste­neva l’importanza della con­di­vi­sione e della socia­lità nella costru­zione della noti­zia credo sia meri­te­vole di un appro­fon­di­mento, nel ten­ta­tivo, anche, di for­nire una prima rispo­sta agli spunti for­niti da Isa­bella Cesa­reo che, fon­da­men­tal­mente, si chiede se il let­tore medio abbia gli stru­menti e la cul­tura ade­guata per contro-argomentare in modo ade­guato [ad un’informazione volu­ta­mente e stra­te­gi­ca­mente distorta e deformata].

Ovvia­mente i com­menti sono solo una parte della costru­zione della noti­zia men­tre, come cer­cavo di dire nell’articolo pre­ci­tato, l’aspetto sociale della noti­zia e dun­que del gior­na­li­smo non si limita a que­sti con­tri­buti ma anno­vera nume­rosi altri ele­menti.

Per quanto ho avuto modo di osser­vare e spe­ri­men­tare in que­sti anni di inte­ra­zione sul web, in rife­ri­mento spe­ci­fico ai com­menti, credo che com­ples­si­va­mente siano i primi due, mas­simo tre, ad essere in tema con l’informazione, con la noti­zia, men­tre i suc­ces­sivi gene­ral­mente ten­dono a per­dere il filo ini­ziale del discorso por­tando ad uno sfi­lac­cia­mento del dibat­tito che nor­mal­mente risulta poco pro­dut­tivo rispetto al pro­cesso di [ri]costruzione della notizia.

Mi pare che que­sta ten­denza sia più pro­nun­ciata all’interno di gruppi di discus­sione, social net­work ed in tutti gli ambiti “ama­to­riali” [blog inclusi ovvia­mente] men­tre all’interno delle appen­dici on line dei media uffi­ciali la qua­lità e la coe­renza sia com­ples­si­va­mente mag­giore. Evi­den­te­mente ad ogni ine­vi­ta­bile gene­ra­liz­za­zione fanno da con­tral­tare nume­rose ecce­zioni.

Se, come sostengo, l’apporto alla [ri]definizione della noti­zia così come il valore creato sono mag­giori in con­te­sti dotati di “uffi­cia­lità” le oppor­tu­nità per il gior­na­li­smo ed i gior­na­li­sti in tal senso sono dav­vero tutte da cogliere anche sotto que­sto profilo.

Sono que­ste, e le pros­sime che cer­ta­mente ver­ranno, forme che non sosti­tui­scono ma inte­grano gior­nali e gior­na­li­smo il cui futuro mi appare legato a que­sti come ad altri fat­tori.

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Com­men­tate pure. [grazie!]