coinvolgimento lettore

- Versione Beta -
Pubblicato il 20 marzo 2014 by Pier Luca Santoro

βuone Pratiche

Ci sono “cose”, com­por­ta­menti vir­tuosi di cui pren­dere nota e, adat­tan­doli alla biso­gna, far pro­pri alla prima occa­sione. È il caso del resty­ling del sito del Guar­dian.

Dopo le recenti pole­mi­che che hanno accom­pa­gnato la nuova ver­sione di Corriere.it l’azione del Guar­dian è da met­tere tra le best prac­ti­ces, buone pra­ti­che da anno­tare e, pos­si­bil­mente, uti­liz­zare quando del caso.

Il quo­ti­diano bri­tan­nico infatti sta pro­ce­dendo anch’esso al resty­ling del sito, ma invece di grandi annunci, strom­baz­za­menti e fan­fare [così fan tutti?] ha rila­sciato la ver­sione beta del pro­prio sito pro­gres­si­va­mente gli aggior­na­menti, le miglio­rie, chie­dendo il feed­back degli utenti, delle persone.

Ci sono due, fac­ciamo tre, aspetti di cui vale la pena di pren­dere nota.

  1. La home page è “corta”. Non biso­gna scrol­lare all’infinito per leg­gere le noti­zie. Poche noti­zie, chiare, evidenti.
  2. Viene sol­le­ci­tato il feed­back delle per­sone sul lavoro in corso d’opera sia attra­verso un que­stio­na­rio ad hoc che tra­mite com­menti sul blog dedi­cato o e-mail.
  3. La coe­renza con la filo­so­fia “open” è massima.

Non credo ci sia biso­gno di aggiun­gere altro.

- Versione Attuale -

- Ver­sione Attuale -

- Versione Beta -

- Ver­sione Beta -

A mar­gine si segna­lano due aspetti:

  • Nella ver­sione βeta si [di]mostra cosa sia sto­ry­tel­ling e mul­ti­me­dia­lità coniu­gati a qua­lità gior­na­li­stica [con tanti saluti al for­mat di Buzzfeed?]
  • Per una set­ti­mana, da lunedì, 10 gio­vani gior­na­li­sti sono stati messi a gover­nare il sito del gior­nale [con tanti saluti al fatto che la “gene­ra­zione y” non legge i gior­nali —  e nep­pure visita i loro siti web]
attention_minutes_and_sharing_560
Pubblicato il 17 febbraio 2014 by Pier Luca Santoro

Sharing Mirage e Low Engagement

Il tema delle metri­che per misu­rare il valore dei quo­ti­diani online al di là delle pagine viste sem­bra allar­garsi, final­mente, e nelle ultime set­ti­mane diversi sono stati i con­tri­buti in tal senso.

Tra que­sta la con­di­vi­sione viene indi­cata come una delle metri­che da tenere in con­si­de­ra­zione. Le con­di­vi­sioni sui social net­work sono un ele­mento essen­ziale nell’attuale eco­si­stema dell’informazione. Non si tratta sol­tanto di un ele­mento di traf­fic buil­ding ma di un para­me­tro signi­fi­ca­tivo dell’interesse e dell’attenzione nei con­fronti della testata e degli arti­coli, dell’informazione della testata stessa. Le con­di­vi­sioni sui social net­work creano brand aware­ness, noto­rietà di marca, e costrui­scono fidu­cia, gra­zie al pas­sa­pa­rola online degli utenti sul valore del giornale.

Per capire come venga gestito que­sto pro­cesso da parte dell’industria dell’informazione ita­liana l’anno scorso avevo fina­liz­zato una desk research sce­gliendo alcune testate, sia all digi­tal che non, cer­cando di veri­fi­care com­por­ta­menti, stra­te­gie messe in atto e livello di coin­vol­gi­mento delle per­sone. Ricerca dalla quale emer­geva con chia­rezza come ascolto, par­te­ci­pa­zione e coin­vol­gi­mento sono dav­vero ai minimi livelli rispec­chiando l’inseguimento di quello che Fré­dé­ric Fil­loux sapien­te­mente aveva defi­nito“sha­ring mirage”, di un uti­lizzo dei social media come sem­plice ampli­fi­ca­tore, come mega­fono e non come mezzo di ascolto e di rela­zione, di “con­ver­sa­zione” con le persone.

Arri­vano ora i dati di Upworty, pub­bli­cati da The Verge, che con­fer­mano come molto spesso, ahimè, le per­sone ret­wee­tano senza leg­gere i contenuti.

attention_minutes_and_sharing_560

Se dun­que le con­di­vi­sioni hanno cer­ta­mente un loro ruolo e signi­fi­cato è il tempo speso il prin­ci­pale indi­ca­tore di valore.

Un indi­ca­tore che è valido per quanto riguarda le reti social dove il time time spen­ding è l’indicatore fon­da­men­tale dell’impegno e della par­te­ci­pa­zione, dell’engagement, in base all’impegno che richiede [Voto – likes, +1, RT.…; Con­di­vido – sul mio pro­filo, via email.…; Com­mento – diret­ta­mente in calce al post, sotto la mia con­di­vi­sione o quella di altri.….] dive­nendo indice del tasso d’interesse di un con­te­nuto. Indi­ca­tore altret­tanto valido, o forse ancor più, se pos­si­bile, per quanto riguarda il tempo di per­ma­nenza sul sito.

Con­ti­nuare ad inse­guire il traf­fico dai social attra­verso le con­di­vi­sioni dimen­ti­can­dosi della rela­zione con il pub­blico e dell’interesse per il tema affron­tato pro­cura solo un valore ine­si­ta­bile. È tempo che anche i cen­tri media, il mer­cato pub­bli­ci­ta­rio ne assuma consapevolezza.

retweeting-without-reading

Front Page
Pubblicato il 4 novembre 2013 by Pier Luca Santoro

Communities Sulla Carta

John­ston Press, una delle prin­ci­pali orga­niz­za­zioni edi­to­riali del Regno Unito con decine di testate locali in Inghil­terra, Sco­zia ed Irlanda, ha pre­sen­tato venerdì 1 novem­bre un’iniziativa inte­res­sante volta a ren­dere le comu­nità più coin­volte nel deci­dere ciò che viene pub­bli­cato nell’edizione car­ta­cea dei loro gior­nali locali.

Sulla prima pagina del «Bourne Local»  di venerdì ven­gono invi­tati i let­tori a iscri­versi per essere una parte della nuova era del loro gior­nale locale pro­po­nendo alla popo­la­zione locale di pre­sen­tare foto­gra­fie, arti­coli e recen­sioni per gli argo­menti di loro inte­resse. Invito che era stato ampia­mente anti­ci­pato nei giorni pre­ce­denti con “call to action” attra­verso Face­book e Twit­ter.

Love Bourne

Secondo quanto ripor­tato  sul sito isti­tu­zio­nale di John­ston Press il quo­ti­diano sarà ri-posizionato come “gior­nale del popolo”.  In pro­spet­tiva sino al 75% dei con­te­nuti del gior­nale potrebbe essere rea­liz­zato dai cit­ta­dini, dalla comu­nità di riferimento.

In un’intervista al «The Guar­dian», il chief exe­cu­tive di John­ston Press, ha dichia­rato che i gior­na­li­sti non devono temere di per­dere il loro lavoro poi­chè saranno impie­gati a “curare”, a valu­tare e sele­zio­nare le infor­ma­zioni rice­vute dalle per­sone, dando corpo e senso ai con­te­nuti pro­po­sti dai non pro­fes­sio­ni­sti dell’informazione.

Inte­res­sante spe­ri­men­ta­zione sia in ter­mini di evo­lu­zione del lavoro gior­na­li­stico che per la reale crea­zione del senso di comu­nità, o com­mu­nity che dir si voglia. Da seguire con attenzione.

Front Page

Sul tema vale la let­tura “For­bes, dove i gior­na­li­sti sono solo una parte della produzione”

Tempi di lettura Carta Vs Online
Pubblicato il 7 ottobre 2013 by Pier Luca Santoro

Nuove Metriche di Successo

E’ molto dif­fi­cile, il che ovvia­mente non signi­fica impos­si­bile, riu­scire ad alli­neare le metri­che tra­di­zio­nal­mente uti­liz­zate per la ver­sione car­ta­cea di una testata a quelle in fase di spe­ri­men­ta­zione d’uso nel digitale/online per valu­tare inte­resse, suc­cesso e valore di una testata.

Nor­mal­mente quelle di base per la ver­sione tra­di­zio­nale, car­ta­cea, di un quo­ti­diano sono copie ven­dute e rea­der­ship, numero di let­tori. Su quali siano e quali deb­bano essere quelle di una testata online ho avuto modo di pro­nun­ciarmi a metà settembre.

Per la ver­sione car­ta­cea di una testata, sia essa quo­ti­diana o perio­dica, in realtà il valore è nel tempo di let­tura. Non a caso tra i van­taggi della comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria sulla carta da sem­pre si anno­vera, la per­ma­nenza del mes­sag­gio e la pos­si­bi­lità di appro­fon­dire di dare infor­ma­zioni che altri mezzi, quali ad esem­pio TV o radio, non con­sen­tono. E’ in tal senso che sto­ri­ca­mente le case auto­mo­bi­li­sti­che hanno usato que­sti mezzi, dando alla tele­vi­sione il ruolo di creare emo­zione sul modello pro­po­sto ed alla carta stam­pata la pos­si­bi­lità di appro­fon­dire le carat­te­ri­sti­che tec­ni­che del veicolo.

Il tempo, come vado dicendo da tempo, è, a mio avviso ma anche di molti altri, un indi­ca­tore impor­tante del livello di coin­vol­gi­mento effet­tivo del let­tore anche online.  In que­sto caso, se que­sto ele­mento di misu­ra­zione fosse appli­cato anche alla carta stam­pata, si avrebbe una metrica comune ad entrambe le versioni.

E’ quello che ha fatto Neil Tru­man in uno stu­dio sui quo­ti­diani del Regno Unito pub­bli­cato ad ini­zio di ago­sto. Lo stu­dio: “NEWSPAPER CONSUMPTION IN THE DIGITAL AGE. Mea­su­ring multi-channel audience atten­tion and brand popu­la­rity” è molto arti­co­lato ed appro­fon­dito, come d’abitudine ne con­si­glio asso­lu­ta­mente la let­tura.

Riprendo sola­mente uno dei gra­fici di sin­tesi dei risul­tati pub­bli­cati. Quello che a mio parere è il più signi­fi­ca­tivo, dove ven­gono messi diret­ta­mente a con­fronto i tempi di let­tura di entrambe le ver­sioni [carta e online] dei 12 quo­ti­diani bri­tan­nici presi in considerazione.

Come si vede chia­ra­mente il livello di atten­zione e di inte­resse è, ad oggi, di gran lunga mag­giore per quanto riguarda la carta. Aspetti che, para­dos­sal­mente, ricor­dava di recente anche Hal Varian, chief eco­no­mist di Goo­gle, affer­mando che “La let­tura di noti­zie offline è un’attività da tempo libero, la let­tura online si fa durante l’orario di lavoro. La buona noti­zia è che i gior­nali online pos­sono rag­giun­gere i loro let­tori in momenti della gior­nata nei quali prima non li riu­sci­vano a rag­giun­gere; la cat­tiva noti­zia è che, in que­sti rita­gli di tempo, i let­tori non hanno molto tempo da dedi­care a una let­tura approfondita”.

Come scri­veva Bal­ta­sar Gra­cián, scrit­tore e filo­sofo spa­gnolo, “Ci sono alcuni che fanno gran caso di quello che importa ben poco, e poco caso di quel che vale molto”.Era il 1600, giorno più o giorno meno. Forse vale la pena di trarre inse­gna­mento dalle sue parole e [ri]pensare a nuove metri­che di successo.

Tempi di lettura Carta Vs Online

Chartbeat data-ad-placement-01-2013
Pubblicato il 20 settembre 2013 by Pier Luca Santoro

Viewership

Chart­beat ha ana­liz­zato 25 milioni di ses­sioni utente in Rete e reso dispo­ni­bili alcuni risul­tati dav­vero interessanti.

Nono­stante quello che molti inser­zio­ni­sti pos­sano pen­sare, non è la parte supe­riore della pagina che è la più vista ma in realtà la parte della pagina appena sopra la linea all’altezza di un quarto della pagina web, come mostra l’infografica di sin­tesi dei risul­tati sotto riportata.

Guar­dando poi dove gli utenti tra­scor­rono la mag­gior parte del tempo sulla pagina, e pre­su­mi­bil­mente vedono gli annunci adia­centi col­lo­cati, si scende ancora più in basso, circa a metà della pagina.

Emerge infine come in fun­zione del tempo speso vi sia, a parità di con­di­zione, una miglior memo­ra­bi­lità degli annunci. Ecco per­chè il tempo speso e non le pagine viste sono la metrica di mag­gior rilevanza.

Chartbeat data-ad-placement-01-2013

Older Posts