citizen journalism

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Pubblicato il 4 novembre 2013 by Pier Luca Santoro

Communities Sulla Carta

John­ston Press, una delle prin­ci­pali orga­niz­za­zioni edi­to­riali del Regno Unito con decine di testate locali in Inghil­terra, Sco­zia ed Irlanda, ha pre­sen­tato venerdì 1 novem­bre un’iniziativa inte­res­sante volta a ren­dere le comu­nità più coin­volte nel deci­dere ciò che viene pub­bli­cato nell’edizione car­ta­cea dei loro gior­nali locali.

Sulla prima pagina del «Bourne Local»  di venerdì ven­gono invi­tati i let­tori a iscri­versi per essere una parte della nuova era del loro gior­nale locale pro­po­nendo alla popo­la­zione locale di pre­sen­tare foto­gra­fie, arti­coli e recen­sioni per gli argo­menti di loro inte­resse. Invito che era stato ampia­mente anti­ci­pato nei giorni pre­ce­denti con “call to action” attra­verso Face­book e Twit­ter.

Love Bourne

Secondo quanto ripor­tato  sul sito isti­tu­zio­nale di John­ston Press il quo­ti­diano sarà ri-posizionato come “gior­nale del popolo”.  In pro­spet­tiva sino al 75% dei con­te­nuti del gior­nale potrebbe essere rea­liz­zato dai cit­ta­dini, dalla comu­nità di riferimento.

In un’intervista al «The Guar­dian», il chief exe­cu­tive di John­ston Press, ha dichia­rato che i gior­na­li­sti non devono temere di per­dere il loro lavoro poi­chè saranno impie­gati a “curare”, a valu­tare e sele­zio­nare le infor­ma­zioni rice­vute dalle per­sone, dando corpo e senso ai con­te­nuti pro­po­sti dai non pro­fes­sio­ni­sti dell’informazione.

Inte­res­sante spe­ri­men­ta­zione sia in ter­mini di evo­lu­zione del lavoro gior­na­li­stico che per la reale crea­zione del senso di comu­nità, o com­mu­nity che dir si voglia. Da seguire con attenzione.

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Sul tema vale la let­tura “For­bes, dove i gior­na­li­sti sono solo una parte della produzione”

Guardian Witness
Pubblicato il 17 aprile 2013 by Pier Luca Santoro

Il Giornalismo è una Conversazione a Due Vie

La filo­so­fia del «The Guar­dian»: digi­tal e open, è stata oggetto di una delle 8 case history ana­liz­zate nella mia rubrica per l’European Jour­na­lism Observatory.

Il gior­nale diretto da Alan Rusbrid­ger dopo aver rea­liz­zato, a luglio 2012, l’ennesimo passo verso l’apertura ai con­tri­buti dei let­tori con #smart­ta­kes, stru­mento di aggre­ga­zione, di cura­tion dei con­te­nuti, per rac­co­gliere ana­lisi e com­menti dei let­tori in un unico spa­zio via Twit­ter, pro­se­gue senza esi­ta­zioni sulla strada del gior­na­li­smo partecipativo.

E’ di ieri infatti l’annuncio del lan­cio di una piat­ta­forma per i con­te­nuti gene­rati dagli utenti. I let­tori saranno in grado di inviare foto­gra­fie, video e testi diret­ta­mente ai gior­na­li­sti del quo­ti­diano anglo­sas­sone attra­verso il sito web dedi­cato o  gra­zie ad appli­ca­zioni gra­tuite per smart­phone sia Apple iPhone che Goo­gle Android.

Guardian Witness

Guar­dia­n­Wit­ness, que­sto il nome della piat­ta­forma, è inte­grato diret­ta­mente nel sistema di gestione dei con­te­nuti del «The Guar­dian», il che signi­fica che i gior­na­li­sti pos­sono visua­liz­zare e sele­zio­nare in tempo reale al momento del cari­ca­mento i con­tri­buti degli utenti per i loro arti­coli. Gli utenti sono inco­rag­giati a pre­sen­tare con­tri­buti per le “brea­king news” e altri temi — come quello di que­sta set­ti­mana sui grat­ta­cieli — sug­ge­riti ogni set­ti­mana dall’editor della reda­zione. Tutti i con­te­nuti pre­sen­tati ven­gono veri­fi­cati dai coor­di­na­tori della comu­nità prima di essere pubblicati.

Joanna Geary, social and com­mu­ni­ties edi­tor del gior­nale, ha dichia­rato che:

Guar­dia­n­Wit­ness raf­for­zerà ulte­rior­mente il nostro rico­no­sci­mento che il gior­na­li­smo è ormai una con­ver­sa­zione a due vie e aprirà il nostro sito come non abbiamo mai fatto prima. Non solo que­sto ren­derà ancora più facile per i nostri let­tori essere coin­volti nel nostro gior­na­li­smo e for­mare comu­nità sia locali che glo­bali di inte­resse comune, ma for­nirà anche ai nostri gior­na­li­sti un nuovo fan­ta­stico stru­mento, for­nendo loro spunti e punti di vista ai quali forse ancora non hanno ancora accesso.

Il gior­na­li­smo è una con­ver­sa­zione a due vie. I con­te­nuti sono la base, la repu­ta­zione e la comu­nità, le chiavi del successo.

CitizenJournalism
Pubblicato il 24 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

La Rivoluzione del Video Giornalismo Partecipativo

Nella mia rubrica set­ti­ma­nale per l’European Jour­na­lism Obser­va­tory si parla di video citi­zen journalism.

Par­tendo dal rap­porto “The Video Revo­lu­tion”, pub­bli­cato pochi giorni fa dal The Cen­ter for Inter­na­tio­nal Media Assi­stance, un’analisi dell’impatto su gior­nali e gior­na­li­sti di quest’area del gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo, l’impatto sull’ecosistema dell’informazione, pro e con­tro non­chè aree di atten­zione e rac­co­man­da­zioni finali.

Buona let­tura.

Pubblicato il 5 maggio 2012 by Pier Luca Santoro

Informazione Partecipata per Coinvolgere e Fidelizzare il Lettore

Pro­se­gue il per­corso for­ma­tivo intra­preso un paio di set­ti­mane fa per i com­po­nenti della reda­zione di un quo­ti­diano nazionale.

Dopo il crash course sui social media della gior­nata di lavoro pre­ce­dente entriamo oggi nella pra­tica par­lando di infor­ma­zione par­te­ci­pata per coin­vol­gere e fide­liz­zare il lettore.

Come la volta scorsa ho pen­sato di ren­dere pub­bli­che le slide della for­ma­zione odierna. Spero pos­sano essere di uti­lità come ele­mento di rac­cordo tra i diversi for­ma­tori, quasi tutti miei con­tatti in Rete sui diversi social net­work e piat­ta­forme “social”, e magari d’interesse per chi fre­quenta que­sto spazio.

Pubblicato il 21 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

Giornalismi & Social Media

Rial­zare la testa e rico­min­ciare a vivere è un’espressione che spesso si usa e che solo chi ha dovuto dav­vero spe­ri­men­tarne in  prima per­sona  le dina­mi­che è in grado di com­pren­derne il signi­fi­cato appieno.

E’ quello che, ora posso dirlo final­mente, sto facendo, uscito da una malat­tia e da un inter­vento chi­rur­gico che non auguro, dav­vero, a nes­suno, dopo alcuni mesi di con­va­le­scenza vivo appieno que­sta pri­ma­vera del 2012 che nono­stante le bizze mete­reo­lo­gi­che mi appare sor­pren­den­te­mente meravigliosa.

E’ così che, dopo il Vene­zia Camp della set­ti­mana scorsa, torno anche all’attività lavo­ra­tiva a pieno regime, ora che il fisico ini­zia a con­sen­tir­melo, con delle gior­nate di for­ma­zione dedi­cate ad un gruppo di gior­na­li­sti pro­fes­sio­ni­sti di un quo­ti­diano nazio­nale, con un modulo che ana­lizza come gover­nare le pro­spet­tive del citi­zen jour­na­lism e svi­lup­pare la fide­liz­za­zione del let­tore pre­ve­dendo un focus sulla que­stione del cam­bia­mento del rap­porto tra  gior­na­li­sti e let­tori e affron­tando la gestione dei frui­tori e le moda­lità dell’informazione partecipata.

Un per­corso for­ma­tivo che si arti­cola in ben 28 appun­ta­menti da qui alla fine di giu­gno e che, avendo il pia­cere e l’onore di inau­gu­rare come docente della prima gior­nata, ho pen­sato di approc­ciare par­lando di gior­na­li­smi e social media. Una sorta di crash course sui social media a bene­fi­cio dei gior­na­li­sti in aula come intro­du­zione gene­rale al tema alla quale seguirà, per quanto mi riguarda diret­ta­mente, una seconda ses­sione su open jour­na­lism foca­liz­zan­domi sul tema dell’informazione partecipata.

Anche a bene­fi­cio degli altri docenti del corso, quasi tutti miei con­tatti in Rete sui diversi social net­work e piat­ta­forme “social”, per restare in tema, ho pen­sato di ren­dere pub­bli­che le slide della lezione di oggi. Spero pos­sano essere di uti­lità come ele­mento di rac­cordo tra i diversi for­ma­tori e, magari, d’interesse per voi tutti.

Pubblicato il 31 dicembre 2011 by Pier Luca Santoro

Etica della Narrazione

Sono stati gli smart­pho­nes, i “came­ra­pho­nes”, il mezzo di nar­ra­zione istan­ta­nea della realtà da tra­smet­tere in tutto il mondo che ha rivo­lu­zio­nato il foto­gior­na­li­smo e rap­pre­sen­tato ele­mento di sup­porto straor­di­na­rio per il gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo, per il citi­zen journalism.

Se, da un lato, que­sto ha per­messo di ren­dere pub­bli­che sto­rie che un tempo sareb­bero rima­ste solo negli occhi di chi le aveva vis­sute, dall’altro lato ha incre­men­tato in maniera espo­nen­ziale la natu­rale pre­di­spo­si­zione dell’essere umano a mostrarsi, a rac­con­tarsi, sino ad arri­vare agli eccessi docu­men­tati dalla foto delle foto dell’uccisione di Ghed­dafi che mostra come le per­sone siano con­cen­trate sulla rac­colta di imma­gini del fatto, forse più che sul fatto di per sè stesso.

Nell’era dell’eccesso infor­ma­tivo, dell’infobesità, un rifles­sione sul tema dovrebbe essere una delle prio­rità per il 2012.

Credo sia neces­sa­rio anche sotto que­sto pro­filo sta­bi­lire un prin­ci­pio etico, un cri­te­rio di deter­mi­na­zione di cosa sia “buon gior­na­li­smo”, buona infor­ma­zione, sia per chi svolge per lavoro, per pro­fes­sione que­sta atti­vità, che da parte di coloro che sem­pre più, per occa­sione o per pas­sione, sono coinvolti.

Spe­riamo che non resti nell’elenco dei buoni pro­po­siti di fine anno. AUGURI!

Pubblicato il 30 dicembre 2011 by Pier Luca Santoro

Le Buone Regole delle Mamme

Mi sarei dato, spe­rando possa essere con­di­viso, l’obiettivo di sti­lare una prima bozza del codice di auto­di­sci­plina per chi fa infor­ma­zione  attra­verso blog e social net­work entro la seconda set­ti­mana di Gen­naio 2012. Una base di con­fronto e di raf­fi­na­mento gra­zie alla quale arri­vare ad una defi­ni­zione defi­ni­tiva dei cri­teri di auto­re­go­la­men­ta­zione da met­tere a dispo­si­zione di chi crede che fidu­cia e respon­sa­bi­lità siano prin­cipi car­dine dai quali non pos­sono esi­mersi i blog e, più in gene­rale, l’informazione in Rete.

Come ho già detto, in base a que­sta time­ta­ble, sto pro­ce­dendo alla rac­colta di mate­riali, dei pro ed anche dei con­tro, rela­tivi all’ipotesi di lavoro. Un opera nella quale, oltre a tutti coloro che hanno già for­nito la loro ade­sione e dispo­ni­bi­lità [gra­zie!], gra­di­rei, a loro pia­cendo, coin­vol­gere anche Erne­sto Bel­li­sa­rio & Guido Scorza che con il loro exper­tise sono certo potreb­bere essere di grande aiuto.

Un rife­ri­mento pre­zioso è stata sti­lato da tempo dalla WOMMA [Word of Mouth Mar­ke­ting Asso­cia­tion] che for­ni­sce un codice di con­dotta etica i cui punti chiave, no a caso, si fon­dano su fidu­cia, inte­grità, rispetto, one­stà e respon­sa­bi­lità.  Rife­ri­menti per i pro­fes­sio­ni­sti della comu­ni­ca­zione che, a mio avviso, ben si inte­grano con i quat­tro prin­cipi per l’informazione di qua­lità pro­po­sti da Timu.

Se il con­cetto del diritto romano di dili­genza del buon padre di fami­glia è noto ed appli­cato come cri­te­rio di cor­ret­tezza e buona fede, di respon­sa­bi­lità, gra­zie ad una segna­la­zione, apprendo che un folto gruppo di blogger-donne-mamme si sono date un codice delle buone pra­ti­che dei blog­ger che è a dispo­si­zione di tutti, e che pro­pone un’autoregolamentazione in merito alla gestione della pub­bli­cità sui pro­pri blog.

Il Codice è valido per tutti, mi pare dav­vero, e cerca di rac­co­gliere vari aspetti legati alle carat­te­ri­sti­che, ed alla even­tuale mone­tiz­za­zione, dei blog, defi­nendo, anche, tre livelli di blog­ging [ADV free, light, pro]. Si tratta di cri­teri, che, comun­que sia, per­so­nal­mente inte­grerò nella mia blog policy. Para­me­tri ben sti­lati, con­di­vi­si­bili, e che rap­pre­sen­tano ulte­riore ele­mento di arric­chi­mento verso il rag­giun­gi­mento della ste­sura dell’autoregolamentazione, dell’autodisciplina.

Le buone regole delle mamme sono un con­tri­buto impor­tante, un altro passo par­te­ci­pat­tivo [non è un refuso] verso l’obiettivo.

Pubblicato il 22 dicembre 2011 by Pier Luca Santoro

Pointification & Badgification del Giornalismo Partecipativo

L’ecosistema dell’informazione vede la par­te­ci­pa­zione volon­ta­ria di migliaia di per­sone che in tutto il mondo con i loro blog e attra­verso i diversi social net­work sono sem­pre più sog­getti attivi nella cura e dif­fu­sione di noti­zie. Un nuovo gior­na­li­smo i cui con­torni e le rela­tive impli­ca­zioni dopo essere state egre­gia­mente descritte da Luca De Biase, sono testi­mo­niate dall’ottimo lavoro svolto da Luca Ala­gna e Clau­dia Vago che con il sup­porto di diverse per­sone hanno dato vita a «Year in  Hash­tag».

Modelli e dina­mi­che che se cer­ta­mente costi­tui­scono ele­mento di arric­chi­mento evi­den­ziano la neces­sità di deter­mi­narne le carat­te­ri­sti­che e di disci­pli­narne l’utilizzo affin­chè non divenga “la crea­zione di un valore che trae linfa dalla coo­pe­ra­zione sociale, ma che viene distri­buito tra­mite pro­cessi di espro­pria­zione sociale”, come avverte Andrea Fumagalli.

Ad una con­di­vi­sione delle reve­nues, dei ricavi, che la pro­du­zione di infor­ma­zione in tutte le sue diverse forme e moda­lità genera, si vanno affian­cando poin­ti­fi­ca­tion e bad­gi­fi­ca­tion come ele­menti di soste­gno alla  par­te­ci­pa­zione attiva dei citi­zen journalist.

E’ il caso di Citi­zen­side che uti­lizza i mec­ca­ni­smi tipici del gioco come ele­mento di riscon­tro, di feed­back sulla qua­lità del lavoro svolto dalle per­sone, di Digi­tal Jour­nal che ne ha intro­dotto meno di un mese fa le logi­che pun­tando mag­gior­mente sull’aspetto “social” e di dif­fu­sione pro­mo­zio­nale, ed anche di TapIn Bay Area che ha rea­liz­zato un’applicazione ad hoc.

Modello che si va sem­pre più dif­fon­dendo ed allar­gando ad altre piatt­farmo che si basano sul gior­na­li­smo col­la­bo­ra­tivo quali Now­Pu­blic e, a breve, Exa­mi­ner.

Esempi che potreb­bero essere appli­cati anche a sup­porto della defi­ni­zione delle carat­te­ri­sti­che in via di defi­ni­zione di un codice di auto­di­sci­plina tutto ita­liano in quest’ambito.

Pubblicato il 6 giugno 2011 by Pier Luca Santoro

Il Mio Primo Lunedì

Primo lunedì è un gruppo di per­sone che da quasi tre anni si ritrova, almeno, ogni primo lunedì di ogni mese per con­fron­tarsi intorno ad un tema di attualità.

Il tema di que­sto mese è “L’informazione ai tempi della Rete”.

Un paio d’ore di con­fronto aperto senza bar­riere, a comin­ciare dal lay­out della sala pre­di­spo­sto a cir­colo per faci­li­tare il dibat­tito, ed anche eser­ci­ta­zioni pra­ti­che sul tema.

Oltre al sot­to­scritto saranno pre­senti Maria Luisa Vin­cen­zoni e Fede­rico Guer­rini. La serata vedrà anche la par­te­ci­pa­zione in video­con­fe­renza di Ame­deo Ricucci, gior­na­li­sta RAI autore del repor­tage per Rai Sto­ria Guerre, Bugie & TV.

Se volete par­te­ci­pare invece di ascol­tare ci vediamo lì.

Pubblicato il 5 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Segnali

C’era un tempo [c’è ancora?] nel quale gli uffici mar­ke­ting delle grandi imprese, e le agen­zie di comu­ni­ca­zione delle quali si ser­vono, inve­sti­vano mesi di lavoro e allo­ca­vano bud­get con­si­stenti per la più minima varia­zione del mar­chio del pro­dotto, dell’azienda.

Ogni resty­ling, “svec­chia­mento” si diceva, del logo azien­dale veniva vis­suto tra mille dubbi, pre­oc­cu­pa­zioni dell’impatto che quel che di mag­gior valore ha un’azienda di marca avrebbe avuto sul con­su­ma­tore, sul cliente finale.

Goo­gle, il cui mar­chio ha un valore sti­mato in 114 miliardi, con le sue perio­di­che varia­zioni ha dimo­strato quanto inu­tile potesse essere  que­sto “acca­ni­mento tera­peu­tico” nei con­fronti del logo.

Anche Il Mani­fe­sto” da 3 giorni a que­sta parte si è affi­data alla penna di Vauro per variare il pro­prio logo inse­rendo un cap­pio intorno alla let­tera i per ricor­dare la pre­ca­rietà della pro­pria situa­zione ed il rischio con­creto di chiu­sura del giornale.

Nella prima pagina di oggi, oltre all’elemento gra­fico del mar­chio, capeg­gia l’immagine dell’ennesimo inci­dente sul lavoro avve­nuto nell’hinterland mila­nese ieri.

Come si può chia­ra­mente vedere l’immagine è tratta da un sito di  gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo [o citi­zen jour­na­lism che dir si voglia] le cui imma­gini sono state uti­liz­zate anche dai tele­gior­nali delle prin­ci­pali emit­tenti gene­ra­li­ste nazio­nali per docu­men­tare l’ennesimo disa­stro ambien­tale cau­sato della abbon­danti piogge dei giorni scorsi.

Sono segnali ine­qui­vo­ca­bili di un cam­bia­mento che non è legato ad una fase ciclica ma è strut­tu­rale, per­ma­nente, desti­nato a restare anche dopo que­sta fase congiunturale.

Evi­denze con­crete di come la solu­zione sia nell’apertura invece che nella chiu­sura, nella rea­liz­za­zione di comu­nità d’interesse e di inte­ressi a soste­gno della comu­nità invece che nel controllo.

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