Posted on 2 settembre 2009 by

Advertorials & Berlustories

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Gli adver­to­rials, per chi non lo sapesse, sono arti­coli reda­zio­nali pro­mo­zio­nali masche­rati da noti­zia senza che ne venga, come obbli­ga­to­rio, dichia­rato con ade­guata evi­denza il fine pubblicitario.

Il quo­ti­diano anglo­sas­sone “The Guar­dian” dalla metà di ago­sto in poi ha pub­bli­cato una serie di arti­coli dedi­cati agli adver­to­rials con par­ti­co­lare rife­ri­mento alle deci­sioni prese dall’ ASA – l’equivalente bri­tan­nico del nostro Isti­tuto di Auto­di­sci­plina Pubb­bli­ci­ta­ria – nei con­fronti di “The Daily Express” che è stato san­zio­nato per ben quat­tro volte per que­sta pra­tica in sole due settimane.

Sono que­ste moda­lità che ingan­nano il pub­blico ed al tempo stesso, a mio avviso, svi­li­scono ulte­rior­mente la già scarsa cre­di­bi­lità del gior­na­li­smo, delle quali ho avuto modo di par­lare rela­ti­va­mente di recente con spe­ci­fico rife­ri­mento ad un gior­nale che ne ha addi­rit­tura fatto pra­tica quo­ti­diana e dun­que linea di pro­dotto, di busi­ness senza che nes­suno [ad esclu­sione del sot­to­scritto] appa­ren­te­mente abbia sol­le­vato obie­zioni al riguardo.

Non ci si sor­prenda per­ciò se il nostro Pre­si­dente del Con­si­glio uti­lizza, anche, que­sto mezzo per pro­muo­vere la pro­pria imma­gine affi­dan­dosi a Signore e Signo­rini di casa pro­pria, con­fer­mando, coe­ren­te­mente alla sua con­ce­zione di gior­na­li­smo e di uti­lizzo dei media, che il modello a lui caro era ed è rima­sto quello di una infor­ma­zione senza domande ed ovvia­mente senza risposte.

Esem­plare sotto que­sto pro­filo l’apertura e la con­clu­sione della inter­vi­sta pub­bli­cata ieri su “Il Gior­nale” [di casa] che a tutta pagina pub­bli­cava con il titolo “Ecco cosa penso di que­sto momento” la visione di Mr B. sullo sce­na­rio mon­diale pas­sando, ovvia­mente per la que­relle con “L’Avvenire” e con il quo­ti­diano diretto da Ezio Mauro.

Insomma nell’epoca dell’ asso­pi­mento e dell’ intor­pi­di­mento delle coscienze, dell’ info­tait­ment, di [par­don] tette e culi,  il potere attual­mente ha tro­vato un nuovo mezzo per pro­se­guire sulla pro­pria strada supe­ran­dosi nella con­ce­zione mani­po­la­to­ria di cosa sia informazione.

Se gli arti­coli pro­mo­zio­nali masche­rati da noti­zie ven­gono defi­niti con il neo­lo­gi­smo adver­to­rials , come dovremmo defi­nire le inter­vi­ste pro­mo­zio­nali? Per­so­nal­mente avrei pen­sato di coniare il ter­mine Ber­lu­sto­ries, si accet­tano suggerimenti.

berlujoker

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