campagna stampa

Pubblicato il 27 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

La FIEG Gioca l’Ultima Carta

Dopo il ten­ta­tivo fal­li­men­tare dell’ultima cam­pa­gna stampa a soste­gno dell’utilizzo della carta stam­pata come vei­colo pub­bli­ci­ta­rio, la FIEG e tutta la filiera della carta [incluse poste ita­liane] rilan­ciano con una nuova cam­pa­gna pub­bli­ci­ta­ria che si pro­pone il mede­simo obiettivo.

Si tratta di una cam­pa­gna di comu­ni­ca­zione inte­grata sul per­chè sce­gliere i mezzi stam­pati come vei­colo promo-pubblicitario che oltre agli annunci sui quo­ti­diani, on air da sta­mane, pre­vede anche la rea­liz­za­zione di azioni di direct mar­ke­ting e web marketing.

Que­sta volta il ten­ta­tivo sem­bra meglio rea­liz­zato, sia la crea­ti­vità che le argo­men­ta­zioni sono meglio costruite indubbiamente.

Anche se le pagine pub­bli­ci­ta­rie di que­sti tempi le omag­giano con un car­net di biglietti del tram , o poco più, resta il dub­bio del senso di rea­liz­zare una cam­pa­gna uti­liz­zando mezzi di massa per comu­ni­care ad una utenza ristretta [gli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari]. Forse prima di ester­nare certi con­cetti biso­gne­rebbe averli introiettati.

I sei sog­getti della cam­pa­gna stampa on air da oggi

Pubblicato il 17 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

Campagna Stampa FIEG Revised

La cam­pa­gna stampa, com­mis­sio­nata dalla FIEG, par­tita venerdì è inqua­li­fi­ca­bile, la body copy, come detto, deve essere stata con­ce­pita in preda ad effetti col­la­te­rali degli psi­co­tropi assunti per curare la malin­co­nia; non può esserci altra spie­ga­zione plausibile.

Anche l’altro sog­getto ideato, non si distacca di molto per qua­lità della pro­po­sta; è banale, fa leva sui con­cetti della ver­sa­ti­lità del mezzo in ter­mini di fisi­cità dello stesso e sull’idea di per­ma­nenza del mes­sag­gio che, oltre ad essere anti­quati come il com­mit­tente della cam­pa­gna, per quanto riguarda i quo­ti­diani non cor­ri­sponde alla realtà poi­ché per defi­ni­zione il gior­nale “si bru­cia” in una giornata.

Per non limi­tarmi alla cri­tica, ho pen­sato di pro­durre, rispet­tando l’idea di una cam­pa­gna di solo testo, due varianti, due revi­sioni di quella “reale” on air in que­sti giorni, man­te­nendo la mede­sima body copy e cam­biando l’headline per cia­scuno dei soggetti.

Sono stati abo­liti ter­mini quali tar­get, con­cetti quali quello di seg­men­ta­zioni socio demo­gra­fica ed altre aber­ra­zioni del secolo scorso che erano con­te­nute nell’annuncio ori­gi­nale, pun­tando, nelle inten­zioni, a con­cetti quali la con­ti­nuità di rela­zione e la fiducia.

Modi­fi­ca­tela, miglio­ra­tela, se così vi pare,  ovvia­mente, cri­ti­ca­tela pure.

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Testo body copy: L’investimento sulla carta stam­pata, non solo chiac­chiere da bar. I let­tori della stampa scel­gono, acqui­stan­dolo, un gior­nale, un perio­dico, nel quale hanno inte­resse e fidu­cia. E’ una fidu­cia che abbiamo costruito nel tempo alla quale lavo­riamo a 360 gradi per 360 giorni all’anno. Un rap­porto che dura nel tempo, passa di padre in figlio da oltre 100 anni e che abbiamo con­di­viso con tutte le imprese che usano quo­ti­dia­na­mente la carta stam­pata per comu­ni­care con i cit­ta­dini della nostra nazione. Ieri, oggi e domani.

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Disclai­mer: Il mar­chio FIEG uti­liz­zato nel lay­out delle due pro­po­ste è di esclu­siva pro­prietà della Fede­ra­zione Ita­liana Edi­tori Gior­nali ed è stato inse­rito con il solo scopo di ren­dere più ade­rente alla realtà le revi­sioni proposte.

Pubblicato il 16 novembre 2009 by Pier Luca Santoro

Comunicazione pubblicitaria e copertura giornalistica

I dubbi, che i let­tori più attenti hanno sem­pre nutrito sulla reale indi­pen­denza di gior­nali e gior­na­li­sti sono con­fer­mati, o quanto meno ali­men­tati, da Diego Rinallo [Uni­ver­sità Boc­coni] e Suman Basu­roy [Uni­ver­sity of Okla­homa] che nell’articolo Does Adver­ti­sing Spen­ding Influence Media Cove­rage of the Adver­ti­sers?, pub­bli­cato sul numero di novem­bre del “Jour­nal of Mar­ke­ting” [di]mostrano una forte influenza da parte degli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari sul con­te­nuto della stampa di tutto il mondo.

Ana­liz­zando la spesa pub­bli­ci­ta­ria e la coper­tura gior­na­li­stica di 291 imprese ita­liane della moda sulle pub­bli­ca­zioni di 123 edi­tori in Ita­lia [61], Fran­cia [15], Ger­ma­nia [15], Gran Bre­ta­gna [16] e USA [16], i due stu­diosi con­clu­dono peren­to­ria­mente che “ci sono le prove di una forte influenza «posi­tiva» della pub­bli­cità sulla coper­tura giornalistica”.

In par­ti­co­lare dalla ricerca emerge che:

  • Gli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari rice­vono un trat­ta­mento pre­fe­ren­ziale nella coper­tura giornalistica.
  • Le testate spe­cia­liz­zate che dipen­dono esclu­si­va­mente da un deter­mi­nato set­tore sono mag­gior­mente influenzabili.
  • Le pres­sioni di gruppi d’interesse influen­zano le deci­sioni sul tipo di coper­tura giornalistica.
  • Le imprese di mag­giori dimen­sioni e con pro­dotti inno­va­tivi hanno pos­si­bi­lità supe­riori alle altre di otte­nere una coper­tura mediatica.
  • Gli effetti dell’influenza da parte degli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari esi­stono sia negli USA che in Europa.

Editoria e Condizionamenti

Fin­ché gli arti­coli dei gior­nali saranno scritti sul retro degli annunci pub­bli­ci­tari cre­di­bi­lità e fidu­cia nei media non potranno che con­ti­nuare a crol­lare inesorabilmente.

Pubblicato il 13 ottobre 2009 by Pier Luca Santoro

Marketing editoriale: buoni e cattivi esempi

A par­tire da oggi la New­spa­per Mar­ke­ting Agency lan­cia una cam­pa­gna pub­bli­ci­ta­ria, arti­co­lata su sei sog­getti, che sarà pre­sente sui mag­giori quo­ti­diani della Gran Bre­ta­gna per [ri]affermare il valore dei gior­nali come vei­colo pub­bli­ci­ta­rio e vin­cere le attuali ristret­tezze del mer­cato e degli investitori.

Dopo che pochi giorni fa è stato reso noto il sor­passo di inter­net oltre­ma­nica in ter­mini di inve­sti­menti pub­bli­ci­tari, l’ asso­cia­zione che riu­ni­sce gli edi­tori dei prin­ci­pali quo­ti­diani passa dun­que al con­trat­tacco segna­lando quelli che sono tutti i punti di forza e le moti­va­zioni d’investimento sui giornali.

Newspapers UK Advertising

Mi pare que­sto un ulte­riore segnale posi­tivo di vita­lità e di pron­tezza di rispo­sta da parte dell’editoria anglo­sas­sone che credo ulti­ma­mente stia dando lezioni di mar­ke­ting degne di que­sto nome, anche, in ambito editoriale.

Per una [s]fortunata coin­ci­denza, allo stesso tempo, si viene a cono­scenza dei sistemi uti­liz­zati da parte di uno dei mag­giori quo­ti­diani del nostro paese per aumen­tare le dif­fu­sioni: lasciare le copie del gior­nale nelle por­ti­ne­rie degli sta­bili. Sono sistemi che quando, ine­vi­ta­bil­mente, sve­lati non qua­li­fi­cano cer­ta­mente in maniera posi­tiva il pro­dotto edi­to­riale né agli occhi dell’utente né a quelli degli inve­sti­tori. Ovvia­mente anche i gior­na­lai pren­dono nota.

Pubblicato il 23 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

Campagna stampa internazionale

E’ attual­mente on air su alcuni perio­dici la sot­to­stante cam­pa­gna pub­bli­ci­ta­ria a soste­gno dell’ Inter­na­zio­nale.

La cam­pa­gna pone l’accento su come gli avve­ni­menti inter­na­zio­nali siano aspetti che riguar­dano noi tutti molto più da vicino di quanto nor­mal­mente si tenda a con­si­de­rare. Infatti il visual – come potete apprez­zare — rap­pre­senta la mappa ideale di una casa/appartamento ed il payoff recita, appunto, Inter­na­zio­nale, il set­ti­ma­nale che parla dei fatti di casa tua.

Anche sotto que­sto pro­filo i nostri quo­ti­diani pec­cano di pro­vin­cia­li­smo dedi­cando pre­va­len­te­mente le prime pagine agli avve­ni­menti nazio­nali [update]con­tra­ria­mente a quanto avviene con i gior­nali dif­fusi in altre nazioni.

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