business models

ADV 2004_2014
Pubblicato il 9 marzo 2015 by Pier Luca Santoro

10 Anni di Adv in Italia in 3 Grafici

Non c’è ricerca che non indi­chi come la comu­ni­ca­zione tra pari, il pas­sa­pa­rola, sia ampia­mente il mezzo di comu­ni­ca­zione più effi­cace e quanto sem­pre meno valore abbiano gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari clas­sici. In tre gra­fici l’andamento della comu­ni­ca­zione above the line nel nostro Paese.

Il totale del mer­cato cala di oltre il 30% negli ultimi 10 anni pas­sando, per i mezzi presi in con­si­de­ra­zione [*]  da 8240 milioni di euro nel 2004 a 5739.

Ana­liz­zando il det­ta­glio di cia­scun mezzo si evi­den­zia come, ad esclu­sione di Inter­net, il calo sia generalizzato.

La stampa [quo­ti­diani e perio­dici] si dimezza, con un calo del 54.9%. Nel 2004 gli inve­sti­menti per que­sto mezzo erano di 2891 milioni di euro, il 2014 si chiude a 1304. Anche la TV, regina sovrana da sem­pre della comu­ni­ca­zione d’impresa del bel­paese, perde il 22.9% pas­sando da 4551 a 3510 milioni di euro. La radio perde in dieci anni il 13.5% ed è, tra tutti, il mezzo che tiene meglio forse per­ché comun­que in parte com­ple­men­tare ad Inter­net ed in parte poi­ché le occa­sioni di frui­zione sono anche esclu­si­vi­ste; si pensi all’ascolto in auto. Crollo di cinema ed out­door [affis­sioni] che per­dono rispet­ti­va­mente il 57.8 ed il 73.3%

In que­sto sce­na­rio apo­ca­lit­tico la TV comun­que gua­da­gna quota pas­sando dal 55.2% del 2004 all’attuale 61.1%. Inter­net, che cre­sce del 408% nel decen­nio, vede aumen­tare la sua quota dal 1.4% nel 2004 al 8.2% del 2014.

Com­plice anche la peg­gior crisi dal dopo­guerra in poi la cre­scita degli inve­sti­menti sul Web, che apre il 2015 con un calo del 10%, non com­pensa asso­lu­ta­mente il calo degli altri mezzi.

Comun­que sia ora al cen­tro delle stra­te­gie del mar­ke­ting non sono più la TV e gli altri mezzi clas­sici ma “nuove” forme di comu­ni­ca­zione più per­so­na­liz­zate con i pub­blici di rife­ri­mento, con le per­sone. Qua­lun­que impresa, start up ed edi­tori, che pensi di basare il pro­prio modello di busi­ness sulla rac­colta pub­bli­ci­ta­ria cano­nica è avvisata.

[*]Per Inter­net ed Outo­door il peri­me­tro di rife­ri­mento varia negli anni.

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Pubblicato il 4 marzo 2015 by Pier Luca Santoro, Francesca Clementoni

Media che si Masturbano

19esima pun­tata di “In Media Stat Virus: I Media nell’Era di Twit­ter” dedi­cata ai media ed il [soft] porno, di come la stra­grande mag­gio­ranza delle testate online siano sem­pre più alla deriva nell’affannosa ricerca di click, pro­du­cendo quello che Man­tel­lini defi­ni­sce, giu­sta­mente, “Il gior­na­li­smo delle caz­zate“[*]

Il pre­te­sto, l’occasione, per affron­tare ancora una volta il tema è for­nita dalla sapiente ope­ra­zione di con­tent mar­ke­ting con­dotta lo scorso wee­kend da Por­n­hub con Wan­k­band.

Par­tiamo dai “Pig Data” del por­tale di con­te­nuti por­no­gra­fici, sem­pre più azienda di tec­no­lo­gia e data ana­ly­tics, per andare dritti al cuore della que­stione evi­den­ziando come i media di tutto il pia­neta abbiano imme­dia­ta­mente rac­colto l’ipotesi del brac­cia­letto che rica­ri­che­rebbe [il con­di­zio­nale è d’obbligo poi­ché allo stato attuale non si cono­sce se e quando verrà effet­ti­va­mente rea­liz­zato] i pro­pri device tec­no­lo­gici gra­zie all’energia pro­dotta dalla masturbazione.

ilGiornale-posts-wankband

Nume­ro­sis­sime le testate, anche nel nostro Paese, che hanno colto l’occasione “acchiappa click” rilan­cian­dola anche sui social con i risul­tati che l’immagine sopra ripor­tata esem­pli­fica. Da l’Huffington Post, che al lan­cio aveva solen­ne­mente pro­messo che non avrebbe dato spa­zio a gos­sip e din­torni, a La Stampa, pas­sando per Il Gior­nale per chiu­dere in bel­lezza, si fa per dire, con il men­sile di lyfe­style maschile GQ che pro­pone “Wan­k­band, il brac­ciale che vale una sega”.

Deriva dalla quale non è immune pra­ti­ca­mente nes­suna testata con, giu­sto per citare qual­che esem­pio con­creto solo degli ultimi giorni. Il Gaz­zet­tino che si lan­cia in una appas­sio­nante cro­naca minuto per minuto — che mi aveva fatto addi­rit­tura pen­sare all’ipotesi che ci voles­sero fare un live blog­ging sulla que­stione stante il numero di arti­coli pro­dotti in 36 ore al riguardo - della “sexy sup­plente” cul­mi­nata con il “per­dono del pre­side” cor­re­dato da una foto­gal­lery degna delle rivi­ste che cir­co­la­vano ai miei tempi nelle caserme. Il Gior­nale che nel suo ricco reper­to­rio pro­pone il video della gior­na­li­sta che sul sito “si tuffa semi­nuda”, men­tre sui social — da leg­gere i com­menti, ancora una volta — diventa “tutta nuda”, appunto per acchiap­pare click, ed Il Cor­riere della Sera che tran­quil­lizza l’orgoglio maschile sulle dimen­sioni medie dei loro attri­buti più cari otte­nendo anche in que­sto caso le rea­zioni del pro­prio pubblico.

Corriere Pene

È fon­da­men­tal­mente un discorso di new­sbrand, di imma­gine di marca della testata e di coe­renza con la stessa che è fon­da­men­tale. Se per Buz­z­feed, et simi­lia, è un valore aggiunto inse­rire anche con­te­nuti di valore oltre a meme, gat­tini, etc., poi­chè rap­pre­senta un upgra­ding, così non è per gior­nali che invece inse­rendo con­te­nuti “fri­voli”, o peg­gio, svi­li­sce la pro­pria imma­gine di marca rispetto al pro­prio pubblico.

Il sen­sa­zio­na­li­smo, le coper­tine “hot” [e din­torni] non sono una novità del gior­na­li­smo online, la dif­fe­renza però è che adesso non si tratta più di un esclu­siva dei maga­zine popo­lari di gos­sip ma il cer­chio si è allar­gato a dismi­sura a fonti d’informazione “serie”.

Qual­che giorno fa è stato pub­bli­cato un inte­res­sante arti­colo: “Porn Can Save the News Indu­stry, and Not in the Way That You Think” che sostiene quanto avevo pro­vato ad espli­ci­tare anni fa su come il porno sia da sem­pre pre­cur­sore dei tempi e la costante ricerca di inno­va­zione com­ples­siva del set­tore pos­sono [al di là di gusti e mora­li­smi indi­vi­duali] essere d’insegnamento per molti altri set­tori e seg­menti di mer­cato. Se ne con­si­glia asso­lu­ta­mente la let­tura ai capo redat­tori dei web desk delle testate che è evi­dente abbiano sinora ampia­mente frain­teso il concetto.

Ad oggi, la com­pe­ti­zione si è asse­stata sul minimo comun deno­mi­na­tore per un modello che ricerca volume e non valore, non è cer­ta­mente que­sta la strada da percorrere.

Digital Revenues

Nel pod­cast sot­to­stante, come d’abitudine, è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata.

Si ricorda che “In Media Stat Virus: I Media nell’era di Twit­ter” con­ti­nuerà la pro­gram­ma­zione sino a giu­gno e sono asso­lu­ta­mente gra­diti sug­ge­ri­menti sui temi da affron­tare da qui ad allora. Sul ter­razzo di Radio Fujiko abbiamo alle­stito appo­si­ta­mente una pic­cio­naia allo scopo. In alter­na­tiva è pos­si­bile inte­ra­gire, anche, via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag  #imsv14 e/o men­zio­nando i due account @pedroelrey / @radiofujiko.

Timeline Views_MAU TW 2014
Pubblicato il 6 febbraio 2015 by Pier Luca Santoro

Twitter in 5 Grafici

Sono stati rila­sciati i tanto attesi risul­tati rela­tivi all’ultimo tri­me­stre ed al totale 2014 di Twitter.

Tra tutti il dato più atteso era quello rela­tivo alla cre­scita del numero di utenti, di per­sone che uti­liz­zano la piat­ta­forma di micro­blog­ging da 140 carat­teri. Nella let­tura del dato Twit­ter avverte che secondo le loro stime gli account falsi o creati ad hoc per gene­rare spam sono il 5% del totale.

Il trend di cre­scita è di circa il 20% rispetto all’ultimo tri­me­stre del 2014, in fles­sione rispetto a quello regi­strato per il terzo tri­me­stre che si era atte­stato al 23%. Nell’ultimo tri­me­stre la cre­scita di per­sone che uti­liz­zano Twit­ter è di poco supe­riore all’1% rispetto al tri­me­stre pre­ce­dente. Cre­scita che deriva esclu­si­va­mente dagli altri Paesi men­tre per quanto riguarda gli USA, che da soli rap­pre­sen­tano oltre un quinto del totale, la ten­denza è piatta.

Sotto que­sto pro­filo l’accordo rag­giunto con Goo­gle di mostrare i risul­tati di Twit­ter sul motore di ricerca potrebbe essere un modo per favo­rirne la prova spe­rando poi di riu­scire a con­ver­tire le per­sone effet­ti­va­mente in utenti attivi.

MAU TW 2014

Con­tra­ria­mente a Face­book non viene for­nito il det­ta­glio dei dati rela­tivi a gli utenti gior­na­lieri ed quante per­sone frui­scono di Twit­ter da mobile che altre fonti indi­cano essere circa l’80% del totale.

Mode­sto il miglio­ra­mento in ter­mini di enga­ge­ment, a livello di visua­liz­za­zioni della time­line per sin­golo utente attivo men­sile, con una cre­scita del 3% nell’ultimo tri­me­stre 2014 rispetto al pari periodo dell’anno pre­ce­dente. Osser­vando però il trend a par­tire dall’ultimo tri­me­stre del 2012 si evi­den­zia invece una fles­sione a par­tire dal terzo tri­me­stre del 2013 in poi. Insomma più per­sone uti­liz­zano Twit­ter ma con minor intensità.

Timeline Views_MAU TW 2014

Ben diverso il pano­rama sul fronte dei ricavi che quasi rad­dop­piano rispetto all’ultimo tri­me­stre del 2013 sia per quanto riguarda la rac­colta pub­bli­ci­ta­ria, che rag­giunge i 432 milioni di dol­lari, che per le altre aree di ricavo.

Ricavi TW 2014

Ottimo anche l’andamento dei ricavi per ogni 1000 time­line viste che cre­sce del 60% rispetto al quarto tri­me­stre 2013 trai­nato in par­ti­co­lare dai mer­cati inter­na­zio­nali che quasi rad­dop­piano. Evi­den­te­mente tutti i nuovi pro­dotti pub­bli­ci­tari pro­po­sti nel corso del 2014 hanno dato i loro frutti.

Ad Revenues TW 2014

Esplo­sivo l’andamento dell’ EBITDA [Ear­nings Before Inte­rest, Taxes, Depre­cia­tion and Amor­ti­za­tion — Il Mar­gine Ope­ra­tivo Lordo] che cre­sce del 216% anno su anno e del 207% rispetto al tri­me­stre pre­ce­dente. Sotto que­sto pro­filo sicu­ra­mente giu­sti­fi­cato l’entusiasmo di Dick Costolo.

EBITDA TW 2014

Un pano­rama a due facce con un ottimo anda­mento dei ricavi ed una ten­denza delu­dente per quanto riguarda gli utenti attivi il cui dato, non a caso, è stato ini­bito ai dipen­denti di Twit­ter. Su que­sto fronte, oltre all’accordo con  Goo­gle, il cam­bio di mar­cia potrebbe venire dalla nuova home page dise­gnata anche per coloro che non sono log­gati. Un modo per dimo­strare che in realtà la por­tata dell’uccellino da 140 carat­teri è di gran lunga supe­riore a quella dei numeri attuali come mostra il gra­fico sot­to­stante. Vedremo.

Utenti TW

Architettura Informazione Banzai
Pubblicato il 5 febbraio 2015 by Pier Luca Santoro

Cosa Insegna il Prospetto Informativo Banzai

Ban­zai società attiva nell’e-commerce, foca­liz­zato sul mer­cato ita­liano, e nell’editoria [e nella pub­bli­cità] online, ha pre­sen­tato la docu­men­ta­zione per quo­tarsi in borsa.

Il Gruppo, attra­verso i pro­pri por­tali ver­ti­cali, è tra i prin­ci­pali player ita­liani nei seguenti seg­menti Donne: gra­zie al sito web Pia­neta Donna, web maga­zine dedi­cato all’universo fem­mi­nile, con con­te­nuti rela­tivi a moda, benes­sere e bel­lezza, è lea­der in Ita­lia nel seg­mento Donne, con 9,9 milioni di Utenti Unici al mese [dato al 31 otto­bre 2014], di cui 6,4 milioni via desk­top e 5,0 milioni via mobile; Cucina: con Giallo Zaf­fe­rano, prin­ci­pale sito web ita­liano dedi­cato alla cucina, con 8,0 milioni di Utenti Unici al mese [dato al 31 otto­bre 2014], di cui 4,3 milioni via desk­top e 4,7 milioni via mobile; Gio­vani: gra­zie a Stu­denti, prin­ci­pale sito web ita­liano dedi­cato agli stu­denti dalle scuole medie sino all’università, offre con­te­nuti didat­tici e ser­vizi utili allo stu­dio, con 5,4 milioni di Utenti Unici al mese [dato al 31 otto­bre 2014], di cui 3,7 milioni via desk­top e 1,9 milioni via mobile; News: l’offerta del Gruppo ine­rente il mondo dell’informazione online è costi­tuita da Il Post, Liquida, Sol­dion­line, Spor­tlive, Filmtv e Gior­na­let­ti­smo. Con­giun­ta­mente, i por­tali sono visi­tati da 5,6 milioni di Utenti Unici al mese [dato al 31 otto­bre 2014], di cui 3,6 milioni via desk­top, 2,3 milioni via mobile.

Banzai Group

Il pro­spetto infor­ma­tivo per gli inve­sti­tori con­tiene una miniera di infor­ma­zioni sia per quanto riguarda le testate con­trol­late da Ban­zai che più in gene­rale sul mer­cato di rife­ri­mento. Ho letto con la dovuta atten­zione le oltre 500 pagine del docu­mento e credo che ci siano diversi con­te­nuti che vale la pena di ripren­dere, di evi­den­ziare, poi­chè sono cer­ta­mente d’interesse per chi opera — a vario titolo — nell’editoria e nell’advertising online.

Vediamo in ordine cosa inse­gna il pro­spetto infor­ma­tivo pre­di­spo­sto per la quo­ta­zione in borsa.

1 — Ricavi Editoria/Adv Online - Fatto 100 i ricavi a fine 2013 di Ban­zai, il 12.8% deriva dai con­te­nuti ver­ti­cali, dall’area rela­tiva ad editoria/adv online [era il 14.4% a fine 2012] con una cre­scita del 14.2% rispetto all’anno precedente.

Nel pro­spetto ven­gono indi­cati anche i dati dei ricavi dei primi nove mesi del 2014. alla fine del terzo tri­me­stre l’area di busi­ness rela­tiva ad editoria/adv online rap­pre­senta il 12% del totale ricavi della società [era il 13.4% nel pari periodo del 2013] con un tasso di cre­scita del 7.9% rispetto ai primi nove mesi del 2013.

Se si con­si­dera che com­ples­si­va­mente i ricavi rispetto all’anno pre­ce­dente cre­scono del 29.1% a fine 2013 e del 20.8% nei primi nove mesi del 2014 rispetto al pari periodo del 2013 è chiaro come il seg­mento sia in minor cre­scita rispetto all’e-commerce. È un’indicazione, credo, sulle pro­spet­tive di rac­colta pub­bli­ci­ta­ria per l’editoria online e sui rela­tivi modelli di business.

2 — Fat­tori di Rischio - Tra i fat­tori di rischio cor­ret­ta­mente indi­cati nel pro­spetto ne ven­gono citati due  che meri­tano di essere evidenziati. 

Il primo è rela­tivo ai rap­porti con adver­ti­ser e cen­tri media. Si legge: “Nel corso degli eser­cizi 2013, 2012 e 2011, i ricavi gene­rati dai Cen­tri Media sono stati rispet­ti­va­mente pari a Euro 13,6 milioni, Euro 11,7 milioni e Euro 9,0 milioni e hanno rap­pre­sen­tato, rispet­ti­va­mente, l’8,9%, il 9,9% e l’8,2% dei ricavi del Gruppo. Nei nove mesi chiusi al 30 set­tem­bre 2014, i ricavi gene­rati dai Cen­tri Media sono stati pari ad Euro 8,8 milioni e hanno rap­pre­sen­tato il 7,3% dei ricavi del Gruppo. Si segnala che, sul mer­cato ita­liano dell’attività pub­bli­ci­ta­ria online ope­rano un numero limi­tato di Cen­tri Media, che gesti­scono com­ples­si­va­mente gran parte del bud­get pub­bli­ci­ta­rio ita­liano dedi­cato al mer­cato pub­bli­ci­ta­rio online e che quindi sono dotati di un signi­fi­ca­tivo potere negoziale”. 

Circa tre quarti dei ricavi pub­bli­ci­tari deri­vano dun­que dai cen­tri media. Un peso sul quale riflet­tere, diciamo.

Clientii Adv Banzai

Il secondo è atti­nente i motori di ricerca. Si legge: “Il suc­cesso e la cre­scita di Ban­zai dipen­dono in maniera rile­vante dalla pro­pria capa­cità di miglio­rare e man­te­nere in cima ai risul­tati dei motori di ricerca il posi­zio­na­mento dei pro­pri siti inter­net, delle rela­tive offerte com­mer­ciali ai clienti finali, non­ché dei con­te­nuti edi­to­riali sui motori di ricerca rispetto all’organic pla­ce­ment dei siti, gene­rato dagli algo­ritmi degli stessi motori di ricerca in base alla miglior cor­ri­spon­denza fra la ricerca effet­tuata e i con­te­nuti dispo­ni­bili sul web. Per­tanto, il suc­cesso e la cre­scita di Ban­zai sono stret­ta­mente con­nessi alla capa­cità della società di inter­pre­tare gli algo­ritmi alla base dei motori di ricerca”.  

Altro che fare la guerra a Goo­gle [a pro­po­sito, pare sce­mata anche l’ultima ondata sul tema], biso­gna allearsi.

3 — Mone­tiz­za­zione e Con­te­nuti Edi­to­riali - Il traf­fico gene­rato dai tali siti web ver­ti­cali — dalla parte edi­to­riale di Ban­zai — viene mone­tiz­zato attra­verso la pub­bli­cità ven­duta sui siti web mede­simi. Il busi­ness della rac­colta pub­bli­ci­ta­ria è legato a para­me­tri di mer­cato che defi­ni­scono il numero di pagine web visi­tate e gli annunci pub­bli­ci­tari pre­senti sulle pagine stesse. In par­ti­co­lare, i para­me­tri mag­gior­mente uti­liz­zati nel mer­cato della pub­bli­cità online sono A) l’audience [ossia, il numero di Visi­ta­tori Unici delle pagine web di un edi­tore o di un sito web], B) il numero di visite di un sito, C) il time spent [il tempo medio di navi­ga­zione tra­scorso da un utente unico nel corso di una visita], D) la active reach [il numero di visi­ta­tori unici che con­sul­tano un sito una o più volte in un dato periodo di tempo] ed E) l’inven­tory [il numero di annunci pub­bli­ci­tari dispo­ni­bili su un sito internet].

I con­te­nuti dei por­tali ver­ti­cal con­tent del gruppo sono gene­rati prin­ci­pal­mente da una piat­ta­forma auto­ma­tica di pro­du­zione del con­te­nuto e, in modi diversi, dagli utenti stessi dei por­tali [cro­wd­sour­cing]. Sia la piat­ta­forma auto­ma­tica di pro­du­zione che il cro­wd­sour­cing per­met­tono di mini­miz­zare i costi di pro­du­zione rispetto all’acquisto di con­te­nuti dai for­ni­tori pro­fes­sio­nali, dei quali soli­ta­mente si avval­gono gli edi­tori tradizionali.

I con­te­nuti pro­dotti spon­ta­nea­mente dagli utenti inte­grano in maniera effi­cace i con­te­nuti pro­dotti inter­na­mente dal team edi­to­riale. Que­sto modello è mag­gior­mente effi­ciente rispetto ad un modello edi­to­riale tra­di­zio­nale basato solo su reda­zioni pro­fes­sio­nali. Il con­tri­buto mas­sic­cio dei visi­ta­tori dei siti alla rea­liz­za­zione dei con­te­nuti dei siti mede­simi, con­sente di con­te­nere i costi di pro­du­zione garan­tendo comun­que stan­dard edi­to­riali di buona qua­lità. La qua­lità è garan­tita da un pro­cesso che inte­gra sia tec­no­lo­gie ad hoc di sele­zione e orga­niz­za­zione dei con­te­nuti sia il lavoro di cura e sele­zione degli stessi ope­rata dal team edi­to­riale interno alla divi­sione ver­ti­cal content.

Il gra­fico sot­to­stante illu­stra il modello di pro­du­zione dei con­te­nuti della divi­sione ver­ti­cal content

Produzione Contenuti Banzai

4 — Det­ta­glio Ricavi — Il pro­spetto sotto ripor­tato rie­pi­loga i prin­ci­pali indi­ca­tori eco­no­mici per il seg­mento ver­ti­cal content. 

Ricavi Banzai Media

Il seg­mento “news”, quello costi­tuito da Il Post, che è rite­nuto il brand prin­ci­pale, Liquida, Sol­dion­line, Spor­tlive, Filmtv e Gior­na­let­ti­smo, genera il 16% del totale dei ricavi del seg­mento ver­ti­cal con­tent. Sta­bile rispetto al 2013.

Nel pro­spetto si legge che “nella divi­sione ver­ti­cal con­tent opera un team di 6 per­sone dedi­cato alla gene­ra­zione e sele­zione di con­te­nuti per i Social Media, gene­rando circa 25.000 nuove “con­di­vi­sioni” al giorno da parte di altri utenti della rete”. Viene uti­liz­zata una “social moni­to­ring plat­form”: un sistema appli­ca­tivo che trac­cia il suc­cesso, in ter­mini di “like” rice­vuti, dei con­te­nuti pub­bli­cati sui prin­ci­pali social network.

Com­ples­si­va­mente, per le atti­vità ver­ti­cal con­tent la Società, al 31 dicem­bre 2014, impiega 191 risorse fra dipen­denti e collaboratori. 

5 — Modello di Busi­ness e Catena del Valore - L’approccio ver­ti­cale di Ban­zai è una carat­te­ri­stica pre­ziosa per gli adver­ti­ser ai fini delle loro atti­vità pub­bli­ci­ta­rie. La Società genera ricavi poi­ché con­sente agli adver­ti­ser di comu­ni­care all’audience di rife­ri­mento tra­mite una gamma diver­si­fi­cata di solu­zioni pub­bli­ci­ta­rie: ban­ner, for­mati rich media, video, pro­getti pub­bli­ci­tari spe­ciali per­so­na­liz­zati e direct email marketing.

La Società adotta, per l’erogazione dei ban­ner adv, la piat­ta­forma Dou­ble­click For Publi­shers [DFP], piat­ta­forma uti­liz­zata da alcuni dei prin­ci­pali publi­sher digi­tali mon­diali, e la piat­ta­forma di Rubi­con, società fra le più impor­tanti nel set­tore del Pro­gram­ma­tic Buy­ing, per la gestione del Real Time Bid­ding [RTB].

Il gra­fico sot­to­stante sin­te­tizza la catena del valore

Catena del Valore Banzai

6 — Archi­tet­tura Mul­ti­li­vello - Ban­zai uti­lizza una “ser­vice orien­ted archi­tec­ture”. Sotto ripor­tato il suo schema gene­rale in ter­mini di mone­tiz­za­zione, orga­niz­za­zione ed acqui­si­zione dei contenuti.

Architettura Informazione Banzai

7 — Lo Sce­na­rio Com­pe­ti­tivo - Dopo il bal­letto di cifre sui dati for­niti rela­ti­va­mente al 2014, che mi segna­lano [GRAZIE!] potrebbe deri­vare dai dif­fe­renti para­me­tri di rile­va­zione, cioè dalle con­ces­sio­na­rie che for­ni­scono i dati, poi­chè nei diversi anni sono entrate/uscite testate/concessionarie per que­sto, essendo i peri­me­tri mobili, anche i dati da un anno all’altro diven­tano mobili, anche il pro­spetto infor­ma­tivo di Ban­zai con­tiene una pano­ra­mica sul mer­cato dell’adv online nel nostro Paese.

Secondo i dati di Call­cre­dit for­niti a Ban­zai, nel 2018 il mer­cato dovrebbe rag­giun­gere il valore di 1.9 miliardi di euro, regi­strando una cre­scita pari ad un CAGR 2014–2018 dell’8,4% trai­nata dai seg­menti search, dal quale gli edi­tori sono esclusi per defi­ni­zione, e display. 

Adv Digitale Banza CallCredit

Di gran lunga supe­riori i tassi di cre­scita del mobile, che però, anche nel medio periodo, a fine 2018, resterà un seg­mento minore, e del video adver­ti­sing che invece dovrebbe rap­pre­sen­tare un impor­tante dri­ver di crescita.

Video Advertising Banzai

Il seg­mento “news”: rap­pre­senta il seg­mento più com­pe­ti­tivo, dal momento che una larga parte di audience uti­lizza i siti web dei brand sto­rici dell’informazione ita­liana, Repub­blica e Cor­riere della Sera per tutti, e TGCom24. 

Il gra­fico degli utenti unici men­sili di alcuni brand sele­zio­nati da Ban­zai mostra come però vi siano “nuovi player”, oltre a  Ban­zai stessa, quali Blogo/Populis [e Fanpage/Ciao Peo­ple Media Group, che non viene con­si­de­rato], che hanno ormai una posi­zione di asso­luto rilievo scal­zando molti dei player tra­di­zio­nali, dei media il cui brand è affer­mato da tempo.

Audience Banzai

Per quanto riguarda i dati spe­ci­fi­ca­ta­mente rife­riti ad Il Post, ed alla recen­te­mente acqui­sita Good Mor­ning Ita­lia, si rimanda all’articolo scritto da Luca Conti al riguardo.

Se invece vi inte­ressa l’area dell’e-commerce non vi resta che leg­gervi il pro­spetto infor­ma­tivo com­pleto che con­tiene, altret­tanto, mol­tis­sime infor­ma­zioni al riguardo.

Copie Digitali
Pubblicato il 23 gennaio 2015 by Pier Luca Santoro, Giacomo Fusina

Edicola Italiana & Copie Digitali

I dati sotto ripor­tati del trend delle ven­dite di copie digi­tali, aggior­nati all’ultimo dato dispo­ni­bile [novem­bre 2014], mostrano come, ad ecce­zione del quo­ti­diano di Con­fin­du­stria, la ten­denza sia piatta. Fon­da­men­tal­mente insomma chi aveva pro­pen­sione ed inte­resse ad abbo­narsi lo ha fatto ed attual­mente non pare esservi grosso spa­zio di ulte­riore crescita.

È in que­sto qua­dro che que­sta set­ti­mana è stata lan­ciata “Edi­cola Ita­liana”, con­sor­zio costi­tuito da Cal­ta­gi­rone Edi­tore, Gruppo 24 Ore, Espresso — Repub­blica, La Stampa — Itedi, Mon­da­dori e Rcs, che offre i quo­ti­diani e perio­dici di que­sti edi­tori; com­ples­si­va­mente una ses­san­tina di titoli.

L’iniziativa, che ha visto la luce con tempi biblici, per come è pro­po­sta attual­mente non ha senso. Infatti, oltre alla sta­gna­zione della ven­dita di copie digi­tali, l’offerta è spe­cu­lare a quanto già pro­po­sto su altri store e sui siti web degli edi­tori coin­volti con la pro­po­sta bundle che riguarda sola­mente i perio­dici e non i quotidiani.

Se si osser­vano i dati di Fran­cia e Spa­gna per ini­zia­tive simili a quella di Edi­cola Ita­liana non si può certo par­lare di suc­cesso, anzi. 

Oltralpe esi­stono tre piat­ta­forme che distri­bui­scono, che ven­dono le copie digi­tali di quo­ti­diani e perio­dici. Relay, che vende 158 titoli e appar­tiene a una società dell’editore Lagar­dère, Lekiosk, che peral­tro è pre­sente anche sul mer­cato ita­liano, ed ePresse. Secondo quanto dichia­rato da OJD, l’equivalente della nostrana ADS, nel totale le copie digi­tali hanno rap­pre­sen­tato una fra­zione estre­ma­mente ridotta degli esem­plari ven­duti a paga­mento e, così come avviene in Ita­lia, non hanno di fatto arre­stato il calo com­ples­sivo di vendite.

Copie Francia

In Spa­gna, Orbyt, che è molto più simile al con­sor­zio della nascente Edi­cola Ita­liana, rea­lizza numeri dav­vero ridotti ed, anche in que­sto caso, è tutt’altro che un suc­cesso di ven­dite come cer­ti­ficano i dati dell’Obser­va­to­rio de la prensa dia­ria AEDE –Deloitte

Copie Spagna

È chiaro che osti­narsi a pro­porre tout court la ven­dita di copie digi­tali in maniera spe­cu­lare, iden­tica, alla pro­po­sta car­ta­cea non ha senso. Da infor­ma­zioni rac­colte dal sot­to­scritto pare che sia in pro­gramma la ven­dita di sin­goli arti­coli, così come avviene nei Paesi Bassi con Blendle, anche su Edi­cola Ita­liana. Spe­riamo che non ci vogliano altri quat­tro anni…

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