business models

Change Communication
Posted on 26 maggio 2015 by Pier Luca Santoro

Post-it

Le noti­zie di oggi su media e comu­ni­ca­zione che, secondo noi, non potete perdervi.

  • Modelli di Busi­ness - Oggi che si parla di mem­ber­ship nella discus­sione sui modelli di busi­ness delle testate gior­na­li­sti­che, que­sto amar­cord di Gino Ron­ca­glia ci dimo­stra che non tutto è da inven­tare da zero [via].
  • Fusioni e Acqui­si­zioni — Twit­ter, il new­swire per eccel­lenza, dall’inizio del 2015 è in trat­ta­tiva per acqui­sire Fli­p­board, il miglior aggre­ga­tore di noti­zie in cir­co­la­zione, per 1 miliardo di dol­lari. Secondo quanto ripor­tato all’affare potreb­bero essere inte­res­sati anche Face­book e Goo­gle, che a sua volta qual­cuno dice che dovrebbe com­prare Twitter.
  • Tools - 6 stru­menti per gestire le vostre atti­vità quo­ti­diane su Face­book, dalla pia­ni­fi­ca­zione dei post all’acquisto degli ads.
  • Dieta Media­tica Papale — Il Papa, inter­vi­stato da un quo­ti­diano argen­tino, dichiara di leg­gere solo la Repub­blica [e non Osser­va­tore Romano o Avve­nire], non usa Inter­net,  non guarda la TV dal 1990 e dice di aver paura quando si tratta di dover rila­sciare un’intervista.
  • Social Media ROI — Il social media ROI è come il sacro graal. KLM però dice di averlo tro­vato e stima in 25 milioni di euro i bene­fici ottenuti.
  • Libretto Rosso — In  prin­ci­pio era quello di cita­zioni tratte dagli scritti e dai discorsi di Mao Tse-tung, ora è quello di Face­book che viene messo sulla scri­va­nia di ogni nuovo impie­gato del social net­work più popo­loso del pianeta.
  • Morte e Resur­re­zione dell’Ufficio Stampa - Il vec­chio addetto stampa si tra­sforma in un mana­ger della repu­ta­zione, in grado di uti­liz­zare tutte le piat­ta­forme e di inte­ra­gire con tutti i pro­ta­go­ni­sti dello sce­na­rio della comu­ni­ca­zione, dai vari tipi di gior­na­li­sta all’opinion lea­der, pas­sando per il blog­ger, i web‐master, sino al sin­golo utente. Il tutto met­tendo in campo skills pro­fes­sio­nali ampi e complessi.

Altre noti­zie e segna­la­zioni su media e comu­ni­ca­zione nella nostra pagina Face­book e, ovvia­mente, su Twit­ter. Buona lettura.

Change Communication

Large Content
Posted on 25 maggio 2015 by Pier Luca Santoro

Post-it

Le noti­zie di oggi su media e comu­ni­ca­zione che, secondo noi, non potete perdervi.

  • Diret­tori Omo­fobi - Paolo Madron, attuale diret­tore di Lettera43, quo­ti­diano da lui fon­dato, a com­mento dei risul­tati del refe­ren­dum irlan­dese, spiega che “l’Irlanda è diven­tata un ricet­ta­colo di culat­toni”. Cha­peau! Update: Madron afferma che si tratti di anti­frasi. Felici di aver male inter­pre­tato [anche se non siamo stati gli unici].
  • Spam — Le con­fes­sioni di uno spam­mer. Da 50mila $ di gua­da­gno men­sile lavo­rando 10 ore a set­ti­mana, alla fine del “mestiere”, gra­zie al dein­de­xing di Goo­gle, Panda e Penguin.
  • Algo­ritmo Face­book — Uno stu­dio su 3500 fan page misura gli effetti dei recenti cam­bia­menti dell’algoritmo di Facebook.
  • Gior­na­li­sti 2.0 - Quali sono le sfide che un gior­na­li­sta oggi si trova ad affron­tare? Quali sono gli stru­menti e le oppor­tu­nità che il digi­tale offre a que­sta pro­fes­sione, che oggi è indi­spen­sa­bile cono­scere? Le slide del work­shop tenuto da Ales­san­dro Gen­nari, Digi­tal Mana­ger Gruppo Cal­ta­gi­rone, per OdG Veneto.
  • Insta­gram — L’account Insta­gram del Natio­nal Geo­gra­phic con poco meno di 7mila foto, bel­lis­sime, ha quasi 20 milioni di fol­lo­wers ed un miliardo di like. A gestirlo sono la bel­lezza di 110 foto-giornalisti che col­la­bo­rano con il magazine.
  • Carta Vs Digi­tale — Il Diret­tore di USA Today dice che l’edizione car­ta­cea del pro­prio gior­nale potrebbe chiu­dere nei pros­simi 5 — 6 anni. Jim Gath, co-fondatore del gior­nale ed ex head dell’advertising sales depart­ment, dice che sarebbe una stu­pi­dag­gine farlo.
  • Gio­vani Edi­tori — “Spe­ciale” su la nona edi­zione del con­ve­gno Cre­scere tra le righe tenu­tosi a La Bagnaia in que­sti giorni. Una rac­colta delle cose che sono state detti nella due giorni orga­niz­zata dall’Osservatorio per­ma­nente giovani-editori. Giu­di­cate voi.

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Hitler Giornali
Posted on 22 maggio 2015 by Pier Luca Santoro, Francesca Clementoni

Hitler & Il Futuro dei Giornali

Abbiamo rea­liz­zato que­sto video, uno dei ser­vizi che offriamo come Com­mu­ni­ca­tion Factor[Y], per descri­vere, con iro­nia, vita di reda­zione e busi­ness model.

Para­fra­sando il Guar­dian, com­ment is free.

 

Repubblica Paywall
Posted on 19 maggio 2015 by Pier Luca Santoro, Lelio Simi

Il Metered Paywall de la Repubblica

Il gruppo Espresso — Repub­blica si appre­ste­rebbe ad imple­men­tare il mete­red pay­wall per la coraz­zata digi­tale della media com­pany: Repubblica.it.

Secondo quanto ripor­tato nella pre­sen­ta­zione dei risul­tati e delle stra­te­gie del gruppo, nel 2015 Repubblica.it ren­de­rebbe dispo­ni­bili online il 100% dei con­te­nuti pub­bli­cati nella ver­sione car­ta­cea con­tro l’attuale 10% pro­teg­gendo que­sti con­te­nuti die­tro un “soft mete­red pay­wall” che con­sen­ti­rebbe la let­tura di 20 arti­coli al mese pas­sati i quali scat­te­rebbe il pagamento.

Repubblica Paywall

La ricerca di una moda­lità per valo­riz­zare, per mone­tiz­zare al di là della rac­colta pub­bli­ci­ta­ria, è ovvia­mente una costante per tutti gli edi­tori. Circa l’ipotesi di adot­tare un un “soft mete­red pay­wall” per Repubblica.it tre con­si­de­ra­zioni in estrema sintesi:

  1. Anche testate che adot­tano un “hard pay­wall”, un pay­wall che pro­tegge tutti i con­te­nuti pre­senti online, o un mete­red pay­wall con soglie molto basse, con un numero di arti­coli gra­tuiti estre­ma­mente ridotto, come nel caso del Finan­cial Times, la per­mea­bi­lità è comun­que garan­tita a chi arriva da social e da search per scon­giu­rare un’eccessiva fles­sione degli accessi e dun­que della rac­colta pub­bli­ci­ta­ria. Sap­piamo inol­tre che per gli utenti con un minimo di exper­tise nell’utilizzo della Rete non è dif­fi­cile aggi­rare i mete­red pay­wall, ad esem­pio disa­bi­li­tando i cookies.
  2. Anche Corriere.it, l’altro prin­ci­pale quo­ti­diano online del nostro Paese, da tempo aveva annun­ciato a più riprese che sarebbe andato a paga­mento nel 2015, cosa che sin ora non è avve­nuta. Anche la Stampa, poco più di un anno fa, ha lan­ciato Pre­mium, offerta per fruire online, a paga­mento, dei con­te­nuti inte­grali del gior­nale car­ta­ceo. Dalle infor­ma­zioni dispo­ni­bili non pare che l’iniziativa abbia otte­nuto successo.
  3. A livello inter­na­zio­nale, come emerge dai dati pub­bli­cati in que­sti giorni dalla Inter­na­tio­nal News Media Asso­cia­tion, l’enfasi sui pay­wall sta sce­mando per con­cen­trarsi su altri pos­si­bili fonti di ricavo.

Pro­varci è dove­roso ma le pos­si­bi­lità di suc­cesso sono di fatto estre­ma­mente ridotte come mostra con chia­rezza il gra­fico sot­to­stante che evi­den­zia quanto ridotti siano ancora oggi i ricavi del digitale/online sia per quanto riguarda l’advertising che ancor più, se pos­si­bile, per il paga­mento dei con­te­nuti. Ci sarà un per­ché, immagino…

Repubblica Digital Vs Online

 

Media Companies Priorities
Posted on 19 maggio 2015 by Pier Luca Santoro, Andrea Spinosi Picotti, Lelio Simi

Post-it

Le noti­zie su media e comu­ni­ca­zione che, secondo noi, non potete perdervi.

  • Ham­bur­ger foto­ge­nici — Quale impatto Insta­gram sta avendo nella “vita” e con­se­guen­te­mente nel busi­ness delle aziende
  • Chiu­dere i siti web per la con­di­vi­sione dei file NON serve a com­bat­tere la pira­te­ria — Lo dice uno stu­dio della Com­mis­sione Europea
  • Digi­tal media plan­ner - Area Media­Web, Inter­net Com­pany appar­te­nente al Gruppo Bipielle [ex Banca Popo­lare Ita­liana oggi Gruppo Banco Popo­lare] cerca un digi­tal media planner
  • Con­tro il dogma digi­tale — Aumen­tano le cri­ti­che verso “l’utopismo cibernetico”
  • Data­Har­vest 2015 — Le Monde pub­blica un’interessante ras­se­gna dei pro­getti di data­jour­na­lism pre­sen­tati a Data­Har­vest 2015
  • Life smart­phone - Quanto tempo pas­siamo davanti a uno schermo del tele­fono e come que­sto gesto ha cam­biato le nostre gior­nate. Video.
  • Il Finan­cial Times lan­cia la ven­dita degli ads “a tempo” - È, final­mente, la fine delle impres­sion. Il Finan­cial Times passa dal CPM al CPH [cost per hour].

Altre noti­zie e segna­la­zioni su media e comu­ni­ca­zione nella nostra pagina Face­book e, ovvia­mente, su Twit­ter. Buona lettura.

Media Companies Priorities

 

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