british petroleum

Pubblicato il 30 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

Rimedi Omeopatici

Si è final­mente con­clusa la vicenda che ha visto Boi­ron, mul­ti­na­zio­nale fran­cese che pro­duce e com­mer­cia­lizza pro­dotti omeo­pa­tici, al cen­tro di una crisi di comu­ni­ca­zione nata dalle con­si­de­ra­zioni di Samuele Riva sul suo blog.

Si tratta dell’enne­simo caso di cat­tiva gestione della comu­ni­ca­zione in Rete da parte di aziende che, per dimen­sioni e strut­tura orga­niz­za­tiva, dovreb­bero alle porte del 2012 essere in grado di gestire deci­sa­mente meglio que­sto tipo di situazioni.

Sono epi­sodi che minac­ciano seria­mente la repu­ta­zione delle imprese che ne sono coin­volte, cau­sati fon­da­men­tal­mente da scol­la­mento tra i diversi reparti azien­dali e scarsa pre­pa­ra­zione alla gestione di situa­zioni di que­sto tipo.

Nel 2008 Air Force Sta­tu­ni­tense ha pro­dotto un dia­gramma di flusso che iden­ti­fica i pas­saggi chiave e le azioni da com­piere per casi di que­sto genere.

Si tratta di un ausi­lio tanto banale quanto fon­da­men­tale che dimo­stra la pos­si­bi­lità di pre-pararsi per gestire ade­gua­ta­mente le rela­zioni e la comu­ni­ca­zione online evi­tando così le pos­si­bili con­se­quenze di un disa­stro media­tico gene­rato dall’«effetto strei­sand».

Gui­de­li­nes che il mar­ke­ting, i respon­sa­bili della comu­ni­ca­zione azien­dale, d’intesa con un legale che abbia buona sen­si­bi­lità alle tema­ti­che della rete, non devono, non pos­sono ulte­rior­mente esi­mersi dal codi­fi­care nel pano­rama attuale.

Pubblicato il 21 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Effetto Streisand

BP, dopo essersi resa par­te­cipe, respon­sa­bile, di uno dei più colos­sali disa­stri ambien­tali della sto­ria, si sta ren­dendo pro­ta­go­ni­sta anche di «disa­stro mediatico».

Dopo aver cer­cato di occul­tare infor­ma­zioni ai media, non ha saputo cogliere l’opportunità di riscatto sce­gliendo di fug­gire, di elu­dere i gior­na­li­sti durante una con­fe­renza stampa.

Anche su inter­net è stata seguita la stessa stra­te­gia com­prando le parole chiave dei motori di ricerca e cer­cando di far chiu­dere l’account su twit­ter che iro­niz­zava sulla com­pa­gnia, pur di mani­po­lare la comunicazione.

Que­sti com­por­ta­menti scia­gu­rati hanno favo­rito, ali­men­tato, la nascita di nuovi foco­lai di pro­te­sta sia su Twit­ter [anche: @britishpollute, @BPCares,] che su You Tube e altrove nel web.

Anche gli ope­ra­tori del call cen­ter della com­pa­gnia petro­li­fera, ad adbun­dan­tiam, hanno sve­lato altri det­ta­gli della fal­li­men­tare stra­te­gia di mani­po­la­zione, som­man­dosi alle accuse dei soci della Bri­tish Petroleum.

Sono dina­mi­che che dovreb­bero essere note poi­ché sono così nume­rose e dif­fuse le casi­sti­che di que­sto tipo che ven­gono rag­grup­pate sotto la deno­mi­na­zione di effetto strei­sand.

Chia­mia­mola gestione della comu­ni­ca­zione di crisi o, se pre­fe­rite, green mar­ke­ting, ma è chiaro che il pro­cesso di disin­ter­me­dia­zione della comu­ni­ca­zione è inar­re­sta­bile, nascon­dersi die­tro a un dito non fa che peg­gio­rare la situazione.

Pubblicato il 15 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Distonie Editoriali

Pew Research ha effet­tuato un’indagine nella prima set­ti­mana di giu­gno per veri­fi­care il livello di fidu­cia degli sta­tu­ni­tensi nei media spe­ci­fi­ca­ta­mente in rela­zione al recente disa­stro eco­lo­gico cau­sato dalla Bri­tish Petro­leum.

Sono state inter­vi­state con meto­do­lo­gia cati mille per­sone di diverso orien­ta­mento poli­tico rap­pre­sen­ta­tive della popo­la­zione nazionale.

Le domande del que­stio­na­rio hanno con­sen­tito di veri­fi­care l’adesione tra le noti­zie pub­bli­cate nel periodo e quelle di inte­resse del pubblico.

Come emerge dal gra­fico di sin­tesi dei risul­tati sot­to­stante, la coper­tura data dai gior­nali a deter­mi­nate noti­zie non com­ba­cia con quella del pub­blico sia per quanto riguarda la marea nera che rela­ti­va­mente all’economia e all’assalto israe­liano alla nave di aiuti umanitari.

Sono segnali della distanza che separa i gior­nali dai loro lettori.