Posted on 23 luglio 2013 by

La Victoria del Brand Journalism

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Proc­ter & Gam­ble ha lan­ciato circa un mese fa, sia in edi­zione car­ta­cea che online, un maga­zine dedi­cato alle donne over 50: «Victoria».

Victoria

Secondo quanto ripor­tato, spiega Bar­bara Del Neri, Diret­tore Mar­ke­ting, Brand Ope­ra­tions di P&G e respon­sa­bile dell’intera ini­zia­tiva, “è un pro­getto pilota di P&G nel mondo. Nasce in Ita­lia, sia per motivi ana­gra­fici, dato che la lon­ge­vità delle ita­liane è supe­rata in Europa solo da Fran­cia e Spa­gna, sia per­ché le donne dai 50 anni in su sono il 20% della popo­la­zione femminile”.

La deci­sione di lan­ciare que­sta ini­zia­tiva parte infatti dai risul­tati dell’indagine di Astra­Ri­cer­che dedi­cata a que­sta fascia della popo­la­zione dalla quale emerge appunto come le donne tra i 50 ed i 64 anni rap­pre­sen­tino attual­mente un quinto dell’universo fem­mi­nile ita­liano; inci­denza che sem­bre­rebbe desti­nata a rad­dop­piare da qui al 2030 secondo le pro­ie­zioni basate sui dati ISTAT.

La pre­senza dei mar­chi della nota mul­ti­na­zio­nale sul sito web della rivi­sta è discreta, non inva­siva, o quanto meno cer­ta­mente meno inva­siva di quella che si può vedere su testate rea­liz­zate da edi­tori tradizionali.

Sei le sezioni del maga­zine dalla cucina al “bel­les­sere” pas­sando per viaggi e tech. Gli arti­coli pro­po­sti sono sia con con­te­nuti “spon­so­riz­zati”, con in evi­denza uno dei brand azien­dali, che divul­ga­tivi, pret­ta­mente redazionali.

Come scri­vevo qual­che giorno fa, nel nuovo, sem­pre in muta­mento, eco­si­stema dell’informazione si rom­pono i vec­chi equi­li­bri: i gior­nali hanno meno biso­gno delle agen­zie stampa di un tempo gra­zie a social media e citi­zen jour­na­lism; men­tre dall’altro lato, le agen­zie imma­gi­nano in un futuro pros­simo di entrare in con­cor­renza con i loro clienti. Al tempo stesso le imprese, spesso clienti di entrambi, abbrac­ciano sem­pre più l’idea di diven­tare loro stessi edi­tori, pro­dut­tori di con­te­nuti dando vita a quello che viene rac­colto nella defi­ni­zione di brand jour­na­lism, come con­ferma, se neces­sa­rio, l’iniziativa di P&G.

Se ogni impresa è un media i media devono [final­mente?] diven­tare impresa, al di là delle pecu­lia­rità legate al “pro­dotto” infor­ma­zione, diver­si­fi­cando le fonti di ricavo abban­do­nando il bino­mio vendite-pubblicità che appare chia­ra­mente sem­pre meno sostenibile.

BrandJournalismTheRiseOfNonFiction

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