bonaiuti

Pubblicato il 13 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

SMS

Alla con­fe­renza stampa di oggi, con­clu­sasi poco fa, nella quale sono stati illu­strati i det­ta­gli della “mano­vra di fer­ra­go­sto”, men­tre  l’intera nazione cer­cava di com­pren­dere esat­ta­mente i litri di lacrime e san­gue da ver­sare l’On. Paolo Bona­iuti inviava sms a più riprese.

Se fos­sero estratti della Divina Com­me­dia, come piace tanto al Pre­si­dente del Con­si­glio, non  è dato di sapere.

Pubblicato il 12 giugno 2009 by Pier Luca Santoro

I cinque punti per il rilancio dell’editoria nazionale

Dopo l’incontro [quasi segreto] di Chi­cago anche alle nostre lati­tu­dini, per non essere da meno, pare che gli edi­tori abbiano avuto il loro “mee­ting clandestino”.

Secondo quanto ripor­tato da fonti auto­re­voli, a mar­gine del con­ve­gno tenu­tosi recen­te­mente alla Bagnaia vi sarebbe stato un rendez-vouz a bordo di uno yacth pri­vato al quale avreb­bero par­te­ci­pato rap­pre­sen­tanti della Mon­da­dori, di Rcs ed altri edi­tori minori, men­tre in rap­pre­sen­tanza delle isti­tu­zioni avreb­bero pre­sen­ziato Bona­iuti e la neo mini­stra del turi­smo Brambilla.

Sulla base delle indi­scre­zioni tra­pe­late par­rebbe che gra­zie al sapiente coor­di­na­mento della Bram­billa che era por­ta­voce oltre che del Governo anche dell’ ANSI [Asso­cia­zione Nazio­nale Sciam­pi­ste d’Italia] siano stati redatti i cin­que punti car­dine per risol­le­vare le sorti eco­no­mi­che dell’editoria nostrana.

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“Il Gior­na­laio” è riu­scito ad otte­nerne un estratto ed è in grado si anti­ci­parne i con­te­nuti in ante­prima nazionale.

I cin­que punti:

  • Chiu­sura imme­diata di tutte le edi­cole che ver­ranno sosti­tuite dai nascenti “cen­tri di dif­fu­sione della let­tura” situati in tutti i comuni con almeno 15mila abi­tanti. I cen­tri, gestiti diret­ta­mente da un pool di edi­tori, con­sen­ti­ranno di ridurre al minimo le copie inven­dute ed i rela­tivi oneri di cui è noto sono unici respon­sa­bili i gior­na­lai con la loro inadeguatezza.

  • Divieto asso­luto per i bar di ren­dere dispo­ni­bili quo­ti­diani e rivi­ste ai loro avven­tori. I bar , infatti, si sono tra­sfor­mati in sale di let­tura gra­tuita minando seria­mente le ven­dite ed i con­se­guenti ricavi per l’editoria nazio­nale. I bar che pre­via auto­riz­za­zione mini­ste­riale voles­sero offrire que­sto ser­vi­zio alla pro­pria clien­tela dovranno regi­strarsi presso il locale “cen­tro di let­tura” auto­riz­zato e pagare una tassa men­sile basata sul rap­porto tra il numero di quo­ti­diani acqui­stati e gli scon­trini fatti nel mese di competenza.

  • Part­ner­ship edi­tori e par­ruc­chieri [ di cui si è fatta pro­mo­trice e garante in prima per­sona la mini­stra Bram­billa] per la dif­fu­sione e la ven­dita di set­ti­ma­nali e men­sili dei quali è risa­puto i clienti sono frui­tori da tempo. L’accordo avrà vali­dità per i cen­tri urbani tra i 5mila ed i 15mila abi­tanti garan­tendo così la coper­tura del ter­ri­to­rio per i comuni non ser­viti dai pre­ci­tati cen­tri di dif­fu­sione della lettura.

  • Difesa del diritto d’autore con l’introduzione di un decreto legge che pre­veda pene com­prese tra un minimo di 10 anni e l’ergastolo oltre a san­zioni ammi­ni­stra­tive, da valu­tare sin­go­lar­mente caso per caso, che potranno rag­giun­gere il milione di euro per i tra­sgres­sori. A tale pro­po­sito, sulla base del prin­ci­pio “edu­chia­moli subito”, è con­tem­plato un aumento delle pene pre­vi­ste sino al dop­pio per i mino­renni pur­ché non veline o resi­denti in Cam­pa­nia, come espres­sa­mente richie­sto da Bona­iuti. Nel caso che la vio­la­zione del diritto d’autore avvenga con l’ausilio o l’utilizzo di tec­no­lo­gie o mezzi mul­ti­me­diali – inter­net in pri­mis — sarà costretto a dif­fon­dere a pro­prio carico, pre­vio acqui­sto, 5mila copie del cd musi­cale di Api­cella – Ber­lu­sconi e 10mila fasci­coli della rac­colta “Ber­lu­sconi tale e quale”.

  • Difesa del gior­na­li­smo e dei gior­nali ita­liani gra­zie al divieto di intro­du­zione e ven­dita sul ter­ri­to­rio nazio­nale di qua­lun­que gior­nale o rivi­sta estera peral­tro noto­ria­mente asser­viti alter­na­ti­va­mente al comu­ni­smo più estre­mi­sta e/o agli inte­ressi di Murdoch.

A mar­gine dell’incontro, infine, sono state effet­tuate delle con­si­de­ra­zioni rela­ti­va­mente alla cosid­detta libertà di stampa che, for­tu­na­ta­mente, è stata repu­tata un pro­blema già risolto.

Pubblicato il 26 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

Convegnistica ed apertura al nuovo

Ormai pare non vi sia più dub­bio alcuno i gior­nali ed il gior­na­li­smo [pur­troppo] devono fare i conti con il web e cambiare.

Come que­sto cam­bia­mento debba e possa avve­nire, al con­ve­gno tenu­tosi que­sto wee­kend alla Bagnaia, in fondo non l’ha detto nes­suno ma quel che è certo è che per recu­pe­rare red­di­ti­vità il must è quello di far pagare le noti­zie on line.

E’ tale la deter­mi­na­zione e la con­sa­pe­vo­lezza della neces­sità di aper­tura al cam­bia­mento per sor­pas­sare que­sta crisi che per­sino i per­se­gui­tati poli­tici, nono­stante sino al giorno pre­ce­dente evi­den­zias­sero la fazio­sità [comu­ni­sta!] dei media, in occa­sione del con­ve­gno ricor­dano come il Paese [maiu­scolo in rife­ri­mento alla loca­lità alle porte di Tre­viso] cre­sca gra­zie alla cul­tura, all’informazione ed alla libertà.

Forte di que­sta ras­si­cu­ra­zione il cane da guar­dia della villa di Arcore, sco­din­zo­lando, esulta per la stra­bi­liante ini­zia­tiva che il governo si impe­gna ad imple­men­tare a soste­gno dell’editoria nazio­nale: rega­lare 380mila abbo­na­menti a quo­ti­diani e rivi­ste per un seme­stre a chi com­pie 18 anni.

Ini­zia­tiva neces­sa­ria, oltre­ché lode­vole, poi­ché come ricorda l’ ad di Poli­gra­fici edi­to­riale i gior­na­lai sono col­pe­voli di poter godere di ben 22 dome­ni­che all’anno di chiu­sura [fanno circa sola­mente 330 giorni lavo­ra­tivi all’anno], infatti: la dome­nica metà delle edi­cole sono chiuse, si spende più di ben­zina per andare in edi­cola che per il prezzo del quotidiano.

Insomma ci sono molte strade da pro­vare per sal­vare infor­ma­zione e gior­nali di carta ed al con­ve­gno non ne è stata tra­scu­rata nes­suna: far pagare quel che oggi è gra­tuito, rega­lare ciò che alcuni insi­stono ad acqui­stare e penalizzare/bastonare il canale di sbocco commerciale.

Pare che andan­do­sene qual­cuno abbia scritto sulla lava­gna della sala con­gressi la sua solu­zione: “Sal­vare le noti­zie”. Già.

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