berlusconi

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Posted on 21 maggio 2015 by Pier Luca Santoro, Andrea Spinosi Picotti

Post-it

Le noti­zie di oggi su media e comu­ni­ca­zione che, secondo noi, non potete perdervi.

  • HR Engagement & Internal Communication – Geox cerca responsabile coinvolgimento risorse umane e comunicazione interna. Anche se non vi interessa la posizione lavorativa leggete la descrizione delle attività che andrà a svolgere la figura professionale ricercata.
  • Vanity Fair – Berlusconi sbarca su Instagram tra Dudù, la Pascale e Forza Italia. Più di 100 foto caricate in 2 giorni solo elogi per l’ex cavaliere e nessuna immagine ha commenti negativi, non sarà che chi gestisce la pagina li elimina?
  • Analisi dei Tempi di Parola – La share of voice dei diversi partiti e soggetti politici nei TG nazionali dal 19 aprile al 15 maggio.
  • #CambiailGiornalismo – La registrazione integrale del convegno “L’Italia cambia. Cambia il giornalismo” organizzato dall’Ufficio Stampa della Camera dei deputati in collaborazione con l’Associazione stampa parlamentare e l’Ordine dei giornalisti del Lazio.
  • Analytics – Come usare Facebook insight e Google analytics insieme per misurare il traffico generato dai propri fan.
  • Misurate il vostro Karma – Misurate la vostra reputazione con Karma, tipo Klout ma meglio, forse.
  • Ad Blocking – L’uso di Adblock è in continua crescita ed a metà 2014 il 4.9% degli utenti di Internet [ma in Spagna erano il 13.9% e in Polonia addirittura più del 28%]  utilizzava questo tool. Adesso arriva anche la versione per mobile.

Altre noti­zie e segna­la­zioni su media e comu­ni­ca­zione nella nostra pagina Face­book e, ovvia­mente, su Twit­ter. Buona lettura.

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Posted on 4 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

La Mia PropostaSciocc per i Quotidiani Online Italiani

Il tanto atteso discorso di Berlusconi ha sortito il suo effetto e la boutade sul rimborso dell’IMU ha tenuto banco per tutta la giornata di ieri ed è la notizia principale di apertura di tutti i quotidiani oggi in edicola.

Discorso che è stato accolto prevalentemente con amarezza ed ironia dalle persone su Twitter. Secondo Topsy, strumento tra i più affidabili tra quelli disponibili gratuitamente, l’hashtag #propostashock e stato twittato 20.578 volte sino alla mezzanotte di ieri con un picco di 3644 tweet alle 15:00 e la versione proposta dal PD #propostasciocc ha avuto 3.622 mention con un picco di 583 tweet alle 14:00. Per entrambe le tag uno dei “top tweet” è relativo ad un’immagine che mette assieme i titoli di diversi giornali sulle precedenti promesse, come noto non mantenute, di tagli fiscali da parte del Cavaliere, mentre per il solo #propostashock è l’affermazione di Cetty D., specializzata in satira, che ottiene 651 retweet e 169 favoriti.

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Nonostante, come mostra l’immagine sopra riportata, la tag più utilizzata sia stata quella del solo nome di “Mr.B”, i principali giornali online hanno ripreso la questione, ad esclusione di quelli apertamente schierati a favore delle “Berlustories”, neologismo che credo valga la pena di coniare ispirandosi al più famoso advertorials.

Se fortunatamente in questo caso, ad eccezione del «Messaggero» che cita solo i tweet ma non l’autore, viene risparmiato il tweet anonimo il trattamento delle due corazzate dell’informazione online italiana fa riflettere.

In entrambi i casi infatti sia «Il Corriere della Sera» che «la Repubblica» pubblicano una fotogallery di alcuni tweet da loro selezionati. Una scelta che evidentemente non può essere giustificata da difficoltà tecniche nell’embeddare, nell’inserire il tweet originale [e relativo link alla fonte] stante anche le recenti migliorie apportate da Twitter in tal senso create proprio allo scopo.

La fotogallery genera pagine viste, è dunque lampante l’obiettivo di entrambe le testate. Una scelta che non è rispettosa del lettore, degli autori dei tweet e neppure, a mio modo di vedere, degli inserzionisti.

Che sia possibile farlo lo dimostra, se necessario, «La Stampa» che invece, fortunatamente, sceglie una strada diversa pubblicando lo storify dei principali tweet dando un senso editoriale attraverso una selezione ragionata.

La mia “propostasciocc” è quella di adottare, ad esempio, il format realizzato recentemente dal «The Washington Post» in occasione del giuramento di Obama. Proposta di format che ha come sottoprodotto non trascurabile il riconoscimento, finalmente, del giusto credito alle persone  e che consente comunque di monetizzare presentando numerosi vantaggi rispetto alle fotogallery. Una base minima di rispetto che dovrebbe essere alla base di una qualsiasi relazione, e dunque anche in quella tra giornali e lettori, persone, dalla quale pare invece, ahimè, alcuni quotidiani italiani abbiano ancora molto da imparare.

“Bonus track” le word cloud, e relativo link al testo integrale, del discorso della discesa in campo e di quello di ieri. Altra informazione che mi pare non venga riportata integralmente dalle testate online. L’informazione credo sia sempre meglio fornirla completa altrimenti se non di parte resta certamente parziale.

Il discorso del 3 Febbraio 2013 alla Fiera di Milano

Il discorso del 3 Febbraio alla 2013 Fiera di Milano

Il discorso della discesa in campo "Per il mio paese"

Il discorso della discesa in campo “Per il mio paese”

Posted on 18 novembre 2011 by Pier Luca Santoro

Nuvole tra i Monti

Le word cloud, le nuvole di parole, realizzate a partire dal discorso di Monti ieri al Senato e, per confronto, di quello della “discesa in campo” nel 1994 di Berlusconi.

Una legge elementare di psicologia della comunicazione dice che più le parole ripetute sono astratte e interpretabili con larghezza di significati, più alto è il rischio che siano passepartout, che non impegnano l’emittente e possono essere equivocate.

Se prima eravamo all’inferno, adesso siamo in purgatorio.

Il testo del discorso di Monti

Il discorso della discesa in campo "Per il mio paese"

Posted on 10 novembre 2011 by Pier Luca Santoro

Storie da Copertina

«The Economist», attraverso le sue copertine degli ultimi dieci anni, ripercorre la storia del Presidente del Consiglio, dimissionario in pectore, da quella del luglio del 2001 “Why Silvio Berlusconi is unfit to lead Italy” sino al giugno 2011 con “The man who screwed an entire country”.

Tra i numerosi ricordi di 17 anni di premiership, anche il sito d’informazione online «Slate.fr» ha ripubblicato, aggiornato, l’articolo di Margherita Nasi e Grégoire Fleurot, apparso il 14 aprile scorso, “Les plus belles connneries de Berlusconi“, una rassegna delle stupidaggini più clamorose dette dal Presidente del Consiglio italiano, distinte per argomenti, occasioni e quantità annua, connesse con le pronunce ufficiali, che il blog “gemello” del «Giornalaio»  ha ripreso e tradotto in italiano per facilitare la lettura.

- Tipi di berlusconerie per argomento - 44 dichiarazioni in 8 categorie -

Sono storie da copertina che, sintetizzando per immagini mentali l’operato del [ex?] Premier italiano, colpiscono la fantasia, l’immaginario collettivo e, dunque, fanno audience.

Le copertine dell’autorevole settimanale inglese vengono riprese da «Repubblica» che non inserisce alcun collegamento ipertestuale, alcun link, alla fonte, così come era avvenuto non più tardi di ieri con il video realizzato dalla Sora Cesira “Berlushka bye bye” remake, come nel suo stile, di “Babooshka” di Kate Bush, per celebrare le dimissioni annunciate, che addirittura viene personalizzato, per così dire, con il logo della testata, non è chiaro, letteralmente, a che titolo.

Ad inizio di ottobre avevo [ri]pubblicato una guida per i giornalisti per la verifica delle immagini la cui attualità ahimè permane.

Finchè le testate ricercheranno esclusivamente volumi di traffico ai loro siti web basandosi sull’economia dei broken links anzichè su quella del collegamento, del coinvolgimento e della relazione, il loro destino è segnato, altrettanto, dall’essere broken, termine che in inglese, oltre a significare rotto, viene utilizzato per fallimento/fallimentare.

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Update: Pare che sia una caratteristica, una cattiva abitudine, alla quale non sfuggono neppure alcune delle nuove proposte editoriali italiane, i cosidetti “superblog”, come dimostrano a «Giornalettismo». Pare che lo stimolo abbia funzionato come incentivo a dare il giusto credito.

Posted on 27 ottobre 2011 by Pier Luca Santoro

Efficientamento sulle Nuvole

Diversi quotidiani nazionali hanno pubblicato il testo integrale della lettera [qui + qui] che l’Italia, ma forse sarebbe più corretto dire coloro che attualmente la rappresentano, ha inviato alla UE.

Valuto positivamente la pubblicazione del documento che rappresenta un atto di trasparenza apprezzabile che consente, al di là di commenti ed interpretazioni, di farsi una propria opinione su contenuti e validità degli stessi. Peccato per il “trucchetto” di uno dei giornali che ha reso disponibile il testo spezzettandolo in ben 8 pagine rendendo più ardua la fruizione da parte del lettore al solo fine di aumentare il numero di pagine viste del sito web del quotidiano in questione; quando si fa una cosa ben fatta sarebbe meglio farla sino in fondo, credo.

Se la pubblicazione consente a ciascuno di farsi una propria opinione, nel mio caso è stato l’utilizzo del termine efficientamento, usato in riferimento a lavoro e giustizia, ad avermi colpito per la distanza che pone tra obiettivo e declinazione attraverso una terminologia che solo il burocratese si spinge ad impiegare.

Aggregando il testo ho realizzato la word cloud, la nuvola di parole del testo, per verificare quali potessero essere i tratti comuni dell’ipotesi di programma proposto.

Pare emergere una forte centralità autoriferita rispetto al Governo che contrasta con termini che ritengo avrebbero dovuto risaltare all’interno di un’ipotesi di sviluppo. Si noti, ad esempio, quanto piccoli, e dunque poco usati, siano i termini: giovani, rispetto, obiettivo, qualità, tempi, ma anche: PIL, riforma e liberalizzazione.

- Clicca per Ingrandire -

Impressione di mancanza di concretezza che traspare anche nel comunicato diffuso dal Consiglio UE alla conclusione dei lavori, che non a caso dedica l’apertura del documento proprio al nostro Paese, concludendo: “We invite the Commission to provide a detailed assessment of the measures and to monitor their implementation, and the Italian authorities to provide in a timely way all the information necessary for such an assessment”

Insomma, efficientamento si ma “ccà nisciuno è fesso” potrebbe essere l’essenza della conclusione della risposta che il Presidente del Consiglio  riporta a casa.

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