benchmarking

Pubblicato il 22 maggio 2012 by Pier Luca Santoro

Digital & Open

Anche que­sta set­ti­mana all’interno della mia colonna per l’ Euro­pean Jour­na­lism Obser­va­tory pro­se­gue la serie di case stu­dies sulle prin­ci­pali testate gior­na­li­sti­che del vec­chio continente.

Dopo aver ana­liz­zato, in ordine cro­no­lo­gico di pub­bli­ca­zione, «Il Sole24Ore», «Le Monde», «El Pais» ed in ultimo il «Finan­cial Times», que­sta set­ti­mana ven­gono esa­mi­nati i risul­tati, e le moti­va­zioni degli stessi, di uno dei quo­ti­diani gene­ra­li­sti più auto­re­voli a livello inter­na­zio­nale: il «The Guardian».

Ad un anno dall’annuncio dell’adozione di una stra­te­gia “digi­tal first” il punto della situa­zione del quo­ti­diano anglosassone.

Stiamo così creando all’interno dell’Osservatorio Euro­peo di Gior­na­li­smo, credo di poter dire, un archi­vio libe­ra­mente con­sul­ta­bile di diverse posi­zioni ed approcci al “dilemma del pri­gio­niero”, in modo da for­nire a chi lo desi­deri gli ele­menti di base per il ben­ch­mar­king rispetto alla pro­pria realtà edi­to­riale. Ci man­te­niamo anche noi, così come il «The Guar­dian», digi­tal e open.

Buona let­tura e buon lavoro.

Pubblicato il 7 luglio 2009 by Pier Luca Santoro

Benchmarking editoriale

Marco, evi­den­te­mente un addetto ai lavori del set­tore edi­to­riale, nei com­menti all’arti­colo nel quale evi­den­ziavo l’ennesima carenza della filiera edi­to­riale, pone delle que­stioni dav­vero inte­res­santi e meri­te­voli di una rispo­sta un minimo articolata.

Nei com­menti si pone l’accento sulle dif­fi­coltà per gli edi­tori di conoscere/prevedere le ven­dite delle pub­bli­ca­zioni per ogni punto ven­dita che, inte­grate da un sistema di distri­bu­zione locale anti­quato e “piatto”, costrin­ge­reb­bero a una pru­denza che sfo­cia in micro­rot­ture di stock e ad inse­guire il mer­cato con even­tuali ristampe.

Rin­gra­zio Marco per i com­pli­menti, sem­pre gra­diti, e per aver posto sul tavolo spunti di grande inte­resse per chi opera com­mer­cial­mente nel set­tore editoriale.

Sono aspetti che in maniera spar­pa­gliata, in fun­zione delle occa­sioni del momento, sono già state affron­tate in que­sti spazi ma che vale la pena di assem­blare ed espandere.

Credo che le osser­va­zioni fatte pos­sano rife­rirsi esclu­si­va­mente a pub­bli­ca­zioni che hanno carat­tere “straor­di­na­rio” [o, meglio, extraor­di­na­rio] quali quella di rife­ri­mento, men­tre ritengo che negli altri casi sia dove­roso da parte di edi­tori e distri­bu­tori – nazio­nali e locali – sti­mare con buona appros­si­ma­zione le ven­dite per sin­golo punto vendita.

Nella realtà, come ho avuto modo di docu­men­tare, ven­gono deter­mi­nate le for­ni­ture senza alcun rispetto delle carat­te­ri­sti­che del sin­golo punto ven­dita [o, peg­gio, senza cono­scerle come vedremo più avanti] for­nendo in eccesso pro­dotti poco ven­di­bili e deter­mi­nando costanti rot­ture di stock per i pro­dotti di mag­gior diffusione/vendita.

L’edicola, tra l’altro, diviene così sem­pre più luogo di sta­zio­na­mento di pro­dotti edi­to­riali poco o per niente ven­di­bili il cui carico grava in prima bat­tuta sui gior­na­lai e poi, con il sistema delle rese, sugli edi­tori creando dif­fi­coltà economico-finanziarie oltre­ché d’immagine non trascurabili.

Scu­san­domi anti­ci­pa­ta­mente della even­tuale pre­sun­zione, credo di avere il per­so­nale van­tag­gio di osser­vare le dina­mi­che di que­sto set­tore con “occhi nuovi” poi­ché le mie espe­rienze pre­ce­denti sono pre­va­len­te­mente in altri set­tori e il rela­tivo exper­tise del quale sono – even­tual­mente – in pos­sesso nell’ambito dei media è più rela­tivo all’acquisto, diretto o indi­retto, di spazi pub­bli­ci­tari ed al loro uti­lizzo in gene­rale in chiave di comu­ni­ca­zione promo-pubblicitaria. E’ da que­sta pecu­liare ma van­tag­giosa pro­spet­tiva che sug­ge­ri­rei a chi opera all’interno delle imprese che si occu­pano di edi­to­ria [libri esclusi] di stu­diare e veri­fi­care la pos­si­bi­lità di effet­tuare ben­ch­mar­king par­tendo dall’analisi appro­fon­dita e cir­co­stan­ziata del set­tore ali­men­tare del “fre­sco”. Ritengo che ci siano molte affi­nità e che molte delle solu­zioni adot­tate in quello spe­ci­fico seg­mento di mer­cato pos­sano essere mutuate ed appli­cate al set­tore edi­to­riale sia rela­ti­va­mente alla distri­bu­zione, alla logi­stica, che al sistema infor­ma­tivo e com­mer­ciale nel suo insieme.

Strategie

Dopo que­sta intro­du­zione gene­rale sul tema di rife­ri­mento, nella quale spero di aver for­nito parte della rispo­sta ed almeno uno spunto ope­ra­tivo, appro­fon­di­remo i sin­goli aspetti nei giorni a venire a par­tire da domani.

Con­tri­buti, obie­zioni ed inte­gra­zioni sono gra­dite per defi­ni­zione e, come noto, pos­sono essere inse­rite nell’apposito spa­zio dei com­menti. Grazie.