badgification

Gamification Pills Cover
Pubblicato il 30 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

La Gamification è una Cosa Seria, Anche per le News

Oggi, nell’ambito del Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo, terrò un work­shop dedi­cato all’applicazione della gami­fi­ca­tion in ambito edi­to­riale. Con “La gami­fi­ca­tion è una cosa seria, anche per le news”, pro­verò a for­nire il mio con­tri­buto alla crea­zione di una cul­tura di base sul tema, par­lando dell’applicazione delle tec­ni­che di gioco a con­te­sti non ludici con esempi con­creti delle pos­si­bili appli­ca­zioni in campo editoriale.

Tenendo pre­sente che le slide sono un appog­gio, un sup­porto per ragio­nare insieme a chi sarà pre­sente, sotto ripor­tata la pre­sen­ta­zione che utilizzerò

Ci vediamo lì.

Frequenza Utilizzo Sito Da Social
Pubblicato il 13 marzo 2014 by Pier Luca Santoro

Social: Utilizzo e Traffico

L’Osservatorio New Media & New Inter­net del Poli­tec­nico di Milano ha pre­sen­tato un paio di giorni fa i risul­tati della ricerca su  l’utilizzo e le pro­spet­tive di svi­luppo dei media abi­li­tati da internet.

Una parte dello stu­dio si foca­lizza sui social, sulla loro pene­tra­zione, l’utilizzo ed i com­por­ta­menti delle per­sone rela­ti­va­mente all’editoria tradizionale.

Tra gli uti­liz­za­tori di Inter­net del nostro Paese l’82% è iscritto ad un social network/media. La parte del leone, come noto, spetta a Face­book che rag­giunge il 76% di iscritti tra gli utenti ita­liani della Rete. Ana­liz­zando il diverso grado di dif­fu­sione dei vari social è inte­res­sante notare come l’ultimo di que­sti sia Four­square. La con­ferma, dalla mia pro­spet­tiva, di come bad­gi­fi­ca­tion e poin­ti­fi­ca­tion non siano ele­menti suf­fi­cienti di per se stessi per creare inte­resse ed enga­ge­ment ma siano solo ele­menti del pro­cesso di gami­fi­ca­tion, di game design, che se mal con­ge­gnato, o assente, come evi­dente, non funziona.

Diffusione Social Italia

Quel che è ancor più inte­res­sante è l’effettivo uti­lizzo dei social ai quali si è iscritti. Anche in que­sto caso Face­book spa­dro­neg­gia con un tasso di uti­lizzo nell’ultimo mese dell’86% [sempre+spesso] da parte di chi ha un pro­prio pro­filo sul social net­work più popo­loso del pianeta.

Sem­pre dalle maglie di Zuck, sep­pure abbia una base di iscritti infe­riore ad altri social, segue Insta­gram con il 36% degli iscritti che ne fa un uti­lizzo intenso. Un terzo, o più, degli iscritti a Goo­gle+, Twit­ter e Four­square, sono iscritti ma non lo uti­liz­zano pra­ti­ca­mente mai. Twit­ter, in par­ti­co­lare, su que­sto ha un pro­blema da risolvere.

Utilizzo Social Ultimo Mese

Per quanto riguarda diret­ta­mente l’editoria tra­di­zio­nale, più della metà degli ita­liani iscritti ai social è fan/follower di almeno un media tele­vi­sivo, edi­to­riale o radiofonico.

Le fan page e gli account uffi­ciali degli edi­tori più seguite sono quelle dei pro­grammi TV [33%] e dei quo­ti­diani [30%]. È ele­vata la per­cen­tuale di utenti che ormai legge le news diret­ta­mente dai Social Net­work ma solo nel 33% dei casi si accede poi — sem­pre o spesso — al sito dell’editore di rife­ri­mento per un appro­fon­di­mento. La con­ferma, se neces­sa­rio, che uti­liz­zare gli account social come disca­rica di link nella spe­ranza di dra­gare traf­fico al sito web non fun­ziona, o comun­que fun­ziona solo in minima parte.

Su que­sto, sia sul 55% che segue un media tra­di­zio­nale sui social che sul 45% che invece non lo fa, c’è da imple­men­tare un lavoro di ascolto, di ana­lisi e ricerca per com­pren­dere inte­ressi e biso­gni delle per­sone per poterli coin­vol­gere effi­ca­ce­mente. Si tratta di un com­pito non facile al quale è neces­sa­rio dedi­care risorse ed ener­gie, in ter­mini di sistemi, cri­teri di ana­lisi e tempo dedi­cato, che dob­biamo asso­lu­ta­mente intra­pren­dere il prima pos­si­bile; non ho dubbi al riguardo.

Frequenza Utilizzo Sito Da Social

Gamification Pills
Pubblicato il 16 settembre 2013 by Pier Luca Santoro

Gamification Pills

Oggi pome­rig­gio alle 15:30, nella splen­dida cor­nice dell’Auditorium di Santa Apol­lo­nia, nell’ambito della due giorni fio­ren­tina dedi­cata al gior­na­li­smo digi­tale, terrò un mini-seminario sulla gamification.

Il semi­na­rio è “sold out” [GRAZIE!]. Qui tro­vate le slide del mio inter­vento modi­fi­cate, inte­grate, dopo aver avuto dagli orga­niz­za­tori la lista dei 30 pro­fes­sio­nal che si sono regi­strati al work­shop, rispetto  a quelle pub­bli­cate la set­ti­mana scorso nella mia rubrica per l’European Jour­na­lism Observatory.

Infor­ma­zione di ser­vi­zio: Per coloro che per impe­gni lavo­ra­tivi non potes­sero par­te­ci­pare a Dig.it 2013, potranno seguire il “live blog­ging” di «Varese News», vedere la diretta strea­ming su Into­scana. Hash­tag della mani­fe­sta­zione #digitfi13.

what-is-gamification
Pubblicato il 9 settembre 2013 by Pier Luca Santoro

La Gamification è una Cosa Seria

Dopo la pausa estiva riprende la mia rubrica per l’European Jour­na­lism Observatory.

Oggi si parla di gami­fi­ca­tion, anche delle news. L’articolo è un po’ lun­ghetto [oltre 8mila carat­teri] ma ma in meno si rischiava la super­fi­cia­lità su un argo­mento del quale si parla molto ma sul quale, ahimè, regna ancora parec­chia confusione.

A com­ple­mento della pano­ra­mica sul tema la mia pre­sen­ta­zione, che mi riservo di modi­fi­care, di adat­tare una volta avuto i nomi­na­tivi — ed il pro­filo — dei par­te­ci­panti dagli orga­niz­za­tori, per il mini-seminario  che terrò il 16 set­tem­bre pros­simo ven­turo a Dig.it, due gior­nate fio­ren­tine dedi­cate al gior­na­li­smo digi­tale, sull’argomento.

Buona let­tura di:  “La gami­fi­ca­tion è una cosa seria, anche per le news”.

what-is-gamification

Referndario Social Classifica
Pubblicato il 3 settembre 2013 by Pier Luca Santoro

Cattiva Gamification

La gami­fi­ca­tion è ormai una moda­lità suf­fi­cien­te­mente nota, anche i gior­nali e le rivi­ste di massa del nostro Paese ini­ziano ad occu­par­sene con arti­coli sul tema. L’applicazione  delle tec­ni­che di gioco a con­te­sti non ludici coin­volge il mar­ke­ting ma anche la gestione delle risorse umane e pure la politica.

Sono sem­pre più i casi di ricerca di moda­lità di coin­vol­gi­mento nella vita poli­tica attra­verso la gami­fi­ca­tion che, spe­ri­men­tate abbon­dan­te­mente oltreo­ceano, ini­ziano ad appro­dare anche nello sce­na­rio della comu­ni­ca­zione poli­tica del nostro Paese.

Dopo il ten­ta­tivo ,non esat­ta­mente azzec­cato, effet­tuato alle ultime ele­zioni dalla lista gui­data dall’ex Pre­si­dente del Con­si­glio Monti, è ora la volta del Par­tito Radi­cale. Dal 5 di ago­sto infatti per pro­muo­vere la firma dei 12 refe­ren­dum è stato lan­ciato “Refe­ren­da­rio Social”, appli­ca­zione Face­book il cui obiet­tivo è quello di dif­fon­dere sul  social net­work le infor­ma­zioni circa i que­siti refe­ren­dari pro­vando, il con­di­zio­nale è d’obbligo, a sti­mo­lare la con­di­vi­sione attra­verso ele­menti di gamification.

Si chiede ai “refe­ren­dari social” di aggiun­gere il badge alla pro­pria foto pro­filo, con­di­vi­dere il link del sito, le car­to­line e le noti­zie del blog. Il gioco pre­vede l’assegnazione di punti per ogni con­di­vi­sione, due clas­si­fi­che, una set­ti­ma­nale ed una glo­bale, premi vir­tuali e premi reali al ter­mine della campagna.

Referendario Social

Se l’obiettivo è, come recita il comu­ni­cato stampa dei radi­cali dif­fuso il 5 ago­sto scorso, “coin­vol­gere i volon­tari che già oggi con­tri­bui­scono a dif­fon­dere le noti­zie sulla cam­pa­gna refe­ren­da­ria; attrarre nuovi volon­tari e sti­mo­lare la loro par­te­ci­pa­zione”, siamo, mi spiace, sulla strada sbagliata.

Da un lato infatti tutto il per­corso è impo­stato esclu­si­va­mente sulla con­di­vi­sione “social” dei con­te­nuti esclu­dendo qual­siasi altra pos­si­bile forma di par­te­ci­pa­zione attiva ma, soprat­tutto, dall’altro lato, sono evi­denti la man­canza di un per­corso, di game design, limi­tan­dosi fon­da­men­tal­mente agli aspetti più ele­men­tari dei mec­ca­ni­smi di gioco appli­cati a con­te­sti non ludici  ed inse­rendo esclu­si­va­mente quella parte che viene defi­nita con i ter­mini di [sigh!] bad­gi­fi­ca­tion e poin­ti­fi­ca­tion.

Ed il vin­cere badge e punti tanto per vin­cere stanca. Arriva un punto in cui se si con­ti­nua sola­mente a cer­care di segnare punti ci si annoia, cade la moti­va­zione, c’è biso­gno di “qual­cosa d’altro”, ed è lì che fal­li­sce “Refe­ren­da­rio Social”. Non a caso, dopo quasi un mese dal lan­cio, al momento della rea­liz­za­zione di que­sto arti­colo, secondo quanto viene ripor­tato nella dash­board prin­ci­pale, i refe­ren­dari iscritti sono in totale solo 357 ed i refe­ren­dari attivi nelle ultime 48 ore sono 46 anime pie che calano a 32 con­si­de­rando i refe­ren­dari attivi nelle ultime 24 ore. Dav­vero ben poca cosa.

Come dicevo ad ini­zio anno, durante la mia lec­ture al master in gior­na­li­smo scien­ti­fico digi­tale della SISSA Inter­na­tio­nal School for Advan­ced Stu­dies di Trie­ste, la gami­fi­ca­tion non è solo un for­nire le pedine e i dadi: biso­gna essere bravi a costruire il gioco dell’oca, è evi­dente come in que­sto caso l’obiettivo pre­va­lente di comu­ni­ca­zione sia quello di costruire, di ali­men­tare buzz, pas­sa­pa­rola rispetto alle pro­prie pro­po­ste senza però alcun tipo, alcun cri­te­rio, di moti­va­zione a farlo.

La bad­gi­fi­ca­tion, pur sti­mo­lando il coin­vol­gi­mento delle per­sone con que­sto tipo di ricom­pense, se fine a se stessa, molto spesso rischia di creare aspet­ta­tive che poi restano vuote di signi­fi­cato, men­tre il valore aggiunto della gami­fi­ca­tion è quello di gene­rare emo­zioni posi­tive, eustress, come dice Jane McGo­ni­cal in “La Realtà in Gioco”.

Pro­prio su le cat­tive appli­ca­zioni della gami­fi­ca­tion, Bad­ge­ville ha lan­ciato in que­sti giorni un “labo­ra­to­rio” di moni­to­rag­gio ed ana­lisi dei diversi casi. Io, nel mio pic­colo, ne par­lerò il 16 set­tem­bre pros­simo ven­turo a Dig.it, due gior­nate fio­ren­tine dedi­cate al gior­na­li­smo digi­tale, in cui terrò un mini-seminario pro­prio sulla gami­fi­ca­tion. Mi dicono gli orga­niz­za­tori che dovrebbe esserci ancora qual­che posto dispo­ni­bile, se cre­dete ci vediamo lì per approfondire.

Referndario Social Classifica

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