Posted on 6 agosto 2012 by Pier Luca Santoro

Redditività Inapplicabile

Che le speranze di ottenere redditività ragionevole, o addirittura di replicare il modello di business dei giornali tradizionali grazie ad applicazioni dedicate per tablet, fossero mal riposte è una tesi che il sottoscritto sostiene da tempo.

Alle voci di chiusura del «The Daily» di Rupert Murdoch solo poche settimane fa, in attesa di una decisione finale sul destino del primo quotidiano solo per tablet agli inizi di novembre, a fine luglio si è aggiunta la certezza di una riduzione di un terzo delle persone che vi lavorano [50 su un totale di 170] e del taglio di alcune sezioni del quotidiano digitale.

Adesso, dopo solo cinque settimane dal lancio di «Huffington», il magazine per iPad del «The Huffington Post», presentato non solo come raccolta del meglio del quotidiano all digital internazionale ma come rivista a sè stante con contenuti esclusivi non disponibili online e posto in vendita a 1,99 $ al mese e/o 19,99 $ all’anno, diventa gratuito basando le attese, le speranze di reddività solo sulla pubblicità.

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Secondo quanto riportato, sin ora, sono stati effettuati 115mila downloads dell’applicazione, ma considerando che il pacchetto prevedeva il primo mese gratuito non è chiaro quanti abbiano, fino alle decisione di renderlo gratis permanentemente, effettivamente pagato per la rivista.

Non pare essere soltanto un problema di caratteristiche dei prodotti editoriali sin qui lanciati, che se classificati sulla base degli attributi del modello di Kano si posizionerebbero sicuramente nel quadrante basso, ma di bassa propensione a pagare sia per minore interesse verso le notizie rispetto ad altre categorie da parte dei possessori di tablet che, più in generale, per contenuti che sono vissuti come reperibili altrove gratuitamente.

Aspetti che, come giustamente sostiene Mathew Ingram, sono da inquadrare in un panorama più ampio in cui social media e aggregatori di prima e seconda generazione non rendono interessante per le persone, ancor meno se a pagamento, l’applicazione dedicata della singola testata.

Le speranze di recupero di ricavi attraverso le app sono decisamente ridotte, o nulle, e persino al «Financial Times», che recentemente ha annunciato il sorpasso delle copie digitali rispetto alla carta,  il successo è dovuto essenzialmente a due fattori: forte specializzazione e valore dei contenuti combinata con una grandissima attenzione, in termini di monitoraggio, delle informazioni ottenute grazie al tracking dell’utenza online. Una ricetta di successo che non si basa esclusivamente sul digitale ma che come ricorda John Ridding, CEO del quotidiano finanziario-economico, si fonda su un approccio di distribuzione dei contenuti multipiattaforma carta inclusa.

La distribuzione diffusa e la convergenza, la capacità di dare significato ad ogni format, ad ogni device, ancora una volta incluso il supporto cartaceo, sono il binario da seguire senza cullarsi esclusivamente nella tabletmania.