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Pubblicato il 31 marzo 2012 by Pier Luca Santoro

Alla Fame per la Fama

Come molti ricor­de­ranno, dopo la ces­sione dell’«Huffington Post» ad AOL per la straor­di­na­ria cifra di 315 milioni di dol­lari, una parte dei blog­ger che scri­ve­vano gra­tui­ta­mente per la testata all digi­tal più famosa al mondo inten­ta­rono una class action pre­ten­dendo una parte dei ricavi otte­nuti dalla ces­sione d’azienda soste­nendo che aveva rag­giunto quel valore, anche, gra­zie al loro lavoro mai pagato, e recla­man­done un terzo.

Il «The New York Times» all’epoca aveva pro­dotto un’analisi esau­stiva che quan­ti­fi­cava con­cre­ta­mente il valore eco­no­mico dei blog dell’«Huffington Post». Nell’arti­colo, pro­dotto allora, viene iden­ti­fi­cato spe­ci­fi­ca­ta­mente il peso dei blog, ana­liz­zando il numero di pagine viste sul totale ed i com­menti [e dun­que la par­te­ci­pa­zione dei let­tori] per arri­vare a quello che potrebbe essere il valore in ter­mini di ricavi pub­bli­ci­tari. Ne emerge un rap­porto di 1 a 20 tra gli arti­coli retri­buiti e quelli gra­tuiti di blog­ger che dareb­bero luogo a reve­nues pub­bli­ci­ta­rie nell’ordine di poco più di 6 US $ ogni mille pagine viste. Un  rap­porto deci­sa­mente infe­riore alla quota di reve­nues pre­tesa dalla class action.

A meno di un anno di distanza è arri­vata ieri la sen­tenza, favo­re­vole ad AOL.

Nelle moti­va­zioni il giu­dice afferma che nulla è dovuto poi­chè non è mai stato sti­pu­lato un con­tratto one­roso tra «Huf­fing­ton Post» ed i blog­ger che sin dall’inizio sape­vano che il loro lavoro non sarebbe stato remu­ne­rato ed avendo accet­tato ugual­mente nulla è loro dovuto. Il caso è stato licen­ziato con “pre­ju­dice”, dun­que non potrà essere impu­gnata la sen­tenza o ripro­po­sta la causa in altra forma.

Ovvia­mente posi­tiva la rea­zione della testata sta­tu­ni­tense che esprime sod­di­sfa­zione per la sen­tenza e rin­no­vato impe­gno nella col­la­bo­ra­zione futura con tutti i blogger.

Con lo sbarco in Europa, appog­gian­dosi ai quo­ti­diani nazio­nali, dell’HuffPo, già attiva, con buoni risul­tati, per quanto riguarda la Fran­cia, e attesa immi­nente per le ver­sioni spa­gnole, ini­zial­mente pre­vi­sto a marzo e poi riviato a giu­gno, ed ita­liane, per le quali sono già stati scelti i diret­tori, sarà inte­res­sante veri­fi­care il peso di blog e blog­ger nell’impostazione edi­to­riale. Se infatti, a parità di man­te­ni­mento della mede­sima gab­bia gra­fica in entrambe le ver­sioni euro­pee, nell’edizione bri­tan­nica si nota un largo impiego di blog­ger, men­tre in quella fran­cese pare di gran lunga infe­riore. Una dif­fe­renza pro­ba­bil­mente dovuta sia alla cul­tura, alla men­ta­lità delle per­sone che alle dif­fe­renze nella legi­sla­zione nazionale.

Con la legge sull’equo com­penso per i gior­na­li­sti in dirit­tura d’arrivo nel nostro Paese, la defi­ni­zione di blog­ger, altra “parola sca­to­lone” senza signi­fi­cato che, come noto, non apprezzo a pre­scin­dere dal caso spe­ci­fico,  potrebbe dive­nire sino­nimo di pro­dut­tore di con­te­nuti non pagato. Un bel tema da affron­tare insieme al Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo il mese prossimo.

Pubblicato il 20 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

Concentrazione di Poteri

L’infografica rea­liz­zata da Masha­ble, sep­pur neces­sa­ria­mente arti­co­lata e com­plessa, si distin­gue per com­ple­tezza e faci­lità di comprensione.

Emer­gono con chia­rezza due aspetti:

  • Inter­con­nes­sione tra aziende rivali sul mer­cato, quali, ad esem­pio, Goo­gle e Facebook.
  • Forte con­cen­tra­zione dei poteri, a colpi di acqu­si­zioni, nelle mani di pochi sog­getti. Big players che domi­nano diret­ta­mente, e indi­ret­ta­mente attra­verso le controllate/consociate, nell’ambito della tec­no­lo­gia, dell’information com­mu­ni­ca­tion tec­no­logy ed ine­vi­ta­bil­mente della Rete.

Il vil­lag­gio glo­bale è nelle mani dei soliti noti.

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Pubblicato il 8 febbraio 2011 by Pier Luca Santoro

Il Valore dell’Utenza

L’acquisizione da parte di AOL dell’Huffinghton Post è stata sicu­ra­mente la noti­zia del giorno per rile­vanza ed impatto nello sce­na­rio editoriale.

Il “super­blog” sta­tu­ni­tense occupa la terza posi­zione nel ran­king mon­diale dei quo­ti­diani on line per numeri di utenti men­sili ed il secondo per traf­fico come illu­stra la tavola di sin­tesi sotto riportata.

Fonte: Com­Score Dicem­bre 2010

Con oltre 30 milioni di utenti men­sili nel mese di dicem­bre il valore dell’acquisizione, i 315 milioni di dol­lari inve­stiti da AOL, cor­ri­spon­dono a 10,1 US $ per utente unico. Para­men­tro che potrebbe rap­pre­sen­tare un cri­te­rio inte­res­sante nella dif­fi­cile attri­bu­zione di quale sia il giu­sto prezzo per le “imprese puntocom”.

L’attenzione, l’enfasi che AOL pone sul traf­fico è sicu­ra­mente il cri­te­rio guida delle prin­ci­pali acqui­si­zioni rea­liz­zate e potrebbe rap­pre­sen­tare lo sco­glio più duro da supe­rare nel man­te­ni­mento di con­te­nuti di qua­lità per l’Huff Post.

Inte­res­san­tis­sima case history, ancora in corso, sui modelli di busi­ness dell’editoria digi­tale, la cui morale allo stato attuale potrebbe essere sin­te­tiz­zata in una bat­tuta con una sen­tenza dis­sa­cra­to­ria: crea una start up e ven­dila ad un colosso o ad un fondo d’investimento se vuoi otte­nere dei ricavi.

To be continued!

Pubblicato il 7 febbraio 2011 by Pier Luca Santoro

La Notizia del Giorno: AOL Compra Huff Post

La noti­zia del giorno in campo edi­to­riale, non vi è dub­bio, è l’acqusizione da parte di AOL dell’Huffington Post.

Lo comu­nica Arianna Huf­finghton stessa con un edi­to­riale in cui parla di visioni con­di­vise e dell’impatto dell’accordo

By com­bi­ning Huf­f­Post with AOL’s net­work of sites, thri­ving video ini­tia­tive, local focus, and inter­na­tio­nal reach, we know we’ll be crea­ting a com­pany that can have an enor­mous impact, rea­ching a glo­bal audience on every ima­gi­na­ble platform.

Secondo le prime indi­scre­zioni l’ammontare dell’affare è nell’ordine di  315 milioni di dollari.

Tutti i primi arti­coli, le prime anti­ci­pa­zioni, della stampa sta­tu­ni­tense sul tema del quale cer­ta­mente si par­lerà molto nei pros­simi giorni. In Ita­lia, al momento della reda­zione di que­sto arti­colo, ne parla solo “Il Post” dimo­strando un’ottima capa­cità di reazione.