Posted on 14 gennaio 2014 by

InnovAzioni e SperimentAzioni

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Una cosa è certa, il 2014 sem­bra essere dav­vero l’anno del fare, dello sperimentare.

Dopo l’annuncio del lan­cio di Data­Me­dia­Hub, a cui stiamo lavo­rando per imple­men­tare il sito che tra una set­ti­mana dovremmo riu­scire già ad aggior­nare quo­ti­dia­na­mente, sem­pre da ieri sono “tem­po­rary mana­ger” per «La Stampa» in qua­lità di social media editor.

Le ragioni ed il senso sono spie­gate dal diret­tore del quo­ti­diano pie­mon­tese nell’articolo pub­bli­cato sul sito web del gior­nale: “Social  Media, da oggi a La Stampa porte aperte agli inno­va­tori della  Rete”, in cui Mario Cala­bresi, appunto, spiega come a suo avviso “que­sta è l’occasione giu­sta per pas­sare dalle parole ai fatti: lasciare che il gior­na­li­smo tra­di­zio­nale si con­ta­mini con le migliori espe­rienze della rete”. Dif­fi­cile non con­di­vi­derne la pro­spet­tiva al di là del mio coin­vol­gi­mento personale.

https://twitter.com/mariocalabresi/status/422761643144384512

Al di là delle moti­va­zioni espresse dal diret­tore del gior­nale tori­nese, quale sia una parte dell’innovazione nella scelta effet­tuata lo spie­gano, da due pro­spet­tive com­ple­men­tari, che si inte­grano tra loro, Carlo Felice Dalla Pasqua e «Il Ducato», gior­nale online dell’Istituto per la For­ma­zione al gior­na­li­smo di Urbino, che in entrambi i casi pon­gono l’accento sul fatto che sia un non gior­na­li­sta [il sot­to­scritto] a rico­prire que­sta posi­zione per una testata.

Quando circa 7 anni fa ho ini­ziato a cono­scere da vicino il set­tore edi­to­riale e sono rima­sto let­te­ral­mente ester­re­fatto nel con­sta­tare come sia carat­te­riz­zato, in buona parte ancor oggi, da logi­che orga­niz­za­tive e gestio­nali che in altri settori/mercati sono state abban­do­nate almeno dalla metà degli anni ’90.

Ritengo che una con­ta­mi­na­zione, un con­tri­buto di per­sone che, forti di espe­rienze in altri mer­cati, por­tino una ven­tata di novità, “occhi nuovi” con cui approc­ciare pro­blemi vec­chi, exper­tise che adat­tato si puo’ tran­quil­la­mente appli­care,  sia uno degli ele­menti essen­ziali per scar­di­nare, in senso posi­tivo, il sistema, ancora una volta al di là del mio caso personale.

Rin­gra­zio Mario Cala­bresi, Marco Bar­dazzi e, ovvia­mente, Anna Masera, per la fidu­cia accor­da­tami. Farò di tutto per appor­tare il mio con­tri­buto posi­tivo alla scelta fatta da  «La Stampa».  Lascia­temi que­sta prima set­ti­mana di rodag­gio e poi ini­ziate a giu­di­care. Lo spa­zio dei com­menti e il mio account Twitter sono a dispo­si­zione per rac­co­gliere idee, spunti e, se del caso, critiche.

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