al jazeera

- Click e Retweet per Fonte d'Informazione -
Pubblicato il 28 agosto 2012 by Pier Luca Santoro

Analisi dell’Audience delle Fonti d’Informazione su Twitter

Social­Flow, società di ser­vizi di social ana­ly­tics, ad ini­zio di que­sto mese ha pub­bli­cato i risul­tati di un’analisi effet­tuata su sei fonti d’informazione inter­na­zio­nali. Sono stati presi in con­si­de­ra­zione i com­por­ta­menti dei fol­lo­wers su Twit­ter di «Al-Jazeera», «BBC News», «CNN», «The Eco­no­mist», «Fox News» e «The New York Times».

Lo stu­dio ha preso in con­si­de­ra­zione più di 20 milioni di tweets da parte di 7 milioni di fol­lo­wer tra i quasi 18 milioni di utenti che com­ples­si­va­mente seguono le sei fonti d’informazione citate.

Al momento della reda­zione di que­sto arti­colo @AJEnglish ha 1.237.728 fol­lo­wers, @BBCNews 896.848, @CNN 5.739.709, @TheEconomist 2.264.613, @FoxNews 1.807.812 e @NYTimes 5.964,604.

Dai risul­tati della desk research emerge, come è natu­rale che fosse, una bassa sovrap­po­si­zione dei fol­lo­weers dei diversi account con «The New York Times» e «The Eco­no­mist» al 28,7% che pre­sen­tano il mas­simo livello di acca­val­la­mento. Sol­tanto 663 per­sone dei 7 milioni presi in con­si­de­ra­zione seguono tutte le sei fonti infor­ma­tive.  Distinti, altret­tanto, per le diverse fonti d’informazione sia gli argo­menti discussi che i ter­mini che hanno gene­rato il mag­gior numero di click — e dun­que traf­fico — verso il sito web come mostra la word cloud sottostante.

- Top key­words che hanno gene­rato traf­fico da Twitter -

Emerge con chia­rezza, ed è una con­ferma tanto inte­res­sante quanto impor­tante, come non sia la quan­tità di fol­lo­wers a fare la dif­fe­renza e, a livello spe­cu­la­tivo, a gene­rare il mag­gior numero di click e di retweet.

Se i ret­weet ser­vono a fare brand aware­ness, a creare noto­rietà di marca e misu­rano in qual­che modo la fidu­cia nella fonte d’informazione, i click, al di là dell’aspetto spe­cu­la­tivo di gene­rare traf­fico al sito, indi­cano il livello di coin­vol­gi­mento e di ade­sione tra temi pro­po­sti ed ade­sione da parte dell’audience, del pub­blico di riferimento.

Il gra­fico di sin­tesi dei risul­tati sotto ripor­tato indica chia­ra­mente come non siano «CNN» e «The New York Times» — le due fonti ad avere il mag­gior numero di fol­lo­wers tra quelle esa­mi­nate — ad avere nè il mag­gior numero di click verso il pro­prio sito web e nep­pure di retweet.

Insomma, con buona pace di chi ama cre­dere che il numero di fol­lo­wers, o di fans, sia un attri­buto impor­tante, emerge come invece siano la capa­cità di coin­vol­gere le per­sone e di avere la loro fidu­cia gli attri­buti giusti.

- Click e Ret­weet per Fonte d’Informazione -

Pubblicato il 8 giugno 2011 by Pier Luca Santoro

Twitter Dashboard della Primavera Araba

Il ruolo infor­ma­tivo di Al Jazeera nella coper­tura degli eventi che da circa sei mesi stanno attra­ver­sando l’Africa Medi­ter­ra­nea ed il Medio Oriente è dav­vero straor­di­na­rio per quan­tità e qualità.

La dash­board, il cru­scotto rea­liz­zato, ora con­sente di visua­liz­zare in un unico spa­zio tutte le infor­ma­zioni pub­bli­cate su Twit­ter rela­ti­va­mente a Bah­rain, Siria, Egitto, Libia e Yemen.

Nella parte alta a sini­stra viene visua­liz­zato gra­fi­ca­mente l’andamento del numero di tweet per cia­scuna nazione men­tre dal lato oppo­sto si pos­sono leg­gere i dati asso­luti. In basso a destra sono rap­pre­sen­tate le diverse hash­tag per ogni paese e affianco si vedono i tweet in tempo reale. Le infor­ma­zioni pos­sono essere visio­nate in base all’ultima ora o alle ultime 24 ore o, ancora, l’ultima settimana.

Ottima rea­liz­za­zione da inse­rire nei pre­fe­riti per restare aggior­nati in tempo reale.

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Pubblicato il 21 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Chi Cerca Trov@

Sono pas­sate poco più di 48 ore dal lan­cio di “The Stream” da parte di Al Jazeera e dall’altra parte del mondo arriva subito la replica.

Il Washing­ton Post, come era stato annun­ciato da tempo, ha lan­ciato ieri “Trove”, aggre­ga­tore sociale di noti­zie e informazioni.

Il sito aggrega le infor­ma­zioni da oltre 10mila fonti cal­co­lando gli inte­ressi del let­tore in fun­zione degli inte­ressi rile­vati dall’account su Face­book, attra­verso il quale si accede con le pro­prie cre­den­ziali, e gra­zie all’osservazione impli­cita dei com­por­ta­menti dell’utente ed espli­cita delle pre­fe­renze di sele­zione effettuate.

Un ulte­riore livello di per­so­na­liz­za­zione è garan­tito dal moni­to­rag­gio delle fonti social del let­tore, Face­book, Twit­ter ed altro, che i pro­pri con­tatti segnalano.

Se aggre­ga­zione e rile­vanza sono effet­ti­va­mente, come ritengo, ele­menti qua­li­fi­canti e distin­tivi nell’attuale fase, il pro­dotto del WP sem­bra essere dav­vero sulla strada giusta.

Come sem­pre avviene in qual­siasi set­tore di mer­cato, e dun­que anche in ambito edi­to­riale, gra­zie alla spe­ri­men­ta­zione, chi cerca trov@!

Al tempo stesso il New York Times sferra un deciso attacco al già tra­bal­lante Daily di Mur­doch ed entra, con lo stesso posi­zio­na­mento di prezzo [$34.99 all’anno], nel seg­mento delle appli­ca­zioni per leg­gere le noti­zie su iPad con New­sMe. Se ne segnala mar­gi­nal­mente l’uscita poi­chè la rea­son why, le moti­va­zioni ed i punti di forza del pro­dotto appa­iono dav­vero deboli.

Pubblicato il 19 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

The Stream

Al Jazeera, forte del suc­cesso rac­colto nel mondo occi­den­tale gra­zie all’ottimo lavoro svolto nella coper­tura della rivolta araba, ha lan­ciato ieri alle 19.30 GMT una social media com­mu­nity con pro­grammi tele­vi­sivi propri.

“The Stream” il nome scelto per l’iniziativa dedi­cata  prin­ci­pal­mente all’attivismo sociale, a ciò che coin­volge emo­ti­va­mente le per­sone, come dimo­strano le prime sto­rie pub­bli­cate. Lo stru­mento uti­liz­zato per rac­co­gliere le sto­rie, le vicende su temi di attua­lità è Sto­rify.

Oltre ad essere inte­res­sante e lode­vole per la scelta dei temi, l’opzione di  Al Jazeera riper­corre la scelta del Pais con Eskup di creare una pro­pria community.

Per­so­nal­mente mi appare una scelta deci­sa­mente migliore rispetto all’opzione più comune di inse­rirsi in “casa d’altri”, gene­ral­mente Face­book, come la mag­gio­ranza dei media sta facendo in que­sto ultimo anno, con indubbi van­taggi sia in ter­mini di rela­zione con la comu­nità di utenti che, in maniera più spe­cu­la­tiva, di trat­te­ni­mento nel pro­prio sito.

Gra­zie a que­sta moda­lità scelta, si con­cre­tizza, infatti, l’ampliamento di forme di rac­con­tare le noti­zie, di for­nire infor­ma­zione, sul web coin­vol­gendo l’audience in maniera par­te­ci­pa­tiva. Gli utenti pos­sono creare un pro­prio pro­filo, o uti­liz­zare quello creato per Face­book e Twit­ter, man­te­nendo l’informazione come motivo cen­trale intorno al quale si svi­luppa e con­so­lida la comu­nità.