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Posted on 4 settembre 2015 by Donata Columbro

Una settimana nel futuro del giornalismo — Slack, Mic, sensori di noia e molto altro

Slac­k­bot uno di noi. L’uso di Slack, la piat­ta­forma di com­mu­nity mana­ge­ment e col­la­bo­ra­zione par­te­ci­pa­tiva diventa sem­pre più crea­tivo nelle reda­zioni: quando in Vir­gi­nia due gior­na­li­sti della WDBJ7 sono stati uccisi in diretta tv, lo staff di Al Jazeera English ha rice­vuto un alert non dal rullo delle agen­zie, ma da un “bot” di Slack che scan­da­glia la rete in cerca di brea­king news, rea­liz­zato da uno svi­lup­pa­tore dell’emittente.

Che noia!. Dei ricer­ca­tori spa­gnoli hanno svi­lup­pato un modello di appli­ca­zione mobile in grado di rico­no­scere quando gli utenti di uno smart­phone “si anno­iano” e invia con­te­nuto per atti­rare la loro atten­zione. L’esperimento è stato rea­liz­zato inviando ai tester dei link di Buz­z­feed, e ha dimo­strato che “Essere anno­iati rende gli utenti più aperti a con­su­mare noti­zie e con­te­nuti”. Il “sen­sore di noia” ricorda quello “dell’inattività” ormai dif­fuso nei brac­cia­letti che moni­to­rano l’attività fisica. L’internet delle cose entra final­mente in modo utile in redazione?

Online — Offline. Gli atti­vi­sti di Twit­ter e Face­book sono gli stessi che scen­dono per le piazze a far cadere governi? Se lo sono chie­sti dei ricer­ca­tori che hanno rea­liz­zato un sta­ti­sti­cal hypo­the­sis testing per sco­prire se vi sia un rap­porto di causa-effetto tra le comu­ni­ca­zioni sui social media e le pro­te­ste di strada.

Twit­ter e le news. Uno stu­dio dell’American Press Insti­tute ha ana­liz­zato il rap­porto tra Twit­ter e le noti­zie. Sono stati coin­volti 4.700 utenti attra­verso un son­dag­gio online e i risul­tati dimo­strano che le “noti­zie” sono il con­te­nuto prin­ci­pale con cui inte­ra­gi­scono nel social net­work, molto più che su altre piat­ta­forme. Quasi 9 utenti su 10 (86 per cento) usano Twit­ter per leg­gere le noti­zie e il 74% di loro lo fa quo­ti­dia­na­mente. Il 40% lo usa per rice­vere alert di brea­king news e il 39%per rima­nere aggior­nati sulle noti­zie gene­rali. Tre quarti degli utenti che usano Twit­ter per infor­marsi seguono gior­na­li­sti, scrit­tori e com­men­ta­tori mente due terzi segue account istituzionali.

Mil­len­nials do it bet­ter. Jake Horo­witz, 27 anni, fon­da­tore di Mic, sito di news nato quat­tro anni fa per inter­cet­tare il pub­blico dei let­tori più gio­vani, ha inter­vi­stato solo tre per­sone nella sua car­riera di gior­na­li­sta. L’ultima è stata il pre­si­dente degli Stati Uniti Barack Obama: nello stesso giorno solo i repor­ter della Cnn hanno rice­vuto l’accredito per entrare alla Casa Bianca. Busi­ness Insi­der rac­conta l’evoluzione di una start up da 100 milioni di dol­lari e 20 milioni di let­tori al mese.

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Posted on 8 maggio 2015 by Donata Columbro

Una settimana nel futuro del giornalismo

Smart­phone jour­na­lism. Aj Plus è un nuovo “canale” di Al Jazeera nato per essere fruito attra­verso un’app mobile e i social net­work (Face­book, Twit­ter e Insta­gram). I repor­ter che lavo­rano per Aj+ usano quasi esclu­si­va­mente il tele­fono cel­lu­lare per rac­con­tare quello che vedono, dalle piazze del Cairo a quelle di Fer­gu­son. E anche a Bal­ti­mora un “eser­cito” di mobile repor­ter è sceso nelle strade della città per rac­con­tare le pro­te­ste per Fred­die Gray con live strea­ming e brevi video. Secondo Aj+, il mobile repor­ting è il futuro delle brea­king news.

Sin­cro­niz­zate gli oro­logi. La chiave del “going digi­tal” è nell’organizzazione. L’ha spie­gato Aron Pilho­fer (per The Guar­dian) a Peru­gia, lo dimo­stra il New York Times cam­biando l’orario delle riu­nioni di reda­zione: quella della Page one è spo­stata al pome­rig­gio, alle 15:30, per dare prio­rità al mee­ting sulle news per il digi­tale al mat­tino, alle 9:30, con una replica alle 16:30.

Cosa suc­cede a Cir.ca? L’app per leg­gere e con­di­vi­dere noti­zie for­mat­tate in modo spe­ci­fico per la let­tura su smart­phone, diretta da Anthony De Rosa, potrebbe chiu­dere per man­canza di fondi, ma Twit­ter sarebbe pronto a com­prarla. O forse no, e comun­que non dovrebbe, se vuole dav­vero com­pe­tere con Face­book per le news.

I video sono Reddit-izi. 170 milioni di visi­ta­tori al mese e 6,7 miliardi di pagine viste. Stiamo par­lando di Red­dit (social net­work? news ser­vice?), che dopo aver deciso di inve­stire nella pro­du­zione di con­ten­tuti ori­gi­nali con un pod­cast e una new­slet­ter set­ti­ma­nali, si è lan­ciato nella pro­du­zione di video. “La nostra mis­sione è quello di con­net­tere le per­sone in con­ver­sa­zioni e col­la­bo­ra­zioni auten­ti­che, il video è un mezzo di sto­ry­tel­ling straor­di­na­rio”.

Le noti­zie sono reali solo quando con­di­vise. Final­mente l’applicazione di instant mes­sa­ging Sna­p­chat per­mette di pas­sare dalla fun­zione Disco­ver, dove molti canali news media hanno comin­ciato a distri­buire con­te­nuti (Cosmo­po­li­tan, Cnn, Mtv), a quella di Share, per cui gli utenti pos­sono inviare con­te­nuti ai pro­pri con­tatti senza uscire dall’app.

Cir­colo vir­tuoso. Il ciclo di vita del pro­dotto (della noti­zia) per la reda­zione di Vox non si con­clude con la pub­bli­ca­zione. Ritorna agli edi­tor, agli svi­lup­pa­tori,. Della noti­zia non si butta via niente, ma, soprat­tutto, si usano errori e dati per impa­rare e miglio­rare, sempre.

- Click e Retweet per Fonte d'Informazione -
Posted on 28 agosto 2012 by Pier Luca Santoro

Analisi dell’Audience delle Fonti d’Informazione su Twitter

Social­Flow, società di ser­vizi di social ana­ly­tics, ad ini­zio di que­sto mese ha pub­bli­cato i risul­tati di un’analisi effet­tuata su sei fonti d’informazione inter­na­zio­nali. Sono stati presi in con­si­de­ra­zione i com­por­ta­menti dei fol­lo­wers su Twit­ter di «Al-Jazeera», «BBC News», «CNN», «The Eco­no­mist», «Fox News» e «The New York Times».

Lo stu­dio ha preso in con­si­de­ra­zione più di 20 milioni di tweets da parte di 7 milioni di fol­lo­wer tra i quasi 18 milioni di utenti che com­ples­si­va­mente seguono le sei fonti d’informazione citate.

Al momento della reda­zione di que­sto arti­colo @AJEnglish ha 1.237.728 fol­lo­wers, @BBCNews 896.848, @CNN 5.739.709, @TheEconomist 2.264.613, @FoxNews 1.807.812 e @NYTimes 5.964,604.

Dai risul­tati della desk research emerge, come è natu­rale che fosse, una bassa sovrap­po­si­zione dei fol­lo­weers dei diversi account con «The New York Times» e «The Eco­no­mist» al 28,7% che pre­sen­tano il mas­simo livello di acca­val­la­mento. Sol­tanto 663 per­sone dei 7 milioni presi in con­si­de­ra­zione seguono tutte le sei fonti infor­ma­tive.  Distinti, altret­tanto, per le diverse fonti d’informazione sia gli argo­menti discussi che i ter­mini che hanno gene­rato il mag­gior numero di click — e dun­que traf­fico — verso il sito web come mostra la word cloud sottostante.

- Top key­words che hanno gene­rato traf­fico da Twitter -

Emerge con chia­rezza, ed è una con­ferma tanto inte­res­sante quanto impor­tante, come non sia la quan­tità di fol­lo­wers a fare la dif­fe­renza e, a livello spe­cu­la­tivo, a gene­rare il mag­gior numero di click e di retweet.

Se i ret­weet ser­vono a fare brand aware­ness, a creare noto­rietà di marca e misu­rano in qual­che modo la fidu­cia nella fonte d’informazione, i click, al di là dell’aspetto spe­cu­la­tivo di gene­rare traf­fico al sito, indi­cano il livello di coin­vol­gi­mento e di ade­sione tra temi pro­po­sti ed ade­sione da parte dell’audience, del pub­blico di riferimento.

Il gra­fico di sin­tesi dei risul­tati sotto ripor­tato indica chia­ra­mente come non siano «CNN» e «The New York Times» — le due fonti ad avere il mag­gior numero di fol­lo­wers tra quelle esa­mi­nate — ad avere nè il mag­gior numero di click verso il pro­prio sito web e nep­pure di retweet.

Insomma, con buona pace di chi ama cre­dere che il numero di fol­lo­wers, o di fans, sia un attri­buto impor­tante, emerge come invece siano la capa­cità di coin­vol­gere le per­sone e di avere la loro fidu­cia gli attri­buti giusti.

- Click e Ret­weet per Fonte d’Informazione -

Posted on 8 giugno 2011 by Pier Luca Santoro

Twitter Dashboard della Primavera Araba

Il ruolo infor­ma­tivo di Al Jazeera nella coper­tura degli eventi che da circa sei mesi stanno attra­ver­sando l’Africa Medi­ter­ra­nea ed il Medio Oriente è dav­vero straor­di­na­rio per quan­tità e qualità.

La dash­board, il cru­scotto rea­liz­zato, ora con­sente di visua­liz­zare in un unico spa­zio tutte le infor­ma­zioni pub­bli­cate su Twit­ter rela­ti­va­mente a Bah­rain, Siria, Egitto, Libia e Yemen.

Nella parte alta a sini­stra viene visua­liz­zato gra­fi­ca­mente l’andamento del numero di tweet per cia­scuna nazione men­tre dal lato oppo­sto si pos­sono leg­gere i dati asso­luti. In basso a destra sono rap­pre­sen­tate le diverse hash­tag per ogni paese e affianco si vedono i tweet in tempo reale. Le infor­ma­zioni pos­sono essere visio­nate in base all’ultima ora o alle ultime 24 ore o, ancora, l’ultima settimana.

Ottima rea­liz­za­zione da inse­rire nei pre­fe­riti per restare aggior­nati in tempo reale.

- Clicca per Acce­dere alla Ver­sione Interattiva -

Posted on 21 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Chi Cerca Trov@

Sono pas­sate poco più di 48 ore dal lan­cio di “The Stream” da parte di Al Jazeera e dall’altra parte del mondo arriva subito la replica.

Il Washing­ton Post, come era stato annun­ciato da tempo, ha lan­ciato ieri “Trove”, aggre­ga­tore sociale di noti­zie e informazioni.

Il sito aggrega le infor­ma­zioni da oltre 10mila fonti cal­co­lando gli inte­ressi del let­tore in fun­zione degli inte­ressi rile­vati dall’account su Face­book, attra­verso il quale si accede con le pro­prie cre­den­ziali, e gra­zie all’osservazione impli­cita dei com­por­ta­menti dell’utente ed espli­cita delle pre­fe­renze di sele­zione effettuate.

Un ulte­riore livello di per­so­na­liz­za­zione è garan­tito dal moni­to­rag­gio delle fonti social del let­tore, Face­book, Twit­ter ed altro, che i pro­pri con­tatti segnalano.

Se aggre­ga­zione e rile­vanza sono effet­ti­va­mente, come ritengo, ele­menti qua­li­fi­canti e distin­tivi nell’attuale fase, il pro­dotto del WP sem­bra essere dav­vero sulla strada giusta.

Come sem­pre avviene in qual­siasi set­tore di mer­cato, e dun­que anche in ambito edi­to­riale, gra­zie alla spe­ri­men­ta­zione, chi cerca trov@!

Al tempo stesso il New York Times sferra un deciso attacco al già tra­bal­lante Daily di Mur­doch ed entra, con lo stesso posi­zio­na­mento di prezzo [$34.99 all’anno], nel seg­mento delle appli­ca­zioni per leg­gere le noti­zie su iPad con New­sMe. Se ne segnala mar­gi­nal­mente l’uscita poi­chè la rea­son why, le moti­va­zioni ed i punti di forza del pro­dotto appa­iono dav­vero deboli.

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