aggregatori notizie

Newspeg
Pubblicato il 17 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

Nasce Newspeg: “il Pinterest delle Notizie”

Pin­te­rest ha alcune uti­lity per la con­di­vi­sione di con­te­nuti infor­ma­tivi, ma in realtà è più adatto per aggre­gare i pre­fe­riti e per la con­di­vi­sione di foto, moda, design, ricette ed altri elementi.

Con una chiara ispi­ra­zione a Pin­te­rest è stato lan­ciato in que­sti giorni New­speg, piat­ta­forma Web e mobile di social news che chiun­que può uti­liz­zare per rac­co­gliere, curare e con­di­vi­dere le noti­zie con gli altri.

La sostan­ziale dif­fe­renza rispetto ad altre piat­ta­forme di con­tent cura­tion ed aggre­ga­zione è nel “fat­tore umano”, sono infatti gli indi­vi­dui, le per­sone che deci­de­ranno di uti­liz­zare que­sta piat­ta­forma a creare una col­le­zione, una rac­colta di ciò che gli appare inte­res­sante, con­tra­ria­mente alle altre pro­po­ste che invece si basano fon­da­men­tal­mente su algo­ritmi e/o aggre­ga­zione di con­te­nuti da Twit­ter e Face­book, come il caso di Fli­p­board, Zite e Pri­sma­tic, per citare i più noti.

La con­di­vi­sione avviene in maniera sem­plice, ele­men­tare, attra­verso l’utilizzo di un “bot­tone” da inse­rire nel pro­prio bro­w­ser. Su new­speg appare l’anteprima del con­te­nuto che linka diret­ta­mente al con­te­nuto ori­gi­nale; un ele­mento di cor­ret­tezza nei con­fronti di chi pro­duce i contenuti.

Natu­ral­mente,   New­speg  è inte­grato con  Twit­ter  e  Face­book , così le sto­rie, le noti­zie rac­colte pos­sono essere ulte­rior­mente amplificate.

Osser­vando l’home page di New­speg è impos­si­bile non rile­vare una rap­pre­sen­ta­zione ico­no­gra­fica dell’informazione. Ele­mento che, se posso dirlo, mi con­ferma che con Data­Me­dia­Hub siamo sulla strada giusta.

Newspeg

Pubblicato il 19 febbraio 2012 by Pier Luca Santoro

Semplicemente

Il 2011 è stato cer­ta­mente l’anno nel quale grandi con­sensi sono arri­vati per gli aggre­ga­tori sociali, con Fli­p­board a dare il via ad un nuovo seg­mento nel quale nel tempo si sono aggiunti Yahoo Live­stand, Edi­tions di AOL, Zite, poi ceduto alla CNN che pare lo abbia pagato ben 25 milioni di dol­lari, e verso la fine dell’anno, Cur­rents da parte di Google.

Forti del rela­tivo suc­cesso rac­colto dalle pro­po­ste, il 2012 sem­bra ulte­rior­mente accel­le­rare il passo in que­sta dire­zione e ormai non passa giorno senza che nasca un nuovo aggre­ga­tore sociale di notizie.

A pochi giorni di distanza dal lan­cio di C.O.R.E, da parte di Yahoo ecco affac­ciarsi sulla scena anche Micro­soft con msn­NOW, aggre­ga­tore rigo­ro­sa­mente social che in tempo reale uti­lizza le infor­ma­zioni pro­ve­nienti dai prin­ci­pali social net­work e social media, da Face­book a You Tube pas­sando ine­vi­ta­bil­mente per Twit­ter, per for­nire  un rie­pi­logo per­so­na­liz­zato delle noti­zie più rile­vanti del momento. Pro­po­ste che fanno seguito a Uber­pa­per altro aggre­ga­tore, anche se con una visione dif­fe­ren­ziata rispetto a tutti quelli citati, lan­ciato non più tardi della fine del mese scorso

Non solo il mer­cato si sta affol­lando ma, forse com­plice il dila­tarsi dei tempi di svi­luppo, le nuove pro­po­ste sem­brano aggiun­gere dav­vero poco rispetto a quelle preesistenti.

Da un lato si sta ren­dendo dav­vero dif­fi­cile la scelta al let­tore su quale pre­fe­rire, dall’altro lato, soprat­tutto, si sna­tura la con­ce­zione di fil­tro da parte degli aggre­ga­tori ren­den­doli di fatto se non inu­tili super­flui attra­verso un eccesso di fonti e di det­ta­gli che com­ples­si­va­mente con­fon­dono diver­si­fi­cando rispetto a prima la natura del rumore di fondo ma non annul­lan­done effetti e peri­coli. Mi pare insomma si stia pas­sando ad una esa­spe­ra­zione dell’idea ori­gi­na­ria che nella pra­tica ne eli­mina il ruolo ed il signi­fi­cato: tro­vare infor­ma­zioni per­ti­nenti e qua­li­fi­cate rispetto ai pro­pri interessi.

Ben venga allora la sem­pli­fi­ca­zione pro­po­sta da Jeremy Singer-Vine, repor­ter del Wall Street Jour­nal, che ha rea­liz­zato Tophead­lin, appli­ca­zione spe­ri­men­tale per smart­pho­nes, frui­bile anche dal Web, che pro­pone sola­mente i 10 titoli prin­ci­pali di altret­tante fonti sele­zio­nate di rico­no­sciuta auto­re­vo­lezza ed affidabilità.

Uno dei biso­gni attuali da sod­di­sfare è indub­bia­mente quello di favo­rire, faci­li­tare la sele­zione, annul­lando il più pos­si­bile gli effetti dell’infobesità inclusa la rin­don­danza e la ripe­ti­ti­vità di dif­fu­sione social delle infor­ma­zioni, semplicemente.

Pubblicato il 16 febbraio 2012 by Pier Luca Santoro

L’Informazione Arriva Dritta al CORE

Yahoo ha rila­sciato pochi giorni fa la ver­sione beta di C.O.R.E. [Con­tent Opti­mi­za­tion and Rele­vance Engine] dalla quale è pos­si­bile veri­fi­care quali infor­ma­zioni, quali noti­zie, sono più viste, più lette dalle per­sone nella home page di Yahoo.

Ogni ora C.O.R.E. ana­lizza 1.2 ter­ra­by­tes di dati per com­pren­dere quali inte­ressi e com­por­ta­menti influen­zino la let­tura di un deter­mi­nato arti­colo piut­to­sto che un altro, per­so­na­liz­zando su tali basi gior­nal­mente 2.2 milioni di con­te­nuti per gli utenti di Yahoo.

In un’inter­vi­sta rila­sciata ad «AdAge», Mike Kerns,  Vice Pre­si­dente dell’area social & per­so­na­li­za­tion di Yahoo, spiega che, ovvia­mente, l’obiettivo è quello di com­pren­dere le moti­va­zioni di scelta dell’utenza così da offrire un’esperinza di let­tura più con­sona, per­so­na­liz­zata sulla base degli inte­ressi spe­ci­fici del sin­golo indi­vi­duo.  Ste­ven Lyons, Senior Pro­duct Mana­ger di C.O.R.E., dalle pagine del cor­po­rate blog di Yahoo ne spiega i det­ta­gli del funzionamento.

Se da un lato aleg­gia sem­pre l’ombra della “fil­ter bub­ble” di Eli Pari­sier su que­sto tipo di pro­po­ste, tanto da aver dato luogo recen­te­mente a solu­zioni di aggre­ga­zione dell’informazione appo­si­ta­mente sper­so­na­liz­zate, dall’altro lato non vi è dub­bio che la ricerca di solu­zioni che aiu­tino a ridurre il rumore di fondo sia un must nell’epoca dell’infobesità.

L’equilibrio tra il timore di essere avvolti dalla bolla e l’esigenza di fil­tri sta pro­ba­bil­mente nell’abbinata tra algo­ritmi e inter­vento umano di aggiu­sta­mento dei risul­tati. Adat­ta­mento che qual­cuno potrebbe evi­den­te­mente obiet­tare essere comun­que sog­get­tivo ria­prendo ancora una volta il dibat­tito sul tema. Voi che ne pensate?

Pubblicato il 28 gennaio 2012 by Pier Luca Santoro

Appositamente Impersonale

Il 2011 è stato l’anno di grandi con­sensi per gli aggre­ga­tori sociali, con Fli­p­board a dare il la ad un nuovo seg­mento nel quale nel tempo si sono aggiunti Yahoo Live­stand, Edi­tions di AOL e Zite, recen­te­mente acqui­sito dalla CNN per circa 25 milioni di dol­lari, a testi­mo­nianza della rile­vanza che viene attri­buita a que­sta moda­lità di distri­bu­zione delle infor­ma­zioni, e l’ultima pro­po­sta, in ordine tem­po­rale, da parte di Goo­gle con Cur­rents.

C’è chi sostiene che l’aggregazione fac­cia parte del DNA del gior­na­li­smo e, come si suol dire, venga da lon­tano. Dall’altra parte a più riprese si sono levate voci con­tro i peri­coli dell’aggregazione e dell’eccesso di per­so­na­liz­za­zione che fini­reb­bero per costruire un mondo chiuso, una bolla come sostiene Eli Pariser.

Si tratta di un pro­blema, di un poten­ziale peri­colo, che il neo nato Uber­pa­per si pro­pone di risolvere.

A cavallo tra Fli­p­board e Pin­te­rest, l’aggregatore nato la set­ti­mana scorsa, ad esclu­sione dell’opzione “piace” o “non piace” affianco a cia­scun arti­colo segna­lato, non si avvale di alcun ele­mento sociale.  Secondo quanto dichia­rato dai crea­tori, l’idea è quella di ricreare l’esperienza ori­gi­nale del gior­nale, dove, ine­vi­ta­bil­mente, sfo­gliando il quo­ti­diano, “si sco­prono” le notizie.

Uber­pa­per, è dispo­ni­bile in 10 lin­gue diverse, si com­pone di 8 sezioni che a loro volta con­ten­gono delle sotto sezioni. E’ pos­si­bile inol­tre sele­zio­nare la visua­liz­za­zione delle noti­zie sulla base di 4 cri­teri distinti: arti­coli più popo­lari, più nuovi, più con­tro­versi e più fre­schi; è pro­ba­bil­mente que­sto un’altro dei punti di forza, di distin­zione dell’aggregatore.

Anche se è par­ti­co­lar­mente cen­trato sugli Sta­tes, esi­ste una sezione dedi­cata all’Europa e alcune sot­to­se­zioni, quale ad esem­pio quella dedi­cata ai social media, sono tra­sver­sali, trans­na­zio­nali, ren­dendo il pro­dotto inte­res­sante al di là della localizzazione.

Quello che appare di mag­gior inte­resse è l’idea di andare con­tro­cor­rente, di essere appo­si­ta­mente imper­so­nale, per ridare al let­tore il pia­cere della sco­perta. Con­cetto che potrebbe fare brec­cia in una fascia d’utenti evo­luti pre­oc­cu­pati per la pri­vacy o per gli effetti della bolla in cui si tende ad essere avvolti. Per­so­nal­mente l’ho messo imme­dia­ta­mente nei preferiti.

Pubblicato il 2 dicembre 2011 by Pier Luca Santoro

Se Piace, Piacerà

A meno di una set­ti­mana dal lan­cio di “UAC Meter”, tool di misu­ra­zione della social popu­la­rity delle noti­zie nel nostro Paese, gli autori dello stru­mento con­ti­nuano ad inno­vare con una nuova proposta.

Youllike.it, se ti piace, pia­cerà, è un aggre­ga­tore di noti­zie che prende i dati di UAC Meter e li pre­senta con taglio edi­to­riale e non “di ricerca” come invece visua­liz­zati da UAC.

Le noti­zie più in evi­denza quando si apre il sito, o in alter­na­tiva clic­cando sull’icona rossa a forma di mondo, sono ordi­nate per cre­scita ora­ria di likes: più una noti­zia sta cre­scendo in ter­mini di popo­la­rità e più  occupa uno spa­zio grande, ha il titolo grande, e  si trova in alto, in mag­giore evi­denza, nella pagina.

Pre­mendo invece le icone dei tre social net­works le noti­zie si rior­di­nano con la stessa logica pre­ci­tata ma con­si­de­rando tutti i like acqui­siti e non il trend ora­rio dei like.

Per ogni arti­colo viene for­nito: titolo, por­zione di testo, imma­gine [se pre­sente], dati sui likes e icona che pre­senta la forma della cre­scita del numero dei like nelle ore pre­ce­denti. Esi­ste la ver­sione rela­tiva ai quo­ti­diani online, siti web che sono l’emanazione di testate tra­di­zio­nali, e fonti di infor­ma­zione “all digi­tal” quali ad esem­pio i così­detti super­blog ed altro.

 Youllike.it non è solo uno stru­mento inte­gra­tivo rispetto a quello pre­ce­dente ma è un vero e pro­prio pro­dotto edi­to­riale, un aggre­ga­tore di noti­zie basato sulle pre­fe­renze degli internauti.

La dimo­stra­zione di come si annulli sem­pre più la distanza tra imprese e orga­niz­za­zioni edi­to­riali, il cui ruolo diviene sem­pre più sovrap­po­ni­bile, e di quante pos­si­bi­lità ine­splo­rate esi­stano, volendo.

Pubblicato il 24 novembre 2009 by Pier Luca Santoro

Guerra A Parole di Murdoch — Filtr

L’accordo con Micro­soft per far fuori Goo­gle. Tat­tica o strategia?

Clic­cando sull’immagine è pos­si­bile, se d’interesse, pro­se­guire la let­tura sulla “saga” che anima il mondo inter­na­zio­nale dell’editoria.