aggregatori di notizie

Pubblicato il 9 dicembre 2011 by Pier Luca Santoro

Google Currents

Dopo il recen­tis­simo aggior­na­mento di Fli­p­board, ora dispo­ni­bile anche per iPhone oltre che per iPad, Goo­gle ha lan­ciato ieri il pro­prio aggre­ga­tore sociale di noti­zie per tablets e smart­pho­nes sia per iOS, il sistema ope­ra­tivo di Apple, che per Android.

L’appli­ca­zione conta già con la part­ner­ship di 150 edi­tori per un totale di 180 fonti d’informazione quali CNET, All­ThingsD, For­bes, Saveur, PBS, Huf­fing­ton Post, Fast Com­pany e molti altri ancora. Attual­mente dispo­ni­bile solo per il mer­cato sta­tu­ni­tense, sicu­ra­mente non tar­derà molto ad esserlo anche nelle altre nazioni, Ita­lia compresa.

Con­tem­po­ra­nea­mente al lan­cio di Cur­rents, Goo­gle ha reso dispo­ni­bile una piat­ta­forma che con­sente agli edi­tori di rea­liz­zare e per­so­na­liz­zare i pro­pri con­te­nuti per­met­tendo anche a orga­niz­za­zioni locali o, comun­que, di dimen­sioni ridotte, quali, ad esem­pio, orga­niz­za­zioni no pro­fit, di avere i pro­pri con­te­nuti dispo­ni­bili per l’aggregatore sociale di Moun­tain View senza par­ti­co­lare sforzo nè com­pe­tenze tecniche.

Oltre ad un design molto pulito ed alla pos­si­bi­lità di con­di­vi­dere i con­te­nuti, le noti­zie, in maniera più arti­co­lata rispetto a Fli­p­board, potrebbe essere pro­prio que­sto l’asso nella manica che con­senta a Goo­gle Cur­rents di sba­ra­gliare la nume­rosa con­cor­renza che ormai esi­ste anche in que­sto seg­mento con Yahoo Live­stand, Edi­tions di AOL e Zite, recen­te­mente acqui­sito dalla CNN per circa 25 milioni di dol­lari, a testi­mo­nianza della rile­vanza che viene attri­buita a que­sta moda­lità di distri­bu­zione delle informazioni.

Atten­zione ed inte­resse ripo­sti che evi­den­te­mente si basano sull’ipotesi di pro­spet­tive future poi­chè allo stato attuale l’utilizzo dei tablet resta pre­va­len­te­mente in ambito “lei­sure”, di intrattenimento.

Pubblicato il 14 febbraio 2011 by Pier Luca Santoro

The Tweeted Times

La rac­colta, l’aggregazione di con­te­nuti, al di là degli abusi, è, da un lato, neces­sità, ele­mento faci­li­tante per la let­tura degli argo­menti di inte­resse e, dall’altro lato, rischio di crea­zione di sistemi chiusi d’informazione.

Al di là dei più noti, a par­tire ovvia­mente da Goo­gle News, i casi, le piat­ta­forme che mag­gior suc­cesso hanno riscosso recen­te­mente sono Fli­p­board, appli­ca­zione per iPad, e Paper.li diret­ta­mente dal bro­w­ser, ten­den­zial­mente attra­verso il pc.

Arriva ora The Twee­ted Times, quo­ti­diano per­so­na­liz­zato che, pur par­tendo dal pro­prio account su Twit­ter, non si limita ad aggre­gare le fonti delle per­sone che si segue sulla cele­bre piat­ta­forma di micro­blog­ging per­met­tendo un ele­vato livello di appro­fon­di­mento e di personalizzazione.

Dopo averlo atti­vato con­sen­tendo l’accesso dell’applicazione al pro­prio account, è pos­si­bile aggre­gare e per­so­na­liz­zare i con­te­nuti sia sulla base di utenti ed argo­menti sug­ge­riti che in fun­zione delle pro­prie pre­fe­renze al di là di Twitter.

L’aggiornamento dei con­te­nuti avviene con fre­quenza ora­ria e sono dispo­ni­bili anche tutti i prin­ci­pali quo­ti­diani del globo non­ché l’archivio delle prin­ci­pali notizie.

Il con­cetto di socia­lità delle noti­zie e della per­so­na­liz­za­zione dell’esperienza della let­tura sono ele­mento fon­da­men­tale nell’attuale pano­rama media­tico come pare con­fer­mare anche la deci­sione del Washing­ton Post di pro­durre una appli­ca­zione pro­prie­ta­ria che dovrebbe aggre­gare ben 10mila fonti diverse.

L’impatto deva­stante per i gior­nali tra­di­zio­nali in for­mato car­ta­ceo non può che costrin­gere ad un ridi­se­gno totale del pro­dotto così come lo abbiamo cono­sciuto sin ora.