agenda digitale

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Pubblicato il 18 marzo 2014 by Andrea Nelson Mauro, Pier Luca Santoro

Società dell’Informazione: il Ritmo di Crescita delle Regioni in 10 anni | Mappa interattiva

Abbiamo appena supe­rato i 25 anni dalla nascita, almeno quella con­si­de­rata uffi­ciale, di Inter­net. Nicola Bruno per l’occasione ha rea­liz­zato un’infografica che riper­corre in det­ta­glio gli effetti di quella che è stata, ed è, la più grande rivo­lu­zione di tutti i tempi per la comu­ni­ca­zione [intesa come “comu­ni­ca­zione tra gli indi­vi­dui”, come dice Tim Berners-Lee].

Inter­net signi­fica infra­strut­ture, tec­no­lo­gie, ed ovvia­mente  cul­tura digi­tale. Da que­sto punto di vista, come sono cam­biati i ter­ri­tori nei quali viviamo? E, soprat­tutto, con quale ritmo?

Per rispon­dere a que­sta domanda abbiamo preso gli indi­ca­tori Istat sulla società dell’informazione, con l’obiettivo di misu­rare que­sto ritmo di cre­scita regione per regione. Com’è cam­biata la dif­fu­sione di Inter­net, com’è cam­biato il suo uso nelle fami­glie, nelle aziende, nelle pub­bli­che ammi­ni­stra­zioni tra il 2003 e il 2013. Quali sono gli effetti con­creti di que­sta rivo­lu­zione in un ter­ri­to­rio, l’Italia, che ha sem­pre mostrato tutta una serie di grandi dispa­rità tra Nord e Sud.

Le mappe sotto ripor­tate mostrano  i ritmi di cre­scita della dif­fu­sione di inter­net attra­verso dei car­to­grammi che rap­pre­sen­tano le regioni ita­liane defor­mate e colo­rate [dall’azzurro al rosso] in base ai valori di rife­ri­mento. Le regioni del Sud sono quelle inte­res­sate da un ritmo di cre­scita ele­va­tis­simo per quanto riguarda tutti i para­me­tri ana­liz­zati, dal grado di dif­fu­sione di inter­net nelle fami­glie alla dif­fu­sione dei siti web per le imprese, pas­sando per il grado di uti­lizzo di Inter­net nelle imprese e la banda larga nelle ammi­ni­stra­zioni locali.

Resta forte però il diva­rio tra il sud ed il nord del Paese, spac­cato anche in que­sto caso ahi noi, con il Tren­tino Alto Adige che ha un grado di dif­fu­sione di Inter­net nelle fami­glie del 66.9% e la Cam­pa­nia fana­lino di coda al 51.2%. Dispa­rità che cre­sce ulte­rior­mente per quanto riguarda il mondo impren­di­to­riale con l’83% delle imprese del Tren­tino Alto Adige che hanno un sito web e, ultima la Cala­bria al 50.1%.

Col­pi­sce il dato su il grado di uti­lizzo di Inter­net nelle imprese che mostra tassi di cre­scita deci­sa­mente infe­riori agli altri para­me­tri ana­liz­zati e, soprat­tutto, ha indici di pene­tra­zione bas­sis­simi con il Lazio al 51.4%, seguito dal Pie­monte al 41.4%, e la Basi­li­cata, ultima, al 21.5%. Se il dato risente cer­ta­mente delle limi­ta­zioni spesso impo­ste nei luo­ghi di lavoro, resta un ele­mento di forte pre­oc­cu­pa­zione sulle pro­spet­tive di svi­luppo digi­tale del Paese.

Fonte dei dati e istru­zioni per la cor­retta inter­pre­ta­zione dei dati visua­liz­zati dalle mappe: La mappa dell’Italia è vista, e “defor­mata”, secondo gli “Indi­ca­tori ter­ri­to­riali per le poli­ti­che di svi­luppo — Società dell’informazione” dif­fusi da Istat nel 2014 [xls]. Le mappe visua­liz­zano le varia­zioni per­cen­tuali nel periodo 2003–2013 — aggior­nati al gen­naio 2014 — per cia­scun indi­ca­tore, ad esclu­sione dei dati rela­tivi all’utilizzo del PC nelle imprese per i quali ci si ferma al 2007.

Le super­fici delle regioni aumen­tano o dimi­nui­scono in base al ritmo di cre­scita di ogni indi­ca­tore. In azzurro i valori minimi, in rosso i valori mas­simi. Sele­ziona un indi­ca­tore dal menu a ten­dina per visua­liz­zare i rela­tivi dati sulla mappa. Muovi il mouse sulla mappa per visua­liz­zare i valori delle sin­gole regioni.

Il nostro, minimo, con­tri­buto all’agenda digitale.

Bonus track: qui i dati ela­bo­rati con le varia­zioni per­cen­tuali, e invece qui i dati pub­bli­cati da Istat

Gra­fica a cura di Ales­sio Cima­relli e Andrea Nel­son Mauro.Testo di Pier Luca San­toro e Andrea Nel­son Mauro.

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Pubblicato il 18 giugno 2013 by Pier Luca Santoro

Gli Italiani Sono Poco Social?

L’Office for Natio­nal Sta­ti­stics, l’equivalente della nostrana ISTAT per il Regno Unito, ha pub­bli­cato le sta­ti­sti­che sul social net­wor­king in Europa basan­dosi su dati pro­pri e su quelli di Eurostat.

E’ impor­tante segna­lare come per social net­wor­king si intenda la defi­ni­zione più ampia del ter­mine che com­prende inviare mes­saggi a siti di chat, siti di social net­wor­king, blog, new­sgroup, forum di discus­sione e l’uso di instant messaging. 

Dai dati emerge come l’Italia sia la nazione con il minor uti­lizzo di social net­work, nella acce­zione sopra ripor­tata, di tutta Europa. Non solo, ma pur avendo un’elevata pene­tra­zione di smart­pho­nes anche per quanto riguarda l’utilizzo di social net­work da mobile ci atte­stiamo al fondo della clas­si­fica sotto Bul­ga­ria e Grecia.

Se cer­ta­mente il dato nasce dalla bassa pene­tra­zione di Inter­net in gene­rale rispetto al totale della popo­la­zione del nostro Paese rispetto alle altre nazioni, non ne va comun­que tra­scu­rata la por­tata ed il signi­fi­cato di arre­tra­tezza sia in ter­mini di infra­strut­ture che cul­tu­rali, come dimo­stra, anche, la rela­ti­va­mente bassa pene­tra­zione [esat­ta­mente la metà della media UE] anche per quanto riguarda la fascia di età 16–24 anni.

Per chi vive la Rete con inten­sità, come tra gli altri il sot­to­scritto, un richiamo alla realtà nazio­nale di quando in quando è tanto dolo­roso quanto necessario.

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Pubblicato il 20 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

Agende e Analfabetismi Digitali

Si parla, poco, dav­vero troppo poco, dell’agenda digi­tale per l’Italia, ma forse non tutti sanno che la que­stione è da inse­rire nella più ampia agenda digi­tale Euro­pea, pro­gramma di ampio respiro con obiet­tivi spe­ci­fici alle quali ogni stato mem­bro dell’Unione Euro­pea deve adem­piere entro il 2020 ed una serie di sotto-obiettivi con avan­za­menti biennali.

Per quanto riguarda il bien­nio 2013–2014 l’UE ha sta­bi­lito una lista di prio­rità, di obiet­tivi da rag­giun­gere in que­sti due anni, con  7 aree di inter­vento e 101 azioni che i governi di cia­scun Paese devono intra­pren­dere allo scopo. Le 7 macroa­ree sono:

  1. Mer­cato unico digitale
  2. Inte­ro­pe­ra­bi­lità e standard
  3. Fidu­cia e sicurezza
  4. Accesso a Inter­net veloce e ultra-veloce
  5. La ricerca e l’innovazione
  6. Miglio­rare l’alfabetizzazione digi­tale, le com­pe­tenze e l’inclusione
  7. Abi­li­ta­zione dei bene­fici deri­vanti dall’ICT per la società dell’UE

Nell’area dedi­cata all’agenda digi­tale euro­pea viene visua­liz­zata una sco­re­board, un cru­scotto gra­fico che indica il livello di avan­za­mento rela­ti­va­mente agli obiet­tivi definiti.

Ne esi­ste una gene­rale della media di tutte le nazioni ed una per cia­scun Paese. Sot­to­ri­por­tate quella gene­rale e quella rela­tiva all’Italia così da mostrare a colpo d’occhio quale e quanta sia la distanza del nostro Paese rispetto alla media del totale delle nazioni dell’Unione Europea.

- Digital Agenda EU -

- Digi­tal Agenda EU -

- Digital Agenda Italy -

- Digi­tal Agenda Italy -

Sem­pre nell’area dedi­cata all’agenda digi­tale euro­pea è pos­si­bile visua­liz­zare gra­fi­ca­mente una mole impor­tanti di dati sul tema ed effet­tuare com­pa­ra­zioni al riguardo. Dati tutti di grande inte­resse la cui let­tura vale asso­lu­ta­mente il tempo speso. Anche in que­sto caso, come d’abitudine non posso che con­si­gliare di farlo.

Per­so­nal­mente ne ho sele­zio­nati, anche per sin­tesi, tre.

Il primo è rela­tivo al livello di alfa­be­tiz­za­zione infor­ma­tica della popo­la­zione ita­liana rispetto alla media dei 27 stati mem­bri ed indica con chia­rezza l’analfabetismo dila­gante nel nostro Paese, anche, sotto il pro­filo della capa­cità di uti­lizzo dell’ICT. Si noti come la scuola sia com­ple­ta­mente assente nel pro­cesso di for­ma­zione in tal senso.

Analfabeti Digitali

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Gli altri due gra­fici sot­to­stanti sono ine­renti alla pene­tra­zione della let­tura di fonti d’informazione online, con il primo che mostra la ten­denza nel corso degli anni ed il con­fronto con la media UE, ed il secondo che foto­grafa la situa­zione nel 2011 [ultimo dato dispo­ni­bile] per cia­scuno stato membro.

In entrambi i casi balza all’occhio, ancora una volta, la distanza del nostro Paese dalla mag­gior parte delle altre nazioni ed ovvia­mente rispetto alla media degli stessi.

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Agende e anal­fa­be­ti­smo digi­tali. Com­ment is free.

Tempo speso online
Pubblicato il 18 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

Il Futuro Digitale e l’Italia

Sono stati dif­fusi da com­Score al ter­mine della scorsa set­ti­mana due report sul futuro digi­tale, sulle ten­denze in atto negli USA ed in Gran Bretagna.

“2013 UK Digi­tal Future in Focus”, prima di entrare nello spe­ci­fico dei trend rela­tivi al Regno Unito, offre una pano­ra­mica sull’utilizzo di Inter­net in Europa for­nendo il det­ta­glio di 18 nazioni Ita­lia com­presa; anti­ci­pa­zione di “2013 Europe Digi­tal Future in Focus” che verrà rila­sciato a marzo.

Gli utenti attivi nel mese in Ita­lia secondo com­Score sono 28.7 milioni, un dato che sostan­zial­mente coin­cide con quello dif­fuso a dicem­bre da Audi­web  e che con­ferma come ancora oggi in rap­porto alla popo­la­zione la pene­tra­zione di Inter­net nel nostro Paese sia deci­sa­mente infe­riore rispetto alle altre nazioni, anche a quelle che ten­diamo a con­si­de­rare meno “evo­lute” quali la Polo­nia ad esempio.

Con­tro una media delle nazioni prese in con­si­de­ra­zione di 26.9 ore spese men­sil­mente online media­mente dalle per­sone, gli ita­liani ne tra­scor­rono sola­mente 18.5 [31% in  meno] col­lo­can­dosi al fondo della gra­dua­to­ria e dimo­strando dun­que un livello di coin­vol­gi­mento con­si­de­re­vol­mente infe­riore agli altri Paesi.

Tempo speso online

Rispetto ad una media nella EU5 [Gran Bre­ta­gna, Fran­cia, Ger­ma­nia, Ita­lia e Spa­gna] del 57% nella pene­tra­zione degli smart­phone, in Ita­lia siamo al 53%. Un dato comun­que di scarsa rile­vanza rispetto all’utilizzo della Rete in mobi­lità. Infatti se nel Regno Unito quasi un terzo delle pagine viste  avviene attra­verso smart­pho­nes e tablets in Ita­lia si scende al 10.2% [6.7 smart­phone + 3.5% tablet].

Un’arretratezza com­ples­siva pre­oc­cu­pante che ini­zia ad inte­res­sare il dibat­tito pre-elettorale sol­tanto in que­sti ultimi giorni, e comun­que in maniera mar­gi­nale, nono­stante le stime del valore dell’agenda digi­tale, se effet­ti­va­mente imple­men­tata, par­lino di un poten­ziale di crea­zione di ric­chezza di 70 miliardi di euro complessivamente.

Il rap­porto con­ferma inol­tre, anche se i dati in que­sto caso sono rela­tivi solo alla  Gran Bre­ta­gna, quanto era già emerso da nume­rose altre ricer­che rela­ti­va­mente alla com­ple­men­ta­rietà dei diversi device, con smart­phone che ven­gono uti­liz­zati pre­va­len­te­mente durante gli orari di tra­sfe­ri­mento casa-lavoro ed i tablet a fare la parte del leone alla sera in casa.

Utilizzo Internet per Device

Il rap­porto, infine, con i “Twee­ta­ble Highlights” a pagina 69, inse­gna anche che nell’epoca di social media e social net­work faci­li­tare la con­di­vi­sione di infor­ma­zioni è un must.

Reddito Procapite e Indice Impatto Economico del Web
Pubblicato il 10 ottobre 2012 by Pier Luca Santoro

Presente e Futuro Digitale dell’Italia

Di ritorno dall’Internet Festi­val della scorsa set­ti­mana, nella mia rubrica set­ti­ma­nale per l’European Jour­na­lism Obser­va­tory si parla di pre­sente e futuro digi­tale del nostro Paese.

Un excur­sus sulla 4 giorni pisana dedi­cata alla Rete, il punto della situa­zione attuale, sin­te­tiz­zato dalle parole del Pre­si­dente di Goo­gle per l’area See­mea [Europa Sud e Est, Medio Oriente e Africa] al festi­val e i dati pub­bli­cati da «La Voce» sem­pre in que­sti giorni che trac­ciano per l’ennesima volta l’arretratezza ita­liana, ultima della fila in Europa, anche, su que­sto fronte.

Arre­tra­tezza che dovrebbe ini­ziare un per­corso di recu­pero gra­zie alle misure con­te­nute nel decreto svi­luppo varato la scorsa set­ti­mana che ha pre­vi­sto, tra le altre, misure per incen­ti­vare la costi­tu­zione e lo svi­luppo di nuove imprese inno­va­tive, la rea­liz­za­zione di infra­strut­ture, la ridu­zione del digi­tal divide, spe­rando che l’agenda digi­tale non resti nelle buone inten­zioni, come spesso avviene, dive­nendo un taccuino.

Buona let­tura.