advertising

DAUS Facebook
Pubblicato il 29 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Tutto Facebook in 19 Grafici

Sono stati pre­sen­tati ieri i risul­tati economico-finanziari di Face­book rela­tivi al terzo tri­me­stre di quest’anno.

Oltre ai dati di bilan­cio sono stati dif­fusi anche i numeri sull’utilizzo del social net­work più popo­loso del mondo. Nella pre­sen­ta­zione sot­to­stante, per como­dità di let­tura, ho ripreso le slide pub­bli­cate da Face­book al riguardo.

Gli utenti attivi gior­nal­mente cre­scono del 18.6% rispetto al terzo tri­me­stre del 2013 e la quota di coloro che usano quo­ti­dia­na­mente Face­book passa dal 61 al 64% degli utenti mensili.

Incre­mento del 38.6% degli utenti gior­na­lieri da mobile che ora sono 703 milioni [81% del totale]. Coloro che uti­liz­zano Face­book solo da mobile sono 406 milioni, il 30% degli utenti men­sili. Men­tre gli utenti men­sili sono 1,35 miliardi di per­sone [+18% vs terzo trim. 2013]. UNa parte cospi­cua dell’espansione è dovuta alla cre­scita di iscritti in Asia ma anche in USA ed Europa con­ti­nua il trend più che positivo.

I ricavi cre­scono del 58% rispetto al terzo tri­me­stre del 2013 anche se i mar­gini si ridu­cono a causa degli inve­sti­menti delle acquisizioni.

L’ARPU [Ave­rage Reve­nue per User] è signi­fi­ca­ti­va­mente più ele­vata — circa il tri­plo — per gli USA rispetto all’Europa. Deci­sa­mente più ridotta per Asia e resto del mondo.

Variazione Ricavi Gruppi Editoriali
Pubblicato il 27 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Principali Gruppi Editoriali Italiani 2009 — 2013 & 1° semestre 2014

Mer­co­ledì 22 otto­bre scorso Il Fatto Quo­ti­diano ha pub­bli­cato, sulla ver­sione car­ta­cea del gior­nale, un arti­colo che ripren­deva i risul­tati di un’analisi sui bilanci dei prin­ci­pali gruppi edi­to­riali con­dotta dal Uffi­cio Studi di Mediobanca.

Arti­colo molto inte­res­sante, anche se forse dal titolo ecces­si­va­mente scan­da­li­stico, ripreso in maniera ancor più sen­sa­zio­na­li­stica, come’abitudine, da Dago­spia.

Sette Sorelle

Come viene ripor­tato nell’articolo, lo stu­dio è dispo­ni­bile sul sito dell’Ufficio Studi di Medio­banca. Visto che lo stu­dio inte­gra l’analisi effet­tuata dal nostro gruppo di lavoro [1, 2, 3 & 4] aggior­nan­dola con i dati del primo seme­stre 2014, al di là di quanto scritto da Il Fatto Quo­ti­diano, mi pare utile appro­fon­dire quanto emerge.

I gruppi edi­to­riali presi in con­si­de­ra­zione sono 7: Gruppo RCS Media­Group, Gruppo Mon­da­dori, Gruppo Edi­to­riale L’Espresso, Gruppo Il Sole 24 ORE, Gruppo Mon­rif, Gruppo Cal­ta­gi­rone Edi­tore ed Edi­trice La Stampa. Si stima che nel loro insieme i sette gruppi con­si­de­rati rap­pre­sen­tino a fine 2013 il 70% circa dei ricavi com­ples­sivi del set­tore edi­to­riale italiano.

L’evoluzione recente dei mag­giori gruppi edi­to­riali ita­liani si inqua­dra in una ten­denza di più lungo periodo che ha visto in Ita­lia un dif­fuso pro­cesso di disaf­fe­zione verso la carta stam­pata quo­ti­diana. Secondo i dati FIEG a tutto il 2013 le ven­dite dei quo­ti­diani sono calate del 45% rispetto al 1990, feno­meno fat­tosi par­ti­co­lar­mente intenso dal 2008 [-31%]. Nel quin­quen­nio 2009–2013 i ricavi aggre­gati dei sette mag­giori gruppi edi­to­riali ita­liani hanno segnato una fles­sione del 27,7%, ovvero dai 5,8 mld. di euro del 2009 ai 4,2 mld. del 2013.

In det­ta­glio le ridu­zioni hanno riguar­dato la rac­colta pub­bli­ci­ta­ria [-31,3]), la dif­fu­sione [-29%] e i ricavi acces­sori (-16,7%). Il calo più con­si­stente riguarda RCS [-40,4%], su cui ha pesato anche la ces­sione del Gruppo fran­cese Flam­ma­rion nel set­tem­bre 2012 — oltre 200 milioni di euro il suo giro d’affari — Gli altri Gruppi hanno per­duto quote di fat­tu­rato che oscil­lano tra il 29% di Cal­ta­gi­rone ed il 17% della Mon­da­dori che ha segnato il calo più contenuto.

Variazione Ricavi Gruppi Editoriali

La com­po­si­zione dei ricavi è varie­gata tra i Gruppi edi­to­riali: la rac­colta pub­bli­ci­ta­ria è più rile­vante per L’Espresso e Cal­ta­gi­rone [rispet­ti­va­mente 56%-57% del totale], la dif­fu­sione conta di più in RCS, La Stampa e Mon­da­dori [53–55%].

Dav­vero pecu­liare la posi­zione de Il Sole 24 ORE, ove un quarto dei ricavi è gene­rato dall’area soft­ware, che ha por­tato ricavi attorno ai 100 milioni [prima essere ceduta nel mag­gio 2014!!!]. Mon­da­dori genera un quarto delle ven­dite dai libri, e Mon­rif che com­prende atti­vità alber­ghiere per circa 20 milioni di fatturato.

Nel quin­quen­nio Mon­da­dori ha subìto la mag­giore caduta di ricavi pub­bli­ci­tari [-43,2%], ma tutti gli edi­tori hanno segnato fles­sioni supe­riori al 30% con l’eccezione de L’Espresso che ha con­te­nuto la ridu­zione al 18,9%. 

È inte­res­sante notare come per il Gruppo Espresso, nel periodo preso in con­si­de­ra­zione, i ricavi “altri” cre­scano di ben l’80%. Incre­mento che però serve a poco nel risol­le­vare le sorti del gruppo in que­stione poi­chè si tratta di quello per il quale que­sta voce di ricavi ha la minor inci­denza sul bilancio.

principali-gruppi-editoriali-italiani-2009-2013-e-primo-semestre-2014

Anda­mento che, come noto, ha tra­sci­nato l’occupazione che si è ridi­men­sio­nata nel quin­quen­nio del 22,3% coin­vol­gendo circa 4.200 dipen­denti [ed oltre 10mila edicolanti]. 

Down­si­zing, ricam­bio e prov­ve­di­menti con­trat­tuali [cassa inte­gra­zione e soli­da­rietà] però non hanno inciso in pari misura sul costo del lavoro, pas­sato dagli 82mila euro medi del 2009 agli 81mila del 2013. Ne ha risen­tito il Clup [costo del lavoro per unità di pro­dotto], cre­sciuto dal 94,3% al 109,5%.

La per­dita di com­pe­ti­ti­vità dei mag­giori edi­tori tra 2009 e 2013 è pari a 13,7 punti per­cen­tuali [dif­fe­ren­ziale tra la caduta di pro­dut­ti­vità del 14,9% e la mode­sta con­tra­zione del costo del lavoro uni­ta­rio dell’1,2%]. Mon­da­dori e RCS segnano il mag­giore dete­rio­ra­mento di com­pe­ti­ti­vità [-23 punti circa], Mon­rif e La Stampa i minori [8 e 9 punti rispettivamente].

Il mar­gine ope­ra­tivo netto è in deciso peg­gio­ra­mento per tutti i gruppi edi­to­riali presi in considerazione.

principali-gruppi-editoriali-italiani-2009-2013-e-primo-semestre-2014 CLUP & MON

Sulla base di un indice nor­ma­liz­zato che sin­te­tizza tre indi­ca­tori di effi­cienza, red­di­ti­vità ope­ra­tiva e strut­tura finan­zia­ria [Clup, MON/Fatturato e debito finanziario/capitale netto], si può rica­vare una clas­si­fica delle grandi società per per­for­mance com­ples­siva. Nel 2013 L’Espresso risulta il best per­for­mer, men­tre il Sole 24 ORE ha il pro­filo meno vir­tuoso. Nel 2009 L’Espresso occu­pava la mede­sima posi­zione, all’ultimo vi era La Stampa, l’unica società ad avere miglio­rato nell’ultimo quin­quen­nio la pro­pria posi­zione, recu­pe­rando due posti in clas­si­fica. Mon­da­dori si con­ferma seconda in clas­si­fica, seguita da Cal­ta­gi­rone e RCS [sta­bili al terzo e quarto posto]; Il Sole 24 ORE perde due posi­zioni scen­dendo in ultima posizione.

Performance Complessiva Gruppi Editoriali

Il rap­porto di Medio­banca sul pes­simo stato di salute dell’editoria ita­liana con­tiene molte altre infor­ma­zioni ed indi­ca­tori d’interesse. Come d’abitudine non posso che con­si­gliarne la let­tura inte­grale al di là della mia sintesi.

Gli aspri numeri indi­cano con chia­rezza che ad oggi nes­sun gruppo edi­to­riale è riu­scito a tro­vare il ban­dolo della matassa.

Più che nella ridu­zione degli orga­nici, che oltre un certo livello rischia ine­vi­ta­bil­mente di met­tere seria­mente a rischio la qua­lità del pro­dotto, dei gior­nali, si tratta di inter­ve­nire in ter­mini di strut­tu­ra­zione, rior­ga­niz­za­zione e riqua­li­fi­ca­zione degli stessi.

Quando, come in que­sto caso,  le imprese viag­giano su due binari paral­leli che, nella migliore delle ipo­tesi, non si incon­trano, con la parte gior­na­li­stica da un lato e quella gestio­nale dall’altro, come avviene nella grande mag­gio­ranza delle testate ancora oggi, le cose non pos­sono funzionare.

Composizione Organici Giornali

Più che sul taglio dei costi, dove­roso in tempi di crisi [a tal pro­po­sito si ram­menta il valore dell’infor­ma­tiz­za­zione delle edi­cole], si tratta di inter­ve­nire sulla cre­scita dei ricavi.

Cre­scita che deve passare:

  1. Attra­verso un pro­fondo ripen­sa­mento del pro­dotto sin qui sot­to­po­sto, sia nella ver­sione car­ta­cea che in quella digi­tale, a rivi­si­ta­zioni più o meno azzec­cate che ne hanno di fatto lasciata intatta la strut­tura di base.
  2. Apren­dosi dav­vero al pub­blico, appro­prian­dosi anche a que­ste lati­tu­dini dell’idea di ope­ness sul quale si basa il cre­scente suc­cesso del Guardian
  3. Diven­tando punto di rife­ri­mento essen­ziale della pro­pria comu­nità di rife­ri­mento, costruendo intorno alla stessa una serie di bene­fici mate­riali ed imma­te­riali che con­sen­tano di valo­riz­zarla, anche economicamente
  4. Abban­do­nando l’attuale logica di gene­ra­zione di ricavi basata, anche per il digitale/online, solo sul bino­mio vendite-pubblicità, ricer­cando nuove fonti di ricavo [che esi­stono, volendo].

Buon lavoro.

Plans Internet

Repubblica Social Ad Comments
Pubblicato il 23 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Social Ads De Noantri

Riprende la rubrica men­sile “de noan­tri” dedi­cata al meglio del peg­gio, alle cat­tive pra­ti­che, non tanto per pun­tare il dito con fare accu­sa­to­rio quanto per spro­nare a fare di meglio.

È oggi la volta dei social ads, dell’advertising sui social e ovvia­mente in par­ti­co­lare su Face­book. Lo spunto viene for­nito da la Repub­blica che pro­muove appunto con que­sto for­mat l’abbonamento alla pro­pria ver­sione digitale.

Repubblica Social Ad FB

 

Evi­den­te­mente la gestione dell’annuncio pub­bli­ci­ta­rio non deve essere stata affi­data ad un pro­fes­sio­ni­sta degno di que­sto nome se si con­si­dera che, pur essendo attivo dal 26 di set­tem­bre, in circa un mese “piace” a sole 88 per­sone. È chiaro che la sele­zione del tar­get dell’annuncio è stata fatta senza la neces­sa­ria cura, in maniera troppo generale.

Aspetto che emerge con ancor mag­gior chia­rezza leg­gendo i 22 com­menti [a que­sto momento]. Com­menti che sono tutti di insulti, di spre­gio nei con­fronti del quo­ti­diano, chiaro segno che l’annuncio è stato mostrato a per­sone a cui non piace. Ulte­riore segno di debo­lezza nella gestione per un quo­ti­diano la cui pagina Face­book piace alla bel­lezza di quasi due milioni di persone.

Repubblica Social Ad Comments

Com­menti che ancora una volta [sigh!] non ven­gono mode­rati, gestiti, nono­stante con­ten­gano scur­ri­lità di vario genere, come ahimè suc­cede anche per la pagina Face­book stessa del giornale.

Non sarà un caso se tra i casi di suc­cesso che Face­book pro­pone nella pro­pria sezione busi­ness, quella dedi­cata agli inser­zio­ni­sti, non vi sia nes­suno dei media ma siano pre­senti solo imprese di altri settori.

Set­tori che quando pia­ni­fi­cano delle cam­pa­gne su Face­book rispon­dono ai com­menti che ven­gono fatti dalle per­sone, gesti­scono le obie­zioni che ven­gono mosse, dia­lo­gano a tono, dimo­strando che esi­ste la pos­si­bi­lità di farlo, volendo.

In uno dei tanti arti­coli, di oltre due anni fa, che com­pa­iono in Rete sul social media mar­ke­ting viene tra le altre cose scritto: “If you don’t know the peo­ple, or don’t care, it’s pro­ba­bly not social media. It’s just media. It doesn’t mat­ter if it’s crea­ted by an indi­vi­dual or a corporation”. 

Mi pare un’ottima sin­tesi di come la stra­grande mag­gio­ranza delle testate del nostro Paese gesti­scono la loro pre­senza sui social, inclusa quella a paga­mento. I social ads de noantri…

Bonus track quello da fare e da non fare, appunto, con gli ads su Facebook.

ADV Online Sett 2014
Pubblicato il 22 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

L’Adv Online in Italia Ristagna

Sono stati pub­bli­cati i dati  dell’Osservatorio FCP Assoin­ter­net sull’andamento dell’advertising online in Ita­lia, escluso search e social, a set­tem­bre e pro­gres­sivo dei primi nove mesi del 2014.

Se il trend dell’ultimo tri­me­stre pareva, final­mente, indi­care una posi­ti­vità degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari sul Web, set­tem­bre segna un calo del 6%. La sud­di­vi­sione per device/strumento vede il Web al — 6,8%, mobile +14,8%, tablets + 6,1%, smart tv/console — 53,8% rispetto al set­tem­bre 2013.

Il mobile è l’unico che con­ti­nua sta­bil­mente a cre­scere a dop­pia cifra da ini­zio anno ma rap­pre­senta ancora una fetta ristretta del totale degli inve­sti­menti [4.9%]. Inin­fluenti gli inve­sti­menti su tablet e smart tv/console. Per con­tro il Web, che costi­tui­sce la fetta pre­do­mi­nante, con­ti­nua il pro­prio calo ed il pro­gres­sivo dei primi nove mesi segna un –1%.

Cer­ta­mente “vac­che grasse” di que­sti tempi visti i crolli ver­ti­cali degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari per gli altri media tra­di­zio­nali, ma comun­que un indi­ca­tore di come, al di là degli aspetti con­giun­tu­rali, le imprese abbiano cre­scente con­sa­pe­vo­lezza dell’inef­fi­ca­cia del display adv e spo­si­tino l’allocazione di bud­get pub­bli­ci­tari su altri mezzi anche in Rete a comi­ni­ciare dai social ads.

I dati [di]mostrano come anche da que­sta pro­spet­tiva le spe­ranze di recu­peri con­tri­bu­tivi per la mag­gior parte degli edi­tori resti una chi­mera con­fer­mando ancora una volta la neces­sità di uscire dal vetu­sto modello di busi­ness vendite-pubblicità anche, o forse soprat­tutto, per quanto riguarda l’online.

Aggregazioni Audiweb
Pubblicato il 16 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Il Doping di Audiweb

Il Con­si­glio d’Amministrazione di Audiweb,all’inizio di gen­naio 2014, ha appro­vato il nuovo rego­la­mento sull’aggregazione delle audience dei brand di tutti gli edi­tori iscritti al sistema di rile­va­zione. Il nuovo rego­la­mento pre­vede modi­fi­che che garan­ti­ranno una mag­giore tra­spa­renza nella rap­pre­sen­ta­zione delle com­po­nenti di audience di ogni edi­tore, distin­guendo le audience ‘’orga­ni­che” da quelle ‘’aggre­gate o non orga­ni­che’’ deri­vanti da accordi edi­to­riali di ces­sione traf­fico [TAL – Traf­fic Assi­gn­ment Let­ter] attra­verso una rior­ga­niz­za­zione del cata­logo di Audi­web e le regole di com­po­si­zione dei brand e dei channel.

Ad ago­sto, 8 mesi dopo l’approvazione, il det­ta­glio dei dati è dispo­ni­bile solo per il traf­fico da PC ma non da mobile e dun­que il dato della “total digi­tal audience” è ancora viziato, artefatto.

Il gra­fico sot­to­stante — dati Audi­web Ago­sto 2014 — mostra l’incidenza, la quota di utenti unici da PC nel giorno medio sul totale di siti web “aggre­gati”, siti web che di fatto nulla hanno a che fare con la testata in que­stione [pas­sando il mouse ven­gono visua­liz­zati i valori per­cen­tuali]. Si va da una per­cen­tuale del 7.7% di Repubblica.it sino al 66.6% de Il Post.

 

Nel det­ta­glio:

  • Donna Moderna aggrega: Donna Moderna — misya, Donna Moderna — Amando, Donna Moderna — Girai­ta­lia, eDonna Net­work, Donna Moderna — Bam­bi­nieu e Starbene.it per un totale di 52.511 utenti unici nel giorno medio su un com­ples­sivo di 123.724 utenti unici nel giorno medio
  • Il Post aggrega: FilmTV, Sol­dion­line net, Spor­tlive e Gadlerner.it per un totale di 83. 516 utenti unici nel giorno medio su un com­ples­sivo di 125.484 utenti unici nel giorno medio
  • Il Mes­sag­gero aggrega: Hdblog con 46.880 utenti unici nel giorno medio su un com­ples­sivo di 308.180 utenti unici nel giorno medio
  • La Repub­blica aggrega: Tom’s Hard­ware con 66.072 utenti unici nel giorno medio su un com­ples­sivo di 860.433 utenti unici nel giorno medio
  • Quotidiano.net aggrega: QN Hard­ware Upgrade, Pro­mo­qui, Dicios.it, Urban­post ‚ Prontoimprese.it, Lux­gal­lery e Ubi­ten­nis per un totale di 162.040 utenti unici nel giorno medio su un com­ples­sivo di 272.081 utenti unici nel giorno medio
  • TgCom24 aggrega: Meteo.it e panorama.it per un totale di 161.331 utenti unici nel giorno medio su un com­ples­sivo di 419.07 utenti unici nel giorno medio

Tutto que­sto per i canali dichia­rati dagli edi­tori i cui dati, solo da PC, sono dispo­ni­bili, ma ovvia­mente ve ne sono molti altri che sicu­ra­mente li inse­ri­scono nella voce “altro

È ora di fare defi­ni­ti­va­mente luce sulle aggre­ga­zioni per non con­ti­nuare a com­prare il display adver­ti­sing un tanto al chilo. Fate vobis…

Adv per mezzo Ago 2014
Pubblicato il 10 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Investimenti Advertising Italia

Sono stati dif­fusi i dati su gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari per mezzo per il periodo gen­naio — ago­sto 2014. 

La ten­denza è ulte­rior­mente peg­gio­ra­tiva rispetto a luglio che regi­strava un calo dell’0.5% rispetto al mese cor­ri­spon­dente dell’anno pre­ce­dente ed un — 2.2% in con­fronto ai primi sette mesi del 2013. Finito “l’effetto mon­diali” [Il mese di giu­gno si era chiuso a +5,5%] insomma riprende l’andamento nega­tivo degli inve­sti­menti in adver­ti­sing classico.

Rela­ti­va­mente ai sin­goli mezzi, la tv cre­sce del +0,9% nel periodo cumu­lato gen­naio – ago­sto, ma chiude il sin­golo mese a –18%. Il mezzo Stampa con­ferma il peg­gio­ra­mento di luglio, calando del –10,4% nei primi otto mesi e del –7,7% in ago­sto. Inter­net, escluso search e social, con­ferma comun­que l’inversione di ten­denza avviata a giu­gno, chiu­dendo il mese di ago­sto a +6,8% ed in pro­gres­sivo si atte­sta al +0,9%.

Nei primi 8 mesi dell’anno, la quota degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari su Inter­net pesa il 7.5% del totale, quasi pari a quella dei perio­dici [7.8%]. La stampa com­ples­si­va­mente pesa il 21% del totale advertising.

 

Per quanto riguarda gli inve­sti­menti sulla carta stam­pata i perio­dici hanno un anda­mento ancora peg­giore dei quo­ti­diani. In par­ti­co­lare i quo­ti­diani nel loro com­plesso regi­strano –10,1% a fat­tu­rato e –7,1% a spa­zio, men­tre i perio­dici segnano un calo a fat­tu­rato del –11,1% e a spa­zio del –10,9% con i set­ti­ma­nali che regi­strano un anda­mento nega­tivo a fat­tu­rato del –10,8% ed a spa­zio –7,6%. Com­ples­si­va­mente si evi­den­zia dun­que una mag­gior ten­sione sui listini che sulla ven­dita di spazi di per se stessa.

Adv Online Ago 2014
Pubblicato il 2 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Andamento Adv Online Italia

Sono stati pub­bli­cati i dati  dell’Osservatorio FCP Assoin­ter­net sull’andamento dell’advertising online in Ita­lia, escluso search e social.

Final­mente pare esservi un’inversione di ten­denza e per il terzo mese con­se­cu­tivo il trend è posi­tivo. Dopo un giu­gno a +10%, con i Mon­diali di cal­cio segui­tis­simi sui device mobili, ed un luglio a +4,4%, il mese di ago­sto regi­stra una cre­scita del 6,7% rispetto al mese cor­ri­spon­dente dell’anno precedente.

Il fat­tu­rato per mese per device/strumento evi­den­zia come la fetta mag­giore sia ancora rela­tiva agli inve­sti­menti sul Web [ navi­ga­zione da bro­w­ser su tutti i device] che nel pro­gres­sivo dei primi 8 mesi dell’anno pesa il 93.7% del totale.

Forte cre­scita del mobile [msite, app, sms, mms] al + 23% nel pro­gres­sivo ad ago­sto e di Smart TV/Console [App, Dal, Ingame adv] con il +27%. Tra i device sol­tanto il tablet [ app], il cui peso sul totale inve­sti­menti è ancora molto con­te­nuto, regi­stra un decremento.

Com­ples­si­va­mente la cre­scita si atte­sta +1%. Di que­sti tempi è una notizia.

Struttura Ricavi Quotidiani
Pubblicato il 22 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

Peggio di Ieri, Meglio di Domani

“Peg­gio di ieri, meglio di domani”. Potrebbe essere que­sta, in sei parole, la descri­zione di come siano andate le cose nell’industria edi­to­riale ita­liana dell’ultimo decen­nio, e di come con­ti­nuino ad andare anche oggi.

Ini­zia così il Rap­porto 2014 sull’industria dei quo­ti­diani in Ita­lia, rea­liz­zato dall’Associazione Stam­pa­tori Ita­liana Gior­nali [Asig] e dall’Osservatorio tec­nico Carlo Lom­bardi per i quo­ti­diani e le agen­zie di infor­ma­zione, pre­sen­tato que­sto fine set­ti­mana durante Wan-Ifra Ita­lia 2014.

La desk research si com­pone di 5 capi­toli: Il mer­cato dei let­tori, il mer­cato pub­bli­ci­ta­rio, gli indi­ca­tori eco­no­mici, la rete pro­dut­tiva, occu­pa­zione e retri­bu­zioni poli­gra­fi­che, ana­grafe dell’industria edi­to­riale, per un totale di 91 pagine asso­lu­ta­mente da leg­gere con la dovuta attenzione.

Oggi in Ita­lia si ven­dono poco più della metà delle copie che si ven­de­vano vent’anni fa. Dal 1990, anno del mas­simo sto­rico dif­fu­sio­nale con poco meno di sette milioni di copie gior­na­liere, si è scesi pro­gres­si­va­mente sino ad arri­vare attual­mente a meno di quat­tro milioni di copie; un calo del 45.3%. È chiaro che dun­que la crisi dei gior­nali venga da lon­tano. Il digi­tale ha sol­tanto acuito pro­blemi già esi­stenti e manifesti.

Il con­so­li­dato del primo seme­stre 2014 mostra come rispetto al totale della dif­fu­sione utile [ven­dite car­ta­cee, abbo­na­menti pagati, ven­dita copie digi­tali], il digi­tale rap­pre­senta ancora una quota mode­sta [12%], con­tro l’80% delle ven­dite in edi­cola e l’8% degli abbo­na­menti one­rosi, a pagamento.

Diffusione Quotidiani 1 sem 2014

Gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari, tra il 2004 ed il 2013, sulla stampa [quo­ti­diani + perio­dici] si ridu­cono di oltre la metà. Quello che col­pi­sce in par­ti­co­lare è l’andamento del fat­tu­rato medio per modulo pub­bli­ci­ta­rio che crolla del 54.4%. Il calo è dun­que mag­gior­mente legato al crollo dei listini pra­ti­cati più che alla ven­dita di spazi pub­bli­ci­tari di per se. Insomma, nel com­plesso, si vende lo stesso numero di spazi ma ad un valore dra­sti­ca­mente più basso.

Fatturato Medio per Modulo

I pro­dotti e ser­vizi digi­tali rap­pre­sen­tano una nuova fonte di ricavo per l’industria edi­to­riale, ma la strada da per­cor­rere per­ché il busi­ness edi­to­riale possa soste­nersi sol­tanto — o in pre­va­lenza — sul digi­tale è ancora molto lunga. La quota di fat­tu­rato rap­pre­sen­tata attual­mente dalla ven­dita di pro­dotti, ser­vizi e pub­bli­cità digi­tale da parte delle aziende edi­trici di quo­ti­diani di tutto il mondo è del 7%, e si pre­vede che tra oggi e il 2017 que­sta per­cen­tuale possa salire a non oltre il 10% del fat­tu­rato complessivo.

Struttura Ricavi Quotidiani

Il costo del lavoro, di cui tanto si è discusso con il Pre­si­dente dell’OdG Enzo Iaco­pino e Franco Siddi, Segre­ta­rio gene­rale della Fede­ra­zione Nazio­nale della Stampa Ita­liana, durante la pre­sen­ta­zione del rap­porto dell’Ordine dei Gior­na­li­sti sul Gior­na­li­smo Digi­tale in Ita­lia, rap­pre­senta il 35% del totale dei costi nelle aziende edi­trici di quo­ti­diani. Sono invece i ser­vizi, che per le imprese edi­to­riali sono costi­tuiti essen­zial­mente dal ser­vi­zio di distri­bu­zione delle copie e dalla stampa presso terzi per que­gli edi­tori che non dispon­gono di cen­tri stampa gestiti direttamente.

Come dicevo durante la pre­sen­ta­zione, e come ho sot­to­li­neato in molte altre occa­sioni, lavo­rare, final­mente, all’informatizzazione delle edi­cole, al di là di ogni altra pos­si­bile con­si­de­ra­zione, por­te­rebbe un saving signi­fi­ca­tivo sulla distri­bu­zione e sui costi delle rese che andrebbe ad impat­tare diret­ta­mente sui ricavi.

Composizione Costi

SMM Foto
Pubblicato il 16 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

Dimenticatevi Tutto Quello che Sapevate sui Social Media

La pre­sen­ta­zione sot­to­stante: “For­get eve­ry­thing you knew about social media” fa il punto sul social media mar­ke­ting in maniera tanto scan­zo­na­to­ria quanto efficace.

Sono 7 i prin­ci­pali takea­ways che vale la pena di tenere a mente:

  1. Il social web NON è gratis
  2. Il web è social: Non avete scelta
  3. Le regole del gioco non sono cam­biate ma si sono evolute
  4. Non agite come se ave­ste una com­mu­nity e/o dei fan
  5. Inte­grate comu­nità verticali
  6. Il social web è una fonte di grande conoscenza
  7. La “kil­ler app”: Costruire rela­zioni umane

 

“Bonus track”: Pay to play: the end of free social media mar­ke­ting? Pub­bli­cato ieri sul Guardian.

Total Digital Audience Maggio 2014
Pubblicato il 15 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

La Total Digital Audience dei Quotidiani Italiani

Sono stati pub­bli­cati i dati Audi­web rela­tivi a Mag­gio 2014 della “total digi­tal audience”, degli utenti sia da PC che, final­mente, da mobile.

Ho sele­zio­nato i prin­ci­pali quo­ti­diani main­stream, le prin­ci­pali testate che hanno una cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea per veri­fi­care il peso del mobile sul totale degli utenti unici nel giorno medio e il valore delle visite da mobile in ter­mini di pagine viste, quelle che gene­rano reddito.

La Stampa, tra le testate prese in con­si­de­ra­zione, è il sin­golo gior­nale con la mag­gior inci­denza di utenti da mobile [31%]. All’estremo oppo­sto Il Gior­nale con il 17%.

I gra­fici inte­rat­tivi sot­to­stanti for­ni­scono il det­ta­glio di utenti unici totali, utenti da PC, da mobile, ed inci­denza del mobile sul totale per cia­scun quotidiano.

Per la stra­grande mag­gio­ranza delle testate il numero di pagine viste da mobile ha un inci­denza deci­sa­mente ridotta rispetto a quella rile­vata in ter­mini di utenti unici. Chi visita da mobile fa meno pagine viste.

Con il cre­scente uti­lizzo di inter­net in mobi­lità, si tratta dell’ennesima evi­denza di come, a pre­scin­dere da tutte le altre pos­si­bili con­si­de­ra­zioni sul tema, le pagine viste NON deb­bano essere il para­me­tro prin­ci­pale di valu­ta­zione [e di resa eco­no­mica] per l’informazione online.

Ad per­pe­tuam rei memoria [*]

Su tempo di per­ma­nenza, pagine viste [e din­torni] da leg­gere: “From Rela­ted Sto­ries to Rela­ted Knowledge”

[*] A per­pe­tua memo­ria della cosa.

Older Posts